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Vino biologico: una festa a Roma per celebrare il Made in Italy

Appuntamento a Roma con il vino biologico Made in Italy.

Nomisma Wine Monitor e Agenzia ITA danno appuntamento al settore del vino bio per il prossimo 18 luglio, a partire dalle ore 10:30. Lo scenario che accoglierà il “Vino Bio Day” – questo il titolo dell’evento – sarà la Sala Pirelli ICE, in via Liszt 21.

L’incontro sarà l’occasione per favorire una riflessione sul ruolo e le opportunità del vino biologico Made in Italy sui mercati esteri. In particolare, durante il convegno “saranno approfondite le opportunità e i percorsi di promozione del vino con un focus in particolare su Germania e Regno Unito e saranno presentate alcune case history di successo”, spiegano gli organizzatori in una nota.

Ecco tutti i dettagli sul programma e i relatori dell’evento.

Il Vino Biologico Made in Italy nel mondo: appuntamento a Roma

Vino Bio Day – Ruolo e opportunità del vino bio Made in Italy sui mercati esteri”, questo il titolo completo del convegno romano organizzato da Nomisma e Agenzia ITA.

A partire dalle 10:30 si apriranno le registrazioni dei partecipanti con un caffè di benvenuto. I saluti introduttivi saranno affidati a Piergiorgio Borgogelli, direttore di ICE-Agenzia, e a Maria Ines Aronadio, dirigente dell’Ufficio Agroalimentare e Vini di ICE-Agenzia.

Si entrerà poi nel vivo dell’appuntamento con tre interventi da parte di specialisti del settore:

  • Dimensione e posizionamento del vino biologico italiano sui mercati internazionali”, focus illustrato da Silvia Zucconi di Wine Monitor Nomisma
  • Vino Bio: cosa ne pensa il consumatore?”, a cura di Evita Gandini di Wine Monitor Nomisma
  • Opportunità e percorsi di promozione del vino bio italiano – Focus su Germania e Regno Unito

Sarà poi la volta di Silvano Brescianini, vicepresidente dell’azienda Barone Pizzini, che illustrerà la storia della sua impresa come case history di successo nel comparto biologico del vino.

Chiuderanno i lavori Lamberto Frescobaldi, Vice Presidente di UIV, e Paolo Carnemolla, Presidente di Federbio.

A moderare il convegno, Lorenzo Tosi di Vigne e vini.

Vino biologico italiano: un mercato in crescita

Proprio Nomisma con il suo Wine Monitor contribuisce a realizzare, ogni anno, la fotografia del vino bio Made in Italy. E non solo.

Secondo gli ultimi rilevamenti, tra il 2004 e il 2015, il numero di viticoltori che abbracciano il biologico è cresciuto del 295% in Europa e del 280% nel mondo. Il Vecchio Continente, in particolare, detiene l’88% del totale globale della superficie vitata bio, pari a 293mila ettari. E l’Italia è il Paese con la maggiore incidenza sul totale della vite coltivata con tecniche bio: 11,9% del totale.

Una vivacità sul lato della domanda che corrisponde all’attenzione crescente dei consumatori. Rispetto all’anno precedente, nel 2016 le vendite di vino biologico Made in Italy hanno fatto registrare una crescita del 53%. Il 25% della popolazione italiana tra i 18 e i 65 anni (12 milioni di persone) ha consumato almeno una volta vino bio nel corso dei 12 mesi precedenti alla rilevazione.

 

Per partecipare al convegno Vino Bio Day è necessario iscriversi attraverso l’apposito form al link: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdabbyTuo1u1i0PP3wzP5NvKGm5R3eG0Sb58UJc0qtEkADftA/viewform

FONTI:

http://www.feder.bio/agenda.php?nid=1196

http://www.nomisma.it/index.php/it/press-area/news/item/1580-18-luglio-2017-vino-bio-day/1580-18-luglio-2017-vino-bio-day

Vino biologico: consumi raddoppiati negli ultimi 2 anni

Sono 10,6 milioni le persone che negli ultimi 12 mesi hanno bevuto in almeno un’occasione vino biologico certificato. Un numero in forte crescita, che può aiutarci a comprendere solo in minima parte la portata di un settore che sta letteralmente esplodendo.

Nel 2015, le vendite di vino biologico hanno raggiunto complessivamente un valore di 205 milioni di euro. In dieci anni (dal 2004 al 2014), la viticoltura biologica è cresciuta del 259% in Europa e del 261% a livello globale. Nel nostro Paese, negli ultimi due anni, il numero di persone che beve vino bio è raddoppiato.

I dati, più che incoraggianti, sono stati snocciolati durante la Tavola Rotonda “Il mercato europeo del vino biologico, strategie per lo sviluppo e l’internazionalizzazione“, organizzata da FederBio in occasione di Vinitalybio (il salone all’interno di Vinitaly 2016, interamente dedicato ai vini biologici certificati).

L’analisi è stata realizzata da Wine Monitor-Nomisma, su dati Fibl.

La viticoltura biologica dell’Unione Europea rappresenta l’84% della superficie bio del mondo.

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La classifica mondiale per Paese vede al primo posto il Messico (con uno share del 15,6%), seguito dall’Austria (10,7%) e dall’Italia (10,3%), che si piazza così al terzo posto.

In Europa, il Bel Paese guadagna invece il secondo posto per superfici vitate bio, con 72.361 ettari, preceduto solo dalla Spagna, con i suoi 84.381 ettari.

In Italia, la regione con il maggior quantitativo di ettari destinati alla coltivazione di vino biologico è la Sicilia (27.105 ettari nel 2014, 38% sul totale italiano e +43% rispetto al 2011), seguita da Puglia (10.269 ettari, +22%) e Toscana (9.243 ettari, +46%).

Il vino bio conta un giro di affari che nel 2015 ha raggiunto i 205 milioni di euro. Di questi, un terzo ha interessato il mercato interno, la restante parte i mercati internazionali.

I consumatori italiani apprezzano sempre di più il vino di qualità, riconoscendone la naturalità (44% degli user riconosce tale fattore distintivo) ma anche la qualità (17%). Elementi che portano il 75% dei consumatori ad accettare di spendere di più per acquistare vini bio certificati.

Silvia Zucconi, Survey Coordinator di Wine Monitor-Nomisma, spiega: “Il successo non si ferma ai confini nazionali: l’export di vino bio nell’ultimo anno cresce del 38% a fronte di una crescita complessiva del vino italiano del 5%. Questo significa che la qualità dei vini biologici italiani ha un ottimo posizionamento anche all’estero, soprattutto in Germania (38% dell’export), primo mercato di destinazione per l’Italia“.

Ottimo anche il posizionamento nella Gdo dove, come precisa Roberto Pinton consigliere delegato di FederBio, “il gradimento è giustificato dal fatto che il vino bio è di qualità superiore; i produttori devono prestare la massima attenzione alla qualità delle uve non essendoci trattamenti chimici in vigneto“.

Il settore, dunque, è caratterizzato da numeri importanti che, secondo i produttori nazionali, sono destinati ad aumentare ancora: il 79% delle cantine biologiche italiane è convinto che l’export continuerà a crescere nei prossimi tre anni; il 21% si attende un mercato stabile, nessuno si attende una contrazione delle vendite. Le aree geografiche ritenute più promettenti sono gli Usa, l’Europa, il Giappone e il Canada.

Fonti:

http://www.adnkronos.com/sostenibilita/tendenze/2016/04/11/boom-del-vino-bio-due-anni-raddoppiati-consumatori-italia_hdTAW1oJoNeekPm3EGTapI.html?refresh_ce

http://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/vino/2016/04/11/vinitaly-in-2-anni-raddoppio-consumatori-vino-bio-106-mln_53c4bb9f-9e50-4d5c-9f98-fc57771938a9.html

Campania, Vinalia 2015 punta sulla vitivinicoltura sostenibile

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Si discuterà di vitivinicoltura sostenibile alla luce dell’enciclica “Laudato Si’ ” di Papa Francesco a Guardia Sanframondi, in provincia di Benevento, dove torna anche quest’anno la rassegna enogastronomica Vinalia, giunta alla sua ventiduesima edizione, promossa dal locale Circolo viticoltori ed organizzata dal Comitato Vinalia.

Tante degustazioni in programma, ma soprattutto incontri e dibattiti pubblici andranno in scena nella cittadella medievale dal 4 al 10 agosto sul tema della vitivinicoltura sostenibile. La cura dei vigneti e la produzione di vino, importantissima sul piano economico per l’intera provincia di Benevento, ma soprattutto per il Sistema territoriale rurale che dalla Valle Telesina sale lungo le pendici del monte Taburno, sarà riletta alla luce della recente enciclica di Papa Francesco “Laudato Si’ ” dedicata alla “cura della casa comune” ovvero alla tutela dell’ambiente come condizione irrinunciabile per risolvere la crisi ambientale e sociale.

Due gli appuntamenti fondamentali di Vinalia 2015. Mercoledì 6 agosto nel giardino del Castello Medioevale, alle 18, vi sarà il convengo La sostenibilità nel Programma di sviluppo rurale della Campania 2014–2020”. Mentre venerdì 8 agosto, sempre nel giardino del Castello Medioevale, ore 18 si terrà il convegno: Come il sistema Sannio si prepara ad affrontare in tempo di crisi, la produzione di uva, nel rispetto dell’ambiente, del viticoltore, del consumatore e della valorizzazione del patrimonio storico, culturale e paesaggistico? Come convivere in maniera sostenibile con una monocolturacosì decisa e decisiva?”.

La tendenza alla monocoltura è molto sentita in zona. Nel Sistema territoriale rurale Valle Telesina – Monte Taburno, tra le colture legnose la voce più significativa è senz’altro quella della vite: 6.544 aziende che gestiscono una superficie di 8.813 ettari (il 53% della Sau complessiva destinata allecoltivazioni permanenti).

La superficie viticola presente nei comuni beneventani della Valle Telesina – Taburno rappresenta ben l’82% di quella provinciale. Il 37% delle aziende a vite del Sistema Valle Telesina Taburno (2.406 unità) destinano i terreni aziendali alla produzione di vini a marchio Doc e Docg, e la loro Sau è pari a3.986,9 ettari e costituisce per l’intera Campania una realtà importantissima sia dal punto di vista produttivo che socioeconomico e paesaggistico.