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NASCE LA PRIMA RETE EUROPEA DI CONSULENTI ECOLOGICI

NASCE LA PRIMA RETE EUROPEA DI CONSULENTI ECOLOGICI

Il lancio del progetto OrganicAdviceNetwork presso la sede di IFOAM Organics Europe a Bruxelles

OrganicAdviceNetwork è un progetto finanziato dalla Commissione europea e dalla Segreteria di Stato svizzera per la formazione, la ricerca e l’innovazione. Alla fine di aprile si è tenuta a Bruxelles presso la sede di IFOAM Organics Europe la prima riunione della rete composta da 18 partner provenienti da diversi paesi europei. Nel corso dei tre giorni dell’evento sono stati mossi i primi passi di questa iniziativa a livello europeo.

Una rete di esperti al servizio del Green Deal

In linea con l’obiettivo dell’UE di raggiungere il 25% di terreni agricoli biologici entro il 2030, nell’ambito della strategia Farm to Fork, il progetto risponde all’urgente necessità di consulenti qualificati per l’agricoltura biologica. Il suo obiettivo principale è quello di creare e animare una rete di consulenti ecologici nei 27 Stati membri dell’UE e in altri 7 paesi europei.

L’incontro ha dato ai partner del progetto l’opportunità di scambiare esperienze, scoprire la diversità dei servizi di consulenza ecologica e affrontare la missione del progetto.

Nel corso dell’evento Natalia Brzezina Policy Officer della Commissione Europea (DG AGRI) e Céline Choquer, della Research Executive Agency, hanno ribadito l’impegno dell’Unione europea a sostenere la ricerca e l’innovazione e il rafforzamento dei servizi di consulenza green.

IFOAM Organics Europe ha delineato i prossimi passi per creare e dare impulso a una rete paneuropea di consulenti e servizi di consulenza per il settore biologico.

Trenta interventi in 5 aree geografiche

Il progetto organizzerà 30 interventi in cinque aree geografiche, 20 per i settori dei seminativi e dell’allevamento e 10 per l’ortofrutta e la viticoltura. Previste azioni di formazione sulle competenze trasversali e moduli di formazione online che coprono vari argomenti agricoli, con l’obiettivo di supportare consulenti verdi nuovi ed esperti. Particolare attenzione sarà rivolta ai consulenti convenzionali e ai giovani laureati che desiderano acquisire competenze nella consulenza in materia di agricoltura biologica.

Il progetto individuerà e promuoverà inoltre modelli di business di successo per la strutturazione e il finanziamento di servizi di consulenza verde attraverso una “Green Advisory Competition”.

UN MONDO SEMPRE PIÙ BIO

UN MONDO SEMPRE PIÙ BIO

La corsa dell’agricoltura biologica nel mondo continua ad accelerare. Lo certificano i dati registrati da Fibl e Ifoam nel 25° rapporto “Il mondo dell’agricoltura biologica” e diffusi a Norimberga in occasione del Biofach

L’agricoltura biologica è praticata in 188 paesi e oltre 96 milioni di ettari di terreni agricoli sono gestiti biologicamente da almeno 4,5 milioni di agricoltori. Una crescita che riguarda anche il lato del consumo, visto che le vendite globali di alimenti e bevande biologici hanno raggiunto quasi 135 miliardi di euro.

Il mappamondo del settore compie 25 anni

È quanto certifica la 25a edizione di “Il mondo dell’agricoltura biologica”, pubblicata dall’Istituto di ricerca sull’agricoltura biologica FiBL e IFOAM – Organics International (clicca qui per scaricare).

Una pubblicazione che offre una rassegna completa dei recenti sviluppi nell’agricoltura biologica globale. I dati, relativi a fine 2022, sono stati presentati da Fibl e Ifoam all’ultimo Biofach.

Dai dati emerge che la crescita del biologico continua sia in Europa che nel mondo.

Più 5,1% in Europa

La superficie in biologico è infatti cresciuta del 5,1% nei Paesi UE, assestandosi a 16,9 milioni di ettari. Mentre la superficie agricola utilizzata in bio in tutto il vecchio continente è di 18,5 milioni di ettari.

L’Italia si conferma tra i Paesi più biologici d’Europa, con 2,3 milioni di ettari, dopo la Francia (2,9 milioni di ettari) e la Spagna (2,7 milioni di ettari), con una SAU bio del 18,7% circa il doppio della media europea. Il biologico italiano ha fatto registrare nel 2022 una crescita di 0,2 milioni di ettari rispetto al 2021. L’Italia mantiene il primato per quanto concerne il numero di produttori bio con oltre con 82.593 unità sui 480.000 attivi in Europa e anche per quanto riguarda il numero di trasformatori e produttori-trasformatori, quasi 24.000. Inoltre, il nostro Paese ha il primato per la variabilità di prodotti e referenze bio certificate. Qualche scatto da Biofach 2024.

Il rapporto include alcuni contributi di rappresentanti del settore biologico di tutto il mondo sul mercato globale degli alimenti biologici, importazioni biologiche, normative e politiche. Offre approfondimenti sulle tendenze attuali ed emergenti dell’agricoltura biologica in Africa, Asia, Europa, America Latina, Nord America e Oceania e riferisce su diversi paesi.

TAGLIO DEGLI AGROFARMACI, BRUXELLES DISCRIMINA IL BIO

TAGLIO DEGLI AGROFARMACI, BRUXELLES DISCRIMINA IL BIO

La Commissione Ambiente dell’EuroParlamento vota in favore della bozza di regolamento sugli usi sostenibili. IFOAM Organics Europe mette però in luce le resistenze dei deputati a correggere un indice di rischio che, non tenendo conto dei dosaggi per unità di superficie, finisce per discriminare le sostanze naturali utilizzate dall’agricoltura biologica

La Commissione Ambiente del Parlamento Europeo vota in favore del taglio degli agrofarmaci in Europa. Dopo le resistenze del Consiglio Ue e le remore della Commissione agricoltura, sempre dell’EuroParlamento (ne avevamo parlato qui), la proposta del regolamento sugli usi sostenibili degli agrofarmaci (Sur) riprende nuovo slancio. Si tratta dello strumento con cui, secondo le intenzioni della Commissione, si dovrebbe realizzare l’obiettivo Farm To Fork del dimezzamento dei prodotti fitosanitari nell’agricoltura Ue entro il 2030.

Trilogo in corso

IFOAM Organics Europe ha accolto con favore un voto che apre nuove prospettive nei negoziati in corso tra Commissione, Parlamento e Consiglio Ue sulla riduzione dei pesticidi.

In una nota stampa l’associazione che mette in rete i movimenti dell’agricoltura biologica europea avverte però che «Occorre ancora correggere l’indicatore fuorviante per misurare l’uso e il rischio dei pesticidi». IFOAM OE aveva infatti messo in guardia riguardo all’utilizzo fuorviante dell’indicatore di rischio HRI 1, che corregge il peso dei diversi prodotti fitosanitari, relativamente al calcolo di riduzione richiesto dalla F2F, in base al loro impatto ecotossicologico.

Il paradosso dell’aceto

Tuttavia il fatto di non avere tenuto conto delle diverse dosi efficaci per unità di superfici produce, secondo un recente studio di IFOAM, effetti paradossali.

In base all’attuale interpretazione dell’indice HRI 1 risulterebbe infatti più sostenibile diminuire l’utilizzo, ed esempio, di una sostanza di base ad effetto erbicida come l’aceto rispetto a diserbanti come glifosate o florasulam.

Eduardo Cuoco, Direttore di IFOAM Organics Europe, ha dichiarato: «Ridurre l’uso di pesticidi sintetici dovrebbe rimanere una priorità per tutti i politici che hanno a cuore la salute degli agricoltori e dei cittadini, la qualità dell’acqua e la protezione della natura». «Per questo il movimento biologico accoglie con favore lo sforzo di Sarah Wiener, relatrice della bozza Sur approvata dalla Commissione Ambiente».

Sostanze naturali discriminate

«È positivo che la maggior parte delle pratiche agronomiche biologiche e delle sostanze naturali siano riconosciute come agenti di biocontrollo, e quindi esentati dal calcolo dell’HRI 1, ma deploriamo che una coalizione di eurodeputati demagogici abbia impedito di raggiungere un compromesso per fissare la proposta Sur con un indicatore affidabile che non porti alla riduzione artificiale e che non discrimini le sostanze naturali». «Per garantire la credibilità della normativa invitiamo gli eurodeputati a correggere tale indicatore nel corso della prossima votazione in assemblea plenaria».

IFOAM ricorda che la metodologia HRI è stata criticata anche dalla Corte dei conti europea e da istituzioni scientifiche come l’UBA (Agenzia tedesca per l’ambiente) per due motivi:

– dà l’impressione che gli Stati membri riducano l’uso di pesticidi quando in realtà non è così,

– dà l’impressione che l’agricoltura biologica sia il problema piuttosto che la soluzione, poiché discrimina le sostanze naturali, che vengono utilizzate a dosaggi maggiori rispetto ai pesticidi sintetici.

«INDIETRO NON SI TORNA», L’OTTIMISMO DI EDUARDO CUOCO PER IL FUTURO DEL BIO

«INDIETRO NON SI TORNA», L’OTTIMISMO DI EDUARDO CUOCO PER IL FUTURO DEL BIO

«Green deal, il percorso può cambiare, ma l’obiettivo della transizione ecologica è fissato». Il settimanale Terra e Vita intervista Eduardo Cuoco di IFOAM ORGANICS EU dopo il Congresso di Cordova

«La transizione ecologica non è discussione l’orizzonte della neutralità climatica al 2050 è immutato e di sicuro non cambiano le ambizioni sul biologico». Sul numero 32 di Terra e Vita è stata pubblicata un’intervista a Eduardo Cuoco, direttore di Ifoam Organics Europe, reduce dal XVII Congresso Europeo sulla Produzione Biologica (Eoc23) di Cordova (ne abbiamo parlato qui).

Riflessione in corso sulle ambizioni verdi

«È vero – ammette Cuoco – : in questo momento traspare la volontà da parte di alcune forze politiche europee di riflettere meglio sulle ambizioni verdi, soprattutto sul fronte agricolo. La Presidente ha lanciato il dialogo strategico sul futuro dell’agricoltura anche per rispondere alla critica che viene mossa più frequentemente, ovvero che il Green deal sia un piano calato dall’alto».

«Può quindi essere aggiornato il percorso, ma non la meta, che rimane quella della transizione ecologica della produzione agricola Ue». «Non è poi ancora chiaro come si svolgerà questo dialogo e nemmeno se si concluderà entro le elezioni Ue. Per IFOAM è però lampante che, se si vuole parlare del futuro dell’agricoltura, occorre coinvolgere la supply chain nella sua interezza, compresa distribuzione, logistica e ristorazione. E ovviamente la società civile».

In guardia contro le facili promesse dei nuovi Ogm

Nell’intervista Cuoco mette in guardia i lettori del settimanale sulle illusioni delle allettanti promesse delle Ngt, i nuovi Ogm che vengono proposti agli agricoltori come la soluzione di tutte le difficoltà climatiche, fitopatologiche ed economiche, affida al nuovo regolamento contro l’abuso dei claim eco & bio le speranze per un maggiore impegno nel contrasto al greenwashing.

Lo strumento degli appalti pubblici sostenibili

Ribatte poi con vigore a quanti speculano su una presunta crisi di mercato del bio, che nei fatti non c’è, e spinge a misurare l’efficacia dell’azione politica in favore del bio in base alla propensione ad attivare i  Sustainable public procurement, gli appalti pubblici sostenibili, per incentivare ad esempio un maggiore ricorso agli alimenti biologici in tutte le mense pubbliche.

«DAGLI IMPEGNI DI SOSTENIBILITÀ DEL GREEN DEAL NON SI TORNA INDIETRO». L’IMPEGNO DI SUOLO E SALUTE DAL CONGRESSO BIO DI CORDOVA

«DAGLI IMPEGNI DI SOSTENIBILITÀ DEL GREEN DEAL NON SI TORNA INDIETRO». L’IMPEGNO DI SUOLO E SALUTE DAL CONGRESSO BIO DI CORDOVA

350 partecipanti, 50 relatori: sono i numeri del XVII Congresso organizzato da IFOAM Organics Europe e Ecovalia appena terminato nella città dell’Andalusia. Un’iniziativa fortemente sostenuta da Suolo e Salute sponsor dell’evento e membro di IFOAM Organics Europe

Trecentocinquanta partecipanti provenienti da 24 diversi Paesi del mondo. Cinquanta relazioni di alto livello incentrate sulle sfide che la produzione biologica ha davanti a sé. Ma anche sul contributo che il settore può dare in vista dell’orizzonte 2030 tracciato dal Green deal.

Numeri di grande rilievo quelli del XVII Congresso Europeo sulla Produzione Biologica (Eoc23), organizzato da IFOAM Organics Europe e dall’associazione di produttori spagnoli Ecovalia e che si è concluso il 28 settembre a Cordova (clicca per leggere il resoconto della prima giornata).

Il baricentro del bio

Nei tre giorni della conferenza la città andalusa sulle rive del Guadalquivir ha assunto il ruolo di baricentro continentale del settore del biologico. L’edizione 2023 dell’appuntamento ideato da IFOAM Organics Europe aveva infatti un forte significato istituzionale, visto che si è svolto nel contesto del semestre di presidenza spagnola del Consiglio dell’Unione Europea.

Suolo e Salute, l’organismo di controllo e certificazione leader in Italia con oltre il 26% delle aziende e il 30% della superficie coltivata in biologico, era ancora una volta tra i protagonisti del Congresso, in qualità di sponsor dell’evento nonché di membro di IFOAM Organics Europe.

«Dalla transizione ecologica non si torna indietro»

«L’Unione europea – mette in rilievo Alessandro D’Elia, direttore generale di Suolo e Salute – non può tornare indietro rispetto ai suoi legittimi obiettivi di sostenibilità: le relazioni presentate a Cordova hanno dimostrato che il biologico è la soluzione per le sfide ambientali, economiche e climatiche che abbiamo davanti». «Il settore bio in questi anni è cresciuto, anche grazie all’impegno di IFOAM Organics Europe: oggi la foglia verde del marchio europeo identifica un settore professionale, innovativo e responsabile fortemente motivato a raggiungere i suoi virtuosi obiettivi».

Che sono quelli di una produzione agroalimentare rispettosa dell’ambiente, in grado di dare un forte contributo per il raggiungimento della neutralità climatica e di un mercato equo dei prodotti bio , in grado di riconoscere la giusta quota di valore aggiunto ai produttori agricoli.

Coniugare in maniera responsabile redditività e sostenibilità

L’attuale semestre spagnolo sta concludendo una legislatura europea capace di portare la transizione ecologica e il ruolo del bio al centro dell’agenda politica. il clima politico però sta cambiando, insieme a quello del nostro pianeta: il movimento del bio vuole scongiurare i ripensamenti dell’ultima ora sul Green deal, resi evidenti anche dalla recente relazione della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen sullo stato dell’Unione.

«Malgrado i venti contrari sempre più forti – commenta Jan Plagge, presidente di IFOAM Organics Europe -, il biologico europeo mantiene fede alla sua missione di sostenibilità e ai suoi impegni per l’ambiente e la collettività: vogliamo lasciare il pianeta in buone condizioni per le generazioni future».

«Le esperienze – continua Plagge – raccontate in prima persona dai motivati operatori green presenti a Cordova dimostrano che è possibile coniugare in maniera responsabile crescita economica e rispetto dell’ambiente». «Non dobbiamo mettere da parte la strada della transizione ecologica: occorre migliorare il nostro modo di produrre puntando a ridurre i pesticidi, aumentare la biodiversità, migliorando la salute dei suoli e la gestione delle risorse idriche: il biologico è una parte decisiva della soluzione per tutti questi obiettivi».

Il confronto istituzionale

Nel corso delle numerose sessioni del XVII Congresso, che ha avuto il sostegno istituzionale del Ministero dell’Agricoltura, della Pesca e dell’Alimentazione del Governo spagnolo, è stato valutato, assieme a Joanna Stawowy, della Dg Agricoltura della Commissione Europea e a Francisco Martínez Arroyo del Ministero dell’Agricoltura spagnolo, l’impatto delle nuove politiche europee in materia di ambiente, promozione, mercati esteri, certificazione, cambiamento climatico.