Suolo e Salute

Mese: Gennaio 2026

LA FRANCIA VIETA L’IMPORT DI PRODOTTI CON RESIDUI DI ALCUNI PESTICIDI

LA FRANCIA VIETA L’IMPORT DI PRODOTTI CON RESIDUI DI ALCUNI PESTICIDI

Sarà respinta alla dogana la frutta extra UE con residui di fungicidi prodotti dalla UE…

 

Il primo ministro e il ministro dell’Agricoltura francesi hanno annunciato il divieto di importare prodotti agricoli con residui di mancozeb (fungicida per contatto revocato nella UE dal 2021 a causa di rischi di tossicità riproduttiva e potenziale interferenza endocrina), glufosinato (revocato nella UE dal 2018 per la tossicità alla riproduzione), tiofanato-metile (fungicida sistemico revocato nella UE dal 2021), benomyl (un fungidica benzimidazolico bandito nella UE dal 2003) e carbendazim (tossico per la riproduzione e mutageno, revocato dal 2018).

 

La bozza del provvedimento, che prevede il criterio del residuo zero e l’aumento dei controlli alle frontiere, è stata notificata alla Commissione Europea (e non dovrebbe trovare opposizione: la tutela della salute dei consumatori è tra le materie che legittimano interventi autonomi dei singoli Paesi membri).

I prodotti che potrebbero essere interessati sono prevalentemente avocado, mango, guava, ma anche agrumi, uva e mele in contro-stagione.

 

Non mancano aspetti bizzarri: tutte queste sostanze sono state ritirate dalla vendita nell’Unione europea da non meno di cinque anni, ma ben quattro su cinque sono ancora fabbricati nella UE e da qui esportati verso i Paesi terzi.

Secondo la ONG svizzera Public Eye (https://www.publiceye.ch/en/) nell’Europa che ne ha vietato l’uso si producono 30 000 tonnellate di glufosinato, tiofanato-metile e mancozeb, esportate in Paesi che non hanno le stesse preoccupazioni sulla salute degli operatori e dei consumatori.

E proprio dalla Francia che intende stabilire una tolleranza zero si esportano 34 000 kg di mancozeb l’anno.

Al di là della mancanza di coerenza (“Non vogliamo comprare i prodotti per i quali è usato il mancozeb che abbiamo venduto noi ai produttori”),  l’efficacia del provvedimento si preannuncia dubbia: la Francia importa poca frutta da extra UE (non va dimenticato che conta su Dipartimenti e Regioni d’Oltremare che sono i fornitori privilegiati di frutta esotica e che già applicano le norme UE): il suo scopo principale è dare un contentino alla FNSEA con un po’ di fumo negli occhi ad agricoltori in agitazione e a consumatori preoccupati: la decisione, palesemente, è stata presa in seguito alle pesanti pressioni della Fédération nationale des syndicats d’exploitants agricoles che continua a far la voce grossa contro l’accordo commerciale UE-Mercosur.

La soluzione del problema non può essere lasciata a iniziative nazionali, ma deve essere trovata con standard comuni in tutta la UE che riguardino sia le norme che i pertinenti controlli sanitari e ambientali.

O, meglio ancora, sta nell’agricoltura biologica, che sin dal 1991 ha risolto il problema non utilizzando mezzi tecnici tossici o nocivi e proponendo una soluzione concreta per la sovranità alimentare.

 

Per saperne di più: https://www.ilsole24ore.com/art/il-governo-francese-vietato-l-import-ortofrutta-contaminata-pesticidi-banditi-europa-AIAzDrl

CONFERMATO: I CONSERVANTI NON FANNO PER NIENTE BENE

CONFERMATO: I CONSERVANTI NON FANNO PER NIENTE BENE

Uno studio francese appena pubblicato sul British Medical Journal lega una dozzina di conservanti alimentari all’incidenza di tumori (in particolare a seno e prostata)

l 7 gennaio il British Medical Journal ha pubblicato l’articolo “Intake of food additive preservatives and incidence of cancer: results from the NutriNet-Santé prospective cohort” (BMJ 2026; 392 doi: https://doi.org/10.1136/bmj-2025-084917) realizzato analizzando i dati di 105 260 partecipanti di età superiore ai 15 anni.

Lo studio ha esaminato le associazioni tra l’assunzione di tre categorie di conservanti e l’incidenza del cancro.

I ricercatori hanno osservato che su 17 conservanti ampiamente utilizzati negli alimenti trasformati presi in considerazione, sei (prevalentemente antiossidanti) non sono associati all’incidenza di cancro, mentre un’assunzione più elevata degli altri – in prevalenza non antiossidanti – è associata a un aumento del rischio di specifici tumori.

In particolare i sorbati e, in particolare, il sorbato di potassio, risultano associati a un aumento del 14% del rischio di cancro complessivo e del 26% del rischio di cancro al seno, per i solfiti si registra un incremento del 12% del rischio di cancro complessivo.

Per i discussi nitriti e nitrati (utilizzato in particolare nella trasformazione della carne), il nitrito di sodio è associato a un aumento del 32% del rischio di cancro alla prostata, mentre il nitrato di potassio lo è a un aumento del rischio di cancro complessivo (13%) e di cancro al seno (22%).

Tra le sostanze antiossidanti, solo l’eritorbato di sodio (E316), di origine sintetica è risultato associati a una maggiore incidenza di cancro.

I risultati suggeriscono che per aumentare la protezione dei consumatori è necessario rivalutare la normativa che disciplina l’uso di questi additivi.

Nel frattempo, però, sostengono la raccomandazione ai consumatori di favorire alimenti freschi, minimamente trasformati o per la cui trasformazione non si sia ricorso ai conservanti incriminati (come i prodotti biologici).

UN ASSESSORE BIOLOGICO IN VENETO

UN ASSESSORE BIOLOGICO IN VENETO

Il neo assessore all’agricoltura della Regione Veneto conduce un’azienda biologica

 

Dario Bond, laureato in scienze agrarie, con diploma sia in erboristeria all’università di Urbino che in naturopatia, titolare di erboristeria, è il nuovo assessore all’Agricoltura (più Caccia e Montagna) della Regione Veneto.

A testimonianza del suo radicamento nel territorio, alle elezioni regionali di fine novembre è stato l’unico candidato a superare nella propria circoscrizione il popolare ex presidente della regione Zaia per numero di preferenze.

Il neo assessore conduce da tempo con la famiglia un’azienda agricola biologica di 12 ettari (controllata da Suolo e Salute) all’interno del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, dove coltiva circa 40 piante aromatiche e balsamiche utilizzate poi per la produzione di infusi e tisane.

All’assessore i migliori auguri di Suolo e Salute, con l’auspicio che la sua sincera attenzione per la salvaguardia dell’ambiente e la salute umana incida positivamente sull’agricoltura del Veneto, che rappresenta circa il 10% della PLV nazionale (in particolare vitivinicola e zootecnica).

Leggi qui: https://terraevita.edagricole.it/featured/dario-bond-e-il-nuovo-assessore-allagricoltura-del-veneto/

CAMBIANO LE ETICHETTE DI CONFETTURE, MARMELLATE, SUCCHI E MIELE

CAMBIANO LE ETICHETTE DI CONFETTURE, MARMELLATE, SUCCHI E MIELE

Il 5 gennaio scorso è andato in Gazzetta il decreto legislativo 207 del 30.12.2025 che modifica i decreti legislativi su miele, succhi di frutta e prodotti affini, marmellate, confetture e prodotti affini. alcuni tipi di latte

Le nuove disposizioni si applicano a decorrere dal 14 giugno 2026, non c’è nessuna preoccupazione per i prodotti immessi sul mercato o etichettati prima del 14 giugno 2026 in conformità alle disposizioni vigenti in precedenza, che possono essere commercializzati fino all’esaurimento delle scorte.

In pratica cambiano le modalità d’indicazione d’origine del miele (non basta più indicare UE/non UE, è necessario indicare esattamente il Paese o i Paesi di raccolta), aumenta la percentuale di frutta nelle confetture, è introdotta la categoria dei “succhi di frutta a tasso ridotto di zuccheri” e viene autorizzato il claim “i succhi di frutta contengono solo zuccheri naturalmente presenti”, viene modificata la composizione del latte parzialmente o totalmente disidratato.

Ci si attendeva che l’Italia cogliesse l’opportunità di consentire l’uso del termine “marmellata” diffusamente utilizzato dai consumatori per riferirsi anche alla “confettura”, denominazione legale ma non utilizzata nel linguaggio comune, ma il governo non ha ritenuto di farlo. Rimangono quindi valide le denominazioni distinte di confettura, marmellata di agrumi, gelatina (tutte eventualmente anche “extra”) e la solitaria “crema di marroni”.

Trovate il testo qui: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/01/05/26G00001/sg

RIFINANZIATA LA NUOVA SABATINI, IN ARRIVO 650 MILIONI PER LE IMPRESE

RIFINANZIATA LA NUOVA SABATINI, IN ARRIVO 650 MILIONI PER LE IMPRESE

Con la Legge di Bilancio 2026, la misura della Nuova Sabatini è stata rifinanziata con risorse pari a 200 milioni per il 2026 e 450 milioni per il 2027. Vantaggi per le aziende che mirano alla transizione ecologica

L’intervento previsto dal rifinanziamento è finalizzato a facilitare l’accesso al credito per le imprese, contribuendo così a rafforzare la competitività del sistema produttivo nazionale. L’agevolazione permette infatti l’acquisto, anche tramite leasing, di macchinari, impianti, attrezzature, beni strumentali destinati alla produzione e hardware, oltre a software e soluzioni tecnologiche digitali.

Possono beneficiare della Nuova Sabatini tutte le micro, piccole e medie imprese operanti in qualsiasi settore produttivo, comprese le attività alimentari, agricole e della pesca, purché in possesso dei requisiti previsti dalla normativa.

La misura consente l’accesso a finanziamenti erogati da banche e intermediari finanziari, anche grazie al supporto del Fondo di garanzia per le PMI, che può coprire fino all’80% dell’importo finanziato.

A tali finanziamenti si affianca un contributo del Ministero dello Sviluppo Economico, calcolato sulla base degli interessi relativi a un investimento della durata di cinque anni, applicando un tasso annuo del 2,75% per gli investimenti ordinari e del 3,575% per quelli in tecnologie digitali.

Le imprese possono beneficiare di un contributo incrementato del 30% per investimenti finalizzati alla transizione ecologica; questa misura, nota come Nuova Sabatini Green, mira a sostenere l’acquisto di macchinari, impianti, attrezzature, beni immateriali e mezzi di trasporto che rispettino specifici requisiti di sostenibilità ambientale.

Va ricordato anche che fin dal 1° ottobre 2024 è operativa la linea di intervento denominata “Sostegno alla capitalizzazione”, che prevede un contributo maggiorato per le PMI costituite come società di capitali e impegnate in percorsi di rafforzamento patrimoniale, a fronte di investimenti in beni strumentali, macchinari, attrezzature e tecnologie digitali.

Tra le altre misure previste dalla legge di bilancio vanno ricordati:

  • l’iper ammortamento, una deduzione applicabile per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 riservata ai soggetti titolari di reddito d’impresa che acquistano beni strumentali da destinare a strutture produttive situate in Italia che prevede una maggiorazione del costo di acquisizione ai fini della deduzione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing;
  • il credito d’imposta commisurato all’acquisizione di beni strumentali destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nella Zona economica speciale per il Mezzogiorno
  • Il Bando Agrisolare rivolto a imprese agricole e agroindustriali interessate a investire in energia solare fotovoltaica con pannelli sui tetti dei fabbricati utilizzati per l’attività agricola, con contributi a fondo perduto fino all’80% delle spese ammissibili
  • Bando SIMEST Temporary Export Manager
  • Finanziamento agevolato e contributo a fondo perduto per soluzioni di E-commerce coperti investimenti in hardware e software, servizi di consulenza, formazione del personale, attrezzature e macchinari, spese di marketing, ricerca e sviluppo, logistica e adeguamento normativo).
  • Bando SIMEST per l’inserimento in mercati esteri con attenzione particolare a Micro, Piccole e Medie Imprese, CON finanziamento agevolato di 6 anni (2 di preammortamento) e contributo a fondo perduto che può coprire fino al 10% dell’importo richiesto

Potete leggere le FAQ sulla nuova Sabatini sul sito del ministero delle Imprese e del Made in Italy  https://www.mimit.gov.it/it/assistenza/domande-frequenti/beni-strumentali-nuova-sabatini-domande-frequenti-faq, per gli strumenti SIMEST potete consultare il sito https://www.simest.it/per-le-imprese/