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GERMANIA, CRESCE L’ORTICOLTURA BIOLOGICA

GERMANIA, CRESCE L’ORTICOLTURA BIOLOGICA

Ormai è biologico un sesto delle superfici a ortaggi; rape rosse, zucche, zucchine e piselli sugli scudi

Nel 2025 la produzione di ortaggi in Germania ha raggiunto 4,5 milioni di tonnellate, registrando un aumento dell’8,1% rispetto al 2024 e del 13,2% rispetto alla media del periodo 2019-2024, il livello più alto registrato dall’inizio delle rilevazioni nel 1990. Le superfici coltivate sono aumentate del 3,9%, arrivando a 131.700 ettari.

Aumentato anche il peso dell’orticoltura biologica: nel 2025 sono stati coltivati con metodo biologico circa 20.600 ettari, cioè oltre il 15% della superficie totale a ortaggi.

La produzione biologica ha raggiunto 597.000 tonnellate, ovvero il 13,2% del raccolto complessivo. Il tasso di crescita è superiore al convenzionale sia in termini di superfici (l’aumento è stato del 6.4%) che di produzione (+12,6%). Confrontando i dati con la media 2019-2024, l’aumento è ancora più evidente: +17,3% per la superficie e +33,7% per il volume di raccolta.

Tra le colture biologiche più diffuse si trovano le carote con 3.340 ettari, seguite dalle zucche con 2.200 ettari e dalle cipolle con 2.150 ettari.

Anche la rapa rossa occupa una superficie significativa con 1.790 ettari. Alcuni ortaggi biologici presentano una quota particolarmente elevata sul totale: la rapa rossa è al 48,7%, le zucche al 35,6%, le zucchine al 34,9% e i piselli al 30,5%.

La coltivazione biologica è relativamente più diffusa nelle serre rispetto al pieno campo; circa il 24% delle superfici protette è infatti gestito con metodo biologico, una quota superiore di circa 8 punti percentuali rispetto alle coltivazioni all’aperto.

In totale, la produzione biologica sotto copertura ha raggiunto 33.800 tonnellate, pari al 15,4% della produzione biologica complessiva di ortaggi.

Se le estati tedesche continueranno a diventare più calde, dovremo cercare clienti più a nord…

Leggi di più: https://www.freshplaza.de/article/9814645/grosste-gemuseernte-seit-36-jahren/

CRESCERE SUL MERCATO FACENDO RETE

CRESCERE SUL MERCATO FACENDO RETE

I Consorzi di Tutela Igp insieme per offrire nuove possibilità di sviluppo commerciale. Anche la GDO ci crede

 

Nuove possibilità di promozione e sviluppo commerciale alle produzioni certificate possono nascere se si fa rete. È uno degli spunti emersi durante l’evento “Il ruolo dei consorzi di tutela: esperienze a confronto”, organizzato a Bussolengo (Verona) dal Consorzio della Pesca di Verona IGP.

L’incontro è stata un’occasione di confronto con altre importanti realtà del panorama nazionale che tutelano prodotti ortofrutticoli a indicazione geografica: il Radicchio di Verona IGP, la Pera Mantovana IGP, il Cavolfiore della Piana del Sele IGP, l’Uva di Puglia IGP, oltre alla Pesca di Verona IGP.

 

Cristiana Furiani, presidente del Consorzio del Radicchio di Verona IGP, ha ricordato che per valorizzare il prodotto certificato serve promuoverlo, comunicarlo, raccontandolo, partecipando a manifestazioni sia locali che nazionali e internazionali, con il coinvolgimento anche di ristoranti per far conoscere gli svariati utilizzi del radicchio scaligero in cucina, dall’antipasto al dolce.

Francesco Laporta del Consorzio Uva di Puglia IGP ha sottolineato il lavoro che si sta svolgendo per cercare di ampliare il parco varietale e modificare il disciplinare. Allo stato attuale, infatti, sono considerate solo le cultivar con seme e non le seedless, che stanno continuando a crescere.

Paolo Morselli, presidente del Consorzio della Pera Mantovana IGP, ha ricordato le difficoltà a cui la produzione è andata incontro negli ultimi anni a causa dei cambiamenti climatici e della cimice. Tuttavia, la situazione sembra stia iniziando a distendersi, grazie ad un lento recupero, con estirpi bloccati e l’IGP come possibilità di rilancio per un futuro più roseo.

Antonio Vocca del Consorzio Cavolfiore Piana del Sele IGP si è soffermato sulle normative e la legislazione che offre opportunità legando i prodotti a identità geografica con il turismo enogastronomico e la sostenibilità.

Sulla Pesca di Verona IGP, Leonardo Odorizzi ha sottolineato l’importanza della creazione del consorzio come mezzo per un nuovo e definitivo rilancio di un prodotto d’eccellenza del territorio scaligero che rischiava di decadere definitivamente, dopo anni di estirpi e crolli produttivi.

Il confronto con gli esponenti della GDO ha confermato che i clienti, sempre più esigenti, siano disposti a spendere di più per un prodotto di qualità, con l’IGP che ricopre un ruolo distintivo, sano e sicuro.

 

https://www.corriereortofrutticolo.it/consorzi-di-tutela-ig-fare-rete-per-crescere-sul-mercato-anche-la-gdo-ci-crede/