Suolo e Salute

Mese: Aprile 2026

“COLTIVARE BIOLOGICO PER UNA QUESTIONE D’INDIPENDENZA”

“COLTIVARE BIOLOGICO PER UNA QUESTIONE D’INDIPENDENZA”

Non solo una scelta etica, ambientale e sanitaria, ma uno strumento economico e geopolitico

Nel supplemento L’Extraterrestre del quotidiano il manifesto, Marcello Maggioli presenta alcune riflessioni significative nell’articolo “Coltivare biologico per una questione d’indipendenza.

Maggioli evidenzia un aspetto trascurato, ma sempre più rilevante, al quale anche nella nostra newsletter avevamo sollecitato attenzione: l’agricoltura biologica non rappresenta soltanto una scelta etica o ambientale, ma può configurarsi come una vera e propria strategia di autonomia economica e geopolitica.

Le tensioni internazionali e il rincaro degli input di derivazione fossile mettono chiaramente in luce la fragilità degli attuali sistemi agricoli prevalenti, che dipendono fortemente da materia prima e mezzi tecnici esterni.

Al contrario, i modelli biologici ed agroecologici contribuiscono a ridurre questa dipendenza attraverso un approccio agronomico più accorto, che prevede una riduzione degli input esterni, l’utilizzo di fertilizzanti organici, pratiche come le rotazioni e i sovesci capaci di rafforzare la resilienza dei sistemi produttivi.

La visione non riguarda soltanto la tutela ambientale e quella della salute di produttori e consumatori, ma anche stabilità economica e sicurezza alimentare: “Agricoltura biologica e agroecologica per ridurre la dipendenza dagli input. Filiere locali rafforzate come scudo contro le importazioni fragili. Energie rinnovabili come infrastruttura abilitante. E una limitazione esplicita dei biocarburanti, per non mettere in competizione i campi con i serbatoi. Non è un’agenda verde. È buon senso – altermondialista, termine che dovremmo recuperare – in un mondo in cui le catene globali si rivelano fragili ogni volta che uno stretto si chiude”.

 

L’articolo integrale è disponibile a pagina https://ilmanifesto.it/coltivare-biologico-per-una-questione-dindipendenza

Sull’argomento, vedi anche “L’agroecologia per ridurre la dipendenza dai fertilizzanti chimici” di Antonella Ilaria Totaro, https://www.renewablematter.eu/agroecologia-per-ridurre-dipendenza-dai-fertilizzanti-chimici

“Guerra, energia, cibo. L’agricoltura biologica è (anche) una questione di sicurezza nazionale” di Franco Brizzo, https://www.huffingtonpost.it/dossier/terra/2026/04/05/news/guerra_energia_cibo_lagricoltura_biologica_e_anche_una_questione_di_sicurezza_nazionale-21599049/

SVIZZERA, FATTURATO RECORD PER IL BIOLOGICO

SVIZZERA, FATTURATO RECORD PER IL BIOLOGICO

Nel 2025 raggiunti 4,3 miliardi di franchi, consolidando la leadership internazionale del Paese

BioSuisse ha diffuso i dati sul 2025: le vendite di prodotti biologici sul mercato domestico hanno raggiunto il fatturato di 4,3 miliardi di franchi (pari a 4.7 miliardi di EUR, in un Paese di soli 9 milioni di abitanti), in crescita del 2,8% rispetto all’anno precedente.

La Svizzera si conferma così leader mondiale nel consumo di prodotti biologici, che pesano per il 12,3% della spesa alimentare complessiva.

La spesa pro capite annua è pari a 468 franchi (circa 508 EUR).

Le aziende agricole con certificazione biologica sono quasi 7.500, praticamente un quinto del totale; leggermente inferiore il peso delle superfici coltivate (anche questo in leggero aumento rispetto all’anno precedente), circa il 18,4% del totale, il che sta a dire che le aziende biologiche lavorano una superficie media un po’ minore della media nazionale.

Il prodotto biologico più venduto sono le uova, con una quota di mercato del 28%, superando di poco gli ortaggi (patate incluse) con il 27%. Il pane biologico arriva al 24,6%, mentre latte e derivati

sono al 14%.

Nel cantone dei Grigioni sono biologiche 1.133 aziende agricole su 1.906 (il 64%), ma è il cantone di Berna a contare il numero maggiore (1.389, con una crescita del 20% nell’ultimo anno); in crescita anche il Ticino.

Va da sé che per motivi pedoclimatici, la maggior parte dei prodotti consumati e delle materie prime impiegate dall’industria è importata, in prevalenza dal trio Germania, Austria e Italia, da cui provengono circa 146.000 tonnellate, poco più di metà del volume totale delle importazioni.

I principali prodotti biologici importati sono le barbabietole da zucchero (73.000 tonnellate) e i cereali (66.000 tonnellate).

 

Leggi di più sul sito di BioSuisse: https://www.bio-suisse.ch/it/la-nostra-associazione/ritratto/bio-in-cifre.html

USA, IL FRESCO BIOLOGICO CRESCE CINQUE VOLTE DI PIÙ

USA, IL FRESCO BIOLOGICO CRESCE CINQUE VOLTE DI PIÙ

L’ortofrutta bio cresce di oltre 1 miliardo di dollari e pesa per il 13% in valore della categoria

Nel 2025 le vendite di prodotti freschi biologici sul mercato USA hanno raggiunto i 10,6 miliardi di dollari, con un aumento di circa 1,1 miliardi, pari a circa il 5,9% rispetto all’anno precedente, un ritmo è quasi cinque volte superiore rispetto alla crescita dei prodotti convenzionali, che si è fermata intorno all’1,3%.

 

Il biologico rappresenta ormai una quota rilevante del mercato: circa il 13% delle vendite totali di ortofrutta al dettaglio (anche questo dato in aumento rispetto all’anno precedente), mentre la quota in volume ha raggiunto l’8%, il che indica non solo un incremento dei prezzi, ma anche una crescita reale della domanda.

Tra i principali fattori che sostengono l’espansione:

  • una crescente attenzione dei consumatori alla salute e alla qualità degli alimenti
  • una maggiore disponibilità e varietà di prodotti biologici sugli scaffali dei punti vendita
  • strategie più mirate da parte di retailer e produttori per intercettare segmenti specifici di clientela.

 

Dal punto di vista geografico, la crescita si è registrata in modo diffuso in tutto il Paese, anche se gli Stati meridionali hanno rappresentato l’area più dinamica (+8%).

Per quanto riguarda le categorie, i frutti di bosco (da sempre ritenuti negli USA come prodotti con forte componente nutraceutica) si confermano il segmento leader, con vendite superiori ai 2,3 miliardi di dollari e una crescita a doppia cifra.

Seguono le insalate di quarta gamma e le mele; altri prodotti rilevanti sono banane, carote e patate. In termini di volume, invece, il primo gradino del podio è appannaggio delle banane, seguite ancora dai frutti di bosco e dalle mele.

Alcune categorie hanno mostrato performance particolarmente brillanti: per esempio gli agrumi hanno registrato una delle crescite più elevate sia in valore che in volume (oltre il 20%).

Nonostante il quadro positivo, anche negli USA il settore continua a confrontarsi con sfide come inflazione (che nel 2026 aumenterà a causa dello sconquasso sui prezzi del petrolio) e condizioni climatiche, che incidono su prezzi e disponibilità.

La tendenza generale resta comunque favorevole, con prospettive di ulteriore espansione trainata da consumatori sempre più orientati verso prodotti percepiti come più sani e sostenibili, consolidando il settore come uno dei più dinamici dell’intero comparto alimentare.

 

Leggi di più: https://www.newhope.com/market-data-and-analysis/us-organic-produce-sales-climb-to-10-6b-in-2025-growing-5-times-faster-than-conventional