Suolo e Salute

Mese: Settembre 2016

Suolo e Salute è sponsor del Congresso nazionale dell’Ordine dei periti agrari

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Nei giorni 6, 7 e 8 ottobre, a Barga (Lucca) presso il Ciocco Resort, si terrà il 18° Congresso nazionale dell’Ordine dei periti agrari e dei periti agrari laureati, che avrà come tema le filiere agroalimentari.

Durante questi giorni di lavori congressuali si tratteranno le problematiche, le peculiarità e opportunità della professione dei Periti Agrari nel contesto Nazionale e Internazionale, in particolare saranno oggetto dei lavori i percorsi di produzione di cibo, le sue qualità, la loro sostenibilità nel contesto economico ambientale e salvaguardia del suolo.
Le macro aree individuate per gli approfondimenti sono:
• PRODUZIONE
• TRASFORMAZIONE
• COMMERCIALIZZAZIONE E QUALITA’

il tutto in un ottica che dovrà prevedere il rispetto del territorio e del paesaggio in cui sono localizzate le attività.

Il Congresso sarà articolato in tre giornate, con sessioni plenarie e tematiche parallele.

I lavori in merito alla filiera agroalimentare, posti particolarmente sotto l’attenzione del mondo ad Expo 2015 nel corso del quale la categoria è intervenuta nello specifico organizzando alcuni eventi, proseguiranno durante il Congresso Nazionale, sempre più proiettati nel futuro della professione di Perito Agrario in un’ottica globale, dove assume maggiore importanza il valore, la tutela ed il miglioramento dei prodotti alimentari dallo stadio iniziale a quello finale. Senza tralasciare il contesto ambientale e di sostenibilità che le produzioni devono garantire.

Suolo e Salute rinnova il suo impegno all’interno dell’attività della filiera e  si presenta in qualità di sponsor di questo interessante e prestigioso evento.

È il Sikkim il primo Paese 100% biologico

IndiaUn lungo processo durato 12 anni, che però ha portato a un risultato straordinario. Il Sikkim, Stato federato dell’India, incastonato tra le vette dell’Himalaya, è oggi il primo Paese 100% biologico: tutti i suoi 75mila ettari coltivati utilizzano le tecniche di produzione biologica. Niente pesticidi, niente fertilizzanti chimici.

È il 2003, quando il Governatore dell’epoca, Pawan Chamling, lancia la “Sikkim Organic Mission 2015”, con l’obiettivo di eliminare completamente l’utilizzo di sostanze chimiche in agricoltura entro il 2015. Quest’anno, in occasione del “Sikkim Organic Festival 2016”, il festival del biologico locale, è stato annunciato il raggiungimento di questo obiettivo straordinario.

Tutto ha origine quando Chamling legge su un giornale locale che nei campi dell’Assam vengono utilizzati prodotti chimici in maniera pericolosa e incontrollata. Succede così che gli insetti colpiti da quei pesticidi vengono divorati dagli uccelli. E, allo stesso modo, gli uccelli morti a causa delle sostanze tossiche vengono divorati dai roditori locali. Una reazione a catena che porta all’avvelenamento di numerose specie animali. L’episodio però innesca una riflessione su quale sia il reale impatto dei prodotti chimici sul nostro ecosistema.

Nasce così l’idea di perseguire questo traguardo avanguardistico, un percorso arduo, reso possibile grazie a un preciso piano di sviluppo.

Il primo passo è stato vietare la vendita di agenti chimici; divieto accompagnato da forti sanzioni in caso d’inadempienza. Successivamente, il governo del Sikkim ha deciso di finanziare i costi della certificazione biologica da parte di agenzie accreditate. Un percorso durato 3 anni.

I governanti locali, intanto, investivano nella formazione degli agricoltori sui metodi di agricoltura biologica, offrendo loro percorsi di studio all’estero. E li rifornivano di sementi, fertilizzanti e insetticidi naturali, agevolazioni per i prestiti e attività di consulenza gratuite da parte degli uomini del ministero dell’Agricoltura. È persino nata una startup, Organic Sikkim, che ha offerto agli agricoltori formazione sulla commercializzazione dei prodotti.

Il governo ha messo poi in atto una serie di investimenti strutturali per creare laboratori di analisi del terreno, di lavorazione delle sementi e sulla creazione di nuovi fertilizzanti naturali.

Molto è stato fatto anche sul fronte del recupero di tecniche agricole tradizionali.

Per migliorare il rendimento dei terreni, sono state recuperate e insegnate alcune tecniche di rotazione delle coltivazioni. Sono state scelte accuratamente le piante da coltivare per dare nutrimento al suolo, senza ricorrere allo sfruttamento intensivo. Agli agricoltori sono state insegnate pratiche di produzione del compost e per la creazione di trappole al feromone per il trattamento dei moscerini della frutta.

L’ultimo passo è stato individuare 5 prodotti top, adatti alle esigenze del mercato biologico, che avessero un potenziale di rendimento e commercializzazione superiori. Le colture individuate sono state: curcuma, mais, peperoncino, senape e zenzero.

I risultati sono stati straordinari anche dal punto di vista economico. Oggi, gli agricoltori del Sikkim guadagnano circa il 20% in più rispetto a quando hanno cominciato il percorso di conversione. I prodotti della regione sono apprezzati sia a livello locale che sui mercati esteri.

Il modello del Sikkim rappresenta oggi un obiettivo ambizioso, ma possibile, per il resto dell’India. Il governo centrale ha già avviato una serie di misure per il biennio 2016-2017, per convertire a biologico circa 200 milioni di ettari di suolo.

FONTI:

https://www.architetturaecosostenibile.it/green-life/green-economy/agricoltura-biologica-sikkim-india-791/

http://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/sikkim-100-per-cento-biologico-india

http://www.sikkimorganicmission.gov.in/sikkim-organic-festival-2016-3/

http://www.sikkimorganicmission.gov.in/towards-organic-sikkim/historical-declaration/

La Danimarca vuole diventare la prima nazione 100% biologica

La Danimarca vuole diventare la nazione numero uno al mondo del settore del biologico. Cittadini, produttori e governanti sono in prima linea per raggiungere questo obiettivo ambizioso. E gli ultimi dati confermano un’interesse superiore alla media per il settore.

Stando ai numeri diffusi dall’Ufficio Nazionale di Statistica danese, nel 2015 le vendite di alimenti biologici hanno superato del 27% l’anno precedente, per un totale di 1,3 miliardi di euro. Questo vuol dire che ogni danese ha speso circa 223€ in cibo biologico. Sul totale delle vendite operate nel Paese nordeuropeo, il settore biologico detiene oggi l’8,4% (era il 3,2% nel 2005) delle quote di mercato: la percentuale maggiore a livello globale.

Dal 2007 a oggi, l’export di prodotti danesi senza l’utilizzo di pesticidi chimici è cresciuto del 200% e continuerà a crescere di circa il 10% ogni anno, fino al 2020, secondo le ultime previsioni.

A Copenaghen, l’88% di tutto il cibo servito nelle mense pubbliche è organico, con punte del 94% nelle scuole, negli asili e nelle case di riposo. Le autorità locali vogliono fare di più, portando questo risultato già straordinario al 100%. Ed esiste un piano del governo nazionale per estendere l’esperimento a tutto il Paese, favorendo allo stesso tempo la produzione e il consumo privati di prodotti biologici.

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Si chiama ‘Organic Action Plan for Denmark’ ed è stato realizzato dal Ministero dell’Alimentazione, dell’Agricoltura e della Pesca danese.

Gli obiettivi principali del progetto, che è già in atto dal 2015, sono di raddoppiare le aree coltivate a biologico entro il 2020, rispetto al livello del 2007, e di accelerare la transizione da alimenti tradizionali a cibi biologici in tutte le mense pubbliche del Paese. Il risultato è di offrire a ulteriori 800mila persone i vantaggi di pasti salutari e biologici, serviti ogni giorno in mense, ospedali e case di cura.

Il programma è suddiviso in 67 punti, per 6 macro aree:

  1. Aumentare l’esportazione dei prodotti bio. Tra il 2015 e il 2018, il governo allocherà 4,5 milioni di euro per supportare lo sforzo d’internazionalizzazione delle aziende.
  2. Incrementare i consumi interni di alimenti bio in tutto il Paese. A questo obiettivo saranno destinati 3,3 milioni di euro per le vendite nel settore privato, 8 milioni di euro per le mense pubbliche e ulteriori 3 milioni per formare e indirizzare i pubblici funzionari addetti all’acquisto delle scorte di cibo.
  3. Migliorare la collaborazione nel settore, attraverso programmi interministeriali, programmi educativi ad hoc negli istituti di formazione preposti e joint-venture con associazioni ed enti non profit.
  4. Sviluppare la produzione nel settore. Nel 2015, il Paese ha già investito 7 milioni di euro nella formazione per l’agricoltura biologica e per l’effettiva produzione nel settore. Altri fondi sono stati spesi per l’innovazione agricola.
  5. Nel periodo 2015-2018, il governo allocherà 3,6 milioni di euro per supervisionare la conversione, la preservazione e la sostenibilità delle aziende agricole biologiche. 1,3 milioni saranno ulteriormente investiti, ogni anno, per migliorare la competitività delle aziende.
  6. Implementare la resilienza nella produzione biologica, obiettivo a cui sono destinate ulteriori risorse a partire dal 2015.

FONTI:

http://cphpost.dk/news/business/organic-produce-in-great-demand-in-danish-canteens-and-restaurants.html

http://organicdenmark.com/organics-in-denmark/facts-and-figures

https://www.thelocal.dk/20160524/copenhagen-touts-organic-food-revolution

http://www.lifegate.com/people/lifestyle/denmark-organic-farming

http://en.mfvm.dk/fileadmin/user_upload/FVM.dk/Dokumenter/Landbrug/Indsatser/Oekologi/7348_FVM_OEkologiplanDanmark_A5_PIXI_English_Web.pdf

SANA 2016: chiude la XXVIII edizione con numeri da record

Trainata dall’andamento fortemente positivo dell’agricoltura biologica nel nostro Paese, cresce anche la manifestazione italiana più importante del settore, il SANA, Salone Internazionale del Biologico e del Naturale, che si tiene ogni anno a Bologna. Giunto alla sua 28esima edizione, la manifestazione si è chiusa il 12 settembre facendo registrare una nuova serie di record.

SANA è cresciuto nei numeri, nell’assortimento, nell’interesse di operatori e del pubblico: sono stati 47.221 i visitatori che hanno visitato i 5 padiglioni dell’evento per conoscere e acquistare il meglio della produzione bio e naturale italiana e internazionale. I dati confermano la manifestazione come primo appuntamento in Italia e il secondo in Europa. Un luogo privilegiato, dove nascono e si sviluppano sinergie e punti d’incontro tra Istituzioni, Enti Associazioni, produttori, buyer e consumatori.

All’edizione 2016 hanno partecipato 833 aziende (+19% rispetto al 2015), buyer internazionali in arrivo da 27 Paesi (+29%), per un totale di oltre 2.300 incontri B2B. La superficie espositiva è stata ampliata del 30% rispetto all’edizione precedente, per un totale di circa 50mila metri quadri. 4.800 persone hanno partecipato all’intenso programma culturale del SANA: 60 convegni, tre incontri dell’Academy e decine di appuntamenti organizzati da aziende, associazioni ed enti di categoria.

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Tra le iniziative più partecipate, gli organizzatori ricordano il Premio Sana Novità, vetrina in cui sono stati esposti gli oltre 500 prodotti innovativi lanciati sul mercato a partire da ottobre 2015.

Nei tre comparti su cui ruotava l’evento – Alimentazione, Cura del corpo e Green Lifestyle – sono state esposte migliaia di referenze: alimenti biologici, freschi e confezionati, tecnologie, attrezzature e imballaggio per il comparto food e l’agricoltura, piante officinali, trattamenti, prodotti dietetici, integratori e alimenti speciali a base naturale, prodotti e attrezzature per la cura della persona, servizi, tessuti e articoli naturali per hobby e tempo libero, proposte per l’abitazione ecologica, tecnologie e prodotti ecocompatibili per la casa e per la vita in generale.

In crescita anche i canali online dedicati all’evento. Rispetto all’edizione 2015, le sessioni di visita del sito SANA sono aumentate del 20%, facendo registrare più di 52mila visite nei giorni della fiera, con picchi di oltre 17mila utenti unici al giorno. Utenti unici che sono aumentati del 14%, mentre le pagine visualizzate hanno registrato un ragguardevole +21%. La Pagina Facebook di SANA ha raggiunto quota 16mila fan (+53%), mentre la copertura totale dei post ha raggiunto più di 1,8 milioni di utenti (+75%). Anche su Twitter i follower sono in aumento: +75% rispetto al 2015.

Condividiamo il successo di SANA 2016 con i suoi protagonisti – ha dichiarato Antonio Bruzzone, Direttore Generale BolognaFiere – gli espositori, gli operatori e i nostri partner ci hanno supportato nell’impegno: Federbio per la collaborazione strategica, i Ministeri dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali per gli importanti patrocini, Cosmetica Italia per il contributo; IFOAM (International Federation of Organic Agriculture Movements) e ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane), per il sostegno al programma buyer e le istituzioni locali, da sempre sensibili al tema del biologico e naturale”.

FONTI:

http://www.sana.it/media/sana/press_release/2016/SANA2016_chiusura_finale.pdf

http://www.ilfattoalimentare.it/sana-bologna-biologico.html

“Agricoltura o agricoltura biologica?”: il punto venerdì 30 settembre a Piacenza

È tutto pronto per il convegno “Agricoltura o agricoltura biologica?” che si terrà venerdì 30 settembre alle ore 17:15 a Piacenza, presso l’agriturismo “La foce del Trebbia”, in via Aguzzafame 40 a Borgotrebbia.

L’evento, patrocinato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e dal Comune di Piacenza e organizzato in collaborazione con l’ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali della provincia, sarà presieduto dal prof. Giuseppe Bertoni, presidente di ALSAF (Associazione laureati scienze agrarie e forestali).

Oggetto del dibattito, i pro e i contro delle due forme di agricoltura attualmente in contrapposizione: biologica e convenzionale. Sarà indagata, inoltre, la comparsa di una terza possibilità, l’agricoltura convenzionale conservativa, a favore delle tecnologie, ma attenta alla sostenibilità.

In un contesto fatto di cambiamenti, in cui l’utilizzo di macchinari, fertilizzanti e agrofarmaci hanno portato da una parte ad affrancare l’uomo dalla fame, e dall’altra a chiedersi quanto questo sistema possa incidere sulla salute dell’uomo e dell’ecosistema, appare quanto mai necessario informare correttamente i cittadini.

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Il convegno si pone proprio questo obiettivo: sfatare alcuni miti legati alle varie forme di agricoltura, per evitare che la disinformazione incida negativamente sui processi decisionali nazionali.

Ecco il programma dell’evento.

I lavori inizieranno alle 17:30, con l’intervento del Prof. Vincenzo Tabaglio, della Facoltà di Scienze Agrarie, alimentari e ambientali, Dipartimento di Scienze delle produzioni vegetali sostenibili di Piacenza, che spiegherà l’inquadramento delle diverse tipologie di agricoltura.

Alle 17.55, la Dott.ssa Alessandra Lazzari dell’Azienda Biologica e Fattoria Didattica Cà de Alemanni parlerà invece dell’agricoltura biologica e delle sue prospettive future.

Sarà poi il turno del Prof. Marco Trevisan, della Facoltà di Scienze Agrarie, alimentari e ambientali, Istituto di Chimica agraria ed ambientale di Piacenza, che interverrà sulla Comparazione dell’impatto ambientale (LCA).

Alle ore 18.45 si parlerà di Comparazione degli effetti sul paesaggio, con il Prof. Ettore Capri, sempre della Facoltà di Scienze Agrarie.

Gli ultimi due interventi programmati saranno invece della  Dott.ssa Cristina Reguzzi dell’U.C.S.C. di Piacenza e della Dott. Enrica Gobbi Responsabile di Agroambiente Coldiretti, che parleranno rispettivamente di   “Agricoltura biologica: confronto con le tecniche di agricoltura convenzionale, costi e ricavi” e “Agricoltura biologica: il passaggio dall’agricoltura convenzionale e percorso da seguire”.

I lavori si concluderanno alle ore 20:00, con la cena presso l’Agriturismo “La Foce del Trebbia”.

Per info, è possibile rivolgersi al dottore Agronomo Marilena Massarini, e-mail: alsaf-pc@unicatt.it

Fonti:

http://www.feder.bio/agenda.php?nid=1071

http://www.feder.bio/files/1787.pdf

 

Formazione per l’Agricoltura Biologica: il 20 settembre Workshop FederBio a Gualdo (FE)


federbioFederbio, la Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica, organizza in collaborazione con la Fondazione per l’Agricoltura Fratelli Navarra il workshop intitolato “Formazione e Consulenza per l’Agricoltura Biologica, Fabbisogni e Progettualità”.

L’evento rientra nelle attività dell’Accademia Bio, la Scuola di specializzazione in agricoltura biologica e biodinamica di Federbio. Il workshop si svolgerà martedì 20 settembre 2016, a partire dalle ore 10:00, presso il Borgo Le Aie, nel centro polivalente “Alessandro Navarra”, a Gualdo (FE), in via Provinciale, 15.

Il Workshop“, scrivono gli organizzatori dell’evento, “è rivolto agli operatori della formazione e della consulenza in Emilia Romagna. L’obiettivo è di stimolare il confronto tra le parti in causa, progettisti e utenti, allo scopo di migliorare l’offerta formativa e i servizi di consulenza per le imprese che hanno scelto il biologico e per quelle che si avvicinano per la prima vola a questo settore.

In un contesto in cui la conversione al biologico del sistema agricolo, regionale e nazionale, è in forte crescita, occorre tener conto delle necessità del sistema normativo e di certificazione, e dei nuovi fabbisogni che emergono dal mercato dell’agroalimentare.

Pochi giorni fa, l’Osservatorio SANA 2016 ha certificato un nuovo passo in avanti del mercato del biologico in Italia e nel mondo.

Crescono le superfici coltivate (+7,5% nel 2015) e gli operatori (+8,2%), così come crescono le vendite (+14%) e i consumatori. In questo contesto, la formazione diventa essenziale per rispondere con attenzione e professionalità alle nuove sfide del mercato.

Ecco il programma del Workshop:

10:00 “L’evoluzione in atto nel settore biologico nazionale e regionale”: interverrà Paolo Carnemolla, Presidente FederBio

10:15 Luigi Fenati, Presidente della Fondazione Fratelli Navarra, racconta “Il progetto agricoltura biologica della Fondazione Fratelli Navarra”

10:30 “Gli obblighi del sistema di controllo e certificazione riguardo a formazione e consulenza degli operatori”: relaziona Daniele Fichera, Segretario della Sezione soci degli Organismi di controllo di FederBio

10:45 “Il fabbisogno di consulenza delle aziende agricole biologiche: esperienze e opportunità”: intervengono Carlo Bazzocchi e Stefano Radaelli, tecnici consulenti per l’agricoltura biologica

11:15 Marina Arias, Assessorato Agricoltura Regione Emilia Romagna, presenta le “Opportunità di sviluppo del biologico attraverso il Catalogo Verde, Regione Emilia Romagna 2016/2017”

11:30 Massimo Govoni, Coordinatore del progetto Accademia Bio di FederBio, e Francisco Martinez, consulente FederBio, propongono: “Accademia Bio: il progetto di FederBio per la Rete di formazione specialistica per il biologico”

12:00 Dibattito e conclusioni

Per richieste di informazioni e adesioni, è possibile contattare i responsabili del Workshop, entro il 19 settembre, all’indirizzo e-mail: accademiabio@federbio.it

FONTI:

http://www.feder.bio/agenda.php?nid=1066