Monsanto: emergono dati falsi nei test di sicurezza

Continua la battaglia in tribunale tra il colosso agrario e la giardiniera DeWayne Johnson

Vi avevamo già parlato della storia di DeWayne Johnson, giardiniera di 46 anni, malata di linfoma non Hodgkin, che sostiene di aver sviluppato la patologia dopo essere stata a contatto con le sostanze chimiche, in particolare il glifosato, contenuto nell’erbicida prodotto dalla Monsanto e utilizzato nei cortili delle scuole americane.

Gli ultimi aggiornamenti riguardano i dati relativi ai test di sicurezza. Adesso i legali sostengono che Monsanto abbia reso pubblici dei dati falsi all’EPA, l’autorità statunitense che si occupa di regolarizzare la vendita di sostanze come il glifosato. Gli avvocati fanno presente che i dati falsi potrebbero riguardare proprio il rapporto tra uso dell’erbicida e il rischio di sviluppare i tumori.

La vicenda: la Monsanto si sarebbe rivolta a dei laboratori di biotest industriale, per condurre delle ricerche in merito al carattere tossico del glifosato. I dati sarebbero stati richiesti proprio dall’EPA, per poter consentire o meno la vendita proprio dell’erbicida. Sulla base delle analisi, il glifosato della Monsanto è stato approvato per il commercio a partire dal 1974. Successivamente però l’EPA ha effettuato una revisione degli studi scoprendo che i laboratori a cui si era rivolta Monsanto erano noti per falsificare i dati. E che addirittura anche tre dirigenti di questi laboratori di biotest industriale sarebbero stati condannati per frode. Inoltre altri studi condotti su animali da laboratorio tra il 1981 e il 1983, dimostrerebbero i danni provocati dalle sostanze chimiche contenute nel diserbante.

A questo punto si attendono nuovi sviluppi nel processo, ma i legali della Johnson sono fiduciosi di poter smascherare il colosso e portare giustizia.

Fonte: http://www.greenstyle.it/glifosato-monsanto-accusata-dati-falsi-nei-test-sicurezza-250835.html

 

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