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Tag Archives: biodiversità

IN OREGON LE API MUOIONO DI VECCHIAIA

IN OREGON LE API MUOIONO DI VECCHIAIA

Dopo una strage di api causata dai pesticidi, l’Università dell’Oregon ha avviato un programma di formazione sull’uso corretto dei pesticidi e iniziative per rendere i famosi vini dello Stato in più bee friendly del mondo

 

La minaccia dei pesticidi sulle api (in particolare quella portata dai neonicotinoidi) non è certamente una novità, con approccio differenziato tra autorità USA ed europee (e in genere quello delle prime è molto più morbido, ma con variabilità tra Stato e Stato).

Nel 2013 l’Oregon ha registrato una strage di api causata dai pesticidi che ha avuto una grande eco tra il pubblico, minacciava un impatto negativo sull’immagine della viticoltura dello Stato e ha sollecitato riflessioni sulla necessità di proteggere l’ambiente.

L’università statale ha avviato la creazione di materiale didattico destinato a aziende e professionisti del settore agricolo e nel 2018 si è data vita all’Oregon Bee Project per diffondere la conoscenza su come far convivere produzione primaria e api.

Sono stati coinvolti circa 12.000 agricoltori che hanno ricevuto formazione specifica sui rischi dei pesticidi per le api, coinvolgendo anche le scuole nelle attività di sensibilizzazione; è stato realizzato l’Oregon Bee Atlas, che raccoglie dati sulle 567 specie di api presenti nello Stato.

L’Atlante traduce i dati dei censimenti delle api in indicazioni pratiche per agricoltori e giardinieri, suggerendo le migliori essenze da piantare in ogni contea dell’Oregon e fornisce informazioni che possono orientare le migliori decisioni per la gestione degli habitat a livello territoriale.

Il risultato? Con la sensibilizzazione e l’informazione degli umani, da cinque anni in Oregon le api muoiono solo di vecchiaia…

Un ottimo esempio pratico che potrebbe ispirare anche i nostri comprensori produttivi…

 

Vedi cosa scrive l’EFSA su neonicotinoidi e api: https://www.efsa.europa.eu/sites/default/files/news/180228-QA-Neonics-it.pdf

Vedi il progetto dell’Oregon: https://www.oregonbeeproject.org/

FESTIVAL DEL LETAME. IL CIBO DELLA TERRA E DELLA SOLIDARIETA’

FESTIVAL DEL LETAME. IL CIBO DELLA TERRA E DELLA SOLIDARIETA’

L’evento che promuove le buone pratiche agricole e valorizza le tradizioni locali si svolgerà dal 23 al 26 luglio sull’Appennino modenese. Suolo e Salute tra gli sponsor

Obiettivo della festa è quello di promuovere sia la consapevolezza e l’importanza dell’Agricoltura Biologica e Biodinamica per l’ambiente, il benessere animale e l’UOMO, la gestione sostenibile delle risorse naturali (acqua e fertilità dei suoli), la solidarietà tra produttori, consumatori e professionisti del settore, la filiera del Parmigiano Reggiano Biologico, la Biodiversità per salvare la Vacca Bianca Modenese (Presidio Slow Food). Ma saranno trattati anche altri temi.

Organizzato come ogni anno da Santa Rita Caseificio Sociale 1964, Rete Humus e l’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica a Pompeano di Serramazzoni (MO).

Tra gli sponsor i due laboratori: Fitosoil (www.fitosoil.com/it), con sede in Spagna, e Neotron (www.neotron.it) uno dei principali laboratori europei con sede a Modena. Anche Suolo e Salute (www.suoloesalute.it), primo organismo di controllo e certificazione in Italia per il biologico, con oltre 24.000 aziende bio e 700.000 ettari al controllo, ha sostenuto l’evento. Tutte e tre le strutture appartengono al Gruppo Cotecna (www.cotecna.com).

Per maggiori informazioni: www.santaritabio.com/pages/festival-del-letame-2026

 

RISCHIOSA LA SEMPLIFICAZIONE UE SUOI PESTICIDI

RISCHIOSA LA SEMPLIFICAZIONE UE SUOI PESTICIDI

Una ricerca internazionale solleva pesanti dubbi sulla proposta Omnibus che rivoluziona le procedure di autorizzazione dei pesticidi

 

Uno studio che ha visto la partecipazione dell’Università di Torino pubblicato sulla rivista Science, analizza i possibili effetti della proposta europea Omnibus Simplification Package, che punta, tra l’altro, a semplificare le procedure di autorizzazione dei pesticidi.

Anzichè migliorare il sistema, secondo i ricercatori, alcune modifiche potrebbero ridurre il livello di tutela ambientale.

Tra le misure più criticate vi sono l’autorizzazione a tempo indeterminato di molte sostanze attive, l’estensione dei tempi di smaltimento dei prodotti per i quali non è stata rinnovata l’autorizzazione, ma anche la riduzione della documentazione richiesta per i prodotti di biocontrollo.

Gli autori evidenziano che già l’attuale sistema presenta importanti lacune, dato che non considera adeguatamente molte specie non bersaglio, come anfibi, rettili, pipistrelli e impollinatori selvatici, né l’effetto cocktail derivante dagli effetti combinati di più pesticidi.

Per rendere il sistema più efficace, propongono di aumentare la trasparenza degli studi, rendere pubblici i dati, introdurre un monitoraggio costante dopo l’autorizzazione dei prodotti e collegare i risultati del monitoraggio alle future valutazioni del rischio.

Secondo lo studio, per ridurre i ritardi nelle autorizzazioni senza compromettere la protezione della salute umana e della biodiversità sarebbero sufficienti investimenti relativamente contenuti.

Il professor Simone Tosi sottolinea che la semplificazione amministrativa non deve avvenire a scapito del rigore scientifico e che una regolamentazione solida favorisce un’agricoltura più sostenibile e una migliore tutela degli ecosistemi.

 

Leggi qui: Dimitry Wintermantel et al., EU Omnibus proposal increases pesticide risks. Science 392, 1348-1351 (2026).

https://www.science.org/doi/10.1126/science.aeg8744

BRUXELLES, NON C’È PACE SUGLI OGM

BRUXELLES, NON C’È PACE SUGLI OGM

Mentre si affilano le armi sulle Nuove Tecniche Genetiche, il parlamento europeo sconfessa la Commissione, troppo morbida nell’autorizzare i “vecchi” OGM

A febbraio la Commissione europea ha autorizzato la soia OGM MON 94637, scatenando forti proteste nel Parlamento europeo: contro la decisione gli eurodeputati voteranno una mozione, che non è vincolante, ma è una pesante sconfessione politica dell’operato della squadra Von der Leyen.

La commissione Ambiente del Parlamento ha già bocciato l’autorizzazione con 45 voti favorevoli al ritiro, 29 contrari e 1 astenuto: a dimostrazione della fluidità della situazione, tra chi si è schierato contro la Commissione europea c’è anche un buon numero di membri del PPE, il partito di Ursula Von der Leyen.

Gli eurodeputati lamentano che la valutazione dei rischi effettuata dalla Commissione è incompleta e denunciano l’assenza di studi sufficienti sugli effetti a lungo termine, il che solleva dubbi su biodiversità, sicurezza alimentare e salute animale.

Chiedendo di far marcia indietro sull’autorizzazione, la risoluzione in preparazione accusa la Commissione di aver ecceduto i poteri decisionali attribuiti dal diritto della UE.

Lo scontro istituzionale non solo coinvolge direttamente la presidente, ma si inserisce in un momento delicato del dibattito sugli OGM: lo scorso 21 aprile i ministri dell’Agricoltura dei 27 hanno dato il via libera al nuovo regolamento sulle cosiddette NGT, Nuove Tecniche Genomiche (cui l’Italia, alla ricerca di denominazioni più tranquillizzanti, si riferisce come TEA Tecniche di Evoluzione Assistita), procedendo in direzione di una revisione profonda della normativa in materia.

Hanno votato a favore 18 Paesi (tra cui l’Italia), contro sei (Austria, Croazia, Ungheria, Romania, Slovenia e Slovacchia), mentre tre (Belgio, Bulgaria e Germania) si sono astenuti.

L’approvazione da parte dei ministri nazionali non è l’ultimo passo, ora tocca ora al parlamento approvare l’accordo raggiunto tra Commissione e consiglio.

Come si è visto dalla votazione di aprile, una buona parte dei Paesi UE non è d’accordo, manca una maggioranza qualificata e anche i gruppi parlamentari sono attraversati da posizioni articolate.

Sembra prevalere la richiesta di una riforma complessiva delle procedure di autorizzazione degli OGM, con regole più chiare, maggiore coinvolgimento degli Stati membri e meno libertà d’azione per la Commissione.

Vedremo se e quanto l’orientamento impatterà sull’approvazione del regolamento sui nuovi OGM di giugno…

 

Approfondisci qui: https://www.eunews.it/2026/04/22/ogm-parlamento-verso-lo-strappo-ue-commissione-ritiri-autorizzazione-di-soia-mon-94637/

ITALIA OLTRE IL LIMITE: CONSUMATE IN QUATTRO MESI LE RISORSE DI UN ANNO

ITALIA OLTRE IL LIMITE: CONSUMATE IN QUATTRO MESI LE RISORSE DI UN ANNO

Il 3 maggio è stato l’overshoot day dell’Italia. In altre parole, domenica scorsa il Paese ha consumato le risorse naturali che è in grado di produrre in un anno intero, peggiorando la situazione (l’anno scorso la giornata era caduta il 6 maggio)

 

I calcoli del Global Footprint Network sono stati presentati da WWF Italia, che segnala come in soli 123 dall’inizio dell’anno abbiamo consumato l’intero budget ecologico che sarebbe dovuto bastarci fino al prossimo San Silvestro.

Dal 4 maggio il deficit del Paese è anche ecologico: stiamo mangiando il capitale naturale, il che comporta crisi climatica, perdita di biodiversità, degrado del suolo e impoverimento degli ecosistemi, sottolinea l’organizzazione.

L’anticipo della data di tre giorni “non è un dettaglio da poco: è un segnale politico, economico e culturale. Significa che, nonostante la crescente consapevolezza per le problematiche ambientali, la nostra impronta ecologica complessiva sta continuando a peggiorare. Se tutti vivessero come noi italiani, sarebbero necessari quasi tre pianeti Terra per sostenere la domanda annuale di risorse”.

L’umanità sta consumando l’equivalente di 1,7 Pianeti ogni anno, con un’accelerazione vorticosa nell’ultimo mezzo secolo: nel 1971 Overshoot Day era caduto il 25 dicembre, nel 1990 era anticipato a metà ottobre, nel 2000 alla fine di settembre, nel 2019 è scoccato a fine luglio, adesso siamo arrivati ai primi di maggio.

L’attuale modello di sviluppo non è sostenibile, e l’agroalimentare è tutt’altro che senza responsabilità. La produzione e il consumo di carne sono quadruplicati, dai 20 kg pro capite degli anni ’60 siamo arrivati a quasi 80 kg, ma è l’intero paniere alimentare italiano a essersi appesantito dal punto di vista ecologico.

Invertire la rotta si può, ma serve un cambiamento sistemico: energia pulita, mobilità sostenibile, diete a minore impatto, tutela del suolo e delle acque, economia circolare.

Leggi di più: https://www.wwf.it/pandanews/ambiente/sostenibilita-il-3-maggio-e-lovershoot-day-italiano/

L’AGRICOLTURA BIOLOGICA FA BENE ALLE API

L’AGRICOLTURA BIOLOGICA FA BENE ALLE API

Uno studio tedesco appena pubblicato sulla Global Ecology and Conservation dimostra che l’agricoltura biologica favorisce una maggiore abbondanza, diversità e successo riproduttivo delle api solitarie, impollinatori chiave nei sistemi agroecologici

Grazie alla scelta di non ricorrere a pesticidi e fertilizzanti di sintesi e grazie alla maggior biodiversità che la caratterizza l’agricoltura biologica protegge l’ambiente e le api (ma anche i bombi).

I ricercatori hanno studiato gli effetti sugli impollinatori in 17 siti in Germania, registrando una correlazione positiva tra aree a conduzione biologica e aumento dell’abbondanza, della ricchezza di specie e della diversità delle api; l’agricoltura biologica ha un effetto benefico sulle celle di covata e sulla produzione di femmine delle api solitarie.

La promozione della diversità delle piante da fiore e l’assenza di sostanze nocive creano un habitat più favorevole per gli impollinatori, consentendo di svolgere il loro ruolo importante nei sistemi agricoli produttivi. I risultati evidenziano il potenziale dei metodi biologici nel mitigare la perdita di biodiversità.

 

Scarica gratuitamente l’articolo: Tina Betty Schultz, Sara Olberz, Hannah Burger, Manfred Ayasse, Samuel Boff, Organic agricultural landscapes promote the conservation and diversity of cavity-nesting solitary bees,

Global Ecology and Conservation, Volume 67, 2026, e04126, ISSN 2351-9894,

https://doi.org/10.1016/j.gecco.2026.e04126

(https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2351989426000752)