Pif Toscana: 30 milioni di euro per progetti integrati di filiera

Il 19 luglio, il Bollettino Ufficiale della Regione Toscana (BURT) ha pubblicato un bando di gara relativo ai “Progetti Integrati di Filiera Agroalimentare”, i cosiddetti Pif, per l’annualità 2017. Prevista una dotazione complessiva di 30 milioni di euro.

La possibilità di presentare domanda è stata aperta il 25 luglio. C’è tempo fino alle ore 13 di venerdì 10 novembre 2017. Vediamo quali sono le finalità e a chi è rivolto.

Pif, strumento del Psr per progetti integrati in agricoltura

Produttori primari, imprese di trasformazione, aziende di commercializzazione e così via: i Progetti Integrati di Filiera rivolti al settore agroalimentare sono lo strumento aggregativo per coinvolgere questi e altri attori delle filiere agricole.

L’obiettivo della Regione è di “superare le principali criticità delle filiere stesse, per favorire i processi di riorganizzazione e consolidamento”, nonché “realizzare relazioni di mercato più equilibrate”. I PIF sono inoltre uno strumento per sostenere la redditività delle aziende del settore e incentivare l’innovazione.

I Progetti rientrano nell’ambito del PSR, il Piano di Sviluppo Regionale. Nello specifico gli investimenti previsti nel PIF devono riferirsi ad almeno due tra le seguenti sottomisure/operazioni del PSR:

  • Sottomisura 1.2: “Progetti dimostrativi e azioni informative“;
  • Sottomisura 4.1: “Sostegno agli investimenti alle aziende agricole“; all’interno di tale sottomisura sono previste le operazioni 4.1.3 “Partecipazione alla progettazione integrata da parte delle aziende agricole” e 4.1.5 “Incentivare il ricorso alle energie rinnovabili nelle aziende agricole“;
  • Operazione 4.2.1: “Investimenti nella trasformazione, commercializzazione e/o lo sviluppo dei prodotti agricoli“, rientrante nella Sottomisura 4.2;
  • Sottomisura 16.2: “Sostegno a progetti pilota e di cooperazione“;
  • sottomisura 16.3: “Cooperazione tra piccoli operatori per organizzare processi di lavoro in comune e per condividere strumenti e risorse“.

Le operazioni 4.1.3 e 4.2.1 devono essere obbligatoriamente presenti.

Pif Toscana 2017: modalità di partecipazione

Come accennato, la domanda per partecipare al Progetto deve essere presentata entro le 13 del 10 novembre 2017. Bisogna necessariamente impiegare la modulistica presente su www.artea.toscana.it, piattaforma gestita dall’Anagrafe Regionale delle aziende  agricole (ARTEA). L’id identificativo della domanda è il numero 210.

Alla domanda vanno allegati obbligatoriamente:

  • Progetto
  • Accordo di Filiera
  • Progetto informativo
  • Progetti di cooperazione, se attivati

Possono essere ammessi al Programma tutti i soggetti definiti come beneficiari dai vari tipi di sottomisura/operazione previsti dal PSR citati precedentemente. Gli aderenti devono inoltre essere partecipanti diretti a un Accordo di filiera.

Il numero minimo di partecipanti al PIF è di 12, di cui almeno 5 diretti. 3 di loro devono inoltre svolgere un ruolo nell’ambito della fase di produzione primaria.

La presentazione dei Progetti è consentita a chi opera in una delle seguenti filiere:

  • Vitivinicola
  • Olivo-oleicola
  • Florovivaistica
  • Ortofrutticola (inclusi piccoli frutti, funghi e tartufi, castagne e marroni)
  • Cerealicola (per alimentazione umana, per zootecnia)
  • Colture industriali (incluse colture proteoleaginose, da fibra, aromatiche e officinali)
  • Apistica
  • Bovina (compreso bufalini)
  • Ovi-caprina
  • Suinicola
  • Altra zootecnica (avicunicola, equina).

L’importo minimo di contributo complessivo ammissibile è di 150mila euro, mentre il contributo massimo concedibile è di 2,25 milioni di euro. La dotazione complessiva del bando è pari a 30 milioni di euro.

Remaschi, assessore Agricoltura Toscana: “PIF strategici per rilancio investimenti”

L’Assessore all’Agricoltura della Regione Toscana, Marco Remaschi, ha commentato la pubblicazione della gara per i Progetti Integrati di Filiera.

«Bandi come questo sono strategici per il rilancio degli investimenti. I Pif sono uno strumento per aggregare tutti gli attori di una filiera, in questo caso agroalimentare, per superare le principali criticità della filiera stessa, favorire i processi di riorganizzazione e consolidamento e realizzare relazioni di mercato più equilibrate. I progetti integrati di filiera consentono l’attivazione, nell’ambito dello stesso progetto, di una molteplicità di sottomisure/operazioni del Psr, il Piano di sviluppo rurale, che vanno da quelle di investimento aziendale a quelle specifiche per attività di promozione, innovazione tecnologica, diversificazione delle attività agricole, anche a scopi energetici».

FONTI:

http://www.regione.toscana.it/-/psr-feasr-2014-2020-bando-condizionato-relativo-ai-progetti-integrati-di-filiera-pif-agroalimentare-annualita-2017-

http://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2017/07/24/toscana-pronti-per-i-nuovi-pif/55079

http://www.ansa.it/toscana/notizie/2017/07/19/fondi-europei-30-mln-per-agroalimentare_e04452fb-535a-49f8-b25d-28f866eba0b2.html

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