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RISCHIOSA LA SEMPLIFICAZIONE UE SUOI PESTICIDI

RISCHIOSA LA SEMPLIFICAZIONE UE SUOI PESTICIDI

Una ricerca internazionale solleva pesanti dubbi sulla proposta Omnibus che rivoluziona le procedure di autorizzazione dei pesticidi

 

Uno studio che ha visto la partecipazione dell’Università di Torino pubblicato sulla rivista Science, analizza i possibili effetti della proposta europea Omnibus Simplification Package, che punta, tra l’altro, a semplificare le procedure di autorizzazione dei pesticidi.

Anzichè migliorare il sistema, secondo i ricercatori, alcune modifiche potrebbero ridurre il livello di tutela ambientale.

Tra le misure più criticate vi sono l’autorizzazione a tempo indeterminato di molte sostanze attive, l’estensione dei tempi di smaltimento dei prodotti per i quali non è stata rinnovata l’autorizzazione, ma anche la riduzione della documentazione richiesta per i prodotti di biocontrollo.

Gli autori evidenziano che già l’attuale sistema presenta importanti lacune, dato che non considera adeguatamente molte specie non bersaglio, come anfibi, rettili, pipistrelli e impollinatori selvatici, né l’effetto cocktail derivante dagli effetti combinati di più pesticidi.

Per rendere il sistema più efficace, propongono di aumentare la trasparenza degli studi, rendere pubblici i dati, introdurre un monitoraggio costante dopo l’autorizzazione dei prodotti e collegare i risultati del monitoraggio alle future valutazioni del rischio.

Secondo lo studio, per ridurre i ritardi nelle autorizzazioni senza compromettere la protezione della salute umana e della biodiversità sarebbero sufficienti investimenti relativamente contenuti.

Il professor Simone Tosi sottolinea che la semplificazione amministrativa non deve avvenire a scapito del rigore scientifico e che una regolamentazione solida favorisce un’agricoltura più sostenibile e una migliore tutela degli ecosistemi.

 

Leggi qui: Dimitry Wintermantel et al., EU Omnibus proposal increases pesticide risks. Science 392, 1348-1351 (2026).

https://www.science.org/doi/10.1126/science.aeg8744

L’AGRICOLTURA BIOLOGICA FA BENE ALLE API

L’AGRICOLTURA BIOLOGICA FA BENE ALLE API

Uno studio tedesco appena pubblicato sulla Global Ecology and Conservation dimostra che l’agricoltura biologica favorisce una maggiore abbondanza, diversità e successo riproduttivo delle api solitarie, impollinatori chiave nei sistemi agroecologici

Grazie alla scelta di non ricorrere a pesticidi e fertilizzanti di sintesi e grazie alla maggior biodiversità che la caratterizza l’agricoltura biologica protegge l’ambiente e le api (ma anche i bombi).

I ricercatori hanno studiato gli effetti sugli impollinatori in 17 siti in Germania, registrando una correlazione positiva tra aree a conduzione biologica e aumento dell’abbondanza, della ricchezza di specie e della diversità delle api; l’agricoltura biologica ha un effetto benefico sulle celle di covata e sulla produzione di femmine delle api solitarie.

La promozione della diversità delle piante da fiore e l’assenza di sostanze nocive creano un habitat più favorevole per gli impollinatori, consentendo di svolgere il loro ruolo importante nei sistemi agricoli produttivi. I risultati evidenziano il potenziale dei metodi biologici nel mitigare la perdita di biodiversità.

 

Scarica gratuitamente l’articolo: Tina Betty Schultz, Sara Olberz, Hannah Burger, Manfred Ayasse, Samuel Boff, Organic agricultural landscapes promote the conservation and diversity of cavity-nesting solitary bees,

Global Ecology and Conservation, Volume 67, 2026, e04126, ISSN 2351-9894,

https://doi.org/10.1016/j.gecco.2026.e04126

(https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2351989426000752)

EUROPA E AGROFARMACI: LA PAC NON AIUTA LE API

EUROPA E AGROFARMACI: LA PAC NON AIUTA LE API

A fronte dei propositi del “Farm to Fork” e “Biodiversità”, l’Europa non si sta impegnando come dovrebbe nel preservare gli impollinatori selvatici, che sono essenziali per il nostro ambiente.

Ad affermarlo è la Corte dei Conti Europea, che afferma che l’unione ha fatto troppo poco per il declino di api selvatiche e altri impollinatori. Gli impegni presi in materia ambientale non stanno portando i risultati sperati, l’utilizzo degli agrofarmaci non ha ancora una regolamentazione ferrea che porti il loro utilizzo a una riduzione repentina nei prossimi anni.

La commissione di recente ha proposto una terza revisione del SUD (uso sostenibile dei pesticidi) nel contesto della strategia “Farm to Fork”, ma sembra troppo debole per avere un vero impatto sull’ambiente.

Invece di esaminare nuove tecniche agricole per concentrare e ridurre l’utilizzo dei pesticidi, andrebbero fatti degli studi focalizzati sull’incremento di tecniche agro-ecologiche.
Molti studiosi e componenti della Commissione Europea stanno esprimendo il loro dissenso verso una politica che ancora strizza l’occhio all’agricoltura intensiva.

A tal proposito la Politica Agricola Comune (PAC) sembra essere uno dei principali fattori di questo mancato cambiamento. La nuova proposta di riforma non è in linea con il Green Deal e quindi potrebbe neutralizzare le strategia della Farm to Fork e Biodiversità. Questi due strumenti dovranno raggiungere a breve una vera e propria valenza legale, per garantire la loro vera messa in atto.

 

Il declino delle api e degli altri impollinatori sta destando molta preoccupazione nella comunità scientifica e nell’opinione pubblica. Solo con una forte diminuzione dei pesticidi sintetici si potrà provare a salvare la nostra biodiversità che è minacciata anche dai cambiamenti climatici in atto.

 

L’iniziativa “Salviamo le api e gli agricoltori” è stata lanciata nel 2019 da Pan Europe, e con il sostegno di tutti mira a raccogliere più di 1 milione di firme per portare all’UE un piano di riduzione dei pesticidi nei prossimi 15 anni.

 

Fonte: slow food
Foto di marian anbu juwan da Pixabay