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UK, L’ALTA CORTE DI GIUSTIZIA BACCHETTA IL GOVERNO SUI NUOVI OGM

UK, L’ALTA CORTE DI GIUSTIZIA BACCHETTA IL GOVERNO SUI NUOVI OGM

Il Regno Unito legifera sulle nuove tecniche genomiche ispirandosi all’imminente normativa UE, ma i giudici contestano la decisione

 

Nell’immaginario giuridico c’è la frase “Ci sarà pure un giudice a Berlino”, ma questa volta il giudice è a Londra. E fa fischiare le orecchie anche a Bruxelles…

Su ricorso promosso dall’organizzazione ambientalista e di consumatori Beyond GM, l’Alta Corte di giustizia ha messo in discussione il regolamento del governo britannico che facilita la commercializzazione dei nuovi OGM.

In analogia alla proposta di compromesso maturata nella UE, le norme britanniche escludono gli organismi derivati dalle Nuove Tecniche Genomiche dall’obbligo di etichettatura previsto per gli OGM “classici”.

Secondo la sentenza, i consulenti governativi avrebbero fornito informazioni legali errate al ministro dell’Agricoltura, con ciò impedendo una corretta valutazione delle conseguenze della deregolamentazione e dell’assenza di trasparenza

In particolare, sarebbero stati sottovalutati i rischi derivanti dalla rimozione degli obblighi d’etichettatura e tracciabilità, con ciò introducendo nuovi oneri significativi per le catene di approvvigionamento sia biologiche che non biologiche: l’attività diventerebbe più difficile e costosa per agricoltori, imprese alimentari e consumatori che vogliono evitare gli OGM, ma anche per chi voglia esportare prodotti alimentari e agricoli nell’UE.

La Corte ritiene che il processo decisionale sia stato irrazionale e quindi giuridicamente viziato.

La sentenza non annulla automaticamente il regolamento, ma ne indebolisce fortemente le basi giuridiche, richiamando il principio di precauzione e la necessità di valutare attentamente rischi, trasparenza ed etichettatura prima di allentare le norme sui nuovi OGM.

 

Leggi di più: https://beyond-gm.org/victory-high-court-finds-government-failed-to-properly-assess-gene-editing-deregulation/

ARRIVANO I NUOVI OGM

ARRIVANO I NUOVI OGM

Il parlamento europeo dà via libera alle cosiddette Nuove Tecniche Genetiche, che minacciano la sovranità delle sementi europee. Il biologico unico settore in cui rimangono al bando

Il 17 giugno il Parlamento europeo ha approvato la legislazione sulle piante ottenute da New Genomic Techniques (NGT, anche se in Italia, tanto per far confusione, si prova a far passare il più tranquillizzante acronimo TEA, Tecniche di Evoluzione Assistita).

La nuova normativa esonera il materiale NGT da adempimenti chiave che rimangono per gli altri organismi geneticamente modificati (OGM), tra cui le procedure di valutazione del rischio, la tracciabilità e l’informazione ai consumatori tramite l’etichettatura dei prodotti che li contengono. Tutto ciò rappresenta un passo indietro per la biosicurezza, la trasparenza e la libertà di scelta del consumatore, che sarà tenuto all’oscuro del fatto che l’alimento deriva da ingredienti che possono aver subito fino a 20 modifiche genetiche (difficile sostenere che venti modifiche tutte d’un botto avrebbero potuto anche avvenire naturalmente).

Grazie alla mobilitazione di IFOAM Organics Europe (di cui Suolo e Salute è tra i principali sostenitori) il settore biologico è riuscito a mantenere la produzione biologica libera anche da questi nuovi OGM (la proposta iniziale prevedeva fossero utilizzabili anche in bio) e l’obbligo di etichettatura per le sementi NGT, fornendo almeno agli agricoltori le informazioni minime necessarie per evitare di seminare colture geneticamente modificate.

Il movimento biologico ribadisce l’impegno a produrre cibo senza NGT e sollecita misure aggiuntive per proteggere la sovranità europea delle sementi.

Nonostante gli accorati avvertimenti di agricoltori, allevatori e organizzazioni della società civile, la maggioranza dei deputati ha scelto di non informare i consumatori della presenza di materiale modificati geneticamente e di non rafforzare le garanzie contro gli effetti dannosi di diritti di proprietà intellettuale troppo ampi e forti come i brevetti. E’ giustificata la preoccupazione che brevetti sui tratti e sulle sequenze genetiche aumentino la concentrazione di mercato nel sistema alimentare e limitino l’accesso alle risorse genetiche, con ciò riducendo l’innovazione e aumentando la dipendenza dai big dell’industria sementiera.

Per IFOAM i presunti vantaggi dei NGT si basano sulla pura speculazione; la federazione invita i responsabili politici a prestare maggiore attenzione a chi controlla le tecnologie che hanno scelto di deregolamentare e all’impatto di queste tecnologie sulla sovranità alimentare europea.

IFOAM Organics Europe continuerà a sostenere la necessità di limitare la portata dei brevetti, questo per garantire che le centinaia di piccole e medie imprese che riproducono sementi, che costituiscono la spina dorsale del settore in Europa possano continuare il loro lavoro.

Leggi di più: https://www.ruminantia.it/tea-leuropa-approva-le-regole-per-le-nuove-tecniche-genomiche/

NUOVI OGM: LA COMMISSIONE UE AMMORBIDISCE LE REGOLE

NUOVI OGM: LA COMMISSIONE UE AMMORBIDISCE LE REGOLE

Concordato tra Consiglio UE (cioè i ministri nazionali) e parlamento UE il nuovo quadro giuridico per i nuovi OGM (che in Europa si chiamano NBT New Breeding Techniques, sta a dire nuove tecniche genomiche, ma da noi NGT o, più elegantemente, TEA, tecniche di evoluzione assistita)

Nella notte del 3 dicembre, dopo mesi di negoziati, tra Consiglio e Parlamento si è raggiunto un accordo politico provvisorio sulla proposta della Commissione europea sui “nuovi” OGM (NGT), fortemente sostenuti dalle organizzazioni agricole convenzionali e dalle multinazionali sementiere e altrettanto fortemente avversati dal movimento biologico.

L’accordo provvisorio è teso a ammorbidire le norme per la categoria di piante modificate geneticamente NGT1, considerate “equivalenti” alle colture convenzionali e rappresenta un grave rischio per la sovranità alimentare e l’autonomia sementiera europee, ma anche una vera e propria distrazione dalle effettive soluzioni agroecologiche necessarie per portare l’agricoltura verso la sostenibilità.

 

Il Consiglio ufficialmente sostiene che il nuovo regolamento che disciplinerà le NGT è teso a migliorare la competitività del settore agroalimentare e a garantire parità di condizioni per gli operatori europei, nel contempo rafforzando la sicurezza alimentare e riducendo la dipendenza dalle importazioni.

Come sottolinea IFOAM Organics Europe l’accordo provvisorio va invece a scapito delle garanzie essenziali per il sistema alimentare europeo, con conseguenze gravi per gli agricoltori, gli allevatori, i produttori, i consumatori e l’ambiente.

 

In sintesi:

 

Autorizzazioni

L’accordo prevede una procedura semplificata per l’autorizzazione di piante NGT1 (ottenute per mutagenesi mirata e cisgenesi) che saranno considerate equivalenti a quelle convenzionali), che dovrebbero essere esentate dalle attuali norme sugli OGM.

Per la categoria NGT2, con modifiche al genoma più rilevanti, invece, rimarrebbero in vigore le norme sugli OGM, compresa l’etichettatura dei prodotti.

 

Tracciabilità, etichettatura e coesistenza:

Saranno etichettati solo i semi, niente etichettatura per i prodotti derivati, né B2B né B2C.

In caso di presenza accidentale e tecnicamente inevitabile di materiale NGT, non si configura un caso di non conformità.

Gli stati membri dovrebbero poter vietare la coltivazione di piante NGT2 nel loro territorio, così come possono adottare ogni opportuna misura di coesistenza.

In base a una relazione sull’impatto economico e amministrativo sul biologico nell’arco di 5-7 anni la Commissione può presentare una specifica proposta legislativa.

 

Brevetti

Previsto un codice di condotta da redigere entro un anno e mezzo e da rivedere dopo cinque: la Commissione redige il codice con il sostegno delle parti interessate (titolari di brevetti, piattaforme di licenze volontarie, allevatori, agricoltori, organizzazioni della società civile…) per dettagliare gli impegni dei titolari di brevetti a fornire informazioni chiare e accessibili al pubblico sui brevetti, a concedere a condizioni eque e ragionevoli e ad astenersi dal pretendere diritti di brevetto nei confronti degli agricoltori in caso di presenza involontaria e minore di materiale genetico brevettato. Il codice dovrebbe inoltre promuovere una partecipazione economicamente vantaggiosa per le PMI, accordi di licenza standard e meccanismi equi per la risoluzione delle controversie

La Commissione monitorerà il funzionamento del codice di condotta e, se dalla valutazione emergono violazioni gravi o frequenti delle disposizioni dovrebbe adottare misure adeguate, compresa l’eventuale proposta di misure legislative.

 

Varie

I nuovi OGM resistenti agli erbicidi o dannosi a causa delle tossine prodotte, verranno sempre classificati come NGT2, quindi non completamente deregolamentati

 

Ci saranno ulteriori riunioni tecniche per colmare le lacune entro la metà di gennaio, poi ci sarà la revisione da parte di giuristi-linguisti, a seguire voto in seno alla commissione ENVI (ambiente) per l’adozione dell’accordo (al più presto alla fine di gennaio), poi voto in plenaria in cui possono essere presentati emendamenti (ma difficili da approvare).

 

Prime valutazioni

L’ accordo manca di protezioni efficaci sui brevetti per le colture NGT (nonostante ad ampia maggioranza nel 2024 il Parlamento europeo avesse approvato una forte posizione sull’argomento) e non garantisce la piena tracciabilità in tutta la filiera: senza queste garanzie, l’Europa rischia di compromettere la libertà di scelta, la trasparenza per i consumatori e il futuro dell’agricoltura e dell’allevamento innovativi.

Nonostante la normativa europea pulluli di richiami al diritto dei consumatori all’informazione sugli alimenti che consumano, la proposta è tesa a impedire loro di sapere come viene prodotto il loro cibo: i semi NGT1 saranno etichettati come tali, ma non sarà necessario informare i consumatori di questa caratteristica nelle etichette degli alimenti posti in vendita.

 

Per approfondimenti: https://europa.today.it/deep/ngt-ue-nuova-generazione-ogm-cosa-cambia.html

NUOVI OGM E BIO, L’EUROPARLAMENTO NON RISOLVE

NUOVI OGM E BIO, L’EUROPARLAMENTO NON RISOLVE

A Strasburgo la Commissione Ambiente approva un testo che esclude per il biologico le Ngt di entrambe le categorie, ma non prevede obblighi di etichettatura e tracciabilità per quelli di categoria 1. La votazione in plenaria è prevista a breve

Nuovi Ogm, l’EuroParlamento non si ferma. Le votazioni sulla normativa di registrazione più permissiva riguardo all’attuale direttiva Novel food proposta dalla Commissione vanno infatti avanti nonostante lo stallo del Consiglio Ue, che sotto la presidenza spagnola non è riuscito a trovare una posizione di compromesso riguardo alle Ngt (leggi quanto avevamo riportato qui).

L’esito delle votazioni

La Commissione Ambiente del Parlamento Europeo (Envi) ha invece approvato mercoledì 24 gennaio un testo emendato del nuovo regolamento sulle nuove tecniche genomiche (Ngt) con 47 voti a favore, 31 contrari e 4 astensioni.

Il testo approvato dagli eurodeputati conferma la distinzione in due categorie in base alla complessità delle modifiche genetiche, ribadisce l’esclusione di entrambe le categorie dell’agricoltura biologica e punta a introdurre un divieto totale sulla possibilità di brevettare gli Ngt «per evitare l’aumento dei costi e nuove dipendenze per agricoltori e allevatori».

Il rischio frodi

Un’esclusione importante quella per il bio. IFOAM Organics Eu ha infatti recentemente ribadito il suo no ad ogm vecchi e nuovi. Negli Stati Uniti le frodi sugli ogm sono infatti considerate la più grande minaccia per il biologico (leggi al riguardo qui). La bozza approvata dalla Commissione Envi rischia però di non mettere il biologico europeo al riparo da questi rischi perché non prevede alcun obbligo di tracciabilità e di etichettatura per gli Ngt di categoria 1.

La votazione da parte dell’assemblea plenaria dell’Europarlamento è prevista per il prossimo 6 febbraio, ma restano dubbi sulla possibilità di approvare una legge prima delle elezioni europee. I paesi membri devono infatti ancora trovare una posizione comune sotto la presidenza belga del Consiglio UE

BIO E NUOVI OGM, SI ACCENDE LO SCONTRO A STRASBURGO

BIO E NUOVI OGM, SI ACCENDE LO SCONTRO A STRASBURGO

La relatrice del provvedimento presso la Commissione Ambiente dell’EuroParlamento propone l’ammissione delle Ngt anche nel bio. Una proposta ampiamente contestata dai gruppi di sinistra

Biologico e nuovi ogm. Il dibattito presso l’EuroParlamento sul nuovo progetto di legge sulle Ngt (New genomic techniques) anticipa il clima che si potrebbe instaurare in Europa dopo la loro liberalizzazione. Jessica Polfjärd, capo negoziatrice del Parlamento sul dossier Ngt, membro della corrente di centro destra del Partito popolare europeo (Ppe) è stata infatti accusata di voler allentare eccessivamente le regole durante il recente dibattito presso la Commissione Ambiente del Parlamento europeo (Envi).

Genome editing e cisgenesi

La proposta di regolamento della Commissione riguarda l’editing genetico e la cisgenesi, tecniche che consentono di intervenire su punti precisi del genoma delle specie da modificare.

Una proposta criticata aspramente a Strasburgo da parte dei Verdi e degli altri gruppi di sinistra, mentre la relatrice Polfjärd non solo accoglie con favore gran parte della posizione della Commissione, ma propone anche di andare oltre, in particolare riguardo all’etichettatura degli Ngt e la loro coesistenza con l’agricoltura biologica.

In gioco i principi dell’agricoltura biologica

Nello specifico, Polfjärd propone che le piante basate su Ngt siano consentite non solo nell’agricoltura convenzionale, ma anche in quella biologica, cosa che la proposta della Commissione aveva escluso.

Il rapporto tra l’editing genetico e l’agricoltura biologica è pieno di controversie: l’uso degli Ogm è infatti espressamente vietato dal Regolamento 2018/848 e la nuova disciplina europea non supererà la sentenza della Corte di Giustizia Ue che ha equiparato gli Ngt agli Ogm.

Per questo Ifoam Eu, la rete dei movimenti biologici europei, chiede che la loro liberalizzazione sia accompagnata da un valido sistema di tracciabilità (leggi qui) che metta al riparo i prodotti biologici dalle contaminazioni, in mancanza di sistemi per verificare analiticamente la loro presenza. Un problema che, se passasse la posizione della Polfjärd, sarebbe reso ininfluente dall’ammissione degli Ngt anche nell’agricoltura biologica.