Suolo e Salute

Mese: Aprile 2021

BIOLOGICO FIN DAL PRINCIPIO: SI RIPARTE DAL SEME

BIOLOGICO FIN DAL PRINCIPIO: SI RIPARTE DAL SEME

La filiera del biologico sta ridisegnando la sua architettura a partire dall’approvigionamento del seme.

Da cinque giorni a un anno, questo il “tempo utile” che, dal 2022, le aziende sementiere potranno utilizzare per assicurare agli agricoltori semi certificati biologici. Una decisione che promette di tutelare e valorizzare ulteriormente la produzione biologica italiana.

Assosementi – Associazione Italiana Sementi, sottolinea come, fino ad ora, nonostante la legislazione prevedesse l’utilizzo di semente e materiale di moltiplicazione certificato bio, il ricorso alle deroghe che consentono l’uso di semente ottenuta con tecnica convenzionale, lasciasse un buco scoperto proprio sul principio della coltivazione biologica.

Solo il 4% dell’intera superficie sementiera risulta infatti ad oggi, coinvolto nella moltiplicazione delle sementi secondo il metodo bio.

Questa modifica potrà invece consentire di arginare questo meccanismo e valorizzarne il processo fin dall’inizio, dichiara Alberto Lipparini, Direttore di Assosementi.

Il tempo guadagnato sarà l’equivalente di una stagione colturale, permetterà all’azienda sementiera di programmare, produrre e seguire il seme biologico certificato fino alla consegna agli agricoltori.

Si tratta di pazientare ancora per questo 2021, poiché vedremo la concretizzazione di questa evoluzione solo nel 2022, continua Lipperini, che manifesta tuttavia la sua preoccupazione nel riscontrare che questo significativo passo in avanti, potrebbe essere messo in discussione da alcuni emendamenti al disegno di legge sull’agricoltura con metodo bio, definiti dalla Commissione Agricoltura del Senato.

Questi ultimi, darebbero via libera alla possibilità di vendere direttamente in ambito locale o di scambiare liberamente sementi biologiche anche di varietà non iscritte nei registri nazionali. Prescindendo in effetti, la trasparenza che si sta cercando di legittimare a una filiera così preziosa, a partire dalle sue basi.

Fonte: Terra e vita

SUOLO E SALUTE AL B/OPEN 2021

SUOLO E SALUTE AL B/OPEN 2021

Torna il 9 e 10 Novembre 2021, B/Open: la rassegna di Veronafiere dedicata al biologico, che si propone come la prima fiera italiana b2b.

Le due giornate si concentreranno su aree tematiche distinte: una prima dedicata al food e una seconda al self-care, con un focus particolare sul tema del packaging.

Anche per l’edizione live 2021, sarà previsto l’affiancamento online della piattaforma B/Open Digital, a disposizione prima e dopo l’evento per il networking e l’organizzazione degli incontri.

Tra i partner di B/Open vi saremo noi di Suolo e Salute, siamo il primo organismo di controllo e certificazione del biologico in Italia, con circa 1.900 aziende certificate, oltre 600.000 ettari controllati e oltre cinquant’anni di esperienza.

Tra i numerosi attori che hanno creduto con forza nel metodo biologico, oggi in crescita esponenziale in Italia e nel mondo, vi è la nostra società che ha origine nel 1969 a Torino. Pioniera dell’epoca nella promozione del settore, oggi lo attraversiamo nel ruolo di organismo di controllo e certificazione, continuando a lavorare per il consolidamento e la crescita del metodo biologico in Italia.

Non potremo mancare all’appuntamento con B/Open e saremo lieti di incontrarvi all’interno dei nostri spazi espositivi.

VI ASPETTIAMO il 9 e 10 Novembre presso Veronafiere !

Per informazioni: sviluppo@suoloesalute.itufficiostampa@suoloesalute.it

ECONOMIA CIRCOLARE: IL CASO VIRTUOSO DELL’ITALIA

ECONOMIA CIRCOLARE: IL CASO VIRTUOSO DELL’ITALIA

Sempre più investigato e diffuso è il tema dell’economia circolare e il cambio di paradigma alla base  – quello del riutilizzo di materiali in successivi cicli produttivi -, che comporta. Ma se un modello già funzionante di questo tipo di economia, lo avessimo sotto il naso?

A suggerire questa idea è la Fondazione Symbola, nel rapporto intitolato: “L’Italia in 10 selfie. Un’economia a misura d’uomo per affrontare il futuro.”

Secondo i dati rilevati dalla Fondazione, l’Italia è il primo stato all’interno dell’Unione Europea per economia circolare, vale a dire il paese con la più alta percentuale di riciclo di rifiuti, che realizza con il 79,3 %, quasi il doppio della media generale europea. La Francia infatti è subito in coda con il 55,8 %, il Regno Unito lo segue con il 50,5, Spagna e Germania arrivano infine, con 43,5 e 42,7%.
Il risparmio annuale è notevole: pari a 23 mln di tonnellate equivalenti di petrolio e a 63 mln di CO2.

Il secondo selfie immortalato, trova l’Italia al primo posto anche per riduzione di rifiuti: 43,2 tonnellate per milione di euro prodotto. La media dell’Unione Europea è del 78,8 %, pensate.

Ma il quadro è ben più ampio, il Paese infatti risulta il più grande operatore nel settore delle rinnovabili, con Enel al primo posto nel mondo come operatore privato con 47GW di capacità gestita al terzo trimestre 2020 e impianti diffusi in tutti i continenti.

Il quarto selfie racconta di un Made in Italy sempre più di rilievo, perché legato a un’agricoltura connessa a un pensiero di sostenibilità. Sono oltre 432mila infatti, le imprese che tra il 2015 e il 2019 hanno investito in prodotti e tecnologie green e il 47% di queste hanno alla guida un imprenditore under 35.

Anche nelle esportazioni di prodotti di questo tipo, l’Italia si colloca al secondo posto dopo la Germania, grazie alle rigorose politiche ambientali, al numero di brevetti in questo senso depositati e alle basse emissioni di CO2.

Un altro dei selfie fermati e approfonditi nel rapporto di Symbola, è l’Italia e il Design: è difatti il Paese europeo con il più alto numero di imprese in questo settore, nello specifico il 15,5% del totale Ue. Per un totale di 34mila imprese, che offrono un mercato occupazionale a 64.551 lavoratori e alimentano un valore aggiunto superiore a 3 mld.

Al Design si affianca il settore nautico, legato alle barche da diporto e all’esportazione di mezzi di questo tipo. Il fatturato globale si aggira intorno ai 4,78 mld di euro e 23.510 addetti diretti; mentre il saldo commerciale ci trova leader, con più di 2,2 mld di dollari e tra i maggiori esportatori secondi solo ai Paesi Bassi.

Ma non è finita qui, perché il settimo selfie descritto tocca il ruolo del legno all’interno di questa economia circolare dall’impronta italiana.

Il 93% dei pannelli truciolati prodotti, infatti, è di legno riciclato: questo comporta la riduzione dell’emissione di CO2 vale a dire 26 kg equivalenti ogni mille euro di produzione, a fronte dei 43 tedeschi, dei 49 francesi, dei 79 britannici. L’industria italiana del legno da arredo è quindi prima in Europa per economia circolare.

E se ci confrontiamo sul fronte agricolo, non usciamo meno efficienti, in quanto a sostenibilità e azioni per perseguirla. La nazione ha infatti ridotto l’utilizzo di pesticidi del 20%, ha aumentato l’uso e la produzione di energie rinnovabili e ridotto i consumi d’acqua e inoltre emette un numero di CO2 (30 mln di tonnellate equivalenti), notevolmente inferiore a Paesi come Francia, Germania, Regno Unito, Spagna.

Dietro gli ultimi due selfie bussano il settore farmaceutico e l’esportazione delle biciclette. Al valore di 32,2 miliardi di euro infatti, ammonta la vendita di prodotti di questo tipo nel nostro paese, cifra che conferma il ruolo della leadership italiana in questo campo, grazie anche alla crescita delle esportazioni, cresciuta nel decennio 2009-2019 del 168%.

Per quanto concerne la vendita di biciclette, il mercato italiano risulta il primo in Europa. La vendita delle due ruote è superiore a quella del Portogallo, dei Paesi Bassi, della Germania e Romania. Per un 16,6% in contributo italiano all’export europeo e un valore complessivo nella vendita nazionale pari a 609 mln. Una filiera che al suo totale conta 3.128 imprese, generando un fatturato di 1,03 mld.

Un circolo economico virtuoso che identifica il ruolo strategico dell’Italia nel quadro di un’economia mondiale, che urge una ripartenza oltre che un sostanziale rinnovamento.

Da ricordare anche che l’Italia è uno dei paesi europei con la più ampia superficie agricola investita ad agricoltura biologica e uno dei più importanti produttori al mondo di prodotti bio.

Fonte: Avvenire