Suolo e Salute

Mese: Ottobre 2018

Il problema è il Rame o il Biologico?

Il problema è il Rame o il Biologico?

Il rame viene da sempre utilizzato in agricoltura come antifungino. Viene utilizzato anche nell’agricoltura biologica, con delle quantità ridotte. Il rame non è nocivo, anzi, viene considerato come un elemento necessario per il nostro metabolismo.

Perchè allora è stata avviata questa battaglia contro i Sali di rame?

I Sali di Rame non sono dei pesticidi e il loro effetto non attacca la pianta o il frutto. Agiscono solo per contatto, appoggiandosi sulla buccia e liberandosene con un solo risciacquo d’acqua. Usarne non provoca danni alla salute.

Si utilizza principalmente su ortaggi, frutta e verdure. In agricoltura biodinamica solo su le culture di frutta e vite, con un massimo di quantità di 3 kg per ettaro l’anno.

Il vero problema è che non ci sono alternative all’uso dei Sali di Rame per le malattie fungine, riconosciuti come elemento centrale per la difesa di queste malattie, se non i pesticidi. Ma l’agricoltura biologica non fa uso di pesticidi. Queste malattie nascono nel momento in cui si ha un clima umido e molto piovoso nei periodi vegetativi “sbagliati”. Queste condizioni favoriscono lo sviluppo di funghi nocivi per le coltivazioni.

E all’agricoltura biologica cosa comporterebbe un clima insidioso e la comparsa di malattie fungine sulle coltivazioni?

Una perdita di produzione e di qualità dei prodotti. Questo perché non gli è permesso di oltrepassare il limite dei 4 kg di Sali da utilizzare in un anno.

Il mondo del biologico ha così presentato una proposta: 20 kg di Sali di Rame da utilizzare in cinque anni, considerando che l’impatto ambientale non si misura anno per anno, ma si parla di accumulo. Questo permetterà di utilizzarne poco nell’annata favorevole e di avere un’ancora nel momento in cui si presentasse condizioni averse.

C’è chi pensa che tutta questa battaglia messa in atto tra i Sali di Rame e il biologico sia un pretesto per attaccare questo modello produttivo. Un’azione di difesa delle imprese che producono chimica di sintesi di fronte ad un modello produttivo che cresce a vista d’occhio, e che sempre più agricoltori sceglie.

 

Fonte: https://ilsalvagente.it/2018/10/02/e-se-dietro-la-crociata-antirame-ci-fosse-il-fastidio-per-il-biologico/

Decreto Mipaaft: in arrivo 3 milioni di euro per la ricerca sul biologico

Decreto Mipaaft: in arrivo 3 milioni di euro per la ricerca sul biologico

Il Ministero delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo ha firmato il decreto per la ricerca del biologico in agricoltura. Il decreto prevede di erogare 3 milioni di euro di risorse per finanziare i progetti di Ricerca e Innovazione per lo sviluppo del sistema biologico.

“Mi ritengo molto soddisfatto. È un passo importante per cominciare a costruire una nuova strategia di settore. La filiera ha chiesto a gran voce lo sblocco del provvedimento, fermo da tempo. Il provvedimento ha tenuto conto delle indicazioni proposte da tutti gli stakeholder, in particolare prevedendo la partecipazione, in tutte le fasi progettuali, di almeno un’azienda biologica, al fine di agevolare l’applicazione concreta dei risultati della ricerca alla realtà produttiva. La ricerca in agricoltura biologica risulta fondamentale per fornire risposte ad un settore che continua a crescere sia in termini di superfici che di fatturato” ha dichiarato il Sottosegretario di Stato per le politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo On. Franco

Fonte: https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13070

Nuova PAC e futuro del biologico: gli auspici di IFOAM EU al 12° Congresso del Biologico Europeo

Si è concluso la scorsa settimana a Vienna il 12 ° Congresso del Biologico Europeo, organizzato da IFOAM UE e Bio Austria. Per tutto il movimento del biologico è stata una grande occasione per scambiare opinioni, attivare discussioni e condividere azioni. Il tutto si è sviluppato in una serie di workshop e sessioni plenarie con diversi temi centrali, tra cui la revisione della politica agricola comune (PAC) e l’impatto sul futuro del biologico. Si è discusso, inoltre, di pratiche produttive e commerciali etiche, giuste ed eque lungo la filiera e delle nuove norme di produzione previste dal nuovo regolamento comunitario che entreranno in vigore a partire dal 1 gennaio 2021.

Jan Plagge, Presidente IFOAM dell’UE, nel discorso di apertura ha richiamato l’impegno della politica europea affinché garantisca, in via prioritaria, le misure di sostegno agli agricoltori che producono “esternalità positive”, cioè a quelli che sviluppano meccanismi di multifunzionalità a beneficio dell’intera comunità. Infatti, gli agricoltori biologici non producono solo cibo con caratteristiche salutari, ma nella pratica difendono anche le risorse naturali, l’agroecosistema e contribuiscono favorevolmente a ridurre l’impatto dei fattori che causano i cambiamenti climatici.

Per questo gli agricoltori possono diventare una sorta di “eco-imprenditori” se il 70% delle somme della PAC sarà garantito per la protezione del clima e dell’ambiente. Il messaggio lanciato da IFOAM UE è chiaro: auspicare che la nuova PAC sia in linea con l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite soprattutto riguardo agli obiettivi verso lo sviluppo sostenibile delle attività produttive. La plenaria di apertura del mattino “Fair Play and Fair Pay per un sistema agricolo e alimentare europeo più sostenibile” ha riportato l’attenzione sulla produzione etica e sulla definizione di pratiche commerciali leali e giuste attraverso l’intera filiera del biologico.

Si è discusso anche del nuovo regolamento comunitario 848/2018, pubblicato il 14 giugno 2018 sulla Gazzetta ufficiale dell’UE che si applicherà dal 1 ° gennaio 2021 e sulle modifiche e i cambiamenti che apporterà nei vari comparti, dalla produzione vegetale, alla zootecnica, alle preparazioni alimentari e alle produzioni importate.

Al congresso, svoltosi nella bellissima cornice dell’Università di Vienna, hanno partecipato oltre 200 delegati provenienti da quasi tutti i Paesi Europei. Per Suolo e Salute hanno partecipato Angelo Costa e Alessandro D’Elia, rispettivamente presidente e direttore tecnico.

Suolo e Salute è Golden Sponsor di IFOAM EU e nuovo membro effettivo. “Da alcuni anni abbiamo avviato una politica di riaffermazione di Suolo e Salute all’estero – dichiara Alessandro D’Elia – facendo conoscere il lavoro e soprattutto l’entità e la storia dell’azienda. Abbiamo condiviso in pieno il percorso e gli obiettivi del movimento e siamo stati partecipi alle iniziative, anche in via concreta; infatti, da cinque anni Suolo e Salute è sponsor di IFOAM EU. Dall’anno prossimo saremo anche membri effettivi dell’organizzazione. Riteniamo che il percorso con IFOAM EU sia utile e doveroso per ciò che Suolo e Salute rappresenta: con quasi 19.000 aziende biologiche certificate e quasi 700.000 ettari controllati, di fatto è tra i più importanti Enti di certificazione a livello europeo”.

Fonte: https://www.ifoam-eu.org/en/news/2018/09/25/press-release-future-food-farming-fair-and-green-cap-supply-chain-rewarding