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Ingegneria genetica, IFOAM: “Nuove tecniche da etichettare come OGM”

Ingegneria genetica

Ifoam Ue è chiara. Le coltivazioni derivanti dalle nuove tecniche di ingegneria genetica, insieme ai loro prodotti, devono essere esplicitamente bollate come OGM e dovrebbero per questo rientrare all’interno della legislazione europea sugli organismi geneticamente modificati.

L’appello arriva in occasione di un appuntamento sul tema svoltosi a Bruxelles, organizzato dalla Commissione Europea. La stessa Commissione che, secondo Ifoam, “ha ritardato la pubblicazione della propria interpretazione legale” su tali nuove tecniche di ingegneria genetica.

Per ribadire il messaggio, un rappresentante della federazione ha partecipato al dibattito nella capitale belga.

Ingegneria genetica: l’incontro a Bruxelles

Il 28 settembre, a Bruxelles, la Commissione Europea ha organizzato una conferenza dal titolo “Modern Biotechnologies in Agricutlure – Paving the way for responsible innovation”. Durante il dibattito, gli stakholder del settore sono stati chiamati a discutere delle nuove biotecnologie nel campo agricolo, in modo da aprire la strada a una “innovazione responsabile”.

In particolare, al centro del convegno, il cosiddetto genome editing, l’editazione dei singoli geni. Una tecnica nota anche come Crispr Cas9. Cosa vuol dire?

Crispr è acronimo di clustered regularly interspaced short palindromic repeats, ovvero brevi ripetizioni palindrome, raggruppate e separate a intervalli regolari. Cas9 si riferisce invece alla proteina associata a Crispr. In sostanza la tecnica consente di esplorare qualsiasi tipo di Dna, ricercando determinate sequenze e tagliandole all’occorrenza. Crispr Cas9 è stato utilizzato ad oggi per diversi scopi, come la rimozione dal Dna del virus dell’Hiv, il rallentamento della crescita delle cellule tumorali e l’estinzione delle malattie della zanzara.

Ingegneria genetica: la posizione di Ifoam

A questa e altre tecniche di ingegneria genetica, Ifoam pone un veto, almeno per quanto riguarda l’impiego in agricoltura.

Jan Plagge, vice presidente di IFOAM Ue, è intervenuto nel dibattito per ribadire il pensiero della federazione.

«La posizione del movimento bio è chiara – ha dichiarato Plagge in una nota – tutte le nuove tecniche di ingegneria genetica dovrebbero, senza dubbio, essere considerate come tecniche di modificazione genetica che portano alla creazione di OGM. Rientrano quindi nell’ambito della legislazione esistente sugli OGM. Non ci sono ragioni tecniche o legali per escludere tali tecniche da valutazione del rischio, autorizzazione previa e tracciabilità ed etichettatura obbligatorie».

In particolare, Plagge si sofferma poi sul fatto che tali biotecnologie potrebbero “mettere a repentaglio la possibilità per il settore bio di restare OGM-Free e minaccerebbero la libertà degli agricoltori e dei consumatori di non utilizzare tali nuove forme di OGM”.

L’appello è rivolto quindi alla Commissione Europea che dovrebbe “garantire che nessun prodotto ottenuto attraverso nuove tecniche di ingegneria genetica venga commercializzato prima che siano disponibili adeguati metodi di rilevazione”.

Alle parole di Plagge fa eco Eric Gall, Policy Manager di Ifoam EU:

«Il movimento bio si attiene al principio di precauzione, una pietra angolare delle politiche ambientali dell’UE e un driver per l’innovazione».

FONTI:

http://www.ifoam-eu.org/en/news/2017/09/29/press-release-organic-movement-calls-regulation-new-genetic-engineering-techniques

http://ec.europa.eu/dgs/health_food-safety/events/20170928_modern_biotech.htm

https://left.it/2017/09/29/litalia-alla-prova-dellediting-del-genoma-umano-e-vegetale/

https://www.focus.it/scienza/scienze/editing-del-genoma-7-domande-sulla-tecnica-crispr

Appello a Juncker dalle associazioni ambientaliste: “Stop al Mais OGM, rispetti la democrazia”

Mais OGM: associazioni ambientaliste e ong del mondo bio si sono riunite per inviare una lettera indirizzata al Presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker.

Nella missiva, le organizzazioni invitano l’esponente politico lussemburghese a ritirare alcune proposte di autorizzazione di mais OGM. Sia gli Stati Membri che l’Europarlamento si sono infatti espressi a sfavore dell’autorizzazione. Se la Commissione dovesse comunque procedere con il consenso, saremmo di fronte a una grave violazione dei principi democratici, sostengono.

Due voti europei per dire stop agli OGM

I firmatari hanno ricordato a Juncker il voto del 27 marzo scorso. In quell’occasione, gli Stati Membri dell’Ue avevano espresso parere negativo all’autorizzazione di due nuove varietà di mais geneticamente modificato, la Bt11 e la 1507, così come sul rinnovo di una concessione precedentemente garantita per la MON810.

Successivamente, su Bt11, 1507 e altre 3 tipologie di prodotti OGM (59122, MIR604 e GA21) si erano espressi sfavorevolmente anche gli eurodeputati, con una risoluzione, approvata a maggioranza.

Per assicurareil rispetto delle due votazioni, espressione delle istituzioni elette democraticamente dai rispettivi Paesi membri, le associazioni ambientaliste europee hanno quindi redatto una lettera aperta destinata a Juncker.

L’appello a Juncker: “Ritiri le proposte sugli OGM”

Sono 6 le sigle che hanno deciso di firmare l’appello al presidente della Commissione UE: Ifoam, Friends of the Earth Europe, Greenpeace, SafeFoodAdvocacy Europe, Slow Food e Testbiotech. La richiesta principale? Il ritiro delle proposte di approvazione da parte della Commissione per le varietà di mais OGM Bt11, 1507 e MON810.

«I risultati del voto del 27 marzo mostrano che buona parte degli stati membri dell’Unione si oppongono all’autorizzazione della coltivazione» dei 3 prodotti, scrivono le sigle ambientaliste nella missiva. «Anche se non è stata raggiunta una maggioranza qualificata [16 su 28 voti contrari nella votazione su Bt11 e 1507; 14 su 28, con 6 astensioni, sono stati sfavorevoli al rinnovo del MON810, ndr], gli Stati non hanno conferito alla Commissione un mandato chiaro per autorizzare questi Organismi Geneticamente Modificati. Se la Commissione dovesse autorizzarli, imporrebbe una decisione che va contro la maggioranza degli Stati Membri dell’Ue. Una scelta che contrasterebbe con i suoi sforzi di rendere l’Europa più democratica. Dimostrando quindi disprezzo per i principi democratici».

IFOAM, in particolare, con un comunicato sottolinea la «mancanza di un background politico, legale e scientifico dietro le proposte» di autorizzazione. Invitando ulteriormente Juncker a desistere, la federazione ricorda che «la coltivazione di OGM eleva il rischio di contaminazione dei raccolti biologici, incrementando i costi per agricoltori e addetti alla trasformazione che vogliono commercializzare prodotti OGM-free».

FONTI:

http://www.ifoam-eu.org/

http://www.ifoam-eu.org/

http://www.suoloesalute.it/

Europarlamento dice stop agli OGM: “No al Mais geneticamente modificato”

L’Europarlamento si è espresso sulla possibilità di importare sul territorio dell’Unione cibo e sementi che contengono o derivano da mai geneticamente modificato: 426 voti a favore, 230 contrari e 38 astensioni.

La risoluzione approvata dai deputati era di netta contrarietà a tale possibilità.

Malgrado il parere Efsa, che esprimeva invece favore verso l’importazione, i deputati europei hanno bloccato 5 varietà di mais OGM. La parola definitiva spetta in ogni caso alla Commissione guidata da Jean-Claude Juncker, dal momento che il provvedimento votato non ha valore vincolante.

La decisione dell’Europarlamento: le motivazioni

Sono 5 le varietà di mais OGM su cui l’Europarlamento ha dichiarato la propria contrarietà all’importazione: Bt11, 59122, MIR604, 1507 e GA21. Si tratta di varietà resistenti agli erbicidi a base di glufosinato ammonio, allo glifosato, nonché ad alcune specie di parassiti, come lepidotteri e coleotteri potenzialmente nocivi.

La motivazione principale allo stop, è da individuare nella presunta mancanza di sufficienti informazioni e dati sulle varietà considerate.

«Durante il periodo di consultazione di tre mesi», si legge nella risoluzione approvata, «gli Stati membri hanno presentato centinaia di osservazioni»: si tratta perlopiù di segnalazioni riferite «alla mancanza d’informazioni e di dati, studi mal eseguiti o mancanti». Si sottolinea inoltre come siano carenti alcuni dati riguardo «la digeribilità, alla mancata considerazione degli effetti combinati delle diverse proteine della tossina Bt nel valutare il potenziale di allergenicità e tossicità».

E ancora: la richiesta di autorizzazione da parte di Syngenta non prevedrebbe relazioni sulle attività di monitoraggio, sugli effetti negativi sull’ambiente, sulla valutazione «delle differenze statisticamente significative, ad esempio nella composizione nutrizionale». Mancherebbero infine «prove immunologiche in riferimento a un potenziale allergenico potenzialmente più elevato».

In definitiva, l’Europarlamento ritiene che l’approvazione di «varietà per le quali non siano stati forniti dati sulla sicurezza, che non siano neppure state sottoposte a test, o non siano ancora state create, contravvenga ai principi generali della legislazione alimentare».

Per queste ragioni, come già accaduto in passato, i parlamentari europei richiedono una riforma della procedura di autorizzazione per gli OGM. Come abbiamo accennato, infatti, la risoluzione approvata non è in alcun modo vincolante per la Commissione. Qualora quest’ultima approvi l’autorizzazione al mais OGM, malgrado il parere contrario dei deputati, gli Stati membri potranno però a loro volta vietarne la coltivazione sul proprio territorio.

Il parere EFSA e la “relazione di minoranza”

Il parere contrario dell’Europarlamento è arrivato malgrado l’Efsa, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, abbia espresso nell’agosto 2016 una valutazione favorevole sulle domande di autorizzazione.

Come sottolineano gli eurodeputati, infatti, è lo stesso provvedimento dell’Efsa a riconoscere la carenza di informazioni, quando «riconosce che non sono stati presentati dati specifici sulle 20 sottocombinazioni(del granturco OGM, ndr), molte di queste non sono state ancora create e l’esame della letteratura specialistica non ha permesso di recuperare informazioni scientifiche su tali combinazioni».

Esiste inoltre un parere di minoranza, contrario a quello favorevole dell’Efsa, a firma di Jean-Michael Wal, membro del gruppo di esperti OGM della stessa Agenzia europea. Wal sottolinea che Syngenta «non ha addotto giustificazioni soddisfacenti per spiegare» la mancanza delle informazioni, né ha indicato per quale ragione ritenga che tali dati «non siano necessari ai fini della valutazione del rischio».

Nella risoluzione, gli europarlamentari concludono dunque che tale carenza possa «generare un rischio incontrollato per la salute di alcuni segmenti di popolazione».

La posizione dell’Italia

Sul mais OGM, negli ultimi mesi l’Italia ha avuto una posizione ondivaga. Il 27 gennaio, infatti, quando gli Stati membri dell’UE si sono riuniti per approvare l’ingresso nel continente di 3 tipologie di mais geneticamente modificato resistente ai parassiti, il nostro Paese ha votato per la prima volta a favore dell’autorizzazione. Poche settimane dopo, però, il governo italiano – rappresentato dai ministri della Salute, delle Politiche Agricole e dell’Ambiente –recuperava la sua posizione originaria, di netto rifiuto agli organismi geneticamente modificati.

FONTI:

http://www.informatoreagrario.it/ita/News/scheda.asp?ID=3282

http://www.ilfattoalimentare.it/ogm-parlamento-ue-autorizzazioni-mais.html

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+TA+P8-TA-2017-0123+0+DOC+XML+V0//IT&language=IT

http://www.agi.it

http://www.suoloesalute.it/mais-ogm-italia-vota-favore-le-reazioni-carnemolla-greenpeace/

http://www.suoloesalute.it/mais-ogm-nuova-impasse-sulle-concessioni-litalia-vota/

Mais Ogm: Italia vota a favore. Le reazioni di Carnemolla e Greenpeace

Lo scorso 27 gennaio, i rappresentanti degli Stati membri si sono riuniti per approvare o respingere l’introduzione in Europa di tre tipologie di mais Ogm resistenti a parassiti. Si è trattato del primo voto con le nuove regole concernenti la possibilità dei singoli Paesi di rifiutare la coltivazione dei prodotti sui rispettivi territori nazionali. Anche in presenza di un’autorizzazione da parte dell’Ue.

Mais Ogm: spaccatura tra gli Stati membri

Gli stati membri non sono riusciti a raggiungere la maggioranza qualificata necessaria.

Durante la sessione, alcuni dei Paesi che hanno vietato il mais Ogm sul proprio territorio hanno votato a favore. Tra questi, l’Italia e l’Olanda.

Il voto ha dimostrato una spaccatura dei rispettivi governi sul tema.

La delusione del comparto bio italiano

Il voto dell’Italia a favore delle tre tipologie di mais Ogm non è stato accolto con favore dal comparto bio nazionale.

Paolo Carnemolla, presidente Federbio (Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica), evidenzia in una nota la gravità della posizione italiana, attribuendo parte della responsabilità al ministro della Salute , Beatrice Lorenzin “da sempre schierata a favore di Ogm e glifosato”.

Secondo il presidente della Federazione, questo radicale cambiamento di posizione da parte dell’Italia potrebbe essere, almeno in parte, considerato un ennesimo “danno collaterale” della catastrofe del terremoto e delle nevicate in Centro Italia: “Mentre i ministri dell’Agricoltura e dell’Ambiente Martina e Galletti sono impegnati con queste emergenze e il dramma di un tessuto economico e sociale devastato e da ricostruire, la ministra Lorenzin ha avuto modo con un blitz di spostare a favore degli Ogm un equilibrio fra componenti del governo già messo a dura prova all’epoca del voto sull’autorizzazione per il glifosato”.

Ogm e glifosato: il connubio che “confonde” l’Europa

Ma non è tutto. Per Carnemolla, l’acquisizione tedesca della Monsanto potrebbe aprire nuovi scenari preoccupanti in tema di Ogm.

Com’è noto, afferma nella sua nota, glifosato e mais Ogm della Monsanto sono da sempre collegati. Le piante sono selezionate in modo tale che si possa usare una grande quantità del principio chimico. Lo stesso che lo Iarc ha definito come probabilmente cancerogeno per gli esseri umani.

Ora che la multinazionale americana è stata acquisita dalla tedesca Bayer, ci ritroviamo in casa enormi interessi economici e soprattutto enormi conflitti di interesse. Il fatto è che anche sulla questione degli Ogm l’Europa non riesce a prendere una posizione univoca e chiara. Del resto, quando la politica balbetta è tempo favorevole di scorribande per i sempre più potenti e solitari padroni della chimica e della genetica, non solo in campo agricolo” conclude il presidente di Federbio.

La reazione di Greenpeace

Anche Greenpeace condanna il voto dell’Italia: “Il voto italiano a favore della coltivazione dei tre mais OGM, oltre a dare la zappa sui piedi all’agricoltura europea, è pura ipocrisia, dato che in Italia queste colture sono già vietate. Come spiega il ministro Martina questo autogol?”.

Questa la reazione di Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura sostenibile Greenpeace Italia, che evidenzia, inoltre, come i cittadini europei, italiani in testa, chiedano agricoltura sostenibile. Proprio per questo, la Commissione Ue non dovrebbe “voltare pagina sugli OGM una volta per tutte, e concentrare urgentemente i propri sforzi sull’agricoltura ecologica”.

La risposta del Ministero

Da parte sua, il dicastero sembra aver chiarito diversamente la sua posizione.

Il ministero delle Politiche agricole ha confermato oggi il suo approccio rispetto alla coltivazione di Ogm in campo, dando come indicazione di voto l’astensione, che equivale da sempre alla contrarietà nel comitato competente Ue dove votano i ministeri della salute europei”. Questa la dichiarazione riportata da Repubblica.

 

FONTI:

http://www.feder.bio/comunicati-stampa.php?nid=1118

http://www.huffingtonpost.it/paolo-carnemolla/italia-per-la-prima-volta-pro-ogm-grazie-lorenzin_b_14546590.html

http://www.repubblica.it/ambiente/2017/01/27/news/ogm_ue_si_spacca_e_non_decide_su_tre_mais_transgenici-157020391/

http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/comunicati/Commissione-Ue-non-ottiene-sostegno-per-nuove-colture-OGM-Brutto-scivolone-dellItalia-che-ha-votato-a-favore-degli-OGM/

Ogm: il parlamento UE dice no a 5 nuovi prodotti

Giovedì 6 ottobre, il Parlamento europeo ha votato per negare la possibile autorizzazione da parte della Commissione europea per la coltivazione nel continente di cinque prodotti OGM.

In tale occasione, il Parlamento ha approvato cinque risoluzioni non vincolanti, presentate dai deputati Bart Staes (Verdi/ALE, BE), Sirpa Pietikäinen (PPE, FI), Guilliaume Balas (S&D, FR), Lynn Boylan (GUE/NGL, IE) ed Eleonora Evi (EFDD, IT). I provvedimenti riguardavano la coltivazione nell’UE di altrettanti prodotti geneticamente modificati: il mais Bt11 e 1507, il MON810 (semi e prodotti) e un cotone resistente al glifosato.

Sulle varianti del mais, la motivazione addotta per la negazione dell’autorizzazione riguarda il  danno che le coltivazioni potrebbero arrecare ad alcune specie di farfalle e falene. I membri del parlamento, si legge in una nota, “mettono in discussione il concetto, introdotto dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), di una “mortalità locale accettabile” di alcune specie di lepidotteri”.

Stop anche ai semi di mais MON 810. Secondo i deputati, la valutazione dell’EFSA (Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare) sul prodotto sarebbe carente di alcuni dati. Tra le ragioni del “no” anche il possibile rischio di “contaminazione incrociata di una pianta invasiva che trasporta la tossina Bacillus thuringiensis (Bt), utilizzata come pesticida, [che] potrebbe porre “grandi rischi per gli agricoltori e per l’ambiente”.

semi ogm banditi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I deputati hanno inoltre rinnovato il proprio appello per intervenire sulla procedura di autorizzazione degli OGM nell’Unione Europea, meccanismo che, a parer loro, andrebbe rivisto.

Nei casi del MON810 e del cotone ogm, i membri del parlamento hanno evidenziato come gli OGM siano autorizzati dalla Commissione europea senza il sostegno dei pareri dei comitati degli Stati membri. Una procedura che “avrebbe dovuto essere un’eccezione, ma è di fatto diventata la norma”.

L’istituzione si era già opposta, nell’ottobre dello scorso anno, a una normativa europea che avrebbe concesso agli Stati nazionali di limitare o vietare la vendita e l’uso di alimenti OGM a livello UE. Una procedura che avrebbe potuto portare alla reintroduzione di controlli transfrontalieri all’interno di Schengen, tra paesi pro e anti-OGM.

Questa è la quinta volta in un anno che il Parlamento Europeo ha negato l’approvazione di OGM”, ha dichiarato Eduardo Cuoco, Direttore Europeo di IFOAM, organizzazione internazionale per la promozione dell’alimentazione e dell’agricoltura biologica. “Il voto dimostra che il Parlamento continua a esprimere il desiderio dei cittadini europei di un’agricoltura libera da OGM. È arrivato il momento che gli Stati Membri siano coerenti con i propri divieti nazionali, agiscano e votino contro gli OGM a novembre”.

Secondo IFOAM, gli organismi geneticamente modificati mettono a rischio lo sviluppo dell’agricoltura biologica, un settore che in Europa vale 42 miliardi di euro e che cresce del 7,4% ogni anno. “Gli OGM non sono compatibili con i principi dell’agricoltura biologica, dal momento che i rischi che pongono all’ambiente e alla salute non sono sufficientemente conosciuti”.

FONTI:

http://www.europarl.europa.eu/news/it/news-room/20161005IPR45827/i-deputati-si-oppongono-all%E2%80%99autorizzazione-di-cinque-ogm

http://www.lastampa.it/2016/10/06/esteri/il-parlamento-europeo-dice-no-a-quattro-prodotti-ogm-PoLT425dv8tmb3nVOX9gxM/pagina.html

http://www.ifoam-eu.org/en/news/2016/10/06/press-release-eu-parliament-objects-new-gmo-authorisations

Un “tribunale del popolo” giudicherà Monsanto per ecocidio. L’azienda: “ È una farsa, non parteciperemo”

A partire dal 14 ottobre e fino a domenica 16, si riunirà il “Monsanto Tribunal”, un’iniziativa della società civile internazionale, che giudicherà le azioni della multinazionale biotecnologica. Si tratta di un vero e proprio tribunale del popolo, che porterà avanti un “processo morale”, seguendo le procedure della Corte Internazionale di Giustizia delle Nazioni Unite. L’evento, puramente simbolico e non vincolante dal punto di vista legale, si terrà a l’Aia, in Olanda.

L’obiettivo è di valutare le accuse rivolte a Monsanto riguardo i danni alla salute umana e all’ambiente che l’azienda avrebbe perpetrato nel corso della sua storia”, ha spiegato una portavoce dei movimenti.

Le principali ‘accuse’ mosse a carico della multinazionale, nota soprattutto per la sua commercializzazione di sementi OGM e fitofarmaci destinati all’agricoltura, sono di aver violato i diritti umani, di aver compiuto crimini contro l’umanità e di aver commesso ‘ecocidio’, un danno ambientale su vasta scala.

Tra i partecipanti al Monsanto Tribunal, ci saranno l’ex relatore delle Nazioni Unite per il diritto al cibo, Olivier De Schutter, che fornirà prove sulla colpevolezza dell’azienda insieme a dottori argentini, apicoltori messicani, tossicologici e scienziati provenienti da circa 15 Paesi del mondo. In tutto, la giuria sarà composta da 5 membri, che forniranno una sorta di opinione legale sulle attività della multinazionale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’azienda, invitata all’appuntamento, ha rinunciato a prendervi parte.

Siamo favorevoli a dibattiti costruttivi e autentici su idee e prospettive diverse sull’alimentazione e la produzione agricola”, scrive Monsanto in una lettera aperta. “Ma questo non è vero dialogo. È una messa in scena, un falso processo dove i critici di Monsanto e delle tecnologie in agricoltura giocheranno i ruoli di organizzatori, giudici e giuria, e dove i risultati sono già predeterminati”.

L’azienda, in particolare, ha preso di mira IFOAM, International Foundation of Organic Agriculture Movements, associazione per la promozione dell’agricoltura biologica nel mondo, che ha collaborato all’organizzazione dell’evento. “Non parteciperemo”, scrivono i dirigenti Monsanto, “perché si tratta di una farsa, supportata da IFOAM e da loro associati come Navdanya e da altre persone che fondamentalmente si oppongono all’agricoltura moderna”.

Dal movimento rispondono che si tratta invece di “un test di legge internazionale. Avrà forza morale e le decisioni del tribunale saranno basate sulle prove”, spiega Damien Short, direttore del Human Rights Consortium della Londo University.

Sarà possibile seguire il Monsanto Tribunal in live streaming, attraverso il sito ufficiale dell’evento.

FONTI:

http://www.monsanto-tribunal.org/

https://www.theguardian.com/global-development/2016/oct/13/monsanto-staged-stunt-gm-seed-firm-faces-moral-trial