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UNGHERIA AL DECIMO POSTO TRA I PAESI CON IL MAGGIORE INCREMENTO NEL SETTORE BIOLOGICO AL MONDO

UNGHERIA AL DECIMO POSTO TRA I PAESI CON IL MAGGIORE INCREMENTO NEL SETTORE BIOLOGICO AL MONDO

Spetta all’Ungheria il decimo posto nella lista dei paesi con maggiore incremento nel settore biologico, a presentare i dati l’ultimo rapporto di FiBL e IFOAM dal titolo “The World of Organic Agricolture – Statistics and emerging trends 2021”.

Benché nella superficie totale, lo stato comprenda una quota di agricoltura biologica del 6%, non molto alta rispetto a quella degli stati limitrofi, il rapporto segnala nell’anno 2020 un incremento elevato inedito dalle proporzioni non scontate.

I dati restituiscono nell’anno 2019, 93.800 ettari di superficie destinata all’agricoltura biologica nel paese, dato che legittima il decimo posto tra i paesi con crescita maggiore nel mondo, subito successivo al Brasile.

Proporzionale è risultata la crescita del numero di imprese registrate a metodo bio nel corso dello stesso anno, per un totale di 5600 unità registrate alla fine del 2019.

Lo stato risulta inoltre al dodicesimo posto tra i maggiori produttori di frutta biologica. A predominare le noci, con il 40% della produzione totale, accanto a sambuco e susine con una percentuale che oscilla tra 20 e 15 %. Bacche di olivello spinoso, ciliegie e amarene, tra le altre produzioni locali.

Fonte: Sinab

SI TERRÀ DAL 16 AL 18 GIUGNO LA NUOVA EDIZIONE DELL’EUROPEAN ORGANIC CONGRESS

SI TERRÀ DAL 16 AL 18 GIUGNO LA NUOVA EDIZIONE DELL’EUROPEAN ORGANIC CONGRESS

Torna dal 16 al 18 giugno l’edizione 2021 dell’European Organic Congress, resa possibile dall’organizzione di IFOAM Organics Europe e dal partner portoghese Agrobio.

Il congresso riunirà, come nelle precedenti edizioni, stakeholder dell’agricoltura biologica provenienti da tutta Europa e offrirà ai partecipanti la possibilità di prendere parte a sessioni ed incontri e interagire con esperti su temi di rilievo relativi all’alimentazione e agricoltura bio.

Giunto alla quindicesima edizione, l’evento vedrà la partecipazione di relatori e moderatori che metteranno in campo competenze di alto livello, aggiornando i partecipanti sugli ultimi sviluppi in atto nel settore.

Ulteriori informazioni in merito e un programma più dettagliato seguiranno sulle piattaforme dedicate alla manifestazione: il sito web europeanorganiccongress.bio e i canali Twitter, Facebook e LinkedIn.

Suolo e Salute, oltre ad essere membro di Ifoam Europe, sarà sponsor del congresso.

Fonte: Organics Europe

NUOVO REGOLAMENTO UE 848/2018: QUASI CERTA L’APPLICAZIONE A PARTIRE DAL 1 GENNAIO 2022

NUOVO REGOLAMENTO UE 848/2018: QUASI CERTA L’APPLICAZIONE A PARTIRE DAL 1 GENNAIO 2022

Nuovo Regolamento UE 848/2018: quasi certa l’applicazione a partire dal 1 gennaio 2022

Quasi certo il tanto atteso posticipo dell’entrata in vigore del Regolamento UE 848/2018 al 1 gennaio 2022, lo comunica IFOAM UE. Manca ancora l’atto ufficiale, ma la decisione sembra già assunta definitivamente. La Commissione annuncerà l’apertura della consultazione pubblica sul prossimo piano d’azione per il biologico dell’UE e la proposta di posticipare di un anno l’entrata in vigore del nuovo regolamento 848/2018. Di seguito i commenti di IFOAM UE, l’organizzazione che più di tutti ha seguito la positiva evoluzione e ha fortemente sostenuto la decisione della Commissione.
Jan Plagge, Presidente IFOAM Organics Europe, ha commentato così la notizia: “Un nuovo piano d’azione dell’UE per l’agricoltura biologica è fondamentale per rendere l’Europa ancora più biologica. Il futuro piano d’azione dovrebbe essere all’altezza dell’ambizione delle strategie Biodiversità e Farm to Fork di raggiungere il 25% di terreno biologico nell’UE entro il 2030, con obiettivi a tempo determinato, un budget adeguato e una reale influenza sui piani strategici nazionali della PAC. Accogliamo già con favore i piani della Commissione di stanziare un budget di 40 milioni di euro per l’agricoltura biologica nell’ambito della politica di promozione nel 2021. Questo tipo di passi concreti è ciò di cui abbiamo bisogno per stimolare la domanda e sensibilizzare sui vantaggi della produzione biologica, che è un elemento chiave del piano d’azione.”

Secondo IFOAM il rinvio dell’entrata in vigore aiuterà sia gli organismi di controllo e certificazione a prepararsi al meglio per accogliere le modifiche previste dal nuovo regolamento ed attuare il nuovo sistema di controllo, sia gli operatori biologici a recepire le nuove disposizioni normative.

Eduardo Cuoco, Direttore IFOAM Organics Europe, ha dichiarato: “Posticipare l’entrata in vigore del nuovo regolamento è una decisione saggia che consentirà agli Stati membri di portare a termine adeguatamente la valutazione degli atti delegati. Apprezziamo la decisione della Commissione Europea per aver ascoltato le preoccupazioni degli agricoltori, trasformatori, commercianti e certificatori biologici di tutta Europa, che hanno bisogno di avere tempo sufficiente per adattarsi alle nuove regole e per mantenere alta l’efficacia del sistema di controllo del biologico. Chiediamo ora al Parlamento europeo di accettare senza indugio questa proposta attraverso una procedura semplificata “.

Fonte: IFOAM 

Semi derivati da fusione cellulare: ecco come rimpiazzarli in agricoltura bio

Semi derivati da fusione cellulare: ecco come rimpiazzarli in agricoltura bio

Dopo un percorso interno all’organizzazione, IFOAM – Organics International, federazione che riunisce gli stakeholder del settore bio a livello mondiale, ha deciso di rivedere la propria posizione su determinate tecniche di ingegneria genetica. La prima definizione in materia creata dall’organizzazione, non includeva infatti le tecniche di fusione cellulare. Una discussione successiva ha invece portato alla revisione di tale assunto e all’inserimento di tali tecniche nella più ampia definizione di ingegneria genetica, da cui deriva come risultato la produzione di Organismi Geneticamente Modificati.

Questo pone un problema pratico ai coltivatori biologici. Come informa la stessa IFOAM, infatti, “l’utilizzo decennale di questa tecnologia per la riproduzione di determinate cultivar ha come conseguenza il fatto che l’intera catena commerciale delle sementi siano derivate da essa”. Sarebbero, quindi, scarse le alternative per i produttori bio.

Un problema che diventa ancora più acuto a causa di “molte aziende di sementi che sono poco trasparenti sulla storia riproduttiva dei propri prodotti”. Si impone quindi una strategia per ovviare a tali difficoltà. Ecco perché IFOAM ha diffuso un documento intitolato “Situation Analysis and Strategy for Replacing Cell Fusion Cultivars in Organic Systems”. Il report ha quindi l’obiettivo di analizzare la situazione attuale e implementare strategie per rimpiazzare le cultivar da fusione cellulare nei sistemi biologici.

Fusione cellulare: definizione

Come accennato, le tecniche di fusione cellulare non erano state inizialmente incluse da IFOAM tra quelle di ingegneria genetica. Questo perché il dibattito pubblico sugli OGM è stato spesso focalizzato più sul DNA ricombinante che sulle tecnologie cellulari. Ma la riflessione è stata recentemente capovolta:

«Da un punto di vista biologico – spiega IFOAM – le cellule sono la più piccola entità della vita auto-organizzata. Un intervento tecnologico al di sotto di tale soglia, come accade nelle tecniche di fusione cellulare, non è in linea con i valori dell’agricoltura biologica».

Tale tecnologia è infatti impiegata per “ibridare le piante attraverso la rimozione delle pareti cellulari di specie diverse”. Specie che, in condizioni naturali, non si accoppierebbero. La tecnologia invece, “impiegata dagli allevatori sin dagli anni ‘80” permette di fondere i contenuti delle loro cellule.

Fusione cellulare: il problema per i coltivatori bio

Una volta stabilita l’incompatibilità di tali sistemi con le tecniche agricole biologiche, si pongono una serie di problemi pratici per i coltivatori. La tecnica è stata infatti estremamente pervasiva. Nel corso di oltre 30 anni di applicazione, ha finito per essere estesa alla quasi totalità della fornitura di sementi a livello globale. In questo modo ha lasciato, anche agli agricoltori bio, scarse possibilità alternative.

«Il problema – sottolinea IFOAM – è particolarmente acuto a livello globale su determinate cultivar di crocifere: broccoli, cavolfiore, cavolo rapa, e altri tipi di cavolo, e per la colza».

Per tali verdure, gli agricoltori bio sono stati spesso lasciati “senza forniture alternative” rispetto a quelle ottenute tramite fusione cellulare. Le alternative vanno però via via instaurandosi, grazie anche a una nuova consapevolezza diffusa sul tema.

Fusione cellulare: le alternative dall’Europa

«Diversi progetti europei per rimpiazzare le cultivar da fusione cellulare nella catena del valore bio hanno creato modelli utili».

Gli esperti di IFOAM hanno raccolto nel documento le buone pratiche europee per la sostituzione di sementi proveniente da tali tecniche di ingegneria genetica. È il caso per esempio della Germania, dove già dal 2013 si è posto il problema: oggi i prodotti cell fusion free sono relativamente semplici da trovare. Anche perché le associazioni di categoria (Bioland, Demeter, Naturland e così via) hanno escluso tali cultivar dai propri standard produttivi.

Sono stati diversi i progetti europei in tema, che IFOAM cita come esempi di buone pratiche: da Fair Breeding, in cui alcuni dettaglianti hanno deciso di supportare in prima persona le produzioni biodinamiche, all’italiano Bioverita.

Da tali esempi, IFOAM ha tratto alcuni principi pratici su cui basare la propria strategia. In primo luogo, si punta alla creazione di network regionali per coordinare e spingere le azioni strategiche necessarie in specifiche catene valoriali bio; IFOAM può invece mantenere un ruolo globale nel supportare il movimento.

Nello specifico, i due network saranno impegnati nell’adozione di una serie di attività:

  • Stimolo della consapevolezza negli operatori di settore
  • Creazione di coltivazioni alternative
  • Accesso degli agricoltori a tali alternative
  • Accettazione da parte dei consumatori
  • Revisione delle norme e dei regolamenti biologici

FONTI:

https://www.ifoam.bio/en/news/2017/10/19/ifoam-organics-international-releases-strategy-replacing-cell-fusion-cultivars

https://www.ifoam.bio/sites/default/files/cell_fusion_replacement_strategy_2017_for_website_upload.pdf

https://it.wikiversity.org/wiki/Organismi_geneticamente_modificati

 

IFOAM EU: aperte le iscrizioni per l’11esimo Congresso europeo BIO

IFOAM EU, la federazione europea dei movimenti, dei produttori e del mondo degli appassionati dell’agricoltura biologica, ha aperto le iscrizioni per l’11esimo Congresso europeo sul bio (European Organic Congress), che si terrà a Tallinn, in Estonia dal 5 al 7 settembre prossimi.

Il tema di quest’anno sarà “Transforming food & farming – Making it Happen” (Trasformare cibo e agricoltura –Facciamo in modo che accada).

Durante l’appuntamento, gli stakholder e i policy maker discuteranno insieme di come raggiungere insieme gli obiettivi previsti dalla Organic Vision 2030 europea, un orizzonte programmatico per lo sviluppo dell’agricoltura biologica nel continente.

11esimo Congresso europeo del Bio: appuntamento a Tallinn

«Negli ultimi due anni, IFOAM UE ha lavorato in maniera proattiva insieme al movimento bio e a gruppi e associazioni di ispirazione simile, per valutare le strategie da implementare nello sviluppo del comparto biologico, in Europa. In Estonia, analizzeremo le iniziative già in atto nel continente, che dimostrano come ipolicy maker e gli stakeholder possono lavorare insieme per ispirare tutto il movimento».

Nei dibattiti, workshop e seminari previsti a Tallinn, saranno presi in considerazione gli obiettivi e le pratiche messe in campo da altreorganizzazioni internazionali. I modelli di riferimento, qui, saranno l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, programma delle Nazioni Unite (UNRIC Bruxelles), e la Climate Action 2020, l’azione dell’Unione Europea per prevenire i cambiamenti climatici. Entrambi gli impegni dovrebbero portare a un cambiamento radicale dell’agenda comunitaria nel settore agroalimentare. Un cambiamento che IFOAM intende stimolare e indirizzare.

Il programma completonon è stato ancora reso noto. Di certo, il primo giorno di lavori sarà occupato principalmente da una seduta Plenaria intitolata “Sostenibilità Ora! Una Vision europea per la Sostenibilità”, a cui parteciperanno:

  • Pekka Pesonen –Segretario Generale di Copa – Cogeca, Comitato europeo per le Professioni Agricole e la Cooperazione in Agricoltura
  • Jeremy Wates –Segretario Generale dell’Ufficio Europeo per l’Ambiente(presenza da confermare)
  • Karl Kalkenberg – Senior Advisor del Presidentedella Commissione Europea in materia di Sviluppo Sostenibile (presenza da confermare)
  • Christopher Stopes -Presidente di IFOAM EU
  • Eduardo Cuoco, Direttore di IFOAM EU, che modererà l’appuntamento

Nel secondo giorno di incontri, ci saranno invece due Panel di discussione. Il primo sulla Regolamentazione nel settore bio, il secondo intitolato: “Ripensare l’agricoltura biologica nel passaggio verso un sistema alimentare sostenibile”.

Agli interessati, la Federazione offre uno sconto del 20% sulla fee d’ingresso per coloro che compilano il form di iscrizione in anticipo.

Per iscriversi, è possibile consultare questo link: http://my.ifoam-eu.org/civicrm/event/register?reset=1&id=105

IFOAM EU e l’Organic Vision 2030

Obiettivo finale dei Panel di discussione sarà il lancio di una roadmap da qui al 2030 per rendere effettivi e realizzabili i risultati previsti dalla Organic Vision. La discussione verterà quindi su 3 obiettivi principali:

  • “Bio su ogni tavola”, per diffondere la consapevolezza del cibo biologico tra i consumatori
  • “Una risposta olistica per cibo e agricoltura”, per fondere gli approcci dei diversi sistemi produttivi in un’unica prospettiva sostenibile
  • “Catena alimentare giusta e trasparente”, per migliorare la trasparenza nei confronti dei consumatori e degli altri operatori lungo tutta la filiera

«La mission finale per cui siamo impegnati», scrivono i responsabili di IFOAM UE nella loro Vision 2030, «è di estendere su più della metà dei terreni agricoli europei i principi biologici di salute, equità, ecologia e cura, provvedendo a portare in ogni casa, istituzione, ufficio in Europa alimenti freschi, stagionali ed equamente retribuiti».

FONTI:

http://www.ifoam-eu.org/en/news/2017/04/06/early-bird-registration-11th-european-organic-congress-open

http://www.ifoam-eu.org/sites/default/files/413-ifoam-vision-web.pdf

http://organic-congress-ifoameu.org/

http://organic-congress-ifoameu.org/programme/

IFOAM sui brevetti: gli animali non sono invenzione dei produttori di mangimi

L’Ufficio europeo dei brevetti (EPO) intende concedere un brevetto su salmoni alimentati con piante specifiche (EP1965658).

Stando a quanto affermato da No Patents on Seed, l’organizzazione no profit che si occupa principalmente di brevetti su piante, semi e animali, l’EPO avrebbe informato il richiedente australiano che il brevetto è pronto per essere rilasciato entro i prossimi mesi.

Un documento che permetterebbe all’azienda di rivendicare il salmone e l’olio da esso ricavato.

IFOAM si è espressa sulla cosa precisando che l’idea alla base del brevetto, cioè che i prodotti alimentari derivati da questi salmoni abbiano un maggior contenuto di acidi grassi Omega 3, non è nuova. Ad esempio, è noto che le mucche che pascolano sui prati hanno una maggiore concentrazione di questi acidi grassi nel latte.

Non è la prima volta che l’EPO concede brevetti su animali provenienti da allevamenti convenzionali per la produzione alimentare.

brevetti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel 2008, un brevetto depositato da Monsanto sosteneva che i maiali avevano migliorato la qualità della carne (EP1651777). Sempre nel 2008, è stato concesso un brevetto a un allevamento convenzionale di mucche e maiali (EP1506316). E nello stesso anno anche a una selezione di vacche da latte (EP1330552). Quasi tutti questi brevetti sono stati successivamente revocati.

Ruth Tippe di No Patents on Life afferma: “Se gli animali diventano invenzioni brevettate, perché alimentati con mangimi specifici, anche mucche e maiali allevati nei pascoli potrebbero essere brevettati“.

Da anni, le organizzazioni chiedono ai politici di bloccare la concessione di brevetti su piante e animali.

Recentemente, aggiunge IFOAM nel suo comunicato, diversi governi europei hanno preso provvedimenti contro i brevetti su piante e animali derivati da allevamento convenzionale. Inoltre, la Commissione europea sta lavorando per fornire delle chiarificazioni in merito, in modo da rafforzare i divieti esistenti in campo di diritto di brevetto europeo.

Fonti:

http://www.ifoam-eu.org/en/news/2016/07/20/no-patents-seeds-press-release-animals-are-not-invention-feed-industry

http://no-patents-on-seeds.org/en/recent-activities/letter-european-patent-office