Suolo e Salute

Mese: Dicembre 2016

Calabria, la Giunta Regionale bandisce il diserbante glifosate

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Decisione storica, ma che fa discutere, quella della Giunta Regionale calabrese. La Calabria è infatti la prima regione ad aver messo definitivamente al bando il diserbante glifosate, uno dei prodotti agricoli più utilizzati al mondo, presente in oltre 750 formulati sul mercato.

Diserbante glifosate bandito: esultano le associazioni bio

A dare per prima la notizia della decisione della giunta calabrese è stata la Coldiretti. Con delibera numero 461/2016, l’ente regionale ha aggiornato i Disciplinari di Produzione Integrata delle infestanti e delle Pratiche agronomiche. All’interno del provvedimento, l’importante novità: stop al diserbante glifosate. Le aziende agricole che continueranno a ricorrervi saranno escluse dai finanziamenti del PSR, il Piano di sviluppo rurale regionale.

La Coalizione #StopGlifosato apprende con favore l’approvazione della delibera. E per bocca della portavoce Maria Grazia Mammuccini, afferma:

«La Calabria ha compiuto un importantissimo passo in avanti nella battaglia contro il glifosate, prendendo per prima una decisione che abbiamo chiesto a tutte le Regioni italiane». E lancia un appello a tutte le altre giunte regionali del Paese: «Seguite l’esempio della Calabria: prendete una decisione che tutela la salute dei consumatori e anche la produzione di cibo di qualità».

Anche Pietro Molinaro, presidente di Coldiretti Calabria esprime soddisfazione:

«Bersaglio centrato: è stato bandito l’uso del diserbante glifosate e l’agricoltura Calabrese ha tutto da guadagnarci». La decisione, infatti, qualifica sempre di più la regione come «garante della sicurezza alimentare, confermando gli alti standard qualitativi e incidendo notevolmente sulla valorizzazione delle nostre produzioni. “Glifosato zero” ci pone ai primi posti quale territorio vocato al biologico e a produzioni di qualità eco-sostenibili. Certamente – conclude – devono essere bloccate le importazioni dai Paesi che continuano ad utilizzare il glifosate e occorre che la Regione intensifichi i controlli».

Anche Aiab, Associazione italiana per l’agricoltura biologica, ringrazia la Giunta Regionale per l’atto.

«Siamo fiduciosi – dichiara Vincenzo Vizioli, presidente di AIAB – che sul solco della regione Calabria si muoveranno molte altre regioni. La scelta della Calabria, inoltre, rompe il fronte di omertà mantenuto da tutte le altre Regioni, che invece di tutelare consumatori e ambiente, si trincerano, per pavidità nei confronti della multinazionale Monsanto, dietro le scelte scellerate e piratesche dell’UE».

La polemica

Non sono mancate le polemiche. In un comunicato congiunto, i presidenti regionali di Confagricoltura, Cia, Copagri e Confocooperative attaccano la decisione di bandire il diserbante glifosate:

«Sul Glifosato avevamo chiesto di attendere una decisione definitiva adeguandoci alle prescrizioni che accompagnavano la già decisa proroga; la Giunta Regionale, invece, ha irresponsabilmente deciso ritenendo inutile ogni validazione scientifica. In Calabria, qualcuno ha pensato di essere sommamente competente, persino più dell’Agenzia Europea per le sostanze chimiche, ed aggiornare i Disciplinari mettendo al bando il Glifosato; una decisione che è stata subito celebrata con il consueto quanto stancante sventolio di comunicati stampa e bandierine gialle. Siamo a corto di aggettivi per definire simili, irresponsabili atteggiamenti; la Giunta ha ritenuto di non consultare le organizzazioni agricole e di procedere in solitario con una decisione che è ingiustificata ed inutilmente dannosa per le imprese agricole».

Diserbante glifosate: la proroga del governo

Il 21 novembre, il governo italiano emanava una proroga sulla revoca dell’autorizzazione all’immissione in commercio dei prodotti a base glifosate. Una proroga che rinviava di 90 giorni la scadenza sia per la commercializzazione da parte di rivenditori e distributori (ora fissata al 22 febbraio), che per l’impiego da parte degli utilizzatori finali (che arriva quindi al 22 maggio).

La proroga si sarebbe resa necessaria a causa dell’impossibilità di smaltire le scorte entro i termini precedentemente stabiliti.

FONTI:

http://www.feder.bio/comunicati-stampa.php?nid=1105

http://www.coldiretti.it/notizie_territorio/Pagine/N.202-%E2%80%93-12-DICEMBRE-2016.aspx

http://www.aiab.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3561:glifosato-aiab-calabria-ringrazia-la-regione&catid=75:comunicati-stampa&Itemid=33

http://www.lametino.it/Ultimora/agrinsieme-giunta-regionale-ritiri-delibera-su-glifosato.html

http://www.suoloesalute.it/fitofarmaci-contenenti-glyphosate-nuova-proroga-3-mesi-dal-governo/

Agricoltura bio: il Consiglio europeo rimanda l’approvazione delle nuove norme

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il 12 e il 13 dicembre si è riunito il Consiglio europeo “Agricoltura e Pesca” con diversi punti all’ordine del giorno: dai limiti di cattura per i pescherecci, passando per il rafforzamento degli agricoltori nella filiera alimentare e nella lotta al commercio sleale, per finire con i cambiamenti climatici e lo sfruttamento del suolo.

Tra i temi in discussione, gli operatori del comparto agroalimentare italiano attendevano soprattutto la definizione delle nuove norme sul biologico. Norme che però non sono state approvate e la cui discussione si rimanda al prossimo semestre europeo, a presidenza maltese.

Consiglio europeo: “Nessun accordo sul bio nel 2016”

Il semestre di presidenza slovacca, che si concluderà alla fine di quest’anno, aveva tra le proprie priorità quella di arrivare all’approvazione delle nuove norme sull’agricoltura biologica, come previsto nell’ordine del giorno Consiglio europeo del 12/13 dicembre. Ciò non è stato possibile.

Troppo diverse le posizioni in campo. Non è stato possibile trovare una soluzione di compromesso che appianasse le divergenze su questioni come la coltivazione in serra, le deroghe attive per il settore e la contaminazione accidentale da agrofarmaci, tema particolarmente sentito dagli operatori di settore.

La bozza sul nuovo regolamento Ue per il bio è stata presentata quasi tre anni fa, nel marzo 2014, dall’allora commissario europeo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale Dacian Cioloș. La situazione è in stallo da allora.

«Nonostante i considerevoli progressi fatti negli ultimi triloghi, nessun accordo potrà essere raggiunto entro la fine dell’anno. Questo a causa dell’impossibilità di trovare un compromesso relativamente a emissioni, deroghe alla raccolta dei dati, sementi e sostanze non autorizzate», si legge nella nota ufficiale di Bruxelles, rilasciata a margine dell’incontro.

Le preoccupazioni della vigilia

Nel mondo dell’agricoltura biologica e negli ambienti istituzionali italiani, c’era un diffuso timore sulle possibili nuove regole in corso di approvazione presso il Consiglio europeo. Si sospettava una riforma poco incisiva, ‘annacquata’ secondo alcuni, che avrebbe minacciato il settore invece di favorirlo.

Così si è espresso per esempio Paolo De Castro, coordinatore del gruppo S&D della Commissione Ue presso il Parlamento europeo:

«Se il risultato del processo di riforma dovesse finire per peggiorare lo staus quo, meglio sarebbe non approvare il nuovo regolamento. Al momento sembra che, invece di sostenere il settore bio in Europa, il processo di revisione lo stia minando».

Preoccupazioni che riecheggiavano anche nel giudizio di Vincenzo Vizioli, presidente Aiab (Associazione italiana agricoltura biologica):

«Il settore biologico non può permettersi di scendere a compromessi con le logiche di mercato. Se devono passare posizioni peggiorative e che non garantiscono a pieno i consumatori e i produttori seri, l’opzione del nulla di fatto è la mena dolorosa». Secondo Vizioli, la discussione dovrebbe partire dalle debolezze da correggere nel settore, «invece di convalidare un sistema ‘quasi’ biologico».

Paolo Parisini, presidente della Federazione nazionale dell’agricoltura biologica di Confagricoltura, denunciava il rischio «di approvare regole che annacquerebbero la qualità della produzione agricola biologica italiana ed europea». Scelte che avrebbero quindi messo «in pericolo un settore in forte espansione».

Consiglio europeo Agricoltura e Pesca, le altre decisioni

Non sono mancate le novità sul fronte del comparto agroalimentare nel corso del consiglio europeo di lunedì e martedì.

La più importante, l’adozione da parte dell’organo comunitario di una conclusione sul rafforzamento della posizione degli agricoltori nella filiera alimentare e sulla lotta contro le pratiche commerciali sleali.

Nel provvedimento, il Consiglio suggerisce a Commissione Ue e Stati membri alcuni provvedimenti da adottare per ripartire più equamente i rischi lungo tutta la filiera agroalimentare. Si suggerisce in particolare di rafforzare la stipula dei contratti e migliorare la trasparenza del mercato.

I ministri dell’agricoltura dei diversi Stati membri hanno poi espresso apprezzamento per le recenti decisioni della Commissione sulla creazione di un regolamento sull’uso del suolo, i cambiamenti di uso del suolo e la silvicoltura (regolamento LULUCF).

I ministri hanno infine concordato sul contributo che l’agricoltura può dare alla mitigazione dei cambiamenti climatici e si dichiarano pronti a intervenire sulla gestione sostenibile delle foreste.

FONTI:

http://www.consilium.europa.eu/it/meetings/agrifish/2016/12/12-13/

http://www.informatoreagrario.it/ita/News/scheda.asp?ID=3115

http://www.italiafruit.net/DettaglioNews/37435/dallestero/biologico-leuropa-decide-di-non-decidere

http://www.italiafruit.net/DettaglioNews/37426/in-primo-piano/bruxelles-fari-puntati-sulla-riforma-bio-italia-preoccupata

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Sicurezza alimentare: II Congresso Interdisciplinare a Ravenna

ii-law-food-safety-2016Il tema della sicurezza alimentare è sempre più attuale. Non solo tra gli addetti del settore agroalimentare, ma soprattutto tra i consumatori.

Come dimostrano le più recenti ricerche di mercato, infatti, sempre più cittadini si interessano alla salubrità e alla qualità del cibo che consumano.

Un recente studio di Nielsen ha dimostrato, per esempio, che 2 italiani su 3 (il 67%), si preoccupa degli ingredienti artificiali presenti nel cibo. Ancora più elevata la percentuale di chi valuta positivamente le aziende che comunicano in maniera trasparente l’origine e le modalità di produzione degli alimenti: 71%. E, infine, più della metà (53%) pagherebbe di più per bevande e alimenti che non contengono ingredienti indesiderati.

Saranno questi i temi al centro della seconda edizione del Congresso Interdisciplinare sulla sicurezza alimentare “Law and Food Safety”, che si terrà al Palazzo dei Congressi di Ravenna, il 10 e l’11 dicembre.

La sicurezza alimentare nell’università

Il dibattito sarà l’occasione per aprire ufficialmente il Corso di Laurea in Giurista d’Impresa e delle Amministrazioni Pubbliche, presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bologna.

L’evento organizzato dalla Fondazione Flaminia ha l’obiettivo di promuovere il dialogo interdisciplinare tra gli attori coinvolti sul tema della sicurezza alimentare: giuristi, filosofi, medici, nutrizionisti, biologici, produttori e distributori alimentari.

Sono tante le domande e i dubbi a cui il Congresso tenterà di offrire una risposta:

Dalla recente presa di posizione dell’OMS sulla pericolosità della carne, al dibattito sempre più acceso fra studiosi sulla presunta pericolosità di latte e derivati; dal tema dibattuto degli OGM a quello dei prodotti biologici e biodinamici”.

Non solo. Al centro del dibattito anche il rapporto tra alimentazione e invecchiamento, la nutrizione come strumento di prevenzione, e le numerose patologie legate al cibo che si stanno diffondendo negli ultimi anni, come quelle legate all’assunzione di glutine.

E ancora: si discuterà di Codice Europeo contro il cancro, dell’alimentazione onnivora, Vegetariana, Vegana e Crudista, degli organi di controllo sulla salubrità dei prodotti alimentari.

Sicurezza alimentare: il punto sul biologico

Tra gli appuntamenti previsti durante il Congresso, ricordiamo in particolare la Tavola Rotonda intitolata “Il Biologico è più sicuro: Ti spieghiamo perché”.

L’evento si terrà alle ore 10:30 di domenica 11 dicembre. Parteciperanno l’Onorevole Mario Catania, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo; Paolo Carnemolla, presidente di FederBio; Biagio Calcavecchia Quality Manager di Ecor-NaturaSì; Cesare Varallo, Vicepresidente – Business and Regulatory Affairs EU – INSCATECH.

FONTI:

http://www.fondazioneflaminia.it/eventi/ii-congresso-interdisciplinare-sulla-sicurezza-alimentare-law-and-food-safety/

http://www.fondazioneflaminia.it/wp-content/uploads/2016/11/Pieghevole-Congresso-Law-and-Food-Safety-2016.pdf?4b86f6

http://www.italiafruit.net/DettaglioNews/36241/lapprofondimento/alimentazione-ecco-cosa-cercano-i-consumatori

Pagamento anticipi PAC: 1 miliardo di euro a 500mila imprese agricole

pac
Con una nota del primo dicembre, il Ministero delle Politiche Agricole alimentari e forestali ha reso nota la conclusione del pagamento degli anticipi 2016 della Domanda unica Pac. Come da prassi, l’erogazione è stata effettuata dall’Agea, l’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura. Le procedure di pagamento si sono concluse ufficialmente il 28 novembre scorso.

PAC: erogato 1 miliardo di euro

Nello specifico, il valore degli importi erogati è stato di oltre un miliardo di euro, destinati a circa 500mila aziende agricole. A 100mila piccoli agricoltori sono stati inoltre versati 47 milioni di euro.

Alle aziende del Centro Italia colpite dal terremoto, ad agosto e ottobre 2016, sono stati erogati anticipi per 69 milioni di euro. In questa tranche sono rientrate circa 33mila aziende agricole.

Si tratta di un aumento rispetto al 2014, di quasi 200 milioni di euro. Nell’ultimo anno della vecchia programmazione, infatti la cifra si fermava a 813 milioni di euro.

Aumenti ancora più consistenti rispetto allo scorso anno: nel 2015, la cifra è stata di 731 milioni di euro.

Si tratta di “un sostegno concreto alle aziende, importante soprattutto per chi è stato colpito dagli eventi sismici”, ha commentato Maurizio Martina, Ministro dell’Agricoltura. I fondi Pac sono “delle risorse fondamentali, che sono ora nella disponibilità delle aziende agricole. Serviranno per contribuire alla loro crescita e per il miglioramento del loro lavoro”, conclude.

Agea ricorda inoltre di aver predisposto un piano operativo per la verifica delle istanze di riesame pervenute. Il riferimento è ai pagamenti relativi alle campagne degli anni precedenti, bloccati a causa di alcune anomalie riscontrate nel processo che hanno impedito la distribuzione dei fondi nei termini previsti.

Pac post-2020: le proposte di riforma

La Politica Agricola Comune (PAC) è l’insieme di regole che l’unione Europea si è data per riconoscere la centralità del comparto agricolo nello sviluppo equo e stabile dei Paesi membri. Già nel 2011, la Commissione europea aveva adottato una serie di proposte legislative per la riforma della PAC 2014-2020.

Oggi si rende necessaria un’ulteriore opera riformatrice. Pochi mesi fa, lo ricordiamo, il Parlamento Europea dava il suo via libera all’approvazione dell’iniziativa Pac post-2020.

Gli obiettivi principali della proposta erano il perseguimento della semplificazione burocratica, l’incremento degli stanziamenti e una rinnovata attenzione ai giovani agricoltori e alle piccole e medie imprese agricole, il 79% delle realtà produttive europee.

Essendo una risoluzione “di iniziativa” non è vincolante. Si attende, dunque, l’approvazione delle linee guide indicate da parte della Commissione Europea.

FONTI:

https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/10674

http://www.agea.gov.it/portal/page/portal/AGEAPageGroup/HomeAGEA/home

https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/4277

http://www.suoloesalute.it/pac-post-2020-piu-semplice-attenta-ai-giovani-allinnovazione/

Università di Trento: “L’imidacloprid danneggia il cervello delle api e porta alla perdita dell’olfatto”

api1I pesticidi neonicotinoidi sono da tempo considerati una minaccia per la sopravvivenza delle api. Negli anni, diversi studi hanno evidenziato la pericolosità di tali sostanze per gli imenotteri. Un’ulteriore conferma arriva dall’Università di Trento che per la prima volta ha misurato l’impatto dell’Imidacloprid sul cervello delle api.

Imidacloprid: danni su memoria, orientamento e olfatto

La ricerca è stata condotta dal CIMeC (Centro Interdipartimentale Mente e Cervello) e dal Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento. I risultati raccolti sono stati pubblicati su Scientific Report.

Nel loro lavoro, i ricercatori si sono concentrati sull’Imidacloprid, l’insetticida/aficida sistemico più diffuso al mondo. La sostanza agisce in particolare sugli insetti ad apparato boccale pungente-schiacciatore ed è impiegata su una lunga serie di piantagioni.

Secondo i risultati dello studio, il prodotto ha un effetto dannoso sul cervello delle api. In particolare, sono stati rilevati danneggiamenti alle aree deputate a memoria, orientamento e olfatto.

Ad alte concentrazioni, la sostanza provoca nelle api convulsioni e morte. L’Università di Trento ha però dimostrato che anche concentrazioni più basse possono provocare danni al cervello degli imenotteri.

Ma non è tutto. Secondo i ricercatori, le restrizioni imposte dalle normative non bastano a scongiurare il pericolo. Analizzando il divieto di irrorazione durante la fioritura imposto in Trentino Alto Adige, gli studiosi hanno rilevato comunque un’elevata assimilazione del pesticida da parte delle api.

Sono 3 le ipotesi degli studiosi su tale dato apparentemente contraddittorio:

  • Mancato rispetto delle regole
  • Esposizione tramite altri canali (polvere o guttazione)
  • Persistenza nell’ambiente dell’imidacloprid, anche dopo diversi mesi

Lo studio rientra in un progetto più ampio di CIMeC e Dipartimento di Fisica intitolato  “Effetti subletali di neonicotinoidi sul cervello delle api: dalle immagini a singolo neurone agli studi sulla famiglia”.

L’importanza dell’olfatto per le api

Come spiega Albrecht Haase del CIMeC, “i principi attivi di questo tipo di pesticidi sono altamente neurotossici: si legano ai recettori della nicotina nelle sinapsi e bloccano il trasporto delle informazioni a livello cerebrale”.

E sottolinea i rischi derivanti dal danneggiamento dell’olfatto delle api:

Uno dei più importanti canali di comunicazione tra gli insetti avviene per via chimica, attraverso i feromoni. Una riduzione, anche molto piccola, del senso dell’olfatto può compromettere seriamente la vita di un alveare”.

Un cambiamento che porta a modifiche profonde dell’organizzazione sociale e della capacità riproduttiva di una colonia. Haase fa un esempio per spiegare meglio il pericolo:

Se l’informazione sulla malattia dell’ape regina non arriva correttamente alla colonia, le api non avvieranno i meccanismi che stanno alla base della produzione di nuove regine e l’alveare sarà destinato al collasso”.

Imidacloprid e altri neonicotinoidi: nuovo parere Efsa nel 2017

L’EFSA, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, ha reso noto nel gennaio scorso che aggiornerà le proprie valutazioni sulla pericolosità dei pesticidi neonicotinoidi entro gennaio del prossimo anno.

Sotto la lente d’ingrandimento, oltre all’imidacloprid, ci sono anche clothianidin e thiamethoxam. Sulle sostanze sono già presenti dei divieti parziali. È attualmente proibito utilizzarli sulle colture che attraggono le api e sui cereali diversi da quelli invernali, fatta eccezione per gli usi in serra.

Proibito anche l’impiego nei trattamenti fogliari. Malgrado le limitazioni, però, gli effetti negativi dei neonicotinoidi continuano a essere registrati.

FONTI:

http://webmagazine.unitn.it/news/ateneo/12983/moria-di-api-la-minaccia-arriva-dai-pesticidi-e-colpisce-l-olfatto

http://www.suoloesalute.it/neonicotinoidi-parere-efsa-nel-2017/