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Continua a crescere l’export dei prodotti europei

Diffusi i dati dell’ultimo rapporto mensile sul commercio agroalimentare dell’Ue. Secondo il documento, l’export di prodotti agroalimentari da parte dell’Ue, verso Paesi terzi, ha raggiunto nel marzo 2016 un valore pari a 11,3 miliardi di euro, circa un miliardo in più rispetto a febbraio 2016.

Il settore che ha fatto registrare la percentuale di crescita più alta dei valori mensili riguarda le spedizioni effettuate verso la Cina (+11,8% rispetto all’anno precedente).

Nel corso degli ultimi 12 mesi, le esportazioni verso questo Paese hanno toccato un valore pari a 10,7 miliardi di euro. Bene anche quelle dirette verso l’Ucraina, la Giordania e la Cambogia.

Infine, anche il valore delle esportazioni verso La Russia ha subito un incremento a marzo 2016, registrando una crescita del 5,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

prodotti biologici

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma quali sono i prodotti più richiesti?

Per valori mensili di esportazione, è la carne di maiale ad aggiudicarsi il primato, seguita da semi oleosi, preparati alimentari e vino. Quest’ultimo, si è aggiudicato un più 8% rispetto all’anno precedente, raggiungendo un valore di mercato di ben 783 milioni di euro.

In calo invece, rispetto al 2015, l’andamento del grano e di altri cereali.

Per quanto riguarda le importazioni agroalimentari provenienti da Paesi terzi, nel periodo che va da aprile 2015 a marzo 2016, il loro valore ha raggiunto i 113 miliardi di euro,  pari a un aumento del 6,4% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. La crescita maggiore ha riguardato in questo caso i prodotti provenienti da Usa e Argentina.

Fonti:

http://ec.europa.eu/agriculture/newsroom/278_en.htm

http://ec.europa.eu/agriculture/trade-analysis/monitoring-agri-food-trade/2016-03_en.pdf

 

Embargo russo prolungato di un anno: l’export agroalimentare si dimezza

Embargo russo prolungato di un anno: l’export agroalimentare si dimezza

La Russia decide di prolungare di un anno l’embargo sui prodotti europei, scattato il 6 agosto 2014 su carne di manzo, carne suina e avicola, frutta e verdura, latte e formaggi provenienti dai Paesi dell’Ue, dagli Usa, ma anche da Australia, Canada e Norvegia. La decisione arriva in risposta al provvedimento dei ministri degli Esteri europei di estendere per altri sei mesi le sanzioni alla Russia, a causa dei continui scontri nell’Est dell’Ucraina.

L’embargo russo ha già causato perdite per cento miliardi all’economia europea, non risparmiando, ovviamente, il mercato italiano.

Secondo uno studio effettuato dalla Coldiretti, la decisione di prorogare di un anno l’embargo russo dimezzerà le esportazioni di prodotti agroalimentari italiani.

Stando a quanto affermato dall’Associazione, nel primo trimestre del 2015 le esportazioni agroalimentari italiane hanno subito un duro colpo (-51,1%). Del tutto azzerate per quanto riguarda l’ortofrutta, i formaggi, la carne e i derivati.

Un fattore che, evidenzia Coldiretti, avrà ripercussioni ben peggiori: “L’impossibilità di esportare sul mercato russo provoca per molti prodotti alimentari una situazione di eccesso di offerta sul mercato europeo con ricadute negative sui prezzi riconosciuti agli agricoltori. Il danno maggiore che rischia di durare negli anni è determinato però dal fatto che lo stop alle importazioni ha provocato in Russia un vero boom nella produzione locale di prodotti Made in Italy taroccati”.

 

 

 

 

 

 

Secondo l’eurodeputato Paolo De Castro, coordinatore S&D della Comagri, “questo ping-pong di sanzioni tra Russia ed Europa fa più danni agli europei che ai russi”. De Castro suggerisce, infatti, di lavorare maggiormente sul piano diplomatico, invece che su scontri di forza, prestando attenzione alle richieste di un settore che potrebbe subire danni ancora più ingenti rispetto a quelli a cui è già andato incontro.

Stando a quanto affermato da Maja Kocijancic, portavoce del Servizio di azione esterna della Commissione europea, invece, il braccio di ferro tra Ue e Russia danneggerebbe maggiormente Mosca, visto che “i produttori europei hanno trovato altri mercati ai quali rivolgersi, dal momento che gli export europei verso i Paesi terzi sono aumentati del 5 per cento in questi nove mesi di embargo”.

Ai danni dovuti al blocco di alimenti specifici, secondo Coldiretti, si aggiungono però anche quelli relativi ad altri prodotti non inseriti all’interno delle restrizioni e facenti parte di settori diversi da quello alimentare.

Fonti:

http://www.ilvelino.it/it/article/2015/06/25/russia-e-immediata-lestensione-dellembargo-su-prodotti-alimentari/ac64fe20-633a-4c72-b14d-9cadeba1227a/

http://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2015/06/26/agroalimentare-la-russia-proroga-l-embargo-di-un-anno/42777

http://www.coldiretti.it/news/Pagine/436—24-Giugno-2015.aspx

 

Boom dell’export del Made in Italy nei paesi extra UE

Secondo le ultime analisi di mercato, nei primi 8 mesi dell’anno le esportazioni di prodotti alimentari e di bevande Made in Italy ha fatto registrare numeri record, con una crescita dell’8% rispetto all’anno precedente e un importo complessivo stimato per fine 2013 pari a circa 11 miliardi di euro. A rivelarlo un’analisi Coldiretti basata sui dati Istat relativi al commercio estero nei primi otto mesi dell’anno. In cima alle esportazioni verso i paesi extraeuropei  il vino, con un fatturato stimato in 2,5 miliardi di euro nel corso del 2013″. Importanti anche i dati relativi a pasta e ortofrutta fresca, che per fine 2013 dovrebbero arrivare ad un fatturato stimato di circa mezzo miliardo di euro ciascuno, sempre considerando le sole esportazioni extra Unione Europea. Buoni anche i dati per quanto riguarda formaggi, latticini e salumi.

Fonte: Coldiretti, Agrapress