Suolo e Salute

Anno: 2015

Xylella: aperta la procedura di infrazione ai Trattati UE per l’Italia

Una croce di colore rosso tracciata su alcuni ulivi infettati dalla 'Xylella fastidiosa', il batterio che sta decimando gli ulivi del Salento, Brindisi, 24 marzo 2015. ANSA/ MAX FRIGIONE
Una croce di colore rosso tracciata su alcuni ulivi infettati dalla ‘Xylella fastidiosa’, il batterio che sta decimando gli ulivi del Salento, Brindisi, 24 marzo 2015. ANSA/ MAX FRIGIONE

La Commissione europea ha inviato all’Italia una lettera di messa in mora”, prima fase della procedura d’infrazione ai Trattati Ue. Lo ha detto Enrico Brivio, portavoce della Commissione Ue per la salute e sicurezza alimentare. “L’Italia – ha aggiunto – non sta rispettando pienamente gli obblighi previsti dal piano di eradicazione della Xylella.”.

“La decisione di aprire una procedura d’infrazione contro l’Italia sulla Xylella – ha spiegato Brivio – si basa sui risultati dell’ispezione effettuata dall’Ufficio veterinario europeo lo scorso novembre, e sulla valutazione della Commissione europea”. L’esecutivo Ue “ritiene che l’Italia non stia attuando tutti i suoi impegni sull’eradicazione, contenimento e sorveglianza della Xylella”.

I risultati dell’ispezione condotta dall’Ufficio veterinario europeo lo scorso novembre, alla base dell’apertura della procedura d’infrazione da parte dell’esecutivo Ue contro l’Italia sull’attuazione del piano di eradicazione della Xylella, “saranno presentati alla prossima riunione del Comitato fitosanitario, fissata per il 16 e 17 dicembre”. Lo ha precisato il portavoce della Commissione europea, Enrico Brivio.

 

fonte: Agrapress.it

Organic Innovation Day: a Bruxelles per parlare di biologico e innovazione

logo_tp-organics_500 x 250L’1 e il 2 dicembre i responsabili del settore biologico e i leader politici si sono incontrati a Bruxelles per prendere parte all’Organic Innovation Day, l’incontro organizzato dalla Piattaforma tecnologica europea per l’agricoltura biologica ricerca e innovazione (TP Organics). Durante l’evento, si è discusso del potenziale del sistema produttivo biologico e di opportunità e rischi legati a innovazioni sviluppate al di fuori del settore, come le bio-plastiche, le proteine ricavate da insetti o alghe e il riciclo dei rifiuti urbani e umani. 

Gli “Organic Innovation Days” sono stati organizzati in collaborazione con il network Mediterraneo per l’Agricoltura Biologica (Moan) e Unioncamere Lombardia.

I lavori sono stati introdotti dal parlamentare europeo Paolo De Castro.

Durante gli incontri sono stati premiati tre progetti innovativi inerenti soluzioni alternative nella gestione delle specie nocive, trasformazione dei prodotti alimentari e modelli di business di valore aggiunto a livello locale. Infine, stakeholders e politici si sono confrontati per discutere come aumentare e migliorare gli investimenti per la ricerca nel campo del biologico. 

In un suo intervento, Eduardo Cuoco, responsabile del segretariato TP Organics, ha sottolineato l’importanza di tenere lo sguardo ben fisso sul biologico, per garantire soluzioni concrete alla crescente domanda della popolazione mondiale. “L’innovazione è essenziale per lo sviluppo dell’intero sistema agroalimentare europeo,l’agricoltura e i prodotti biologici  possono  creare soluzioni innovative per aumentare la sostenibilità della produzione – ha affermato Cuoco –  Il biologico offre già contributi concreti alle sfide del cambiamento climatico, della sicurezza alimentare e  dell’uso efficiente delle risorse. TP Organics chiede che il prossimo programma Horizon 2020 per il 2018-2020 recepisca pienamente i contributi del biologico. E’ cruciale che non solo l’agricoltura ma anche i processi di trasformazione bio ricevano adeguati finanziamenti per la ricerca. Il bio è un settore che ha il potenziale per incontrare la crescente domanda dei consumatori di cibo sostenibile e sano”. 

In occasione dell’incontro, l’assessore regionale all’Agricoltura, Caccia e Pesca dell’Emilia Romagna, Simona Caselli, ha espresso la volontà della Regione di raddoppiare le superfici biologiche entro il 2020. “Per fare questo – ha precisato – abbiamo  confermato anche nel  nuovo Programma regionale di sviluppo rurale una priorità in tutte le misure per chi fa agricoltura biologica. Allo stesso tempo è fondamentale lavorare sull’innovazione. Abbiamo destinato cinquanta milioni di euro alla creazione di Gruppi operativi nell’ambito del Partenariato europeo per l’innovazione e  nel primo bando di imminente uscita stiamo facendo dell’agricoltura biologica una priorità  finanziando progetti al 90% del costo totale. Siamo molto orgogliosi che  Horta srl,  spin-off dell’Università Cattolica di Piacenza  abbia vinto il concorso TP Organics sulle tecnologie innovative per il controllo degli infestanti  nel sistema delle coltivazioni biologiche”.

Fonti:

http://notizie.tiscali.it/regioni/emilia_romagna/articoli/Biologico-a-Bruxelles-gli-Organic-Innovation-days/

http://www.tporganics.eu/

http://www.ifoam-eu.org/en/events/organic-innovation-days

Sostenibilità e sicurezza alimentare: la grande sfida alla COP 21 insieme al clima

COP21-cambiamenti-climatici“Abbiamo ridotto il testo dell’accordo da 43 a 29 pagine”, ha annunciato il ministro Laurent Fabius, presidente della conferenza, nel consegnare alle 195 delegazioni del mondo la prima bozza ufficiale del trattato che dovrebbe essere firmato entro oggi. “E siamo riusciti – aggiunge con soddisfazione – a ridurre le parentesi quadre di due terzi”, ovvero circa del 66 per cento. In realtà pare che l’accordo sia ancora molto lontano, o che si debba ricorrere a un compromesso privo di efficacia sostanziale per arrivare alla firma di tutti gli stati partecipanti. Ma guardiamo l’accordo anche dal punto di vista del problema della sostenibilità e sicurezza alimentare.

Senza food-security uno sviluppo sostenibile è molto improbabile. Sicurezza alimentare e cambiamenti climatici portano indirettamente alla domanda: quale futuro si prospetterà per le popolazioni più vulnerabili?

Il tema della sicurezza alimentare, ossia la possibilità di accedere costantemente e senza limiti ad azioni ed a cibo nutriente e sicuro è uno dei temi protagonisti delle discussioni che ruotano attorno ai negoziati della COP21, la 21esima “Conference of Parties”, in corso in questi giorni a Parigi.

Infatti, i disastri legati ai cambiamenti climatici sono una delle principali cause di denutrizione e malnutrizione nei paesi in via di sviluppo.

I Paesi devono pertanto volgere i propri sforzi nell’adattare maggiormente i loro sistemi di produzione agricola per garantire l’accesso ad una adeguata offerta di cibo alle popolazioni più vulnerabili. Si è parlato di questo nel corso del side event “Food security under a changing climate”di oggi pomeriggio (ieri per il lettore, ndr), dove professionisti di alto livello ed esperienza hanno rimarcato la necessità di agire subito per fare sì che i nostri sistemi agricoli siano all’altezza delle sfide che i cambiamenti climatici stanno ponendo oggi, e che porranno sempre più in futuro.

I Paesi devono agire attraverso un approccio olistico che punti all’eradicazione della povertà e della fame cronica entro il 2030, che oggigiorno riguarda 80 milioni di individui”. Questo è ciò che Maria Helena Semedo, General Deputy Director della FAO (Food and Agriculture Organisation), ha affermato rifacendosi al secondo Sustainable Development Goal (SDG 2).

Tutto questo ricordando anche come la “UN family” deve lavorare assieme e con la collaborazione di tutte le nazioni per rispondere alle sfide dei cambiamenti climatici. A lei si è unito Sebastian Marcucci, ministro dell’agricoltura del Guatemala, sostenendo che la creazione dei sistemi agricoli sostenibili con il relativo aumento della produzione sia la chiave per adattarsi ai cambiamenti climatici.

Il portavoce del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), sostiene che sia stata intrapresa la giusta direzione in tal senso, in quanto più di 100 paesi hanno incluso il tema dell’agricoltura nei propri Intended Nationally Determined Contributions, INDCs. Allo stesso modo la consapevolezza dei consumatori sull’importanza di un’agricoltura sostenibile sta avendo un grande impatto sulle corporations e sui governi, ma questo non basta. È necessario accelerare questo processo attraverso finanziamenti mirati alla creazione di sistemi agricoli più resilienti e sostenibili, come ha infatti evidenziato Granger Jones, delegato per la Global Environmental Facility (GEF). Tali finanziamenti dovrebbero essere volti ai piccoli produttori, in particolare a quelli più vulnerabili agli impatti del cambiamento climatico.

Purtroppo nel presunto accordo di Parigi non si vedrà esplicitamente inserita la sezione relativa alla sicurezza alimentare. Tuttavia, l’inclusione del settore agricolo negli INDCs segna indubbiamente un grande passo avanti che lascia ben sperare in una discussione più approfondita ai prossimi tavoli negoziali di Marrakesh.

 

Fonte: Ilfattoquotidiano.it

Biofach 2016: Il primo Salone Europeo dei prodotti biologici e naturali

Dal 10 al 13 febbraio 2016 il Centro Esposizioni Norimberga si focalizzerà di nuovo interamente sul biologico: sul bio di oggi e su quello del domani. Al Salone Leader Mondiale degli Alimenti Biologici BIOFACH il settore internazionale si presenterà nella sua totalità, esponendo tutto ciò che il mercato ha oggi da offrire a proposito di prodotti deliziosi, innovativi e fonte di ispirazione, nonché scambiando opinioni e visioni sul biologico del futuro. I visitatori professionali troveranno il bio di oggi agli stand degli oltre 2.400 espositori attesi (200 dei quali al VIVANESS, il Salone Internazionale della Cosmesi Naturale). Sul bio del domani, invece, si discuterà soprattutto nell’ambito del congresso incentrato sul tema Organic 3.0 – Agire per più bio. Ai segmenti del vino, dell’olio d’oliva e del vegan saranno dedicate apposite aree espositive anche nel 2016. Cook + Talk, un forum speciale per l’alimentazione fuori casa, sarà il punto d’approdo per i cuochi di professione: nel corso di conferenze e show di cucina il pubblico scoprirà qui, tra le altre cose, come impiegare in modo congruo e con successo nella ristorazione sia il vino e l’olio d’oliva biologici, sia i prodotti vegani biologici. Nel 2015 al BIOFACH e VIVANESS si sono informati ben 44.624 visitatori professionali.

BF16_302x425_IT_Suolo_e_Salute.inddDanila Brunner, responsabile di BIOFACH e VIVANESS: “Il settore biologico si occupa da sempre intensamente di soluzioni a 360 gradi. È proprio con questo approccio che desideriamo convincere anche i nostri clienti al BIOFACH. La vasta offerta di prodotti biologici certificati da tutto il globo mostra l’intera varietà proposta dal settore: dai prodotti freschi come latticini, formaggio, frutta e verdura, i prodotti secchi come cereali, legumi, noci e dolciumi fino alle bevande. Ci fa inoltre particolarmente piacere che il tema chiave del congresso, Organic 3.0, evidenzi ancora una volta con decisione come al BIOFACH, nonché partendo proprio dal salone leader mondiale, si dia forma al futuro del biologico!”.
Top seller bio a portata di mano e di palato: olio d’oliva, vegan e vino
Sia nel commercio che nell’alimentazione fuori casa: l’olio d’oliva biologico, gli alimenti biologici vegani e il vino bio giocano un ruolo sempre maggiore. Per questa ragione il salone leader mondiale BIOFACH dedica a questi segmenti apposite mostre speciali: oltre alle presentazioni prodotto, le degustazioni e i workshop attenderanno qui i visitatori molteplici opportunità di networking e di scambio con gli esperti.
La presentazione di un variegato ventaglio internazionale di oli d’oliva con i rispettivi produttori sarà al centro dell’Erlebniswelt Olivenöl (Pianeta olio d’oliva). Gli oli migliori riceveranno un proprio riconoscimento nel quadro del premio del pubblico Olive Oil Award: quale primo premio dell’anno, a febbraio esso segna l’inizio di stagione per la community dell’olio d’oliva biologico al suo maggiore salone su scala internazionale. I rivenditori che desiderano appassionare la loro clientela con particolari rarità e qualità di olio d’oliva troveranno qui la proposta ideale in merito.
Nell’Erlebniswelt Wein (Pianeta vino) si presenteranno al pubblico viticol­tori di tutto il mondo. Nella zona riservata alle degustazioni si potranno
assaggiare sia i loro prodotti d’annata sia i vincitori del Concorso internazio­nale del vino biologico MUNDUS VINI BIOFACH. Nell’area ristorazione del
forum attenderanno di essere scoperte dai visitatori mille originali combinazioni culinarie a base di vino.
La più giovane delle aree dedicate del BIOFACH è l’Erlebniswelt Vegan (Pianeta vegan). Nel 2016 i prodotti biologici vegani saranno al centro dell’interesse del salone leader mondiale per ben la terza volta. Come già nel Pianeta olio d’oliva e in quello del vino, il pubblico troverà qui molto più di una semplice esposizione di prodotti: infatti in quest’area si cucinerà, si assaggerà e si discuterà di aspetti tecnici.
Bio fuori casa: nella ristorazione collettiva e in quella individuale
Gli attori che operano nella ristorazione attenta alla qualità sono da tempo concordi sul fatto che, ormai, non sia più possibile immaginare né
un’alimentazione fuori casa né una ristorazione collettiva e individuale senza alimenti biologici. Con Cook + Talk il BIOFACH 2016, supportato dal partner Bioland, offrirà già per la seconda volta un punto d’approdo tutto proprio a ristoratori e cuochi professionali.
Novità 2016: il ponte di collegamento tra Cook + Talk e i segmenti espositivi del vino, dell’olio d’oliva e del vegan. Quale vino si accompagna al meglio con quale creazione culinaria, quale olio d’oliva conferisce il tocco finale più raffinato a quale pietanza e quale piacere del palato vegano disegna un sorriso particolarmente lieto sulle labbra degli ospiti? I visitatori professionali appartenenti ai comparti dell’alimentazione fuori casa, della ristorazione collettiva e della ristorazione individuale troveranno la risposta a queste e a molte altre domande dal 10 al 13 febbraio 2016 al Salone Leader Mondiale degli Alimenti Biologici.

Maggiore congresso internazionale del biologico agisce per più bio
Ogni anno il BIOFACH non offre soltanto una vastissima proposta internazionale di alimenti biologici, bensì anche cibo a non finire per la mente. Nel 2016, sotto il titolo conduttore Organic 3.0, il congresso si concentrerà sull’aspetto “Agire per più bio”. L’ente patrocinatore internazionale del BIOFACH, l’IFOAM – Organics International, nonché il suo promotore nazionale, il Bund Ökologische Lebensmittelwirtschaft – BÖLW (Unione tedesca degli operatori economici del settore ecologico alimentare) porranno appunto l’accento del congresso su questo tema proiettato al futuro, sposando così la linea adottata dal salone leader mondiale. Gli obiettivi del settore: più agricoltura ecologica e prodotti biologici pregiati in tutto il mondo.

Per maggiorni informazioni è possibile consultare il sito dell’evento direttamente a questo link

Contatto per la stampa e i media
Barbara Böck, Helen Kreisel-Gebhard, Marie-Claire Ritzer
Tel. +49 (0) 9 11. 86 06-86 46
Fax +49 (0) 9 11. 86 06-12 86 46
marie-claire.ritzer@nuernbergmesse.de

Tutti i comunicati stampa, maggiori informazioni e fotografie sono disponibili alla pagina:
www.biofach.de/press

FEDERBIO: Approvata la nuova struttura di federazione di sistema dell’agricoltura biologica e biodinamica italiane

Sì è tenuta il 1° dicembre l’assemblea dei soci di FederBio, che ha definito il nuovo assetto statutario e organizzativo della Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica quale organizzazione interprofessionale di riferimento per il settore biologico e biodinamico italiani e ha confermato Paolo Carnemolla come Presidente alla guida di un nuovo Ufficio di Presidenza composta da Matteo Bartolini (CIA), Andrea Bertoldi (coordinatore sezione bio di Alleanza Cooperative Italiana) e Carlo Triarico (Associazione per l’agricoltura biodinamica) come Vicepresidenti e quattro consiglieri con specifiche deleghe (Marco Lamonica,  Roberto Pinton, Maria Grazia Mammuccini e Paolo Frigati).

federbio comunicatoLa federazione “ombrello” a federazione “sistema”, che rappresenti in modo strutturato tutte le componenti della filiera, dei servizi e culturali dell’agricoltura biologica e biodinamica e avvii la costruzione di un sistema nazionale integrato di servizi, in uno scenario in cui il bio ha sempre più consenso sia sul piano di valori e di ideali che di mercato, come confermato dal trend di forte crescita degli acquisti di prodotti a marchio bio.  La sinergia tra le diverse categorie di soci diventa l’elemento centrale per rafforzare il ruolo interprofessionale della federazione e le relazioni di filiera del biologico e del biodinamico Made in Italy.
“Con l’assemblea di oggi diamo seguito e concretezza all’esperienza unitaria del forum del biologico in EXPO nato al Parco della Biodiversità dell’esposizione universale, per cogliere fino in fondo la sfida di rappresentare il biologico come modello innovativo di agricoltura e alimentazione che si candida a diventare protagonista del futuro di tutta l’agricoltura italiana –  ha sottolineato Paolo Carnemolla – Il mio impegno come Presidente per i prossimi tre anni è quello di coordinare una squadra dinamica e motivata che si compone di un mix di esperienze e storie anche molto diverse per realizzare una nuova struttura di rappresentanza e di servizi che si rivolge a un sistema d’imprese in forte evoluzione e che dovrà gestire una transizione epocale per un settore economico che vuole dare un contributo rilevante alla ripresa economica del Paese e all’occupazione, nel contempo contribuendo alla lotta al cambiamento climatico, alla salute dei cittadini e alla valorizzazione de
ll’ambiente. Ci candidiamo per questo a rappresentare il meglio che l’Italia può offrire anche a livello internazionale come modello di economia in grado di valorizzazione del ruolo dell’agricoltura e il Made in Italy.”

Agricoltura biologica: unica strada contro i cambiamenti climatici

L’agricoltura biologica è la soluzione ai cambiamenti climatici. Ne sono fermamente convinti Aiab e FederBio, che riportano alcuni dati di uno studio pubblicato nel 2013 e diretto da Andreas Gattinger (FiBL – Istituto di ricerca per l’agricoltura biologica). Secondo lo studio, infatti, se tutte le superfici agricole fossero coltivate con metodi biologici, le emissioni di CO2 potrebbero ridursi del 23% in Europa e del 36% negli Usa.

Una provocazione, e al tempo stesso una proposta, che arriva mentre gli occhi di tutto il mondo sono puntati sulla COP21 di Parigi.

Che agricoltura e allevamenti intensivi generino un forte impatto nocivo sull’ambiente è ormai cosa risaputa. In questi giorni, ad esempio, l’Enpa ha distribuito a tutti i nostri deputati un documento ricco di autorevoli riferimenti scientifici che evidenzia come il 20% dei gas serra provenga proprio dagli allevamenti intensivi. E le coltivazioni non sono da meno. Ma scegliere il tipo giusto di agricoltura potrebbe ridimensionare il problema.

Lo studio diretto da Gattinger ha esaminato i risultati di 74 indagini internazionali che hanno messo a confronto gli effetti sul terreno delle coltivazioni biologiche e di quelle convenzionali. L’analisi ha portato alla conclusione che l’agricoltura biologica permette di fissare nel terreno quantità di carbonio significativamente superiori, offrendo un importante contributo per frenare il riscaldamento globale. Coltivare biologico corrisponderebbe a circa il 13% della riduzione complessiva di CO2 necessaria per raggiungere gli obiettivi climatici fissati per il 2030.

cambiamenti climatici

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma non è tutto. Un altro studio comparso sulla rivista Critical reviews in plant sciences, e realizzato dai ricercatori del Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova in collaborazione con l’Università di Cornell, conferma che i terreni coltivati con metodo biologico hanno una maggiore capacità di stoccaggio di CO2 e al tempo stesso trattengono acqua, generando un miglior rendimento in caso di siccità.

Le tecniche agricole sostenibili garantiscono non solo un’attività produttiva duratura, ma accrescono la fertilità dei suoli, salvaguardano la biodiversità. Accrescere il tasso di sostanza organica nel terreno, inoltre, rappresenta il più importante sistema di assorbimento di carbonio sul nostro pianeta.

Promuovere metodi di coltivazione sostenibili non è solo una possibilità è un’esigenza.

Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio afferma: “Come abbiamo dimostrato con la Carta del Bio in EXPO, il modello agricolo e alimentare biologico è la risposta più efficace alle sfide del futuro in quanto capace di conciliare la tutela dell’ambiente, la salute e la nutrizione adeguata della popolazione con un’economia rurale equa e migliore. Questo anche perché le tecniche di agricoltura e allevamento biologico possono concretamente contribuire alla lotta al cambiamento climatico“.

Il modello biologico, dunque, è l’unico in grado di salvare il pianeta dai cambiamenti climatici. Per poter abbracciare il cambiamento, però, è necessario l’intervento delle forze politiche in gioco, affinché diano il sostegno economico che necessita e una normativa seria e rigorosa che non dia più voce a nessuna ambiguità.

Fonti:

http://www.adnkronos.com/sostenibilita/world-in-progress/2015/11/30/clima-soluzione-bio-con-agricoltura-naturale-solo-usa_3zytgXenGcUsWY6b3WTgKO.html?refresh_ce

http://www.askanews.it/cop-21/clima-cia-cop21-valorizzi-ruolo-agricoltura-anti-effetto-serra_711676626.htm

http://www.repubblica.it/ambiente/2015/11/27/news/pericoli_industria_carne-128274534/