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ISMEA: VENDITE DI BIOLOGICO A +9,2% NEL 2025

ISMEA: VENDITE DI BIOLOGICO A +9,2% NEL 2025

Ismea pubblica il rapporto “Biologico: gli acquisti alimentari delle famiglie, Spesa del 2025”

 

Il rapporto, che si basa sulle rilevazioni di Nielsen IQ, analizza l’andamento del mercato alimentare biologico in Italia, evidenziando una crescita del 9.2% sull’anno precedente del 9,2%, la più alta dell’ultimo quinquennio, se si esclude il 2020 eccezionale della pandemia.

Il valore degli acquisti domestici di prodotti biologici raggiunge i 4,44 miliardi di euro, in gran parte transitati per le casse dei supermercati.

Tra i prodotti più richiesti ci sono latte e derivati (+17,7%) e uova fresche (+14,9%), ortofrutta (rappresenta la voce di spesa più importante nello scontrino biologico, 42,7%); le categorie che hanno segnato riduzioni sono i salumi (-15,6%) e le carni (-10,9%), peraltro parte minuscola del carrello della spesa biologica; in contrazione anche oli e grassi vegetali (-11,6%), ma in gran parte in conseguenza a una riduzione dei prezzi unitari dopo il picco dell’anno precedente. Stabile la spesa per il segmento del vino e spumanti.

E’ significativo il fatto che si sia raggiunta per la prima volta una quota del 4% sul totale dei consumi alimentari, così com’è positivo che il valore degli acquisti biologici cresca a un tasso decisamente superiore rispetto a quello complessivo del paniere agroalimentare (+9,2% contro +3,7%).

Coprono quote superiori al 10% della rispettiva categoria miele (16.4%), uova fresche (14.7%) e frutta fresca (10.9%); sopra la media anche ortaggi, latte e derivati, bevande analcoliche, oli e grassi vegetali.

 

Il rapporto completo si può scaricare a pagina https://www.ismeamercati.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13717

ALTROCONSUMO: TROPPI PESTICIDI NELLE CONFETTURE (E LA MIGLIORE È BIOLOGICA)

ALTROCONSUMO: TROPPI PESTICIDI NELLE CONFETTURE (E LA MIGLIORE È BIOLOGICA)

Residui rilevati in 13 campioni su 19

 

La rivista Altroconsumo ha analizzato 19 confetture e preparazioni a base di albicocca, valutandone qualità, sicurezza, contenuto di frutta, etichettatura e gusto.

Dalle analisi di laboratorio è emersa la presenza di residui di pesticidi in ben 13 dei 19 campioni (68%); i residui sono risultati entro i limiti di legge, ma si tratta sempre di sostanze sospette cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione, oppure possibili interferenti endocrini; inoltre, com’è noto, le procedure di autorizzazione non valutano l’effetto cocktail, cioè le possibili interazioni di più sostanze pur singolarmente entro i limiti legali, tant’è che nella sua valutazione Altroconsumo ha comunque penalizzato i prodotti contenenti sostanze più problematiche dal punto di vista tossicologico.

 

In testa alla classifica e con il titolo di Migliore del Test si piazza Rigoni di Asiago Fiordifrutta Albicocche Bio, che ottiene 86 punti. Buon risultato anche per il prodotto convenzionale Puertosol Eurospin Confettura extra di albicocca con 73 punti, nessun residuo e un prezzo tra i più bassi del test.

Tra i prodotti con un buon risultato rientrano anche Alce Nero Albicocche 100% Bio e la convenzionale Terre d’Italia Confettura extra di albicocche prodotta da Orogel, entrambe con 71 punti.

La prova di assaggio alla cieca ha evidenziato differenze limitate tra i prodotti, generalmente giudicati gradevoli.

Un altro caso in cui i prodotti biologici dimostrano non solo di avere un minor impatto ambientale, una maggior sostenibilità e di non presentare residui di sostanze nocive, ma anche di poter vantare performance tecnologiche e organolettiche invidiabili.

Leggi qui di più: https://www.altroconsumo.it/alimentazione/creme-e-confetture/news/test-confetture-2026

CONSUMARE ORTOFRUTTA NON BIOLOGICA ALZA I LIVELLI DI PESTICIDI NELL’ORGANISMO

CONSUMARE ORTOFRUTTA NON BIOLOGICA ALZA I LIVELLI DI PESTICIDI NELL’ORGANISMO

Una ricerca pubblicata sull’International Journal of Hygiene and Environmental Health conferma che il consumo di frutta e verdura convenzionali aumenta in modo misurabile il livello di pesticidi nelle urine. Il lavoro esprime anche preoccupazione per la mancata considerazione dell’effetto cocktail.

Nell’articolo si legge:

“Gli studi sugli interventi alimentari dimostrano che il passaggio da una dieta convenzionale al consumo di alimenti biologici rappresenta un modo efficace per ridurre l’esposizione ai pesticidi di sintesi e, potenzialmente, ottenere benefici per la salute. Sono quindi necessari strumenti educativi e orientamenti alimentari per offrire modi per ridurre l’esposizione ai pesticidi attraverso la dieta, specialmente durante fasi sensibili dello sviluppo come la gravidanza e l’infanzia, tenendo presente che il consumo di frutta e verdura è associato a molteplici benefici per la salute”.

 

“Gli studi di intervento con diete basate su alimenti biologici mostrano ripetutamente rapide

riduzioni dei livelli di pesticidi misurati nelle urine”.

“Alcune ricerche hanno osservato che il consumo di alimenti a basso livello di residui non era associato a un aumento dell’esposizione ai pesticidi e, in altri casi, non era associato a effetti negativi sulla salute, mentre lo era il consumo di alimenti ad alto livello di residui”.

 

“Sono necessari metodi per valutare l’esposizione alimentare alle miscele di pesticidi al fine di caratterizzare e mitigare i rischi che questi comportano per la salute umana, in particolare per i bambini e durante la gravidanza.

In questo studio dimostriamo che il consumo di frutta e verdura, ponderato in base al carico di pesticidi, è associato a livelli crescenti di biomarcatori di pesticidi nelle urine”.

 

Ma non vogliamo anticipare troppo, potete leggere l’intero studio, che si può scaricare gratuitamente:

Alexis M. Temkin, Varun Subramaniam, Alexa Friedman, Elvira Fleury, Dayna de Montagnac, Chris Campbell, David Q. Andrews, Olga V. Naidenko, A cumulative dietary pesticide exposure score based on produce consumption is associated with urinary pesticide biomarkers in a U.S. biomonitoring cohort, International Journal of Hygiene and Environmental Health, Volume 270,

2025, 114654, ISSN 1438-4639, https://doi.org/10.1016/j.ijheh.2025.114654.

(https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1438463925001361)

GERMANIA, L’AVVENTURA DELL’AGRICOLTURA BIOLOGICA

GERMANIA, L’AVVENTURA DELL’AGRICOLTURA BIOLOGICA

Per la prima volta, 5 aziende biologiche tedesche uniscono le forze per un’iniziativa promozionale nazionale

Cinque aziende di rispettabili dimensioni (Allos, Bauck Mühle, Gläserne Milcherei, Holle e Voelkel) stanno avviando un’iniziativa promozionale innovativa (almeno per il settore biologico).

Si tratta dell’album “Abenteuer Bio-Landwirtschaft” (l’avventura dell’agricoltura biologica) per la raccolta di figurine rivolto alle famiglie, con l’obiettivo di aumentare la conoscenza (e ovviamente incentivare gli acquisti).

L’iniziativa, ideata e coordinata da Voelkel, partirà a maggio nel canale specializzato. L’album (in carta certificata FSC) di 44 pagine raccoglierà 120 figurine autoadesive (tutto riciclabile nella carta, anche il supporto delle figurine) e vede il sostegno della rivista per i consumatori Schrot&Korn e della Bündnis für eine enkeltaugliche Landwirtschaft (l’Alleanza per un’agricoltura a misura di nipote, un’associazione di organizzazioni della società civile e aziende biologiche impegnata a promuovere la transizione agricola ecologica), ma è coinvolta direttamente anche l’azienda italiana Panini spa (leader mondiale nel settore delle figurine) che si occuperà della stampa del materiale.

La raccolta è semplice ed è legata all’acquisto di prodotti; acquistandone tre delle aziende promotrici si riceve una bustina di figurine (ne saranno in circolazione quasi 10 milioni, mentre gli album diffusi sono circa 180mila).

I temi dell’album sono l’agricoltura, la zootecnia, la trasformazione dei prodotti e il ruolo del suolo per l’alimentazione. Completano il tutto puzzle, ricette, un ricco corredo di illustrazioni e un concorso (si tratta di indovinare quante coccinelle sono riprodotte nell’album) che mette in palio una vacanza in agriturismo biologico e venti pacchi di degustazione dei prodotti delle aziende partner.

“La campagna unisce il piacere intelligente con una conoscenza approfondita dell’agricoltura biologica e contemporaneamente incentiva la domanda nei negozi specializzati biologici”, ha detto Jurek Voelkel, direttore marketing e vendite di Voelkel, aggiungendo: “In tempi di tante situazioni di crisi la cooperazione è un punto di forza importante per il nostro settore, sia che si tratti di acquisto, di produzione o di marketing. Credo che la nostra “Avventura dell’agricoltura biologica” rappresenti un esempio rivoluzionario di questo convincimento”.

Vuoi saperne di più? https://voelkel.bio/pressemitteilungen/panini-sticker-sammelheft-abenteuer-bio-landwirtschaft/

COMMISSIONE EUROPEA, INDAGINE SUL BIOLOGICO NELLA RISTORAZIONE SCOLASTICA

COMMISSIONE EUROPEA, INDAGINE SUL BIOLOGICO NELLA RISTORAZIONE SCOLASTICA

Un questionario per capire il rapporto tra amministrazioni locali e prodotti biologici e per individuare strumenti di valorizzazione

 

Se la Danimarca svetta (da anni quasi tutte le derrate utilizzate nelle mense scolastiche sono biologiche), l’Italia è comunque nella fascia alta della classifica sull’uso di prodotti biologici nella ristorazione collettiva pubblica, un primato favorito dalla normativa.

Già l’articolo 59 della legge n.488/1999, la “Finanziaria 2000” disponeva che “per garantire la promozione della produzione agricola biologica e di qualità, le istituzioni pubbliche che gestiscono mense scolastiche e ospedaliere prevedono nelle diete giornaliere l’utilizzazione di prodotti biologici, tipici e tradizionali nonché di quelli a denominazione protetta”, poi sono venuti i Criteri Ambientali Minimi (CAM) adottati nell’ambito del Piano per la sostenibilità ambientale dei consumi del settore della pubblica amministrazione, che fissano percentuali elevate (per quanto variabili) per le derrate biologiche da utilizzare.

La ristorazione collettiva ha un ruolo importante, sia per la divulgazione (le amministrazioni sono tenute a organizzare attività informative sulla qualità dei prodotti utilizzati) che in termini di consumo.

La Commissione europea ne è consapevole e ha lanciato un questionario rivolto alle amministrazioni locali sulle esperienze relative agli alimenti biologici nella ristorazione pubblica e sulle attività educative incentrate sulla tematica degli alimenti biologici.

L’obiettivo è disporre di un quadro complessivo della situazione nei 27 Paesi membri, anche allo scopo di avviare ulteriori politiche mirate alla maggior diffusione dei prodotti biologici nello specifico canale.

La raccolta dei dati si è conclusa il 20 novembre 2025 ed è quindi troppo presto per conoscere i risultati, ma è certamente positiva l’intenzione della Commissione di mappare le esperienze attuali della pubblica amministrazione in materia di alimenti biologici nella ristorazione collettiva.

Le informazioni saranno utili per valorizzare le esperienze più significative, a anche per studiare forme di sostegno alle amministrazioni impegnate nel miglioramento della qualità degli alimenti nei servizi pubblici in tutta Europa.

 

Nell’attesa dei risultati, non si può più rispondere, ma si può leggere il questionario a pagina https://a.cawi24.pl/organicfoodit/?tqs=X&tqlc=it&tqc=it.

CERVELLO PIÙ IN SALUTE CON GLI ALIMENTI BIOLOGICI

CERVELLO PIÙ IN SALUTE CON GLI ALIMENTI BIOLOGICI

Una ricerca pubblicata sull’European Journal of Nutrition segnala un’associazione positiva del consumo di alimenti biologici con le funzioni cognitive negli adulti di mezza età e negli anziani

 

L’articolo “Organic food consumption is positively associated with cognitive function among middle-aged and older adults: cross-sectional and longitudinal analyses” (https://link.springer.com/article/10.1007/s00394-024-03555-z) pubblicato sull’European Journal of Nutrition indica che i risultati della ricerca hanno rivelato un’associazione positiva tra il consumo di alimenti biologici e le funzioni cognitive negli anziani, e in particolare delle donne, con una riduzione del rischio di Disturbo Cognitivo Lieve (Mild Cognitive Impairment, MCI) pari a 0,80.

A esercitare l’effetto positivo è sia il consumo di alimenti biologici di origine animale che di alimenti biologici di origine vegetale (riduzione rispettivamente del 27% e del 20% del rischio di disturbo cognitivo).

Nelle conclusioni i ricercatori indicano che i loro risultati sottolineano i benefici cognitivi delle diete biologiche, in particolare nel mitigare il rischio di MCI tra le donne. Data la crescente intensificazione dei casi di deterioramento cognitivo e della demenza, l’identificazione di fattori alimentari modificabili e la formulazione di interventi dietetici mirati alla salute cognitiva rappresenta una componente cruciale delle strategie di prevenzione, anche riconoscendo la natura specifica di questa associazione in base al sesso.

Tra i punti di forza dello studio l’ampiezza del campione rappresentativo a livello nazionale, la durata (il follow up è stato a 3,7 anni), l’aggiustamento completo per i potenziali confondenti e l’esame sia del consumo globale di alimenti biologici che di specifiche categorie alimentari.

Va da sé che è opportuno integrare il consumo di cibo biologico in programmi di miglioramento complessivo dello stile di vita che comprendono attività fisica, allenamento cognitivo, impegno sociale e qualità alimentare generale.

 

Potete approfondire qui: https://www.foodtimes.eu/consumers-and-health/organic-diet-cognitive-function/