Suolo e Salute

Tag Archives: vigneti biologici

FRANCIA, CRESCE IL MERCATO DEL VINO BIO (MA RALLENTANO LE CONVERSIONI)

FRANCIA, CRESCE IL MERCATO DEL VINO BIO (MA RALLENTANO LE CONVERSIONI)

Un paradosso tra problematiche agronomiche legate al cambiamento climatico e domanda in aumento

La Francia è tra i leader mondiali nella produzione di vino, con circa 750.000 ettari di vigneti distribuiti in 90 dipartimenti. Il settore vitivinicolo genera circa 92 miliardi di euro all’anno, pari all’1,4% del PIL nazionale, rappresentando il settore agricolo di maggior valore per il Paese e posizionando la Francia come primo esportatore mondiale (in valore, mentre in volume la spunta l’Italia) per un valore di 11,3 miliardi di euro. Vini e alcolici costituiscono il terzo settore per surplus commerciale dopo l’aerospazio e i cosmetici.

Negli ultimi anni anche la viticoltura biologica ha registrato una crescita significativa: tra il 2010 e il 2020 il tasso di conversione è aumentato rapidamente: oggi il 21% dei vigneti francesi (circa 160.000 ettari) è certificato biologico, con circa 12.000 aziende su un totale di 59.000.

Le principali aree con vigneti biologici si trovano soprattutto nel sud del Paese, come l’Occitania (qui circa il 30% dei vigneti è biologico) e nella Gironda (la regione di Bordeaux, dove a essere certificato è circa un quarto delle superfici), ma anche la Valle della Loira, il Beaujolais e Alsazia vedono una presenza significativa di produttori.

La domanda continua a crescere: nel 2024 il consumo di vino biologico è aumentato del 7%. Tra i consumatori è diffusa l’associazione tra vino biologico e qualità superiore e tra i giovani (che però non sono i maggiori consumatori di vino) l’interesse è forte. A livello internazionale che la domanda è più variabile: negli Stati Uniti l’interesse per il biologico è molto forte, ma ci sono la concorrenza californiana, italiana e sudamericana, in alcuni mercati asiatici la fa da padrone la notorietà dell’etichetta.

Nel mercato delle aste, i vini biologici e biodinamici sono comunque sempre più richiesti e rappresentano circa il 30% dei volumi venduti e oltre il 36% del valore totale (dal che si deduce che raggiungono mediamente prezzi più elevati).

Paradossalmente, però, negli ultimi cinque anni la crescita delle conversioni al biologico ha rallentato, soprattutto per fattori climatici ed economici.

Tra il 2021 e il 2024 gelate primaverili, hanno colpito diverse regioni del Paese, aumentando i rischi per i produttori e scoraggiando soprattutto i nuovi arrivati, impreparati a rispondere tecnicamente alle nuove problematiche.

Ci sono anche aziende che adottano i criteri tecnici del metodo biologico, ma senza richiedere la certificazione o senza esporre il logo europeo in etichetta (uno per tutti il Domaine de la Romanée-Conti, non l’ultimo arrivato nell’enologia), per tenersi le mani libere in caso di ricorso a trattamenti non ammessi in biologico che dovessero ritenere necessari in caso di ulteriore aggravamento delle tendenze climatiche, ma rinunciando così al posizionamento e alla valorizzazione.

Approfondisci qui: https://www.bfmtv.com/economie/replay-emissions/bfm-patrimoine/video-la-boite-a-outils-vins-bio-le-retour-de-la-croissance-19-02_VN-202602190453.html

È BIOLOGICO IL 38% DEI VIGNETI DELLA TOSCANA

È BIOLOGICO IL 38% DEI VIGNETI DELLA TOSCANA

La Regione di Chianti, Vino Nobile e Montalcino è la locomotiva della viticoltura bio, rappresentando il 17% della superficie vitata a biologico in Italia

Su quasi 61mila ettari del vigneto toscano, 23mila sono certificati bio, ovvero il 38% del totale regionale, pari al 17% della superficie vitata a biologico in Italia.

Le anteprime delle nuove annate

Un record emerso da PrimAnteprima, l’evento che, a Firenze, apre la Settimana delle Anteprime in Toscana, con la presentazione delle nuove annate pronte ad andare in commercio.

Un dato che rende la viticoltura toscana la locomotiva italiana per il raggiungimento dell’obiettivo posto dal New green deal dell’Unione europea di toccare il 15% di sau bio entro il 2030.

Filari sostenibili in crescita

Per ora la percentuale italiana è arrivata al 19% (circa il doppio della media Ue).

La più recente fotografia della produzione vitivinicola toscana registra anche una superficie vitata in crescita da quattro anni, destinata per il 95,7% a vini a Doc e Docg, rispetto a una media nazionale che non supera il 65%. Oltre 12mila le aziende attive nella regione, per una media di cinque ettari ciascuna e una modesta propensione al modello cooperativo (18%, contro il 50% a livello nazionale).