Suolo e Salute

Tag Archives: mercato biologico

IL BIO A TUTTOFOOD GESTITO DA NATEXPO

IL BIO A TUTTOFOOD GESTITO DA NATEXPO

Tuttofood (a Milano dall’11 al 14 maggio) presenta Tuttobio, il padiglione biologico internazionale curato da Natexpo

Il Tuttobio by Natexpo è il nuovissimo padiglione dedicato alle imprese biologiche che sarà parte di Tuttofood, la più grande fiera alimentare internazionale in Italia. L’ambizione dell’evento è riunire i principali attori del settore biologico di tutto il mondo, offrendo una piattaforma per scoprire prodotti innovativi, stabilire partnership strategiche ed esplorare nuove opportunità di mercato.

Tuttofood attira oltre 95.000 visitatori provenienti da 100 paesi ogni anno, tra cui oltre 3.000 buyer internazionali. Con oltre 4.200 espositori e una forte presenza internazionale (25% espositori stranieri), è una piattaforma unica per i professionisti interessati a espandere la propria rete e le proprie opportunità di business. La fiera riunisce importatori, grossisti, rivenditori su larga scala, player HoReCa e piattaforme di e-commerce.

Natexpo, invece, è la fiera biologica francese di proprietà di La Maison de la Bio e organizzata da SPAS Organisation.

La Maison de la Bio riunisce 10 organizzazioni professionali rappresentative della filiera biologiche francesi (Cosmebio, Forebio, Natexbio, Synabio, Synadiet, Biopartenaire, Bio equitable en France, Bio Valeurs, Cebio): produttori, trasformatori, distributori e certificatori.

Alcune organizzazioni biologiche italiane hanno accordi di esclusiva con Sana, per cui l’organizzazione di Tuttofood (va ricordato che dal 2023 Fiere di Parma e Fiera Milano hanno sottoscritto un accordo per la gestione armonizzata di Tuttofood e Cibus) ha tagliato corto e ha affidato l’organizzazione del suo salone biologico a Natexpo (che, per conto suo,  dopo l’edizione 2025 a Parigi, che ha visto 11mila visitatori professionali organizzerà Natexpo 2026 a settembre a Lione).

Per saperne di più:

https://www.tuttofood.it/tuttobio-by-natexpo/

https://natexpo.com/en/tuttobio-by-natexpo/

PRESENTATE A SANA LE STIME SUL MERCATO 2025

PRESENTATE A SANA LE STIME SUL MERCATO 2025

Dal 21 al 23 febbraio è tornata Sana, giunta ai 38 anni (con qualche acciacco)

 

Inopinatamente calendarizzato a meno di due settimane dal Biofach di Norimberga, il salone Sana si è tenuto a Bologna dal 21 al 23 febbraio per tre giorni, in luogo dei “normali” quattro.

La manifestazione, che negli anni d’oro aveva più volte previsto mini-saloni tematici (dai mezzi tecnici all’erboristico) quest’anno si è trasformata lei in un corollario a Slow Wine Fair (presentata in parallelo con oltre 1100 cantine espositrici provenienti da tutte le regioni italiane e da 27 Paesi, con vini “buoni, puliti e giusti”, genericamente “sostenibili” anche se per più di metà biologici) ed è apparsa sottotono, assenti i maggiori operatori e gran parte dei marchi storici del settore, pochi gli espositori e decisamente molti meno i buyer di livello, con la ristorazione affidata a operatori dello street food vaccinati contro qualsiasi contaminazione da diete salutistiche.

Il 23 febbraio ha comunque ospitato la settima edizione di “Rivoluzione Bio”, una giornata in cui si sono confrontate istituzioni (presente  Luigi D’Eramo, sottosegretario di Stato al ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste), alcune delle maggiori organizzazioni agricole generaliste e alcune associazioni biologiche per fare il punto della situazione, nel corso della quale è stato illustrato in anteprima il report di Nomisma con le prime stime sull’andamento del settore, che si è occupato anche del canale Horeca e dell’export.

In realtà, com’è comprensibile (a metà febbraio è difficile disporre di numeri attenibili sul 2025), molti dei dati si riferiscono ancora al 2024.

Per quanto riguarda i consumi domestici di alimentari biologici, Nomisma stima per il 2025 una quota pari a 5,5 miliardi di euro, con un incremento del +6,2% rispetto al 2024.

La distribuzione moderna si conferma primo canale per gli acquisti biologici degli italiani (per le sue casse passa il 64% del totale delle vendite), in crescita del 4.9%, con i discount a segnare un +6.8%.

Il 20% dei consumi interni passa invece dai negozi specializzati, che nel 2025 hanno incrementato le vendite in valore del +7,5%.

Per quanto riguarda i consumi fuori casa, negli ultimi 12 mesi, 7 italiani su 10 avrebbero consumato pietanze, vini o altre bevande biologiche e il 35% lo avrebbe fatto almeno 1 o 2 volte al mese.

Nei prossimi mesi saranno presentate analisi basate su dati più definitivi.

Leggi di più: https://www.quotidiano.net/economia/biologico-vendite-prodotti-bio-8540b05e

UN RAPPORTO SUL MERCATO BIOLOGICO TEDESCO

UN RAPPORTO SUL MERCATO BIOLOGICO TEDESCO

Il biologico tedesco non cresce soltanto, è in piena espansione! Ma…

 

Nel 2025, le vendite biologiche sono aumentate del 6,7% rispetto all’anno precedente, raggiungendo uno storico livello record di 18,2 miliardi di euro. E questo non solo a vantaggio della GDO e degli schemi di consegne a domicilio (che toccano livelli insperati) a spese del canale specializzato: anche i negozi biologici sono in salute, così come cresce il peso del biologico nella ristorazione fuori casa, pubblica e privata.

Tutto bene, quindi? Sostanzialmente sì, ma è necessario vigilare e impegnarsi. Il processo di concentrazione nel settore agricolo non si è arrestato, il canale specializzato performa meno della GDO. Le PMI biologiche, che in Germania danno lavoro a 388.000 persone, dimostrano chiaramente di essere in grado di proseguire nella crescita coniugando sostenibilità e sviluppo economico, ma hanno bisogno di normative meno complesse e burocratiche, così come che l’apprezzamento politico si traduca di più in fatti.

Per scoprire esattamente come il mercato biologico si è sviluppato nel 2025 puoi leggere il nuovo rapporto del Bund Ökologische Lebensmittelwirtschaft (BÖLW, la principale associazione di produttori agricoli, trasformatori e commercianti biologici in Germania).

Alcuni dei capitoli:

  • indicatori ecologici
  • fatturato, vendite, importazioni: domanda in aumento, offerta scarsa
  • superfici e aziende: crescita moderata
  • mercato del lavoro: il motore dell’occupazione biologico gira e ha ancora potenziale
  • prezzi al consumo: elevata disponibilità a pagare?
  • generazione z e strategia bio dei drugstore
  • bilancio ambientale: regionale, biologico o entrambi?
  • prezzi al produttore: il potere contrattuale in calo
  • produzione: più ortaggi, meno cereali
  • prezzi più alti, maggiori entrate
  • mercati internazionali: il mercato biologico europeo in crescita

 

Il rapporto, ahimè, è disponibile solo in tedesco: https://www.boelw.de/fileadmin/user_upload/Dokumente/Zahlen_und_Fakten/Brosch%C3%BCre_2026/BOELW_Branchenreport2026_web.pdf

TUTTO QUELLO CHE AVRESTE VOLUTO SAPERE SULL’AGRICOLTURA BIOLOGICA

TUTTO QUELLO CHE AVRESTE VOLUTO SAPERE SULL’AGRICOLTURA BIOLOGICA

Il Paese con più agricoltori biologici? L’India. Quello con la maggior superficie? L’Australia.

Il maggior mercato mondiale? Gli USA. I Paesi col maggior consumo pro capite? Svizzera, Danimarca, Austria.

E molto di più…

 

Come tradizione, a Biofach l’Istituto di ricerca per l’agricoltura biologica FiBL e IFOAM Organics International hanno presentato la pubblicazione “The World of Organic Agriculture” (Il mondo dell’agricoltura biologica), giunta alla 27ma edizione.

La pubblicazione (che si può scaricare gratuitamente al link indicato più avanti è uno strumento prezioso per gli operatori, i responsabili politici, le autorità competenti, per i ricercatori e i professionisti del settore. Presenta ogni statistica immaginabile: superfici, operatori, scambi internazionali, mercati nazionali, analisi e previsioni per le diverse aree geografiche, approfondimenti sulle principali produzioni (cereali, agrumi, cacao, caffè, legumi secchi, frutta temperata, frutta tropicale e subtropicale, uva, semi oleosi, olive, ortaggi…)

Il volume non si limita a presentare questi dati, ma sottolinea il potenziale dell’agricoltura biologica di contribuire al futuro nell’ambito delle strategie generali di sostenibilità, come gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile ONU e la strategia Farm to Fork della UE il suo ruolo nella trasformazione dei sistemi alimentari nel loro complesso.

Si può scaricare (volendo, sono disponibili anche le edizioni degli anni precedenti) a pagina https://www.organic-world.net/yearbook.html.

GERMANIA, SUL BIO VINCE IL DISCOUNT

GERMANIA, SUL BIO VINCE IL DISCOUNT

Pensavate al mercato biologico come piccoli negozi alternativi? Sbagliato!

Stephan Rüschen, professore della Duale Hochschule Baden-Württemberg (Università statale cooperativa di scienze applicate) prevede che la quota di mercato biologico detenuta dai discount tedeschi (Aldi, Lidl e catene minori) continuerà a crescere. Dalle valutazioni preliminari per il 2025, Rüschen stima che chiuderanno l’anno al 32,9%, seguiti da super e ipermercati con il 29.9%  A questo seguono super e ipermercati con una quota di entrate del 29,9% e dai Drogeriemärkte al 15,9%: il pur cospicuo canale specializzato (due catene nazionali, alcune regionali) è  previsto superare di poco il 10%.

Secondo Rüschen, la quota dell’intero mercato alimentare coperta dal biologico quest’anno potrebbe raggiungere il livello più alto dall’introduzione del marchio biologico nel 2001, con il 6,9% (il doppio, ahimè, del peso sul mercato italiano).

La crescita del canale discount causa qualche malumore nel canale specializzato (che non è lieto di esporre sui suoi scaffali gli stessi marchi), ma anche dibattito tra gli stessi fornitori.

Voelkel rivendica “La nostra missione è espandere l’agricoltura biologica. Per questo forniamo a tutte le strutture di vendita i nostri prodotti di alta qualità” (ma nei prodotti in co-branding con Aldi deve rinunciare al marchio Demeter: l’associazione lo concede in licenza alle catene con un chiaro profilo biologico, ma non ai discount).

“Non c’è verso, non corrisponde ai nostri valori, non lo faremo”, aveva dichiarato ad Anuga il vicedirettore di Dr. Goerg, salvo poi uscire col suo latte di cocco in Lidl (che ormai ha una gamma di oltre 900 referenze biologiche).

 

Per saperne di più: https://oekomarketingtage.schloss-kirchberg-jagst.de/ (in tedesco)

 

IL BIOLOGICO CANADESE SI AGGREGA E LANCIA PROPOSTE

IL BIOLOGICO CANADESE SI AGGREGA E LANCIA PROPOSTE

Ogni dollaro investito nella transizione al biologico ne rende 8 in benefici agli agricoltori (senza contare i benefici ambientali e sociali)

 

La Canadian Organic Alliance ha pubblicato in rapporto “Cultivating the Organic Opportunity for Canadian Farmers and Consumers” in cui esamina l’impatto economico e ambientale dell’agricoltura biologica e propone delle raccomandazioni politiche al governo.

Il rapporto, la cui realizzazione ha impegnato la task force per 2 anni dimostra che l’agricoltura biologica offrire contributi fondamentali per il clima, per i redditi agricoli, per la salute del suolo e per la biodiversità anche in Canada e documenta un forte ritorno sugli investimenti pubblici e privati nella produzione biologica.

In particolare:

  • l’incremento della produzione biologica può aumentare la redditività e la resilienza delle aziende agricole, incrementando del 117% il rendimento netto della SAU (aumentando di tre volte l’attuale superficie si aggiungerebbero 173 milioni di dollari all’anno di reddito agricolo)
  • la produzione biologica fornisce benefici climatici (a parità di superficie taglia le emissioni di gas serra del 35% e del 15% per unità di produzione) migliorando al contempo il sequestro di carbonio, la salute e la biodiversità del suolo
  • contribuisce alla diversificazione del mercato, riduce la dipendenza dall’estero e migliora l’autonomia alimentare
  • Ogni dollaro investito nella transizione al biologico dà 8 dollari di benefici per gli agricoltori

La task force non si limita all’analisi dello stato dell’arte, ma propone un piano d’azione sul biologico descrivendo politiche e iniziative che possono tradurre le opportunità in realtà articolato su tre pilastri:

Accelerare la crescita e l’innovazione nella produzione biologica – Ampliare la ricerca, la formazione e i sostegni alla transizione per aumentare la produttività, investendo nei giovani agricoltori biologici e nel materiale riproduttivo biologici.
Coltivare i mercati e la domanda di prodotti biologici – Investire in partnership coi dettaglianti, nella trasformazione e in filiere regionali, potenziare il peso del biologico negli appalti pubblici e sostenere lo sviluppo del mercato in patria e all’estero.
Rafforzare l’infrastruttura di trasformazione – Dar vita a un quadro politico nazionale coordinato, modernizzare le normative, costruire competenze sul biologico nelle organizzazioni governative e del settore, migliorare l’accesso a dati affidabili sul biologico.

Il piano è denso e articolato, ma, soprattutto, è espressione unitaria dell’intero settore, che s’impegnerà ora affinché il governo canadese riconosca i benefici economici, ambientali e sociali dell’agricoltura biologica e investa di conseguenza.

Leggi qui il rapporto: https://cog.ca/policy/organic-action-plan/