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Agricoltura 4.0 è compatibile con il bio?

L’Agricoltura 4.0 è compatibile con l’agricoltura biologica e biodinamica? Sarà questo, in sintesi, il tema centrale del convegno che si terrà a Bologna Fiere – Sana 2017, il prossimo 9 settembre.

L’evento, che prende il nome di “Agricoltura 4.0: compatibilità e adattamento all’agricoltura biologica e biodinamica”, è organizzato da CIA e ANABIO.

Agricoltura 4.0 e bio: si può

L’obiettivo del convegno, fanno sapere gli organizzatori, è verificare la compatibilità e l’adattamento di nuove soluzioni tecnologiche all’agricoltura di precisione.

Esperti scientifici e tecnici di primo livello del settore discuteranno della fattibilità di un connubio tra i due sistemi, presentando un caso aziendale che ha concretamente iniziato a utilizzare queste soluzioni.

Secondo le Linee Guida del Ministero delle Politiche Agricole, entro il 2021, il 10% della superficie agricola dovrà essere occupata da agricoltura di precisione. Ad oggi, solo l’1% delle superfici lo è. Per riuscire ad avere una spinta significativa in questa direzione, secondo gli organizzatori dell’evento, le filiere agroalimentari italiane hanno l’esigenza di investire in soluzioni digitali (agricoltura 4.0 per l’appunto) e di gestire le numerose informazioni metriche che ne derivano. Gli scenari che possono aprirsi grazie al connubio Agricoltura 4.0 e agricoltura di precisione sono molteplici e votate a garantire un approccio più solido ai mercati.

Il programma dell’evento

I lavori inizieranno sabato mattina alle ore 10:00 con la registrazione dei partecipanti. Seguirà il saluto di Federico Marchini, Presidente Anabio.

Dopo questa prima parte, avranno inizio i vari interventi programmati. Alle 10:30, sarà la volta di Andrea Berton (CNR – IFC Firenze) e di Alessandro Matese (CNR – Istituto di Biometereologia di Firenze, che parleranno di “Nuove tecnologie di monitoraggio in agricoltura di precisione”.

A seguire, Filippo Renga, Responsabile Smart Agrifood, che tratterà di “Innovazione digitale nella Filiera del Latte”. Chiuderà questa parte, Raffaella Mellano, Presidente Cooperativa Natura e Alimenta, che presenterà il caso aziendale “Cooperativa Natura e Alimenta”.

Alle 11:30, si aprirà il dibattito durante la Tavola rotonda coordinata da  Lorenzo Tosi, Seguirà poi un dibattito conclusivo (ore 12:30) e le conclusioni del Vicepresidente Cia, Antonio Dosi.

Fonti:

http://www.feder.bio/agenda.php?nid=1211

http://www.feder.bio/files/2019.pdf

Carnemolla (FederBio): “Basta scomuniche contro il Biodinamico”

Campo di grano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non si placano le polemiche sul settore agricolo biodinamico. Tutto è nato in occasione del 34esimo convegno internazionale sul comparto, organizzato nell’ateneo Federico II di Napoli. Una parte della comunità scientifica, in occasione dell’evento, si è infatti scagliata contro quella che considera come “stregoneria agricola”.

Le associazioni del settore, però, non ci stanno. E ribattono punto su punto. “L’agricoltura biodinamica è una risorsa economica e ambientale, pienamente inserita nel mondo più vasto del biologico, e chiede impegno nella ricerca e nella formazione”, è il commento di Paolo Carnemolla, presidente di Federbio, la federazione delle sigle del comparto agroalimentare che, in Italia, non fanno ricorso a prodotti chimici nei campi.

Il biodinamico come opportunità

In una lettera inviata al Corriere della Sera, Carnemolla ha ricordato in primis il grande successo del settore bio, che potrebbe avere un effetto trainante su tutto il comparto agroalimentare:

Il settore cresce al ritmo del 20% ogni anno e sono già diversi i Paesi del Nord Europa che guardano con interesse ai nostri prodotti. In molti infatti hanno manifestato la loro disponibilità ad accogliere un aumento del 25% di export bio dal nostro Paese”. Una richiesta che consentirebbe di aumentare di circa 300 milioni di euro il fatturato annuo dei prodotti biodinamici Made in Italy destinati all’export. “Vogliamo buttarli via per una questione di principio, come propongono di fare alcune società scientifiche?”, si chiede Carnemolla.

Il biodinamico, sottolinea inoltre, non è una parte marginale dell’agroalimentare biologico, ne è anzi componente fondamentale. Carnemolla parla apertamente di “scomunica” operata nei confronti di alcuni docenti universitari che hanno dato la propria disponibilità ad avviare un percorso di ricerca nel campo del biodinamico. “Una scomunica che nasce da pregiudizi e luoghi comuni, che nulla hanno a che vedere con la scienza, che invece dovrebbe indagare senza preconcetti”.

D’altro canto, il presidente di FederBio si dice convinto che “la gran parte dei ricercatori italiani non è disposta a istituire un nuovo indice delle pratiche proibite. Al contrario, la comunità scientifica vuole confrontarsi su numeri e fatti. Il settore biodinamico è pronto a rispondere: questo tipo di agricoltura non si oppone all’indagine scientifica, ma anzi la sollecita, per affinare le tecniche di coltivazione e scoprirne di nuove”.

E conclude sottolineando come il biologico non abbia “multinazionali alle spalle e che abbia invece bisogno di ricerca scientifica pubblica e libera”.

Il biodinamico per la protezione umana e ambientale

In Italia, secondo i dati snocciolati dal presidente di FederBio, vengono impiegati ogni anno quasi 1,5 milioni di quintali di pesticidi. Una quantità di prodotti chimici che viene poi distribuito sulle tavole di milioni di italiani.

Conosciamo gli effetti nefasti per la salute umana delle sostanze chimiche usate sui campi. E anche se sono pochi i singoli prodotti alimentari che risultano fuori norma, è anche vero che i residui chimici si accumulano di volta in volta: nessuno ha mai indagato su cosa fa lo zero-virgola-qualcosa di residuo di pesticidi aggiunto allo zero-virgola-qualcosa aggiunto alla zero-virgola-qualcosa e così via”.

Ecco perché, secondo Carnemolla, ci si dovrebbe occupare di questo tipo di problemi e non del fatto che “il biodinamico sia o non sia una pseudoscienza.

Tra l’altro questa tecnica di coltivazione ha anche importanti ricadute ambientali: migliora la tenuta idrogeologica dei terreni, incrementa la capacità di assorbimento dei gas serra, rallenta il processo di desertificazione, interviene positivamente nella difesa del paesaggio.

Biodinamico “progenitore” del bio

Sullo stesso argomento, Carnemolla è poi intervenuto con un articolo sull’Huffington post. Dove ha sottolineato che il biodinamico è il primo in ordine di tempo dei metodi agricoli biologici. Una pratica agricola ecologica che porta con sé un bagaglio di esperienze e conoscenze quasi secolare.

Concludendo, il presidente FederBio ricorda anche l’importante riconoscimento che le istituzioni comunitarie hanno conferito al settore già 25 anni fa:

L’agricoltura biodinamica dal 1991 è normata e certificata nell’Unione Europea al pari di quella biologica, di cui condivide quindi tutte le basi scientifiche e tecniche e l’impianto normativo, oltre che il sistema di certificazione”.

FONTI:

http://www.feder.bio/comunicati-stampa.php?nid=1099

http://www.huffingtonpost.it/paolo-carnemolla/quanto-accanimento-contro-il-biodinamico-e-se-invece-si-facesse-piu-ricerca_b_13281816.html

http://www.ilfoglio.it/scienza/2016/11/12/news/universita-biodinamica-la-federico-ii-si-occupa-di-stregoneria-agricola-106578/

http://www.suoloesalute.it/lagroecologia-la-rinascita-del-sud-convegno-napoli/

Riparte l’Accademia Bio. Primo appuntamento: la certificazione biologica

Ripartono i corsi di formazione dell’Accademia Bio, la scuola di specializzazione in agricoltura biologica e biodinamica, organizzata da FederBio.

Il percorso formativo per l’anno accademico 2016-2017 riprenderà a settembre e sul sito della Federazione sono già disponibili tutti i corsi programmati dall’autunno al prossimo aprile.

Per un’impresa agroalimentare avvicinarsi al settore degli alimenti biologici può essere impegnativo e rischioso se non c’è la necessaria conoscenza dei suoi elementi caratterizzanti“, scrivono gli organizzatori sul sito di FederBio. “Come tutti i sistemi della qualità, infatti, anche il biologico presuppone un’organizzazione aziendale e un’attenzione ad aspetti sostanziali che non si limitano alla cura dell’alimento in sé, ma che riguardano la tracciabilità, l’organizzazione dei cicli di produzione, le attività di sanificazione e le prescrizioni sulla sicurezza alimentare e, naturalmente, l’etichettatura degli alimenti“.

La formazione diventa quindi un prerequisito essenziale per la buona riuscita di un’azienda agricola biologica.

Il primo corso si intitolerà “La gestione della certificazione biologica per le aziende agroalimentari” e si terrà a Bologna il 29 e il 30 settembre prossimi, presso la sede dell’Associazione Seneca, in piazza dei Martiri, 8. Le iscrizioni sono già aperte e si chiuderanno il 16 settembre.

accademia bio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’evento di formazione è aperto a tutti, anche se è pensato specificatamente per titolari di aziende agricole, responsabili della qualità, personale impiegato nella produzione e consulenti aziendali.

L’obiettivo principale del corso è di trasmettere le conoscenze necessarie alla creazione di un sistema di gestione aziendale che sia in grado di produrre alimenti biologici conformi, spiegando nel dettaglio i relativi sistemi di controllo e certificazione.

Il corso sarà diviso in due parti. Durante la prima giornata si discuterà di:

  • “Principi e obiettivi della normativa biologica”
  • “Gestione della certificazione biologica: fase di ottenimento”
  • “Gestione della certificazione biologica: fase di mantenimento”

La seconda giornata di lavori sarà invece focalizzata su:

  • “Sistema di controllo e certificazione”
  • “Certificazione di un alimento biologico: la formulazione di una ricetta biologica (ingredienti, ausiliari e additivi utilizzabili); l’etichettatura dei prodotti alimentari”.

Tutti gli appuntamenti dell’Accademia Bio dell’autunno di quest’anno si terranno a Bologna, mentre dal prossimo anno saranno attivati dei corsi anche a Roma.

Per iscriversi al corso, è necessario collegarsi al sito di Federbio e compilare il form di iscrizione: http://www.feder.bio/Form-iscrizione-Accademia-Bio.php

FONTI:

http://www.feder.bio/Calendario_Corsi_Accademia_Bio.php

http://www.feder.bio/Corso_La_gestione_della_certificazione_biologica_per_le_aziende_agroalimentari.php

http://www.feder.bio/files/1756.pdf

FederBio: il Piano strategico per il bio sia frutto di una strategia unitaria di settore

In questi giorni, FederBio, la Federazione italiana agricoltura biologica e biodinamica, punto di riferimento per l’intero settore italiano, ha indirizzato una lettera a tutti gli Assessorati all’agricoltura delle Regioni e delle Province autonome, nonché al Viceministro Olivero.

L’oggetto della missiva riguarda il Piano strategico nazionale per il bio, annunciato un anno fa e inerente la predisposizione di un piano nazionale per la ricerca e l’innovazione in agricoltura biologica e la costituzione di un comitato permanente di coordinamento per la ricerca nel settore.

L’intendo della Federazione è attirare l’attenzione delle parti in causa sulla necessità di attivare una strategia unitaria per un settore in continua crescita, nonostante la crisi dei diversi comparti dell’agricoltura nazionale.

Come precisa Paolo Carnemolla, presidente FederBio: “La Federazione è stata sin dall’inizio convinta sostenitrice dell’iniziativa del Piano strategico nazionale per il settore, sviluppata anche durante EXPO attraverso la discussione nel tavolo di settore presso il Ministero. Non conosciamo ancora il testo definitivo che verrà sottoposto alla valutazione delle Regioni e nemmeno la quantificazione delle risorse disponibili a livello nazionale, che ci aspettiamo saranno adeguate e proporzionali rispetto all’importanza  del settore, come già avviene in molti piani regionali, ma siamo tuttavia fermamente convinti della necessità di una strategia nazionale per il settore che consenta, anche se in ritardo, ma con il traguardo della revisione di medio termine, di poter finalmente convergere sia a livello istituzionale che di rappresentanze di settore verso obiettivi e strumenti condivisi e utili“.

piano bio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La richiesta della Federazione, che arriva proprio nel momento in cui l’iter di concertazione e adozione del piano stesso sta giungendo a conclusione, è in sintesi di aprire, e mantenere aperta nel tempo, una discussione proficua e stringente che porti ad approvare nel più breve tempo possibile il Piano e avviarne quanto prima le “operazioni” che lo compongono.

In questo momento storico, il “piano di conversione” all’agricoltura biologica per filiere e distretti territoriali è una grande opportunità per dare risposte concrete anzitutto agli agricoltori, oltre che ai cittadini.

Senza interventi di riforma, semplificazione e razionalizzazione anche drastici e senza un sistema integrato di servizi per il settore – scrive nella lettera Carnemolla – si rischia tuttavia di trasformare questa opportunità in un ennesimo fallimento, se non nell’innesco di nuovi e devastanti fenomeni di frode. A tale riguardo assume particolare rilievo fare scelte condivise e coordinate a livello regionale e nazionale soprattutto relativamente ai Gruppi Operativi per l’Innovazione, un’opportunità straordinaria che non può essere mancata rispetto ai fabbisogni anche di governance dell’innovazione per il settore”.

Infine, la Federazione auspica che il piano sia esteso anche all’agricoltura biodinamica che, nonostante faccia riferimento al medesimo quadro normativo europeo e nazionale di quella biologica, ha comunque una propria e autonoma storia e realtà anche di mercato.

Fonti:

http://www.feder.bio/comunicati-stampa.php?nid=992

https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/7801

Agricoltura biodinamica: antidoto alla siccità e risorsa per l’economia

agricoltura biodinamicaAgricoltura biodinamica come antidoto alla siccità e all’intensificarsi di eventi climatici estremi. È questo quanto emerso durante il Convegno “Per l’Economia della terra, la nostra casa comune”, che si è tenuto a Milano, dal 18 al 20 febbraio.

L’evento è stato organizzato dall’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica con il patrocinio, fra gli altri, del Ministero delle Politiche Agricole e del Fai.

Il Convegno ha dato la parola a 13 agricoltori biologici e biodinamici messi a confronto con figure di primissimo piano, decisori politici, scienziati e rappresentanti di importanti istituzioni culturali e di settore.

Durante gli incontri, sono emersi dati importanti che attestano l’agricoltura biologica come la soluzione alla siccità e all’intensificarsi di eventi climatici estremi.

Uno studio dell’Università di Sydney e dell’Istituto Elvetico Fibli ha evidenziato come i terreni coltivati con l’agricoltura biodinamica, rispetto a quelli coltivati con i metodi tradizionali, siano in grado di trattenere mediamente il 55% in più di acqua. Questa proprietà dipende essenzialmente dalla ricchezza nel terreno (fino al +70%) di humus, un componente organico del suolo capace di trattenere acqua fino a 20 volte il suo peso.

I dati confermano che coltivare i terreni con il metodo biodinamico non solo consente di produrre cibo in maniera sostenibile, ma contribuisce alla creazione di un’infrastruttura verde capace di resistere agli effetti dei cambiamenti climatici.

Come afferma Carlo Tricarico, presidente dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica: “L’agricoltura ecologica è uno dei più potenti strumenti per sanare gli squilibri ecologici ed è allo stesso tempo lo strumento per produrre innovazione, tenuta sociale e salute per l’uomo. La biodinamica è un pezzo importante di questo processo, anche grazie alle piccole e grandi aziende che hanno intrapreso un nuovo modello agricolo capace di aprire nuovi orizzonti anche sul piano dell’economia“.

La biodinamica è una scelta abbracciata da sempre più coltivatori che operano in zone colpite da terribile siccità. Il suo vantaggio però non risiede solo nel fatto che trattiene più acqua nel terreno: i campi coltivati diventano più fertili e resistenti.

Nel mondo sono più di 2 milioni gli ettari coltivati in modo biodinamico e certificati, ma sono molto più numerose le aree agricole dove si produce secondo le pratiche agronomiche biodinamiche. L’Italia è al terzo posto (dopo Germania e Francia) tra i Paesi europei per superficie destinata all’agricoltura biodinamica e raggruppa le aziende più significative del settore biologico.

I vantaggi, però, vanno ben oltre. Secondo Giulia Maria Mozzoni Crespi, una delle pioniere del settore, “mantenere la salute della terra significa ottenere alimenti più sani, e quindi abbassare le spese sanitarie“.

Fonti:

http://www.askanews.it/regioni/lombardia/agricoltura-biodinamica-antidoto-a-siccita-e-squilibri-ecologici_711739965.htm

http://www.repubblica.it/ambiente/2016/02/22/news/biodinamica_fuga_da_campi-133987160/

Bio sui banchi di scuola: il piano nazionale che punta alla formazione scolastica e professionale

Ripensare in chiave biologica il mondo della formazione scolastica, universitaria e professionale. È questa la sfida proposta durante il convegno “Il contributo della Bioagricoltura all’istruzione e alla formazione professionale”, promosso dall’associazione Agricoltura Biodinamica, che si è tenuto il 29 settembre scorso all’Expo di Milano.

Del resto, i dati sono chiari: l’Italia è seconda al mondo per superfici destinate al biodinamico, le aziende che utilizzano questa specifica modalità di coltivazione sono più di mille e i prodotti sono un’eccellenza a livello mondiale. Non solo: la superficie destinata al bio ha raggiunto ormai l’11% circa della superficie agricola nazionale, e i consumi sono in netto aumento. Le esportazioni fanno da traino al settore, l’unico che esce dalla crisi economica con un saldo in attivo.

Un contesto del genere può e deve diventare uno stimolo per un percorso di rinnovamento, economico, sociale e culturale.

agricoltura biodinamica

 

 

 

 

 

 

 

 

Ne è convinto Carlo Triarico, presidente dell’associazione Agricoltura Biodinamica: “L’agricoltura biologica e biodinamica italiana è senza dubbio un’eccellenza a livello mondiale e può a pieno titolo, nella sua accezione più complessiva, rappresentare una chiave di rinnovamento sociale. In questa visione, la formazione non è pensata per essere indirizzata solo a professioni strettamente agricole“.

La proposta, dunque, è quella di mettere in piedi un vero e proprio piano nazionale, basato almeno su due corsi universitari specifici sull’agricoltura biologica e biodinamica, educazione alimentare nelle scuole, orti scolastici, mense biologiche in tutti gli istituti italiani.

Il Piano, pensato sul ruolo multifunzionale dell’agricoltura, punta dunque sia alla formazione per i tecnici, che per gli esperti di accoglienza e turismo, alimentazione, valorizzazione del patrimonio rurale e culturale, gestione del territorio, impatto ambientale, interventi sociali in agricoltura.

Le proposte sono tante e contemplano anche la promozione del bio negli ambienti scolastici: da percorsi di educazione alimentare, alla presenza di mense biologiche in tutte le scuole, alla realizzazione di orti e giardini nelle strutture educative. Oltre naturalmente all’istituzione di percorsi di istruzione secondaria di secondo grado per tecnici e professionali agrari, almeno due corsi di laurea in Italia dedicati all’agricoltura biologica e biodinamica.

Per quanto riguarda i corsi di laurea già esistenti in Agraria, durante il convegno, è emersa la necessità di introdurre almeno una cattedra in bioagricoltura, integrando gli insegnamenti con corsi mirati all’innovazione del settore. Almeno due cattedre nel Paese dovrebbero essere dedicate all’agricoltura biodinamica. Infine è stata evidenziata anche la necessità di istituire dottorati di ricerca, borse post dottorato, assegni di ricerca e programmi di ricerca per favorire le attività in bioagricoltura nelle università italiane.

Fonti:

http://www.milanopost.info/2015/09/30/expo-crescono-coltivazioni-e-consumi-bio-un-settore-che-chiede-piu-spazio-a-scuola/

http://www.adnkronos.com/sostenibilita/professioni/2015/09/29/formazione-scolastica-professionale-piano-nazionale-punta-bio_DGiN566BHYOneIRRYYiTXN.html?refresh_ce