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Uso sostenibile dei prodotti fitosanitari: il ruolo del bio e dei Psr

Il 26 e il 27 ottobre, presso VILLA VITTORIA – Palazzo dei Congressi a Firenze in Piazza Adua, si terrà un’iniziativa volta ad affrontare il ruolo dei PSR e dell’agricoltura biologica nel quadro della strategia PAN “uso sostenibile dei prodotti fitosanitari”.

La due giorni è promossa dal Centro di Politiche e Bioeconomia del CREA nell’ambito del Programma Rete Rurale Nazionale 2014-2020 (Progetto 5.1) – Autorità di Gestione Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (Mipaaf), e in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (Mattm) e la Regione Toscana.

L’iniziativa prevede sessioni tecniche di lavoro e interventi da parte di esperti del settore. Ma vediamo nel dettaglio come si svolgeranno le attività.

Uso sostenibile dei prodotti fitosanitari: priorità per lo sviluppo rurale in UE

Secondo la Direttiva 2009/128/CE, gli Stati Membri devono garantire l’implementazione di politiche e azioni volte alla riduzione dei rischi e degli impatti che l’utilizzo dei prodotti fitosanitari può avere sulla salute dell’uomo, sull’ambiente e sulla biodiversità. Politiche che devono assicurare un minor utilizzo di prodotti di sintesi, un maggiore ricorso alla difesa integrata e all’Agricoltura Biologica. Gli obiettivi di queste politiche sono indicati chiaramente in un apposito Piano d’Azione Nazionale, il PAN per l’appunto.

L’applicazione di questi interventi deve essere realizzata con strumenti, direttive e dispositivi della Politica Agricola Comune (PAC). Questo perché l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari non può non essere una priorità strategica della politica di sviluppo rurale UE. Tra gli strumenti messi a disposizione, ci sono i PSR (Programmi di sviluppo rurale) volti a sostenere e promuovere i metodi di produzione biologica.

Affinché però gli strumenti previsti all’interno dei PSR e gli obiettivi presenti nel PAN diventino efficaci e realizzabili, è necessario incentivare il confronto tra i diversi interlocutori del settore. L’evento fiorentino ha proprio questo obiettivo: creare un’occasione di confronto e condivisione tra i diversi stakeholder.

Durante la due giorni sarà infatti possibile ricevere aggiornamenti sulle iniziative avviate dalle Istituzioni centrali e regionali, coinvolte nell’attuazione del PAN; condividere best practice e proposte; raccogliere indicazioni utili per avviare un percorso di revisione dello stesso PAN.

Gli appuntamenti

L’evento si divide in due fasi distinte. Durante la giornata del 26 ottobre, sarà possibile prendere parte a sessioni plenarie, alternate a sessioni tecniche e dibattiti. Il 27 ottobre, invece, sarà un momento di confronto, che consentirà di riportare i risultati dei lavori svolti durante il primo giorno. Sarà inoltre possibile prendere parte a interventi introduttivi di esperti e dibattiti sulle tematiche trattate. I temi delle sessioni saranno:

  • L’agricoltura Biologica nei PSR oltre la Misura 11
  • Verso la revisione del PAN: prospettive per Agricoltura Biologica e nuovi percorsi di policy
  • Approcci sistemici all’Agricoltura Biologica: strategie territoriali, filiere, forme organizzate di domanda e offerta
  • Innovazione tecnica: offerta e domanda di innovazione per l’Agricoltura Biologica e dall’Agricoltura Biologica

L’evento si aprirà con la registrazione dei partecipanti e i saluti istituzionali.

Le sessioni

Alle 10:30 e fino alle 13:00 si terrà la prima sessione plenaria tecnica che affronterà la tematica del supporto dato dai PSR all’agricoltura biologica. Il dibattito sarà volto a sostenere la necessità di valorizzare anche altre Misure diverse dalla 11, per favorire la strutturazione e la conversione al bio.

Dopo una breve pausa pranzo, si riprenderà alle 14:00 con le sessioni parallele. La prima sarà focalizzata su un primo confronto informale per il processo di revisione del PAN. Seguiranno dibattiti con interlocutori privilegiati e un panel selezionato di portatori di interesse.

La seconda sessione tratterà degli approcci sistemici all’agricoltura biologica. Si parlerà dei biodistretti, del possibile ruolo dei leader nella facilitazione di strategie ambientali d’area, dei PSR, della strategia PAN e di altre tematiche collegate. In apertura, brevi interventi da parte di esperti e presentazione di casi studio.

La terza sessione tratterà di innovazione tecnica. L’obiettivo sarà quello di fare il punto sulla ricerca e sulla sua interazione con il fabbisogno di innovazione dei produttori.

Venerdì 27, dopo il confronto e la discussione dei risultati ottenuti dalle sessioni tecniche del primo giorno, è prevista la conclusione dei lavori, fissata verso le ore 12:30.

Per info e registrazione:

www.reterurale.it/pan/firenze2017

 

FONTI:

http://www.feder.bio/agenda.php?nid=1229

http://www.feder.bio/files/2040.pdf

http://www.feder.bio/files/2041.pdf

http://www.reterurale.it/pan/firenze2017

Prodotti fitosanitari su frutta e verdura: le tecnologie dalla parte dei consumatori

Rilevare la presenza dei prodotti fitosanitari sul cibo, grazie ad apparecchiature e dispositivi portatili. È questo l’obiettivo di diverse aziende e Istituti di ricerca che, in tutto il mondo, lavorano per mettere a punto tecnologie capaci di riconoscere i residui degli agrofarmaci su frutta e verdura.

I device attualmente progettati sono sorprendenti.

Scan eat: lo scanner da tenere in tasca

Semplice e intuitivo, Scan eat è lo scanner tascabile progettato da un ricercatore francese, Simon Bernard. Il dispositivo ha le dimensioni di una chiavetta usb e, per utilizzarlo, basta dirigerlo verso frutta e verdura. A quel punto, un fascio luminoso colpisce la superficie degli alimenti, evidenziando la presenza di sostanze sospette.

Si tratta più precisamente di uno spettrometro a infrarossi, un dispositivo che scansiona la superficie del cibo alla ricerca di residui di prodotti fitosanitari. I dati vengono poi inviati a un’app per smartphone che elabora le informazioni.

Scan eat utilizza la tecnologia sviluppata da un’azienda israeliana capace di analizzare le qualità fisiche degli oggetti, la Consumer physics.  Il progetto ha ricevuto un finanziamento di 150mila euro dal ministero dell’Ambiente francese.

Le soluzioni dalla Spagna e dalla Cina per rilevare i prodotti fitosanitari

I ricercatori spagnoli dell’Università di Jaen, invece, stanno lavorando a un dispositivo capace di rilevare la presenza di clothianidin, un insetticida appartenente alla famiglia dei neonicotinoidi e considerato una minaccia per la sopravvivenza delle api. Per il momento, i ricercatori hanno compiuto test su acqua potabile, riso e miele, ottenendo esiti positivi.

In Cina, invece, si sta lavorando per mettere a punto un dispositivo capace di rilevare la presenza di Tiram, un fungicida ampiamente adoperato, anche in Italia, su viti, fragole e ciliegi.

Perché questi dispositivi potrebbero fare la differenza

Quelle proposte, se validate e immesse sul mercato, potrebbero rappresentare delle soluzioni decisamente più economiche della cromatografia, il tipo di analisi, molto accurato ma anche molto costoso, solitamente adoperato dagli organi di controllo. Le innovazioni tecnologiche in atto potrebbero consentire anche ai consumatori di rilevare la presenza di prodotti fitosanitari. In maniera semplice e intuitiva.

In un contesto in cui sempre più persone decidono di affidarsi a prodotti biologici per ragioni salutistiche e ambientali, questi dispositivi hi-tech potrebbero offrire un grosso contributo al settore. Soprattutto al di fuori dall’Europa, dove le normative sono meno restrittive e dove le tecnologie e le pressioni esercitate dai consumatori potrebbero dare una grossa spinta in avanti agli standard di sicurezza attualmente in vigore.

Fonti:

http://agronotizie.imagelinenetwork.com/difesa-e-diserbo/2016/12/21/agrofarmaci-residui-misurati-a-colpo-d-occhio/52222

https://www.researchgate.net/publication/300087446_Determination_of_clothianidin_in_food_products_by_using_an_automated_system_with_photochemically_induced_fluorescence_detection

http://maplanete.blogs.sudouest.fr/archive/2016/12/30/les-bonnes-nouvelles-de-2016-scan-eat-un-etudiant-invente-un-1054916.html

 

Pesticidi: messo a punto un nuovo strumento per valutare gli effetti dell’esposizione cumulativa

pesticidi SesPesticidi e rischi per la salute. Messo a punto un nuovo strumento informativo in grado di effettuare valutazioni dell’esposizione a più pesticidi contemporaneamente. Lo strumento sarà adoperato dall’EFSA e dai suoi partner europei per valutare l’impatto dei pesticidi sul funzionamento della tiroide e del sistema nervoso.

Il software adoperato, e noto con il nome di strumento Monte Carlo di valutazione del rischio (MCRA), è stato inizialmente sviluppato grazie a un progetto finanziato dalla Commissione europea e supervisionato dall’Istituto nazionale della salute pubblica e dell’ambiente dei Paesi Bassi (RIVM). Al progetto hanno partecipato ricercatori, scienziati e autorità di regolamentazione di 14 Paesi.

Nel 2015, l’EFSA ha finanziato una seconda fase di sviluppo dello strumento MCRA in modo da consentire la valutazione degli effetti cumulativi dati dall’esposizione di più pesticidi contenenti fino a 100 sostanze attive.

Anche per quest’anno, l’EFSA continuerà a promuovere migliorie tecniche allo strumento, in modo da rendere il software accessibile a utenti esterni e migliorare l’organizzazione e la formattazione dei dati.

Attualmente, si stanno effettuando delle valutazioni di prova in uno studio pilota condotto su un gruppo di prodotti fitosanitari che possono compromettere la funzionalità della tiroide e del sistema nervoso.

I risultati di tali rilevazioni saranno pubblicati entro la fine di quest’anno e verranno presi in considerazione dall’EFSA nella redazione di due relazioni scientifiche sulle v del rischio cumulativo sull’organismo, che l’Agenzia pubblicherà nel 2017.

I dati raccolti in questa prima fase contribuiranno a ottimizzare lo strumento MCRA, in modo che possa essere utilizzato per le decisioni normative relative ai livelli massimi di residui (LMR) di pesticidi negli alimenti.

Questo aspetto del progetto è coordinato in stretta collaborazione con la Commissione europea, che ha istituito un gruppo di lavoro al fine di garantire che il progetto soddisfi le esigenze dei gestori del rischio.

Luc Mohimont, dell’unità Pesticidi dell’EFSA, ha dichiarato: “Si tratta di un traguardo interessante e significativo. I progressi fatti nell’elaborazione di una metodologia volta a effettuare valutazioni dell’esposizione affidabili per più pesticidi ci avvicinano al nostro obiettivo finale: realizzare valutazioni del rischio complete degli effetti combinati che hanno sull’uomo gruppi di pesticidi e non solo singole sostanze chimiche“.

Le sostanze attualmente analizzate in questa prima fase di valutazione sono state individuate da esperti dell’EFSA, attraverso una metodologia concepita appositamente per la classificazione dei pesticidi in “gruppi di valutazione cumulativi”(CAG). Nei prossimi anni saranno definiti CAG per altri organi, tessuti e sistemi, valutando gli effetti dell’esposizione a fitofarmaci ad esempio sulle funzioni epatiche, renali e sul sistema riproduttivo.

Fonte:

http://www.efsa.europa.eu/it/press/news/160127