Suolo e Salute

Mese: Luglio 2019

L’EFSA pubblica i risultati sui residui degli antiparassitari nelle derrate alimentari. L’agricoltura biologica si conferma il metodo di produzione più sicuro.

L’EFSA pubblica i risultati sui residui degli antiparassitari nelle derrate alimentari. L’agricoltura biologica si conferma il metodo di produzione più sicuro.

L’EFSA, European Food Safety Autorithy, ha pubblicato i risultati dei controlli effettuati in Europa nel 2017, sui residui degli antiparassitari negli alimenti.

I controlli effettuati nel 2017 hanno riguardato 28 paesi europei e in totale 88247 campioni. Tali controlli sono indispensabili per verificare l’attendibilità dei criteri di valutazione della sicurezza alimentare degli agrofarmaci e per esaminare il rispetto delle norme.

Questi i risultati:

  1. il 95,9% dei campioni è risultato regolare, con il residuo inferiore o uguale al massimo ammesso;
  2. sono aumentati i campioni che superano limite massimo ammesso, infatti sono stati il 4,1% i campioni superiori al limite, lo 0,3% in più rispetto al 2016 (3,8%);
  3. la maggior parte dei campioni irregolari proviene da Paesi fuori dalla UE: Malesia, Pakistan, Sri Lanka, Vietnam, Madagascar, Repubblica Dominicana, Suriname, India, Cina, Tailandia, Etiopia, Giordania, Colombia e Kenya sono tutti al di sopra del 10% di campioni con sforamento dei limiti. In Europa abbiamo Cipro, Grecia e Francia, con sforamenti superiori al 4% dei campioni;
  4. le derrate non trasformate risultate con percentuale di sforamenti dei residui superiore al 10% sono risultate le seguenti: crescione acquatico, cherimoyas, foglie di coriandolo, basilico e fiori commestibili, foglie di vite e specie simili, melograno, peperoncini, pitahaya (frutto del drago), frutti della passione, basilico, menta, tè, prezzemolo, foglie di sedano, papaia, gombo, foglie di barbabietola, erba cipollina, cavoli cinesi, manioca e infusi di erbe essiccate, foglie di vite (e specie simili), frutta e noci, pomodori, funghi selvatici, peperoni, riso, latte vaccino, semi di zucca e uva da tavola;
  5. la principale sostanza che va oltre i limiti consentiti è il clorato, trovato nel 6,4% dei campioni. Le altre sostanze percepite oltre i limiti sono: antrachinone, carbendazim, propargite, acefate e profenofos;
  6. Il glifosato rimane un sorvegliato speciale, con alcuni sforamenti nel miele, asparago, segale, pere, miglio e riso;
  7. l’agricoltura biologica si conferma il metodo di produzione più sicuro. In % sono pochissimi i campioni che vanno oltre il limite di determinazione analitica. Tra le sostanze rinvenute come residuo ci sono i clorati e il rame.

Per saperne di più: https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.2903/j.efsa.2019.5743

 

Fonte: https://agronotizie.imagelinenetwork.com/difesa-e-diserbo/2019/07/04/cosa-c-e-nel-mio-piatto-i-residui-degli-antiparassitari-negli-alimenti/63628

Gli Stati Generali del BIO al SANA 2019

Gli Stati Generali del BIO al SANA 2019

Dal 6 al 9 settembre 2019 a Bologna si terrà la 31esima edizione di SANA, il Salone Internazionale del Biologico e del Naturale.

La manifestazione riunirà i protagonisti del biologico italiano e internazionale, con incontri, workshop, seminari, laboratori ed eventi B2B provenienti da diverse parti del mondo.

“La nostra Società ha sviluppato un know-how che ci posiziona ai primissimi posti su scala internazionale e ci connota come destinazione e partner privilegiato per il business fieristico. Anche il Salone del biologico e del naturale è dimostrazione di questa specificità che si esplicita in un costante trend di crescita in termini di espositori e operatori e in un confronto sempre più incisivo con i buyer internazionali. Le novità dell’edizione 2019 rafforzeranno ulteriormente SANA come piattaforma di confronto per il biologico e per la discussione di temi fondamentali per il futuro, in termini economici e ambientali”, ha sottolineato Gianpiero Calcolari, presidente di BolognaFiere.

“Dalla Rivoluzione verde alla Rivoluzione Bio” è l’iniziativa promossa dagli Stati Generali del BIO che si svolgeranno il 5 e il 6 Settembre a Bologna. Durante l’iniziativa saranno delineare le strategie per guidare il settore agricolo verso la sostenibilità, il rispetto dell’ambiente e il corretto utilizzo delle risorse, con particolare focus sui concetti di biodiversità, cambiamento climatico e protezione delle acque.

 

Fonte: https://www.greenstyle.it/sana-2019-stati-generali-del-bio-dal-5-al-6-settembre-302205.html

Maria Grazia Mammuccini alla guida di FederBio

Maria Grazia Mammuccini alla guida di FederBio

Il nuovo presidente di FederBio è Maria Grazia Mammuccini, che sarà alla guida della Federazione per il prossimo triennio 2020-2022.

Il presidente uscente, Paolo Carnemolla, assume la carica di segretario generale, mentre sono stati confermati i vice presidenti Matteo Bartolini, Andrea Bertoldi e Carlo Triarico. Nel consiglio direttivo sono entrati anche Rossella Bartolozzi, Claudia Bastia, Michele Monetta, Enrico Casarotti, il presidente di Bioland Italia Toni Riegel e il presidente di AIAB Emilia Romagna Antonio Lofiego.

“Siamo in una fase decisiva per il biologico e la priorità fondamentale che abbiamo di fronte è dare più forza ai produttori agricoli per far crescere la produzione nazionale e costruire solide filiere di Made in Italy bio. È questa la prima condizione per difendere il “vero biologico” italiano. In questa fase di crescita del bio dobbiamo lavorare per affermare il principio del “giusto prezzo” per i prodotti agricoli e per costruire la “Casa comune del biologico e biodinamico italiano”, con una governance di donne e uomini capaci di misurarsi con i tanti aspetti che il biologico deve affrontare, quello ambientale, climatico, della salute oltre a quello economico e sociale”, ha dichiarato il nuovo presidente.

 

Fonte: https://www.foodweb.it/2019/07/maria-grazia-mammuccini-e-la-nuova-presidente-di-federbio/

“La svolta verde” parte dai Comuni

“La svolta verde” parte dai Comuni

I numeri parlano chiaro: il biologico sta registrando un’importante crescita, che è stata definita dall’ultimo rapporto Istat “La svolta verde”.

“La Superficie Agricola Utilizzata coltivata in biologico rappresenta il 15,4% della superficie agricola nazionale, cioè si estendono su quasi 2 milioni ettari, e contano su più di 75 mila imprese. Negli ultimi sette anni si è registrato un incremento di superficie del 71%. E il fatturato annuo ha superato i 5 miliardi di euro, di cui 3,5 nel mercato domestico e 2,1 nell’export, con un incremento annuo che da tempo viaggia a due cifre. È un andamento che si sta via via rafforzando”, dichiara Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio, durante l’incontro “Liberi dai pesticidi, l’Italia riparte dai Comuni”, organizzato da Cambia la Terra, la campagna di FederBio, Legambiente, WWF, Lipu e Medici per l’Ambiente.

Questo succede anche grazie alla volontà di 66 Comuni che hanno scelto di ridurre l’uso degli agrofarmaci di sintesi e promuovere, nel proprio territorio, un’agricoltura a basso impatto ambientale.

“Siamo di fronte a una vera e propria trasformazione del modo di produrre e consumare cibo in cui un numero crescente di consumatori chiede prodotti che difendano la salute, l’equilibrio dei campi e i principi dell’equità sociale. Da questo punto di vista l’Italia ha un ruolo di leadership: abbiamo scelto la strada della qualità e dei prodotti identitari legati al territorio. Ora bisogna sostenere queste scelte con politiche coraggiose e decise per allargare le potenzialità di un cambiamento che sta già emergendo in modo autonomo. A cominciare dal futuro della PAC, la Politica Agricola Comunitaria e dall’approvazione del nuovo Piano d’azione nazionale sull’uso sostenibile dei fitofarmaci (Pan): il precedente ha dato priorità all’ agricoltura integrata, che fa grande uso di agrofarmaci di sintesi chimica a partire dal glifosato. Il nuovo Pan, che dovrebbe già essere alla consultazione pubblica e invece è bloccato ai Ministeri competenti, Agricoltura, Ambiente e Salute, dovrebbe prendere in considerazione le nostre proposte più urgenti e coerenti con il lavoro fatto dai  Comuni: 40% di superficie agricola dedicato al bio entro il 2030; distanze minime di sicurezza da case, luoghi pubblici  e coltivazioni biologiche rispetto ai campi in cui si usano i agrofarmaci di sintesi; informazione ai vicini sui tempi e sulle modalità di trattamento da parte di chi usa agrofarmaci e divieto di utilizzo di questi nelle aree protette a seguito delle direttive Ue”, conclude Mari Grazia Mammuccini.

 

Fonte: https://www.lastampa.it/tuttogreen/2019/06/25/news/la-svolta-verde-la-sta-facendo-il-biologico-a-partire-dai-comuni-1.36543906?refresh_ce