Suolo e Salute

Tag Archives: dop

Chi guida la qualità nell’agroalimentare? Italia al top in UE per Dop e Igp

Chi guida la qualità nel settore agroalimentare Ue? Si intitola così un’interessante infografica realizzata daAymone Lamborelle, Samuel White e Sarantis MichalopoulosEuractiv, che fotografa l’eccellenza nel settore agroalimentare Ue. I Paesi europei del sud, con l’Italia in testa, dominano per numero di prodotti certificati da denominazioni come Dop, Igp e Stg.

Ecco i dati più interessanti.

Dop, Igp e Stg: Italia numero 1 per certificazioni

Sono gli Stati del sud Europa a dominare la speciale ‘classifica’ del numero di prodotti agroalimentari identificati con una denominazione geografica. Italia, Francia, Spagna, Grecia e Portogallo detengono infatti il 70% del totale delle GIs.

Secondo Euractiv, che ha elaborato i dati della Commissione Europea, sono oggi 1.402 i prodotti alimentari che hanno una denominazione di origine geografica, tra Dop, Igp e Stg.

L’Italia è al numero 1 con 293 prodotti a cui è stata assegnata una denominazione di origine. È soprattutto il comparto ortofrutticolo a esprimere merci di qualità Mad in Italy: sono ben 110 le specialità nel settore. Seguono 52 tipi di formaggio e 46 tra olii e grassi.

Al secondo posto europeo, c’è la Francia, con un totale di 242, specializzata soprattutto nella carne. Poi la Spagna, che si aggiudica il gradino più basso del podio con 194 prodotti. Seguono Portogallo (138) e Grecia (104) nella top 5 europea.

Si tratta di numeri estremamente importanti per il comparto agroalimentare. Come spiegano infatti gli stessi autori, “in Europa (e nel mondo) le persone esigono sempre più spesso di conoscere la provenienza del loro cibo”. Determinate aree – pensiamo al ‘potere’ che ha ancora il Made in Italy sui mercati internazionali – sono diventate sinonimo di “autenticità e tradizione”.

I marchi di denominazione non sono quindi esclusivamente un fattore di accresciuto prestigio. Aumentano, anzi, il valore di mercato dei prodotti. Anche perché richiedono livelli qualitativi che beni simili non possiedono:

«Per far fronte alla crescente concorrenza globale, i produttori alimentari dell’Ue si concentrano sulla qualità delle loro merci, così da esser sicuri che queste possano rimanere attraenti per i consumatori».

Dop e Igp: valore di mercato e il problema contraffazione

I dati presenti nell’infografica Euractiv si riferiscono al 2014. 3 anni fa, i consumatori europei hanno speso complessivamente 48 miliardi europei per prodotti GI, con un’indicazione di origine. Le quote di mercato principali sono state raccolte dalle bevande. Vince, su tutti, il vino. Ecco la classifica dei prodotti più acquistati con relative quote di mercato:

  • Vino –54,3%
  • Liquori – 13,3%
  • Formaggi – 12,7%
  • Carne fresca (e prodotti a base di carne) – 7,6%
  • Birra – 4,6%
  • Frutta, verdura e cereali – 1,7%
  • Altro – 5,8%

A fronte di un mercato vitale e redditizio, si fa largo purtroppo la piaga della contraffazione. Sempre nel 2014, il 9% dei prodotti GI è stato contraffatto, per un danno complessivo di 4,3 miliardi ai produttori e di 2,3 miliardi ai consumatori Ue.

A farne maggiormente le spese la Francia, che ha perso 1,6 miliardi di euro a causa delle merci falsificate. Segue l’Italia con 682 milioni. Poi Germania (598 mln), Spagna (266 mln) e Grecia (235 mln).

Dop, Igp e Stg: una guida alle denominazioni

Presente nell’infografica anche una guida agile per chi non conoscesse le 3 denominazioni di origine presenti nell’Ue.

Dop: denominazione di origine protetta

A questa categoria appartengono 626 prodotti alimentari che sono “indissolubilmente legati ad una specifica area geografica. Sono prodotti trasformati e preparati nella regione interessata, utilizzando ingredienti e competenze locali”.

Igp: Indicazione geografica protetta

Sono 720 i prodotti alimentari a marchio Igp. In questo caso i prodotti sono “identificati con la regione specifica in cui vengono trasformati e preparati”, ma gli ingredienti di base utilizzati “non provengono necessariamente dalla regione di riferimento”.

Stg: Specialità tradizionali garantite

Meno conosciuta, alla sigla Stg appartengono 56 prodotti alimentari. In questo caso, i beni vengono “lavorati utilizzando ingredienti o tecniche tradizionali”, ma non c’è “una specifica area geografica” a cui ricondurli.

FONTI:

http://www.italiafruit.net/DettaglioNews/40565/in-evidenza/dop-e-igp-la-classifica-ue

http://classeuractiv.it/news/chi-guida-la-qualita-nel-settore-agroalimentare-ue-201707260853088719

Rapporto Ismea-Qualivita: Italia si conferma leader mondiale per prodotti certificati

Il 17 febbraio 2016, a Roma, in occasione della ‘Giornata nazionale della qualità agroalimentare’ è stato presentato il tredicesimo rapporto Ismea-Qualivita sulle produzioni italiane agroalimentare e vitivinicole DOP, IGP e STG. L’evento è avvenuto alla presenza dei presidenti delle Commissioni Agricole di Camera e Senato Luca Sani e Roberto Formigoni, del Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina e dell’europarlamentare Paolo De Castro.

I dati sono incoraggianti e confermano l’Italia leader mondiale per prodotti certificati: sono 805 quelli iscritti nel registro UE, di cui 282 Food e 523 Wine, per un valore complessivo di 13,4 miliardi, pari al 10% del fatturato totale dell’industria alimentare.

Bene anche l’export delle Ig che vale 7,1 miliardi di euro, in forte crescita sull’anno precedente (+8,2%) e pari al 21% dell’ammontare complessivo delle esportazioni agroalimentari nazionali.

L’Italia si è fatta valere nel panorama dei cibi a denominazione anche nel 2015 (+9 registrazioni), seguita dall’emergente Croazia e dal Portogallo (+8).

qualivita

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le regioni italiane in cima alla lista sono: il Veneto e la Toscana con 90 prodotti, il Piemonte con 81, la Lombardia con 77 e l’Emilia Romagna con 73.

Chi ha il maggior ritorno in termini economici è la Provincia di Parma, con 951milioni grazie al discreto numero di filiere Dop Igp (12) che insistono nel territorio, ma soprattutto all’entità del valore economico ad esse collegato.

Per il comparto Wine, invece, la provincia con maggior ritorno economico (341 milioni) è quella di Verona, in cui si contano 24 denominazioni Dop Igp

Secondo il rapporto Ismea, non esiste un solo comune italiano “senza prodotti certificati”.

Il rapporto ha segnalato infine la crescita della produzione dei vini di qualità in Italia con circa 23 milioni di ettolitri e un valore stimato di 7 miliardi di euro. Le esportazioni di vino Dop Igp hanno raggiunto un valore complessivo di 4,3 miliardi di euro (+4%): negli ultimi cinque anni il valore all’export ha avuto incrementi complessivi di oltre il 30%, sia nel segmento delle Dop che delle Igp.

qualivita

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Ministro Martina ha così commentato i dati: “Qualità agroalimentare è sempre più sinonimo d’Italia. La nostra leadership nel settore dei prodotti a denominazione non è fatta solo di numeri importanti, ma è l’espressione della forza di un tessuto economico e produttivo strettamente connesso ai territori. Un modello che vogliamo rafforzare sempre di più, anche attraverso un salto di qualità sul fronte organizzativo. I dati ci dicono che c’è un potenziale inespresso enorme da liberare, soprattutto al Sud. Stiamo lavorando da un lato per supportare al meglio i nostri prodotti di punta, che hanno la forza anche di aprire nuovi mercati, dall’altro per aiutare i produttori ad aggregarsi, sfruttando i vantaggi che il sistema delle denominazioni può portare. Oggi le prime 10 Dop e Igp nazionali sviluppano l’80% del fatturato. Dobbiamo far salire questa lista almeno a 20 prodotti nei prossimi tre anni. Per farlo puntiamo su formazione e organizzazione, perché è su questi fronti che serve un cambio di passo. Servono più managerialità e investimenti nel capitale umano per dare futuro alle filiere e ai territori“.

Fonti:

https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/9748

http://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/business/2016/02/17/alimentare-tra-dop-e-igp-un-patrimonio-di-134-miliardi_627ea20f-8944-4272-b734-c2195e47409a.html

http://www.adnkronos.com/lavoro/made-in-italy/2016/02/17/dop-igp-patrimonio-mld-export-vola_lYbuPsbBmBEWpdYzKXyo1K.html?refresh_ce

 

Indicazioni geografiche e tutela dei prodotti: se ne parla a Expo

Favorire la diffusione delle indicazioni geografiche per combattere le contraffazioni e creare valore aggiunto ai prodotti virtuosi. Di questo si è parlato nei giorni scorsi a Expo 2015, durante l’Assemblea generale delle indicazioni geografiche che si è riunita all’interno del Padiglione Italia.

Come affermato dal Ministro Maurizio Martina durante l’apertura dei lavori: “Nella costruzione di modelli di sviluppo sostenibili che diano risposte concrete alla sfida alimentare la tutela delle indicazioni geografiche ricopre un ruolo cruciale. Attraverso lo strumento del “marchio geografico”, infatti, si può creare valore aggiunto a vantaggio dei produttori, delle zone rurali e dei territori d’origine, creando meccanismi virtuosi di integrazione delle filiere“.

doc-igp-stg

 

 

 

 

 

 

 

 

Un pensiero condiviso anche da Florence Tartanac, della Fao (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), che vede nelle indicazioni geografiche un’opportunità a favore delle persone, dell’economia e del territorio: “Hanno la capacità di mantenere vitale il tessuto economico di un territorio, conservano le tradizioni e sostengono l’economia in aree che altrimenti sarebbero destinate all’abbandono. Inoltre salvaguardano la biodiversità mantenendo vive colture che altrimenti si perderebbero“.

E di denominazioni riconosciute l’Italia se ne intende: in Europa è il Paese con il più alto numero di prodotti tutelati, ben 274 dop e igp e 523 vini docg, doc e igt. La sfida, però, rimane quella di promuovere la denominazione all’estero, portando i consumatori internazionali a riconoscere i prodotti virtuosi e a preferirli agli altri.

In questo discorso, un’attenzione particolare deve essere data alle trattative sul Ttip, il Partenariato trans-atlantico per il commercio e gli investimenti. Come spiega Luca Sani, presidente della commissione Agricoltura alla Camera: “Negli Stati Uniti il concetto stesso di tipicità geografica è sconosciuto. Sarà quindi molto difficile arrivare ad un accordo che porti il governo Usa a riconoscere e proteggere prodotti come il Parmigiano, l’Aceto balsamico di Modena o la bufala campana“.

Su questo punto il governo ha concentrato le sue energie su un importante progetto di comunicazione e promozione. “Fra pochi giorni partirà la campagna di promozione del segno unico distintivo dell’agroalimentare italiano“, racconta Maurizio Martina, “Abbiamo messo sul piatto 70 milioni di euro per far conoscere ai consumatori statunitensi e canadesi i prodotti del made in Italy, con una presenza forte negli store e sui mezzi di comunicazione”.

Altro punto fondamentale della tutela del made in Italy è Internet, grossa opportunità per i produttori, ma al tempo stesso grande minaccia. Sul web, infatti, vengono venduti numerosi prodotti spacciati come italiani, falsi Igp e doc tarocchi.

Su questo tema, continua a spiegare Martina, sono stati già avviati accordi con colossi dell’e-commerce come eBay e Alibaba. Accordi volti a bloccare i flussi di merce che imitano i marchi italiani a denominazione.

Fonti:

http://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2015/10/13/indicazioni-geografiche-una-risorsa-per-l-economia-e-la-biodiversita/45864

https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/9313

Tutto Food 2015: al via la fiera dell’alimentazione

Suolo e Salute si prepara a partecipare al grande evento presente a Rho Fiera dal 3 al 6 maggio;  aprirà i battenti infatti il Salone biennale dell’Agroalimentare, TuttoFood, nella sua quinta edizione, parallelamente alla prima settimana di apertura dell’Expo. Paolo Borgio, l’Exhibition Manager, ci comunica alcuni numeri: “Avremo oltre 7mila marchi, circa 3mila espositori, di cui 450/500 internazionali, 43 paesi presenti. Abbiamo circa 20mila visitatori internazionali e ci aspettiamo 50mila italiani. Ci aspettiamo anche per i visitatori un’opportunità in più che è quella di poter visitare di giorno Tuttofood e a partire dalle 19 poter andare a Expo a visitare l’Esposizione”.

Noi come Suolo e Salute saremo presenti al Padiglione 1 Stand R16 S15.

I segnali di un notevole miglioramento rispetto all’edizione precedente ci sono tutti, il comparto Carne e Salumi ad esempio è cresciuto del 40% rispetto all’edizione del 2013, quello del dolciario ha visto raddoppiare il numero di espositori, mentre sono cresciute rispettivamente del 50 e del 130% le aziende del settore acque minerali e birra. In questa edizione ci sarà come novità un settore  dedicato alla distribuzione automatica e un settore ittico.

tuttofood 2015

 

 

 

 

 

 

Oltre alla sezione Green Food che è stata notevolmente ampliata, trova spazio tra i dieci padiglioni una sezione dedicata al gluten free, vista la cresce attenzione in materia, in più tra le varie occasioni vi si svolgerà un campionato speciale dove pizzaioli e pasticcieri si sfideranno a colpi di panificazioni salate e dolci preparate esclusivamente con farine prive di glutine.

All’interno dell’evento la presenza dei consorzi di tutela delle produzioni italiane, Dop e Igp sarà compatta, e si vedrà la presenza di Aceto Balsamico di Modena Igp, il Grana Padano Dop, il Gorgonzola Dop, il Taleggio Dop, la mozzarella di bufala Campana Dop e di molti altri.

TuttoFood 2015 si è fatto ambasciatore dei valori legati  al rispetto della tradizione ma allo stesso tempo alla capacità di innovarsi e di trovare nuove nicchie di mercato. La fiera è dedicata agli operatori del settore e rispetterà i seguenti orari per il pubblico: dalle 8.30 alle 17.30 del 3,4,5 e 6 maggio 2015.