Suolo e Salute

Category: Pesticidi

Diserbante glifosato: arriva il no definitivo del governo italiano

In vista del voto definitivo del Paff in Europa, gli Stati membri chiariscono la propria posizione in merito al rinnovo delle autorizzazioni per il diserbante glifosato.

La Francia ha più volte ribadito il proprio no. La Germania, invece, tentenna anche perché la coalizione che sosterrà il futuro governo non è stata ancora chiarita, dopo le elezioni del 24 settembre scorso.

Una buona notizia c’è: grazie alla pressione di Greenpeace e alle attività della coalizione #StopGlifosato arriva il no definitivo del governo Gentiloni. Tutte le ultime novità.

Diserbante glifosato: il no della Lorenzin

Un aperitivo al glifosato per il ministro. Con questa singolare protesta, gli attivisti di Greenpeace hanno manifestato di fronte al ministero della Salute per opporsi al rinnovo dell’autorizzazione dell’erbicida più utilizzato al mondo.

Beatrice Lorenzin, titolare del dicastero, ha confermato la posizione più volte espressa dal ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina.

«Non è un mistero – ha dichiarato Lorenzin –l’Italia vota no: noi abbiamo già votato due volte no, perché dovremmo votare sì questa volta?».

Riferendosi poi agli altri stati membri favorevoli all’approvazione, o ancora in forse, il ministro ha proposto ai manifestanti di “andare in Unione Europea: andate dai tedeschi, dai finlandesi, dagli svedesi, dagli spagnoli dai greci, dai portoghesi. Perché il no è sempre stata la nostra posizione”.

Federica Ferrario, responsabile della campagna agricoltura per Greenpeace Italia, ha commentato le dichiarazioni del ministro:

«Siamo molto soddisfatti: finalmente la posizione del Governo italiano è chiara e inequivocabile».

Monsanto diserta il dibattito

Proseguono intanto le discussioni a livello europeo, in attesa del voto definitivo sulla ri-autorizzazione del diserbante glifosato. L’11 ottobre, la commissione parlamentare europea Envi (Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare) ha fissato un’audizione sui cosiddetti “Monsanto Papers”, ovvero le presunte interferenze che la multinazionale avrebbe operato durante il processo di regolamentazione europeo. Un dibattito a cui i vertici dell’azienda hanno deciso di non partecipare.

Il confronto è stato quindi sostenuto dalla dottoressa Kathryn Guyton, specialista dell’Oms e quindi dello Iarc, che ha spiegato le basi su cui l’organismo ha affermato la possibile cancerogenicità dell’erbicida. Presente anche Jose Tarazona, dell’Efsa, Agenzia europea sulla sicurezza alimentare che aveva invece negato la connessione tra il diserbante glifosato e il cancro.

Su quest’ultima valutazione, però, sono emerse di recente novità che ne avrebbero messo in dubbio l’imparzialità. Secondo un’inchiesta del Guardian, il rapporto Efsa conteneva circa 100 pagine (su un totale di 4.300) copiate direttamente dai documenti presentati da Monsanto. Pagine che trattano il nesso tra glifosato e genotossicità, cancerogenicità e pericolosità per l’apparato riproduttivo.

Su questo e altre presunte ingerenze della multinazionale nel processo autorizzativo, Greenpeace ha richiesto l’istituzione di una commissione d’inchiesta di livello europeo.

Autorizzazione diserbante glifosato: si vota il 25 ottobre

Il 5 e 6 ottobre scorsi il Paff, il comitato Ue per i prodotti fitosanitari, si era riunito, creando una certa attesa su una possibile votazione per la ri-autorizzazione decennale del glifosato. Una votazione che era però stata escluso dall’ordine del giorno.

Il voto potrebbe ora arrivare il prossimo 25 ottobre, data in cui è stata fissata una nuova riunione del comitato. Per bloccare la nuova autorizzazione, sarà necessario il voto contrario del 45% degli Stati membri o di 4 Paesi che ospitano almeno il 35% della popolazione europea.

Il no dell’Italia va ad aggiungersi a quello di Francia, Lussemburgo e Austria. Ci sono però circa 12 Paesi membri orientati al voto favorevole. Sarà importante l’atteggiamento della Germania, che non ha ancora espresso una posizione chiara. Un sì al diserbante glifosato potrebbe ostacolare il cammino verso una coalizione con i Verdi, che insieme alla CDU di Angela Merkel e i liberali dell’Fpd dovrebbero formare il nuovo governo tedesco.

FONTI:

http://www.informatoreagrario.it/ita/News/scheda.asp?ID=3536

http://www.ow7.rassegnestampa.it/RassegnStampaCia/PDF/2017/2017-10-18/2017101837297852.pdf

https://altreconomia.it/glifosato/

http://www.slowfood.it/vietare-il-glifosato-e-una-questione-di-civilta/

https://www.theguardian.com/environment/2017/sep/15/eu-report-on-weedkiller-safety-copied-text-from-monsanto-study

 

La Francia mette al bando glifosato e Roundup: lo stop entro 7 anni

La Francia ha detto no. A partire dalla fine dei 5 anni di governo di Emmanuel Macron, il Paese transalpino metterà definitivamente al bando il glifosato.

Uno stop che si estenderà a tutti i possibili utilizzi e quindi anche all’agricoltura. Sarà vietato anche il Roundup, l’erbicida Monsanto che contiene il formulato.

La decisione è stata annunciata negli scorsi giorni dal governo francese presieduto da Edouard Philippe.

Roundup: la messa al bando tra 5-7 anni

Entro “la fine del quinquennio” del presidente Emmanuel Macron, il glifosato e tutti i prodotti in commercio che lo contengono – tra cui il Roundup – saranno “vietati in Francia”. È questo l’annuncio che il governo francese, presieduto dal premier Edouard Philippe, ha effettuato nelle ultime ore.

La dichiarazione è tratta da un’intervista al portavoce del governo, CristopheCastaner, intervistato da Bfm-Tv. Dopo le dichiarazioni del portavoce è arrivata però una parziale smentita del Ministro dell’Agricoltura StéphaneTravert. Una smentita non sulla sostanza dell’annuncio, quanto sui tempi: lo stop potrebbe arrivare in un periodo di 5-7 anni.

Al di là delle tempistiche, la direzione è ormai tracciata.

L’annuncio arriva malgrado l’opposizione degli agricoltori francesi. Nei giorni scorsi, infatti, la Federazione nazionale dei sindacati degli agricoltori (FDSEA, Fédérationnationaledessyndicats d’exploitantsagricoles) era scesa in piazza per contrastare la scelta dell’amministrazione Macron di non appoggiare il rinnovo dell’autorizzazione all’erbicida in sede europea.

La sua politica uccide l’agricoltura francese”, dichiarava DamienGreffin, presidente della FDSEA.

Malgrado le proteste, il governo va avanti per la propria strada. Il glifosato è stato già vietato dal primo gennaio di quest’anno nelle aree aperte al pubblico. L’uso privato sarà invece proibito nel 2019. Entro il 2024, dovrebbe arrivare il bando definitivo, per tutti gli usi. Quindi anche in agricoltura, dove prodotti come il Roundup vengono utilizzati abbondantemente.

Il governo Castaner ha giustificato la scelta, che coinvolge anche altri formulati chimici oltre al glifosato, parlando di “rischio per la salute pubblica”. Oltre al divieto, l’esecutivo annuncia un investimento di 5 miliardi di euro per lo sviluppo di prodotti alternativi.

Lo studio

L’annuncio del governo francese arriva in un momento caldo per l’erbicida. A breve ci sarà infatti il voto in sede europea per il rinnovo dell’autorizzazione all’uso del prodotto. Non solo: Glifosato e Roundup sono stati al centro delle polemiche negli ultimi giorni a causa di uno studio commissionato dall’organizzazione governativa GénérationsFutures, che ha richiesto ad alcuni laboratori diindividuare la presenza dei formulati in alcuni prodotti alimentari in commercio.

Seppur limitata a circa 30 prodotti, l’indagine ha dimostrato una presenza diffusa di glifosato all’interno dei cibi commercializzati Oltralpe: il 53,3% dei campioni analizzati è risultato infatti contaminato.

Le analisi, pubblicate su tutti i giornali francesi lo scorso 14 settembre, hanno dimostrato la presenza del formulato in:

  • 7 cereali per la colazione (sugli 8 analizzati)
  • 7 legumi su 12
  • 2 tipi di pasta su 7

Sul fronte delle concentrazioni, i dati relativi ai legumi paiono particolarmente rilevanti:

«Non tanto da provocare intossicazioni acute – spiega lo studio –maquanto basta per contaminare a poco a poco l’apparato digestivo e dunque il nostro organismo».

Roundup e glifosato: il rinnovo in Europa

Come accennato, la decisione arriva a pochi giorni dal pronunciamento europeo sulla proroga all’autorizzazione del glifosato. Il voto definitivo sulla materia dovrebbe arrivare il prossimo 5 ottobre. La scadenza dell’autorizzazione arriverà il 31 dicembre di quest’anno: se rinnovata, l’autorizzazione all’impiego di Roundup e simili arriverà al 2027, con una proroga di 10 anni.

La Francia era già intervenuta nel dibattito sul tema, a inizio settembre:

«La Francia – annunciava un funzionario del Ministero dell’Ambiente –voteràcontro la riautorizzazione del glifosato, visti i dubbi che restano circa la sua pericolosità».

FONTI:

http://www.informatoreagrario.it/ita/News/scheda.asp?ID=3495

http://www.repubblica.it/ambiente/2017/09/25/news/la_francia_dice_no_al_glifosato_divieto_fino_al_2022-176470139/

http://www.askanews.it/video/2017/09/22/stop-glifosato-agricoltori-francesi-in-piazza-macron-ci-uccide-20170922_video_17574132/

http://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/francia-glifosato-alimenti-cibo

http://www.lifegate.it/persone/news/fine-glifosato-in-francia

http://www.suoloesalute.it/francia-glifosato-votera-no-al-rinnovo-ue/

Francia contro il glifosato: voterà no al rinnovo in UE

La scadenza arriverà il 31 dicembre del 2017. Entro questa data le autorità europee devono decidere se rinnovare o meno l’autorizzazione all’impiego del glifosato per ulteriori 10 anni.

I negoziati sull’argomento sono ripresi già a luglio, quando si riuniva il il Paff, comitato europeo permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi. In quella sede, la Commissione faceva sapere che il rinnovo dovrà essere condiviso dalla maggioranza dei Paesi membri. In questi giorni, la Francia ha ribadito il suo no netto all’utilizzo del formulato.

Si tratta di un passo in avanti importante, in attesa del voto definitivo, che dovrebbe arrivare a ottobre. Nel frattempo si attende una presa di posizione anche da parte del governo italiano. “Segua l’esempio di Macron”, insistono gli ambientalisti italiani.

Ecco tutte le ultime novità.

Glifosato: la Francia rinnova il suo NO

Già nell’aprile del 2016, la Francia poneva per la prima volta una serie di misure restrittive alla diffusione del glifosato, elemento contenuto in numerosi erbicidi in commercio, tra cui il RoundUp di Monsanto.

La decisione diventava operativa con una lettera dell’ANSES, l’agenzia per la sicurezza e la salute d’Oltralpe. Nella missiva, inviata a tutti i produttori dell’agente chimico, il vice-direttore generale dell’agenzia, Francoise Weber, avvertiva dell’intenzione di ritirare l’autorizzazione a tale prodotto.

In particolare, l’ente francese sottolineava i rischi potenziali per la salute dati dalla combinazione del glifosato con l’ammina di sego. Oggi la Francia rinnova la propria posizione contraria al formulato, annunciando il proprio no al rinnovo dell’autorizzazione in sede europea.

«La Francia voterà contro la riautorizzazione del glifosato, visti i dubbi che restano circa la sua pericolosità», ha spiegato un funzionario del Ministero dell’Ambiente. Che ha inoltre confermato come un voto sul tema è in vista per l’8 ottobre prossimo.

Si tratta di una decisione estremamente importante. La decisione del rinnovo dell’autorizzazione all’erbicida, infatti, si ottiene solo con il 55% dei Paesi membri che sono rappresentativi del 65% della popolazione del continente. La decisione della Francia avrà quindi sicuramente un peso nei negoziati.

Gli ambientalisti: “Italia segua l’esempio della Francia”

La scelta del Ministro dell’Ecologia francese, Nicolas Hulot, ha dato adito agli ambientalisti italiani per pungolare il governo Gentiloni sull’argomento. La Coalizione StopGlifosato, per esempio, che racchiude 45 associazioni ambientaliste italiane, ha invitato l’esecutivo a dare una risposta chiara sul tema:

«Rispettando gli impegni a favore dell’ambiente espressi in campagna elettorale – dichiara in una nota Maria Grazia Mammuccini, portavoce della Coalizione – Macron e il suo ministro dell’Ecologia stanno prendendo una decisione a favore della salute umana. Alla fine di luglio abbiamo scritto una lettera appello ai ministri Martina e Lorenzin perché l’Italia si schieri contro il glifosato. Non abbiamo ancora ricevuto risposta. Chiediamo che il Governo italiano dica con chiarezza come intende schierarsi e ci auguriamo veramente che segua l’esempio di Macron e Hulot».

La Coalizione ricorda che lo IARC ha definito l’erbicida come “probabile cancerogeno per l’uomo”. Mentre EFSA ed ECHA, pur dando parere di non cancerogenicità, hanno comunque riconosciuto “la dannosità per l’uomo e gli ecosistemi provocati dall’utilizzo agricolo” del glifosato. Malgrado ciò, ricorda Mammuccini, “la comunità scientifica è fortemente scettica sull’assoluzione del glifosato dal rischio di cancerogenicità”.

La portavoce ribadisce inoltre come “un milione e 300mila cittadini europei abbiano firmato l’Iniziativa di legge europea per bandire l’erbicida”. E conclude con un richiamo sull’importanza del settore agroalimentare della Penisola:

«Per un paese come l’Italia che fonda la sua produzione agricola e alimentare sulla qualità sarebbe un clamoroso autogol schierarsi a fianco delle multinazionali».

FONTI:

http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2017/08/31/glifosato-la-francia-dira-no-a-rinnovo-autorizzazione-ue_465ca9ff-da81-4e9a-a415-6d2ad2cd57cf.html

http://www.reuters.com/article/us-france-glyphosate/france-to-ban-some-glyphosate-weedkillers-amid-health-concerns-idUSKCN0X512S

https://www.reuters.com/article/us-health-france-glyphosate/france-to-vote-against-license-renewal-for-weedkiller-glyphosate-idUSKCN1BA242

http://www.suoloesalute.it/autorizzazione-glifosato-autunno-lue-vota-rinnovo-decennale/

 

“Stop pesticidi”: quando le manifestazioni popolari hanno effetti politici

80 associazioni si erano riunite il 27 maggio scorso, a Cison di Valmarino, in provincia di Treviso per una “Marcia Stop Pesticidi”, per dire basta all’uso dei fitofarmaci nei Comuni della Docg del Prosecco.

Oggi, anche se con un certo ritardo, quella manifestazione produce i suoi primi effetti politici. Dimostrazione che, quando le popolazioni si muovono compatte, è difficile per le istituzioni ignorarle.

Stop Pesticidi: l’interrogazione nel comune di Cison

Coinvolti nella Marcia nel comune trevigiano, i Comitati Stop Pesticidi di Treviso e Belluno, associazioni a tutela della salute, comitati, tra cui anche quelli “no pirogassificatori”. A partecipare anche consiglieri regionali e deputati di diversa estrazione. In tutto 3mila persone, bambini, giovani, adulti e anziani.

Il primo effetto politico del corteo si vede oggi. Il consigliere comunale di Cison Giuseppe Benincà, del gruppo di minoranza “Laboratorio Cison”, ha infatti presentato un’interrogazione riprendendo le rivendicazioni dei manifestanti.

Nell’interrogazione viene indagato nello specifico il corretto uso dei pesticidi nel comune, le azioni di sostegno all’agricoltura bio sul territorio e la costituzione dei cosiddetti biodistretti.

«Quanti soldi – chiede Benincà all’amministrazione – ha investito il Comune in controlli per l’osservanza del regolamento intercomunale di polizia rurale? Quante segnalazioni sono state ricevute? Quanti interventi in loco sono stati effettuati?».

In particolare i dubbi si concentrano sull’utilizzo dei fitofarmaci nei pressi delle case degli abitanti del comune trevigiano:

«Vengono rispettate le distanze minime dalle abitazioni e dai luoghi sensibili? Le distanze inserite nel regolamento di polizia rurale sono sufficienti a garantire che non ci siano contaminazioni per deriva? Quando verrà adeguato il regolamento di polizia rurale per tenere conto del principio di precauzione?».

Report e l’allarme pesticidi sul Prosecco

La marea contraria ai pesticidi nelle colline del Prosecco si è forse fatta più forte dopo la discussa puntata della trasmissione Report, che aveva dedicato un ampio reportage – nel novembre 2016 – all’utilizzo dei fitofarmaci nelle aree dove si produce il Doc e il Docg. In quell’occasione, i produttori si erano affrettati a spiegare come il mondo vinicolo sia oggi molto più attento ad ambiente e salute rispetto al passato.

Ma la “Marcia” aveva un respiro più ampio. Lo spiegavano gli stessi organizzatori:

«Milioni di persone in tutto il mondo sono quotidianamente esposte ai pericoli provocati dall’uso di pesticidi e diserbanti in agricoltura. È scientificamente provato che queste sostanze chimiche possono contribuire al sorgere di diverse forme tumorali e alterare il sistema endocrino, con il conseguente aumento delle patologie correlate».

Tra le altre rivendicazioni, di particolare attualità l’utilizzo dell’erbicida glifosato in agricoltura. I manifestanti facevano allora “appello a tutti i cittadini, associazioni e gruppi per marciare uniti in difesa della nostra terra e della salute pubblica”.

FONTI:

http://www.oggitreviso.it/prima-vittoria-marcia-stop-pesticidi-comune-di-cison-chiamato-rispondere-167174#disqus_thread

http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2017/05/27/news/oggi-la-marcia-contro-i-pesticidi-percorso-ridotto-il-pd-attacca-1.15400904

http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2016/11/15/news/prosecco-un-report-di-polemiche-1.14418069

Autorizzazione Glifosato: in autunno l’Ue vota per il rinnovo decennale

Quasi un milione e mezzo di firme sono arrivate sul tavolo delle autorità competenti comunitarie, per dire stop al rinnovo dell’autorizzazione per il glifosato, il controverso erbicida più utilizzato al mondo.

Malgrado ciò, si apprende che la Commissione sta lavorando con gli Stati membri per portare a un rinnovo decennale della concessione all’utilizzo.

Si attivano le associazioni ambientaliste. Per Slow Food, la“protezione di salute e ambiente non possono essere subordinate agli interessi delle multinazionali”.

Commissione Ue: “Voto in autunno su autorizzazione glifosato”

Pochi giorni fa, si è riunito il Paff, comitato europeo permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi. Alla riunione hanno partecipato i rappresentanti della Commissione e dei Paesi membri. Sul tavolo, la proposta di un rinnovo dell’autorizzazione per altri 10 anni del glifosato, l’erbicida più utilizzato in Europa e nel mondo.

Secondo quanto si apprende dalla Commissione, l’incontro è stato “costruttivo”. Entro il primo settembre, gli Stati membri dell’Ue sono stati invitati a proporre commenti scritti sulla proposta dell’esecutivo comunitario. Una volta pervenuti, si procederà a una nuova discussione sul tema. “Possibile un voto in autunno”, spiegano le autorità europee.

Anche se, come trapelato da alcune agenzie di stampa, l’eventuale approvazione dell’utilizzo del glifosato non arriverà da parte della Commissione se non questa otterrà prima il supporto di una maggioranza qualificata di Paesi europei. L’esecutivo ha infatti richiamato gli Stati ad assumersi “una responsabilità condivisa”.

La Commissione sembra quindi voler fare pressione sugli Stati membri, imponendo un’accelerazione al processo autorizzativo. C’è tempo infatti fino alla fine di dicembre 2017 per il rinnovo, ma a quanto pare l’esecutivo europeo ha fretta di concludere l’iter.

In questo senso, vanno anche le recenti dichiarazioni di Vytenis Andriukaitis, commissario per la Salute e la sicurezza alimentare. Citando le conclusioni di Echa ed Efsa sull’argomento, Andriukaitis ha infatti affermato che “non c’è ragione per annoverare il glifosato tra le sostanze cancerogene”.

Autorizzazione glifosato: le proteste delle associazioni

L’accelerazione dell’Europa sull’iter autorizzativo ha messo in allarme le associazioni ambientaliste. La Coalizione #StopGlifosato, che riunisce 45 associazioni italiane, per bocca della portavoce Mariagrazia Mammuccini, si è detta “indignata e sconcertata” dalla proposta della Commissione.

L’esecutivo europeo, spiega, “intende rinnovare l’autorizzazione all’uso del glifosato dopo la presentazione di oltre 1.300.000 firme da parte di cittadini europei”. La decisione “rischia di screditare ulteriormente le Istituzioni europee”, dichiara Mammuccini. L’appello è quindi rivolto al Governo Gentiloni perché prenda posizione sul tema:

«Chiediamo ai Ministri Martina, Galletti e Lorenzin, a nome del Governo italiano, di esprimersi contro la proposta della Commissione Europea pro glifosato, non solo per salvaguardare la salute dei cittadini europei e dell’ambiente ma la stessa credibilità dell’Unione Europea. Per questo abbiamo inviato una lettera ai tre Ministri italiani chiedendo un impegno del nostro Governo contro il rinnovo dell’autorizzazione all’uso di questo pericoloso diserbante».

Il movimento Slow Food ha inoltre invitato “tutti i paesi UE a votare contro il rinnovo della licenza di utilizzo del glifosato”. In un comunicato, l’associazione ricorda il pronunciamento IARC, Agenzia dell’OMS per la ricerca sul cancro, che ha definito il glifosato come probabile cancerogeno per gli esseri umani. Ha inoltre rimandato alle inchieste del quotidiano francese “Le Monde” che ha indagato l’attività di Monsanto “mostrando con dovizia di particolari come la multinazionale del cibo abbia sistematicamente cercato di screditare, intimidire e mettere a tacere tutte le organizzazioni approdate a conclusioni allarmanti sui rischi sanitari del glifosato”.

Slow Food chiede infine alla Commissione di “conformarsi alla volontà espressa dai cittadini europei”, attraverso la raccolta firme di Stop Glyphosate. “La protezione della salute e dell’ambiente non può essere subordinata agli interessi delle multinazionali del settore agroalimentare”, conclude.

FONTI:

http://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/istituzioni/2017/07/21/glifosato-in-autunno-si-discute-rinnovo-autorizzazione-ue_795d52e7-5245-4d02-a09c-c1b15212cff2.html

http://www.feder.bio/comunicati-stampa.php?nid=1200

https://www.slowfood.com/sloweurope/it/glifosato-slow-food-invita-i-paesi-ue-a-prendere-posizione-contro-la-proposta-della-commissione-europea/

http://www.suoloesalute.it/glifosato-13-milioni-firme-raccolte-dire-no-allerbicida/

 

Glifosato: 1,3 milioni di firme raccolte per dire no all’erbicida

Un milione e 320mila adesioni. È questo il risultato della raccolta firme messa in campo dalla Ice (Iniziativa dei cittadini europei) per mettere definitivamente al bando l’erbicida Monsanto, il più usato al mondo.

Secondo le regole europee, ora la Commissione dovrà obbligatoriamente vagliare la proposta.

La Coalizione #StopGlifosato, che ha raccolto le adesioni in Italia, parla di “segnale forte”. In primis al governo italiano e poi alle istituzioni di Bruxelles.

L’erbicida al bando: le firme raccolte

Presentata ufficialmente il 25 gennaio scorso, la petizione dell’Ice ha raggiunto in pochi mesi il risultato di un milione di adesioni. Oggi sono 1,32 milioni i cittadini europei che hanno dichiarato la propria contrarietà all’erbicida. Sono state un milione e 80mila le firme raccolte online, a cui si sono aggiunte le 237mila che sono arrivate materialmente, attraverso i banchetti sparsi in tutta Europa.

Nello specifico, la proposta ha l’obiettivo di fermare il processo di ri-autorizzazione del glifosato, prodotto chimico realizzato e commercializzato da Monsanto. Nel giugno del 2016, l’Unione Europea aveva rinnovato l’autorizzazione al prodotto fino alla fine del 2017. Ora è necessaria una nuova autorizzazione per continuare a utilizzare gli erbicidi che contengono questo formulato. Una autorizzazione che le associazioni ambientaliste vogliono fermare a tutti i costi.

La Commissione europea è ora obbligata a prendere in esame la richiesta. Secondo le regole comunitarie, infatti, se una proposta popolare raggiunge entro un anno il milione di firme, provenienti da almeno 7 Paesi Ue, le autorità non possono rifiutarsi di vagliarle.

Invitiamo la Commissione europea a rispettare le richieste dei firmatari rifiutando una nuova licenza per il glifosato”, ha rimarcato Greenpeace pochi giorni fa.

Anche l’Italia dice no all’erbicida

C’è soddisfazione nelle parole di Maria Grazia Mammuccini, portavoce della Coalizione StopGlifosato, che raccoglie 45 associazioni italiane. La coalizione si è impegnata, negli ultimi 4 mesi, a raccogliere firme per aderire all’iniziativa Ice.

L’Italia ha dato un suo importante contributo con oltre 73mila firme, superando di molto il quorum di 54mila necessarie, in appena quattro mesi di campagna”, spiega Mammuccini. “È merito dei cittadini che si sono mobilitati e delle organizzazioni che hanno aderito alla campagna”.

Nella nota, la Coalizione ricorda come l’erbicida sia stato giudicato come “probabile cancerogeno” da Iarc, Agenzia internazionale di ricerca sul cancro. Un pronunciamento chiaro, che poi è finito “in un processo di revisione di organismi europei (EFSA, ECHA) che ha colpito l’opinione pubblica per mancanza di chiarezza sui conflitti di interesse dei board scientifici, oltre che per l’inclusione nella valutazione delle ricerche non pubblicate pagate dalla multinazionale che produce il glifosato”.

Come spiega ancora Mammuccini, il risultato della raccolta firme è un segnale non solo per le istituzioni europee. Anche il governo italiano è fortemente chiamato in causa:

«Il risultato raggiunto è un segnale che rimandiamo forte e chiaro al Governo e al Ministro delle Politiche agricole. L’Italia, un paese che è all’avanguardia sull’agricoltura di qualità e sul biologico, deve fare la sua parte per vietare il glifosato e fermare metodi pericolosi e inadatti alla sua vocazione. Il ministro Martina e il suo dicastero inoltre non hanno ancora dettagliato in cosa consiste il cosiddetto Piano Nazionale Glifosato Zero, annunciato lo scorso anno. Sulla scorta dei risultati raggiunti dall’Ice, chiediamo che venga fatta chiarezza sul piano annunciato».

Mammuccini chiede infine “un incontro con il ministro Martina e che il Governo ufficializzi il prima possibile la posizione che intende adottare in sede europea per quanto riguarda il negoziato sul glifosato”.

FONTI:

http://www.feder.bio/comunicati-stampa.php?nid=1194

http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/istituzioni/2017/06/15/iniziativa-cittadini-ue-su-glifosato-a-quota-1-mln-di-firme_5c226603-5c31-4675-ac07-03dd6fab9891.html

http://ec.europa.eu/citizens-initiative/public/initiatives/open/details/2017/000002