Suolo e Salute

Mese: Dicembre 2016

Orticoltura biologica: si può! Se ne parla il 12 dicembre a Sabaudia

orticoltura

È previsto per il prossimo 12 dicembre, a Sabaudia (LT), il convegno dal titolo “L’orticoltura biologica: un’alternativa possibile”.

L’evento sarà l’occasione per conoscere e approfondire quali sono le innovazioni oggi disponibili per il settore dell’orticoltura biologica e gli strumenti che ne possono accompagnare la diffusione nelle aziende della Regione.

Orticoltura biologica: un tema attuale

Il convegno laziale va a toccare un tema estremamente caldo. Soprattutto alla luce degli ultimi dati sulle preferenze dei consumatori europei, sempre più orientati verso un’alimentazione naturale. L’ortofrutta, oggi, rappresenta il 30% dei consumi del settore. Un trend in continua crescita, che non accenna ad arrestarsi e che si accompagna a un progressivo aumento del numero delle aziende e delle superfici coltivate attraverso il metodo biologico. Basti pensare che, in Italia, la sua incidenza supera il 12% della superficie totale. Il 18% nel Lazio.

Dati che, però, cozzano con il numero delle coltivazioni orticole che, pur essendo in crescita, non superano il 2% della superficie biologica nazionale. Nella regione Lazio, gli areali specializzati nella produzione di ortaggi dedicano alla produzione biologica poco più dell’1% della superficie, mettendo in evidenza un deficit produttivo ancora più marcato.

L’evento cercherà quindi di rispondere ad alcune domande: dalle difficoltà che impediscono all’orticoltura biologica di cogliere le condizioni favorevoli di mercato, a quali strumenti possono offrire le Istituzioni regionali (come il PSR 2014-2020) per favorire lo sviluppo del comparto.

Orticoltura biologica: il programma dell’evento

L’apertura dei lavori è prevista alle 9:30 presso l’Auditorium Parco Nazionale del Circeo, con l’intervento di Carlo Hausmann, Assessore Agricoltura Regione Lazio, Paolo Cassola, Direttore Parco Nazionale del Circeo, e Antonio Rosati, Amministratore Unico ARSIAL SUPPORTO E INNOVAZIONI DI PROCESSO.

Alle ore 10 è previsto un focus su “Istituzioni Pubbliche e associative”, durante il quale saranno approfondite le tematiche inerenti alle opportunità previste per il comparto bio dal PSR 2014-2020, il sistema di controllo e i mezzi tecnici per l’agricoltura BIO. Interverranno Luciano Massimo, di ADA Latina Regione Lazio; Sandra di Ferdinando, per ARSIAL; Ivano Soave, di FederBio e Francesco Riva, del MiPAAF.

A seguire, alle 11, si parlerà di Enti di ricerca e divulgazione. In particolare, si approfondiranno i sistemi di gestione colturale in BIO, la selezione di sementi, la produzione di compost, la fertirrigazione e il controllo biologico di fitofagi e patogeni.

Alle ore 12:30, invece, ci si soffermerà su “Tecno BIO”. In particolare: solarizzazione, pacciamatura, sementi BIO, sovesci multifloreali e ortive BIO.

Previsto per le 14:30 un focus dal titolo “Nutro BIO”. Al centro del dibattito ammendamento e correzione, concimazione organica, e vari prodotti naturali da implementare all’interno dell’orticoltura biologica.

Infine, alle ore 16, si parlerà di “Curo BIO”, le soluzioni naturali per la difesa e la salute delle colture.

Per informazioni sull’evento è possibile rivolgersi a:

Dr. Giuseppe La Rocca – Tel. 392-9135284, e-mail: glarocca@regione.lazio.it
Dr.ssa Sandra di Ferdinando – e-mail: s.diferdinando@arsial.it

Si richiede una conferma di partecipazione all’evento da inviare a: bioquality@arsial.it

Fonti:

http://www.feder.bio/agenda.php?nid=1102

http://www.regione.lazio.it/binary/rl_agricoltura/tbl_news/20161205_orticoltura_biologica_locandina.pdf

Greening: la Commissione Ue lavora all’inasprimento delle sanzioni

greeningLa Commissione europea sta lavorando ad alcune modifiche da apportare al sistema del greening. Le proposte di variazione prevedono nuove penalità a carico delle aziende agricole che non ottemperano ai requisiti richiesti dall’applicazione dell’inverdimento.

Possibili inoltre modificazioni riguardo l’impiego di prodotti fitosanitari e l’estensione del periodo di riposo per le superfici agricole.

Le proposte sono in discussione all’interno del Gruppo di dialogo civile e dovranno essere definitivamente approvate a seguito del necessario esame del Gruppo interservizi della Commissione.

Visti i tempi stretti di manovra, le nuove sanzioni potrebbero arrivare a partire dal 2018 e non dal prossimo anno come precedentemente preventivato.

Il greening in sintesi

Il greening prevede, da parte dell’agricoltore, l’impegno all’osservanza di tre pratiche considerate essenziali per il rispetto dell’ambiente e la mitigazione degli effetti climatici.

A fronte del rispetto di tali criteri, le aziende ricevono il cosiddetto pagamento verde, uno dei nuovi sistemi di pagamento diretto previsti nella Pac. Il sistema è stato introdotto a partire dal 2015, ma le sanzioni partiranno solo nel 2017.

La prima pratica del greening riguarda la diversificazione delle colture per le aziende che hanno una superficie a seminativo superiore ai 10 ettari. Questo criterio richiede la presenza di 2 o 3 diverse colture, a seconda dell’estensione della coltivazione.

La seconda pratica interviene invece sul mantenimento dei cosiddetti pascoli permanenti.

L’ultima, infine, concerne il mantenimento o la costituzione delle aree di interesse ecologico (Efa). Esse sono obbligatorie per le aziende agricole con una superficie a seminativo maggiore di 15 ettari. La superficie minima di Efa per tali aziende è pari al 5% del totale.

Le aziende certificate biologiche, infine, non sono soggette agli obblighi del greening, dal momento che tali imprese adottano già tecniche agricole adeguate dal punto di vista ambientale. Hanno quindi diritto, in automatico, a ricevere il pagamento verde.

Greening: le nuove sanzioni

Le aziende che non rispetteranno le regole del greening potrebbero essere soggette a ulteriori sanzioni rispetto a quanto previsto finora. È questa la base della bozza attualmente in discussione a Bruxelles.

Se finora infatti era prevista una riduzione massima del 20% sui pagamenti ecologici, la Commissione europea vorrebbe introdurre il taglio totale dell’erogazione del supplemento dei pagamenti. Inoltre, altre forme di aiuto potrebbero essere decurtate del 20%. La modifica varrebbe a partire dal 2017, nel caso in cui le proposte dovessero essere approvate.

Nel 2018, l’aliquota di penalità vedrà un ulteriore aumento al 25%.

Greening: le altre novità

Ci sono ancora due novità sul tema del greening che la Commissione si prepara a introdurre.

Entrambi i provvedimenti riguardano le aree di interesse ecologico.

La prima proposta mira a stabilire un limite all’utilizzo di prodotti fitosanitari sulle colture azotofissatrici, per quanto riguarda le superfici Efa dichiarate nella domanda annuale della Pac.

Si discute inoltre sulla possibile estensione del periodo di tempo minimo per i terreni lasciati a riposo, il cosiddetto set aside.

Per soddisfare il requisito di area di interesse ecologico, la norma comunitaria prevede oggi un intervallo di assenza colturale di almeno 6 mesi. La proposta è di estendere tale periodo a 9 mesi.

In Italia, il riposo previsto è già di 8 mesi.

FONTI:

http://www.informatoreagrario.it/ita/News/scheda.asp?ID=3097

http://agriregionieuropa.univpm.it/it/views/glossario_pac/greening

http://www.ascoliconfagricoltura.it/greening-e-premi-pac-cose-e-come-si-applica/

I leader del bio europei a Siviglia: “Sostenete lo sviluppo nel settore”

siviglia-congresso-2017 Lo sviluppo del settore biologico dipende anche dalle istituzioni europee. È questo il messaggio che traspare dalla quarta conferenza sulla trasformazione dei prodotti biologici tenutasi a Siviglia, alla fine di Novembre. All’appuntamento, organizzato da IFOAM EU ed Ecovalia, hanno partecipato 140 persone provenienti da 18 Paesi del mondo; era presente anche Suolo e Salute, sponsor di Ifoam UE, con il Presidente Angelo Costa e il Direttore Tecnico Alessandro D’Elia.

A conclusione dell’evento, gli organizzatori hanno lanciato un messaggio alle istituzioni europee: “Sostenete lo sviluppo dell’agroalimentare bio”.

Cambiare le regole per sostenere lo sviluppo in atto

Il Tasso di crescita annuo composto del settore degli alimenti e delle bevande bio in Europa è stato previsto al 7% circa, da qui al 2020. Si tratta di un volano di sviluppo imprescindibile ormai, per rimettere in carreggiata un continente in crisi endemica.

Lo sanno bene gli organizzatori dell’appuntamento spagnolo che infatti lanciano un appello alle istituzioni comunitarie.

Ogni anno i consumatori dimostrano che desiderano acquistare prodotti alimentari ecofriendly”, dichiara Bavo van den Idsert membro del board di IFOAM EU. “Una crescita del mercato che ha bisogno di essere sostenuta e protetta attraverso una migliore regolazione del settore”.

Tra le proposte avanzate durante la conferenza, c’è una nuova gestione dei livelli di residui chimici sui prodotti agroalimentari:

Una regolazione che dovrebbe seguire il principio del ‘Chi inquina paga’. Ciò implica anche che le aziende agricole bio non possono essere punite con la decertificazione se vengono rinvenuti contaminanti chimici sui propri prodotti a causa dei coltivatori vicini o del livello generale di inquinamento ambientale. Ed è proprio ciò che il Parlamento Europeo ha proposto: la Commissione dovrebbe accogliere tale provvedimento, in modo tale da migliorare la coordinazione e lo scambio di informazioni in tutto il continente”.

In questo modo, spiega ancora van den Idsert, “la nuova regolamentazione potrebbe sviluppare lo sviluppo del bio in Europa, sollevando gli operatori di settore dal peso dell’incertezza”.

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               Gli esponenti di Suolo e Salute a Siviglia: il Presidente Costa e il Direttore dello Tecnico D’Elia

Sviluppo sostenibile: coinvolgere tutti gli operatori e ridurre la burocrazia

Secondo Alexander Beck, presidente del Gruppo dei Trasformatori di IFOAM UE, le performance ambientali e l’integrità della catena distributiva dei prodotti bio dovrebbero interessare tutti gli attori del comparto. Eppure, “molti dei front-runner sono coltivatori e allevatori. Questo deve cambiare: anche le aziende di trasformazione e i responsabili della distribuzione dovrebbero essere coinvolti nel processo”.

Da qui nasce la necessità di una nuova regolamentazione europea, per costringere anche questi elementi fondamentali ad abbassare il proprio impatto ambientale. “La normativa vigente sull’argomento è scarsa e non è chiaro se questa direzione verrà mai intrapresa dalla nuova legislazione”.

Eppure si tratta di un passaggio essenziale: “Per sostenere ulteriormente lo sviluppo del settore biologico, una nuova regolamentazione comunitaria dovrebbe contenere specifici requisiti anche per le aziende di trasformazione e distribuzione, con l’obiettivo di evitare però ulteriori oneri burocratici”.

Sull’efficienza dell’apparato burocratico, interviene anche Eduardo Cuoco, direttore di IFOAM UE, che a margine dell’evento di Siviglia ha dichiarato:

Il sistema di controllo e certificazione è fondamentale per il funzionamento di tutti gli elementi del comparto bio. Già dal 2012 nelle istituzioni europee è in atto una revisione di tale sistema, allo scopo di renderlo più efficiente. Le proposte che sono attualmente sul tavolo, però, non rispecchiano le necessità reali del comparto e non offrono soluzioni convincenti”.

Cuoco prosegue sostenendo che “le ispezioni annuali sui campi vanno mantenuto, dal momento che offrono al consumatore la fiducia necessaria. Non solo: il contatto tra l’operatore e gli ispettori migliora la comprensione e l’aderenza delle aziende agricole ai requisiti legali necessari”.

FONTI:

http://www.ifoam-eu.org/en/news/2016/11/25/press-release-organic-leaders-call-regulation-supports-development

http://www.ifoam-eu.org/en/events/4th-organic-processing-conference

http://www.technavio.com/report/europe-non-alcoholic-beverages-organic-food-and-beverages-market-europe-2016-2020

Rete Rurale Nazionale: i primi risultati nel settore bio in un evento a Roma

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Appuntamento a Roma per la presentazione dei primi risultati delle attività della Rete Rurale Nazionale (RRN) con riferimento all’agricoltura biologica. Il seminario, che si terrà il 14 dicembre presso l’hotel Radisson, sarà l’occasione per fare il punto su quanto fatto finora nell’ambito del programma 2014-2020.

All’appuntamento parteciperanno rappresentanti delle istituzioni e membri dei centri di ricerca del settore. L’evento si svolgerà con il patrocinio del Mipaaf, il Ministero delle politiche agricole, del Crea, Consiglio per la ricerca in agricoltura, dell’Ismea, Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, e l’Unione Europea.

I risultati della Rete Rurale nel settore bio: il programma in dettaglio

Nelle intenzioni dei proponenti, il seminario di mercoledì 14 dicembre sarà l’occasione per fare il punto sul primo anno di operatività della Rete Rurale Nazionale 2014-2020. Un programma nel quale le attività in tema di agricoltura biologica hanno intrapreso due direzioni fondamentali:

  • La verifica dei possibili effetti delle politiche sul territorio
  • Il miglioramento della comunicazione e dell’informazione, atto a favorire la conversione al bio delle aziende, agevolando al contempo la loro gestione, grazie alla diffusione di programmi innovativi e best practice.

Pur trattandosi di risultati preliminari, scrivono gli organizzatori “si ritiene utile un confronto con le istituzioni e gli stakeholder su quanto finora realizzato. In questo modo sarà possibile indirizzare le attività future, rendendole più coerenti con le aspettative e i fabbisogni dei responsabili delle politiche e degli attori del settore biologico”.

Il programma sarà coordinato in questo modo.

L’appuntamento è per le ore 9, con la registrazione dei partecipanti, una sessione plenaria e l’apertura dei lavori da parte di Emilio Gatto, in rappresentanza del Mipaaf.

Alle ore 9:45 i rappresentanti della RRN di Molise, Pierluigi Milone, e Lazio, Guido Bronchini, relazioneranno sulle “Strategie regionali per l’agricoltura biologica”.

A seguire, a partire dalle 10:00, si terranno due sessioni parallele, che riguarderanno due diversi ambiti del primo biennio di programmazione della RRN.

Il primo tavolo tematico sarà su “Agricoltura biologica e territorio”. Parteciperanno Riccardo Meo (Ismea) che relazionerà su “Pagamenti e sistemi sanzionatori”, Alessandra Vaccaro (Crea) su “L’agricoltura sostenibile nei PSR”, Andrea Arzeni (Crea) su “Pagamenti e sostenibilità”, e Alberto Sturla (Crea) sui “Bio-Distretti”. Modera Laura Viganò del Crea.

Il secondo tavolo tematico riguarderà invece “L’informazione e la comunicazione in agricoltura biologica”. Parteciperanno Francesco Giardina (Ismea) con un intervento intitolato “Verso la conversione”, Antonella Giuliano (Ismea) su “Le vetrine delle aziende di successo, e Corrado Ciaccia (Crea) su “Video e divulgazione tecnica”. Modera Francesco Giardina di Ismea.

A entrambi i panel seguirà dibattito.

Alle ore 12, verranno illustrate le conclusioni e i feedback giunti durante lo svolgimento dei due tavoli tematici. Relazioneranno i due moderatori Laura Viganò e Francesco Giardina.

Le conclusioni, alle ore 12:50, saranno affidate a Roberta Cafiero del Mipaaf.

Rete Rurale Nazionale: il programma di sviluppo delle aree rurali

La RRN è un programma di sviluppo con cui l’Italia partecipa alle attività europee (RRE: Rete Rurale Europea) di più ampio respiro. L’obiettivo della Rete è di accompagnare e integrare tutte le attività legate allo sviluppo delle aree rurali. Questo è avvenuto fino a pochi anni fa con il programma 2007-2013 ed è ancora in atto con il programma 20014-2020.

Gli obiettivi della RRN sono molteplici.

Innanzitutto si punta a supportare le politiche di sviluppo nelle aree agricole del Paese. Ci sono poi interventi dedicati allo scambio di esperienze e conoscenze tra operatori del settore, istituzioni e soggetti diversi che operano e vivono nelle aree rurali.

Le linee di intervento della Rete Rurale sono tre:

  • Miglioramento della governance
  • Rafforzamento delle capacità progettuali e gestionali
  • Diffusione delle buone prassi e delle conoscenze

FONTI:

http://www.feder.bio/agenda.php?nid=1101

http://www.feder.bio/files/1822.pdf

http://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13

Bilancio Ue: i 435 mln per la riserva di crisi rientrano nel budget agricolo

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La recente discussione sul bilancio Ue per l’anno 2017 ha portato al rientro della riserva di crisi all’interno della dotazione prevista per il budget agricolo. Nel dettaglio, rientrano nel settore fondi per 435 milioni di euro. Erano stati prelevati per la cosiddetta “riserva di crisi” ma non sono stati utilizzati.

La riserva di crisi nel bilancio UE

A partire dal 2013, in fase di approvazione del bilancio Ue, le istituzioni comunitarie creano la cosiddetta “riserva di crisi”. Si tratta di una misura destinata a fornire sostegno nelle situazioni di grave crisi, che possono interessare la produzione agricola o la distribuzione dei prodotti agroalimentari.

La cifra di tale riserva è pari a circa 400 milioni di euro ogni anno e si ottiene dal taglio lineare dei pagamenti diretti destinati agli operatori del settore agricolo. Una riduzione che avviene secondo le regole della disciplina finanziaria e che quindi viene attuato sui pagamenti superiori ai duemila euro.

Quando l’importo non viene utilizzato, allora la Comunità Europea lo restituisce ai legittimi destinatari, ovvero agli agricoltori stessi. In questo caso, i pagamenti diretti saranno eseguiti nell’anno successivo al taglio.

Il budget agricolo nel bilancio Ue

Come già avvenuto per le annualità 2015 e 2016, anche il bilancio 2017 prevede nel budget agricolo la restituzione della riserva anti-crisi. Questo avviene malgrado il crollo dei prezzi che ha duramente colpito il settore degli allevamenti. Una crisi a cui l’Ue ha fatto fronte individuando circa 1 miliardo di risorse aggiuntive da destinare agli aiuti straordinari, senza dover per questo ricorrere alla riserva.

Il voto definitivo del Parlamento Europeo sul bilancio Ue 2017 è arrivato il primo dicembre scorso. All’interno della manovra, il totale degli impegni è fissato a 157,85 miliardi di euro, mentre quello dei pagamenti arriva a 134,49 miliardi.

Il bilancio include, tra le altre misure, anche un pacchetto di aiuti di circa 500 milioni per il sostegno ai produttori di latte e agli altri allevatori. Tra le rubriche di interesse per il comparto, infine, l’Ue destina 58,5 miliardi di euro in impegni e 54,9 miliardi in pagamenti alla rubrica ‘Crescita sostenibile: risorse naturali’.

FONTI:

http://www.informatoreagrario.it/ita/News/scheda.asp?ID=3094

http://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/istituzioni/2016/11/28/agricoltura-ue-435mln-riserva-crisi-tornano-ad-agricoltori_1b50fab9-1080-499c-b9de-154909ce413d.html

http://agriregionieuropa.univpm.it/it/views/glossario_pac/riserva%20di%20crisi

http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2016/11/28-eu-budget/

http://www.europarl.europa.eu/news/en/news-room/20161129IPR53614/eu-budget-2017-approved-better-support-for-youth-and-growth-initiatives

Incentivi agli agricoltori: 3 milioni di euro per difendere la biodiversità

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tre milioni di euro per difendere la biodiversità. È la somma che la Regione Emilia Romagna ha deciso di destinare per promuovere la sostenibilità e la salvaguardia di ambienti naturali di alto pregio e tipici del territorio.

I due bandi, approvati dalla Giunta regionale, metteranno a disposizione nel complesso 3 milioni di euro all’anno del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 sotto forma di incentivi agli agricoltori, singoli o associati in cooperativa.

Si tratta di una soluzione che garantisce continuità alla programmazione del Psr avviata l’anno scorso e che riguarda in particolare la “Gestione dei collegamenti ecologici dei siti Natura 2000 e conservazione di spazi naturali e seminaturali e del paesaggio agrario” e il “Ritiro dei seminativi dalla produzione per venti anni per scopi ambientali e gestione dei collegamenti ecologici dei siti Natura 2000”.

Cosa prevedono i bandi per la biodiversità

Il primo bando è volto alla salvaguardia della biodiversità nelle aree di pianura e favorisce gli interventi finalizzati alla tutela della fauna e della flora selvatiche mediante la conservazione di elementi caratteristici del paesaggio agrario. Il plafond messo a disposizione di questi interventi è di 1 milione di euro per il 2016. Gli agricoltori che aderiscono all’iniziativa riceveranno un contributo di 800 euro per ettaro all’anno, a partire dal 2017, per la conservazione di siepi o boschetti. La quota sale a mille euro l’ettaro per il mantenimento di stagni o maceri. La durata dell’impegno è di dieci anni.

Il secondo bando, invece, prevede una dotazione di due milioni di euro, destinati al ritiro dei seminativi dalla produzione per un ventennio e al mantenimento di ecosistemi come prati umidi, complessi macchia radura o altri ambienti naturali. Il contributo varia a seconda delle zone interessate. L’importo degli aiuti, infatti, parte da 500 euro per ettaro nel caso di macchia radura e/o ambienti con funzioni di collegamento ecologico nelle aree di collina e montagna. Passa invece a 1.000 euro nel caso di macchia radura in pianura e può arrivare fino a 1.500 euro per ettaro l’anno per i prati umidi.

Tempi e modalità di presentazione delle domande

Le domande possono essere presentate a partire dai primi giorni di dicembre (AGREA provvederà a dare comunicazione sul proprio sito Internet del primo giorno utile per la presentazione delle domande di sostegno) alle ore 12 del 28 febbraio  2017. Gli aumenti valgono anche per gli agricoltori che hanno aderito ai bandi 2015, ma avranno effetto solo dal 2017.

Le domande possono essere presentate online, compilando la specifica modulistica prodotta dal SIAG – Sistema Informativo Agricolo di AGREA.

I nuovi bandi contengono delle modifiche ad hoc volte a facilitare l’adesione di quelle aziende che hanno già partecipato ad analoghe misure del Psr.

Secondo l’Assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli: “Gli interventi in campo sono una delle punte più avanzate del Psr dell’Emilia-Romagna. Con questi due ulteriori bandi rafforziamo le iniziative a favore della biodiversità e del mantenimento di habitat di alto pregio naturalistico e paesaggistico”.

Fonti:

http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/comunicati-stampa/2016/novembre/3-milioni-di-euro-per-biodiversita-e-habitat-naturali-di-alto-pregio

http://www.askanews.it/regioni/emilia-romagna/emilia-r-da-regione-due-bandi-da-3-milioni-per-biodiversita_711946595.htm

http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/psr-2014-2020/bandi/bandi-2016/copy_of_biodiversita-10-1-09-e-gli-elementi-caratteristici-del-paesaggio-agrario-10-1.10/?searchterm=biodiversit%C3%A0

http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/psr-2014-2020/bandi/bandi-2016/paesaggio-agrario-10-1-09/?searchterm=biodiversit%C3%A0