Suolo e Salute

Category: Certificazione Produzioni biologiche

Riparte l’Accademia Bio. Primo appuntamento: la certificazione biologica

Ripartono i corsi di formazione dell’Accademia Bio, la scuola di specializzazione in agricoltura biologica e biodinamica, organizzata da FederBio.

Il percorso formativo per l’anno accademico 2016-2017 riprenderà a settembre e sul sito della Federazione sono già disponibili tutti i corsi programmati dall’autunno al prossimo aprile.

Per un’impresa agroalimentare avvicinarsi al settore degli alimenti biologici può essere impegnativo e rischioso se non c’è la necessaria conoscenza dei suoi elementi caratterizzanti“, scrivono gli organizzatori sul sito di FederBio. “Come tutti i sistemi della qualità, infatti, anche il biologico presuppone un’organizzazione aziendale e un’attenzione ad aspetti sostanziali che non si limitano alla cura dell’alimento in sé, ma che riguardano la tracciabilità, l’organizzazione dei cicli di produzione, le attività di sanificazione e le prescrizioni sulla sicurezza alimentare e, naturalmente, l’etichettatura degli alimenti“.

La formazione diventa quindi un prerequisito essenziale per la buona riuscita di un’azienda agricola biologica.

Il primo corso si intitolerà “La gestione della certificazione biologica per le aziende agroalimentari” e si terrà a Bologna il 29 e il 30 settembre prossimi, presso la sede dell’Associazione Seneca, in piazza dei Martiri, 8. Le iscrizioni sono già aperte e si chiuderanno il 16 settembre.

accademia bio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’evento di formazione è aperto a tutti, anche se è pensato specificatamente per titolari di aziende agricole, responsabili della qualità, personale impiegato nella produzione e consulenti aziendali.

L’obiettivo principale del corso è di trasmettere le conoscenze necessarie alla creazione di un sistema di gestione aziendale che sia in grado di produrre alimenti biologici conformi, spiegando nel dettaglio i relativi sistemi di controllo e certificazione.

Il corso sarà diviso in due parti. Durante la prima giornata si discuterà di:

  • “Principi e obiettivi della normativa biologica”
  • “Gestione della certificazione biologica: fase di ottenimento”
  • “Gestione della certificazione biologica: fase di mantenimento”

La seconda giornata di lavori sarà invece focalizzata su:

  • “Sistema di controllo e certificazione”
  • “Certificazione di un alimento biologico: la formulazione di una ricetta biologica (ingredienti, ausiliari e additivi utilizzabili); l’etichettatura dei prodotti alimentari”.

Tutti gli appuntamenti dell’Accademia Bio dell’autunno di quest’anno si terranno a Bologna, mentre dal prossimo anno saranno attivati dei corsi anche a Roma.

Per iscriversi al corso, è necessario collegarsi al sito di Federbio e compilare il form di iscrizione: http://www.feder.bio/Form-iscrizione-Accademia-Bio.php

FONTI:

http://www.feder.bio/Calendario_Corsi_Accademia_Bio.php

http://www.feder.bio/Corso_La_gestione_della_certificazione_biologica_per_le_aziende_agroalimentari.php

http://www.feder.bio/files/1756.pdf

PAC: misure realmente a sostegno dell’agricoltura biologica? Il parere di IFOAM

La riforma della PAC (Politica Agricola Comune) per il periodo 2014-2020 non fornisce strumenti chiari e sufficienti per promuovere una vera transizione verso l’agricoltura sostenibile.

È questa la conclusione a cui arriva un nuovo studio, promosso da IFOAM EU e condotto dall’Istituto per l’agricoltura biologica (FiBL).

I risultati sono stati diffusi prima della riunione dei ministri dell’agricoltura dell’UE, tenutasi il 18 luglio scorso per discutere l’ulteriore semplificazione della PAC.

Secondo quanto affermato in un comunicato stampa diffuso dalla stessa IFOAM, la maggior parte degli strumenti messi a disposizione dalla PAC sarebbero limitati a sostenere le singole pratiche agricole e non a promuovere una transizione completa verso la sostenibilità.

Anche se sono previste delle misure “verdi” che rappresentano un passo e un incoraggiamento verso la giusta direzione, queste non sono sufficienti.

agricoltura-biologica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il supporto diretto per lo sviluppo di sistemi agricoli biologici rappresenta solo l’1,5% del bilancio agricolo totale dell’UE.

L’autore principale dello studio, Matthias Stolze, responsabile di Scienze Socio-economiche all’Istituto di ricerca di agricoltura biologica (FiBL), dichiara: “Nonostante alcuni miglioramenti nell’ultima riforma, come la componente ecologica, la maggior parte del bilancio della PAC è ancora dedicata a obiettivi politici non legati alla sostenibilità e così non riesce a dare all’UE concrete opportunità per una transizione verso sistemi agro-alimentari più sostenibili e per sostenere gli agricoltori che vorrebbero prendervi parte“.

Per questo, conclude, sono necessari maggiori sforzi per rendere i beni pubblici una parte integrante e integrata della strategia PAC e non semplicemente un'”aggiunta”.

Lo studio mostra che la maggior parte della PAC favorisce ancora in modo sproporzionato la produzione a prescindere dalla sostenibilità globale dell’azienda. Per esempio, l’agricoltura biologica si è dimostrata un scelta adatta a soddisfare la domanda dei consumatori e un beneficio per l’ambiente, eppure i mezzi per aumentarne la produzione in Europa sono piuttosto deboli. Dati previsionali sulle conversioni future indicano che nella maggior parte dei paesi le opportunità per aumentare in modo significativo la superficie biologica entro il 2020 sono veramente limitate.

Jan Plagge, di IFOAM EU, spiega: “La PAC rappresenta il 40% dell’apporto dei contribuenti al bilancio dell’UE e dovrebbe essere usato per aiutare gli agricoltori a migliorare la loro sostenibilità a lungo termine, raggiungere gli obiettivi ambientali e climatici dell’UE, e soddisfare le aspettative dei consumatori che sono sempre più alla ricerca di cibo di qualità come dimostra la continua crescita delle vendite di alimenti biologici “.

Per questo, spiega IFOAM, è necessario che la Commissione europea e i ministri dell’Agricoltura pensino seriamente a come la politica possa incoraggiare gli agricoltori che vogliono intraprendere una strada più sostenibile, riconoscendogli pienamente la fornitura di beni pubblici come l’acqua pulita e suoli sani.

Fonti:

http://www.feder.bio/comunicati-stampa.php?nid=1048

http://www.ifoam-eu.org/en/news/2016/07/15/press-release-cap-not-delivering-public-goods-promised

http://www.ifoam-eu.org/sites/default/files/ifoameu_study_organic_farming_cap_2014_2020_final.pdf

Al via le iscrizioni per il convegno sull’etichettatura dei prodotti alimentari

Si terrà il 24 giugno, presso il Camplus Bononia, in via Sante Vincenzi, a Bologna, il Convegno “Informazioni al consumatore relative ai prodotti alimentari”.

Il tema centrale dell’evento saranno le novità introdotte dal Reg. UE 1169/11 sull’etichettatura dei prodotti alimentari.

Interverranno: Luigi Mancini, esperto di tecnologia e produzioni alimentari, consulente e formatore per le imprese, gli enti e le organizzazioni del settore agroalimentare, e Dario Dongo, avvocato e giornalista esperto in diritto alimentare europeo.

La prima parte del Convegno riguarderà le novità introdotte dal Reg. UE 1169/11. Nella discussione, sarà previsto un focus sugli ingredienti allergenici presenti nei prodotti (anche riguardanti i cibi somministrati in pubblici esercizi, mense, catering ) e la relativa comunicazione ai consumatori. In mattinata sarà effettuata l’analisi delle schede tecniche riguardanti ingredienti e additivi alimentari. Informazioni dettagliate saranno date anche in merito ai Reg. CE 1924/06, Reg. UE 432/12 e le loro successive modifiche.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La seconda parte della giornata, più pratica, vedrà lo svolgimento di un Workshop “Dalla teoria alla pratica”, durante il quale saranno analizzati gli errori più frequenti e le attenzioni necessarie per una informazione commerciale corretta. Dalle unità logistiche alle confezioni e ai cartelli vendita fino ad arrivare ai siti Web, social network e vendita a distanza.

La partecipazione all’evento permette il riconoscimento di 6 Crediti Formativi per i Tecnologi Alimentari.

Chi è interessato, può avere maggiori informazioni e scaricare il programma a questo link:
http://www.fondazionealmamater.unibo.it/eventi/convegno-informazioni-al-consumatore-relative-ai-prodotti-alimentari

Questo invece l’indirizzo per effettuare l’iscrizione:
http://spazifam.fondazionealmamater.unibo.it/SSL/RegEventi/Default.aspx?idevento=136

La certificazione agroalimentare aiuta le imprese del settore

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Certificazione agroalimentare : finalmente possiamo parlare di notizie positive che possono farci guardare con ottimismo al futuro. Le imprese certificate della filiera agroalimentare italiana durante gli anni della crisi hanno incrementato la quota di fatturato per l’export del +9%, passando dal 27% nel 2007 al 36% nel 2014 e quella imputabile direttamente ai prodotti certificati al 70%, superando l’80% per circa metà delle imprese in possesso di certificazione Bio, o DOP e IGP. E’ quanto emerge da una serie di studi realizzati dall’Osservatorio “Certificazione e qualità nella filiera dell’agroalimentare“, realizzato da Accredia in collaborazione con il Censis. Il 41,6% delle imprese certificate prevede un fatturato in crescita nel prossimo triennio, mentre per l’84% la certificazione posseduta ha permesso di migliorare la reputazione aziendale e valorizzare il prodotto, per l’80% ha consentito di aumentare la sicurezza e i controlli, per il 62% di relazionarsi meglio con i clienti e per il 58% di incrementare il fatturato.

Il concetto di “certificazione accreditata” è ormai radicato, con l’adozione da parte di un numero crescente di organizzazioni pubbliche e private degli strumenti di valutazione della conformità: certificazioni, ispezioni, prove e tarature, che vengono assicurate al mercato da organismi e laboratori “accreditati”. Il controllo sull’attività di tali operatori è garantito in ogni Paese europeo dalla competenza degli enti di accreditamento, cui organismi e laboratori accedono sulla base della scelta volontaria di conformarsi alle norme tecniche (es. ISO), ovvero della determinazione obbligatoria di leggi nazionali e sovranazionali, come nel caso di regolamenti e direttive europee.

Inoltre l’altro studio Accredia-Censis “La certificazione come strumento di semplificazione amministrativa“, le imprese ispezionate sono passate da oltre 30mila nel 2009 a poco più di 220mila nel 2014 e i controlli sulla sicurezza sul lavoro da parte del ministero del Welfare, dell’INSP, dell’INAIL e dei nuclei speciali dei Carabinieri, nel periodo 2009-2014 si sono ridotti del 27% e il numero degli ispettori preposti è diminuito dell’11%: la spending review e l’indebolimento delle competenze tecniche hanno reso sempre più difficile per le pubbliche amministrazioni svolgere un’efficiente azione preventiva di controllo. In questo senso, la certificazione volontaria sopperisce almeno in parte a questo deficit.

Continua a crescere l’export dei prodotti europei

Diffusi i dati dell’ultimo rapporto mensile sul commercio agroalimentare dell’Ue. Secondo il documento, l’export di prodotti agroalimentari da parte dell’Ue, verso Paesi terzi, ha raggiunto nel marzo 2016 un valore pari a 11,3 miliardi di euro, circa un miliardo in più rispetto a febbraio 2016.

Il settore che ha fatto registrare la percentuale di crescita più alta dei valori mensili riguarda le spedizioni effettuate verso la Cina (+11,8% rispetto all’anno precedente).

Nel corso degli ultimi 12 mesi, le esportazioni verso questo Paese hanno toccato un valore pari a 10,7 miliardi di euro. Bene anche quelle dirette verso l’Ucraina, la Giordania e la Cambogia.

Infine, anche il valore delle esportazioni verso La Russia ha subito un incremento a marzo 2016, registrando una crescita del 5,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

prodotti biologici

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma quali sono i prodotti più richiesti?

Per valori mensili di esportazione, è la carne di maiale ad aggiudicarsi il primato, seguita da semi oleosi, preparati alimentari e vino. Quest’ultimo, si è aggiudicato un più 8% rispetto all’anno precedente, raggiungendo un valore di mercato di ben 783 milioni di euro.

In calo invece, rispetto al 2015, l’andamento del grano e di altri cereali.

Per quanto riguarda le importazioni agroalimentari provenienti da Paesi terzi, nel periodo che va da aprile 2015 a marzo 2016, il loro valore ha raggiunto i 113 miliardi di euro,  pari a un aumento del 6,4% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. La crescita maggiore ha riguardato in questo caso i prodotti provenienti da Usa e Argentina.

Fonti:

http://ec.europa.eu/agriculture/newsroom/278_en.htm

http://ec.europa.eu/agriculture/trade-analysis/monitoring-agri-food-trade/2016-03_en.pdf

 

No dell’Europarlamento a etichetta a Semaforo. Martina: “Successo dell’Italia”

Il Parlamento Europeo boccia a maggioranza il sistema inglese dell’etichetta a semaforo sugli alimenti e chiede di rimettere in discussione il fondamento scientifico dei cosiddetti ‘profili nutrizionali’.

Il 12 aprile scorso, a Strasburgo, l’Europarlamento ha approvato con 402 voti a favore, 285 contrari e 22 astensioni l’articolo 47 del “rapporto Kaufmann”, che chiede alla Commissione di Bruxelles di eliminare il concetto di profili nutrizionali.

Introdotti con il regolamento 1924/2006 i profili nutrizionali distinguono arbitrariamente i cibi in buoni e cattivi sulla base del contenuto di grassi, grassi saturi, sali e zuccheri, a prescindere da dieta e quantità.

Un sistema, quello delle etichette a semaforo, adottato dal 95% della distribuzione in Gran Bretagna che ha penalizzato paradossalmente molti prodotti Dop e Igp della dieta mediterranea, come parmigiano reggiano e olio extravergine.

Ora, Strasburgo, visti i “gravi e persistenti problemi”, fra cui quelli “di distorsione della concorrenza” nell’attuazione del regolamento del 2006, invita Bruxelles “a riesaminare la base scientifica, l’utilità e la fattibilità di tale regolamento, nonché eventualmente a eliminare il concetto di profili nutrizionali“.

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Un importante segnale politico all’esecutivo Ue in difesa delle eccellenze italiane.

Siamo sempre stati in prima linea contro il sistema di etichettatura a semaforo, che penalizza i nostri prodotti agroalimentari di qualità. Lo abbiamo ribadito – ha affermato il Ministro Maurizio Martina – anche in recenti Consigli dei Ministri europei, con l’appoggio di 15 Paesi“.

Il voto di oggi in Parlamento europeo – ha continuato il ministro – è un successo che l’Italia ha costruito facendo squadra. Abbiamo unito le filiere produttive, quelle agricole e collaborato costantemente con i nostri parlamentari, a partire da Paolo De Castro. Ora ci aspettiamo che la Commissione Ue faccia un salto di qualità concreto su questo piano. Lo dobbiamo soprattutto ai consumatori, che vengono tratti in inganno da questi sistemi basati su criteri discutibili. Non è ammissibile che le nostre aziende che lavorano sulla qualità e producono alcuni dei prodotti cardine della Dieta mediterranea vengano penalizzate, mentre invece le bibite gassate ‘light’ ricevono il bollino verde. L’Italia andrà avanti con determinazione“.

Fonti:

https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/9986

http://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/istituzioni/2016/04/12/europarlamento-boccia-etichetta-inglese-a-semaforo_d30a3ce6-9d52-4a8d-9ce1-11c17b6acfef.html

http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2016-04-13/dalla-ue-primo-no-semafori-062957.shtml?uuid=ACiOxc6C