Suolo e Salute

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BIOLAND SÜDTIROL LANCIA CORSI E-LEARNING GRATUITI PER VALORIZZARE IL BIOLOGICO ALTOATESINO

BIOLAND SÜDTIROL LANCIA CORSI E-LEARNING GRATUITI PER VALORIZZARE IL BIOLOGICO ALTOATESINO

Bioland Südtirol, nell’ambito del progetto europeo “Più biologico regionale in Europa”, presenta insieme a diversi partner, una nuova iniziativa formativa dedicata a personale di vendita, ristorazione, trasformazione e consumatori interessati all’agricoltura biologica

I moduli di e-learning gratuiti offrono contenuti flessibili e approfonditi su temi come la produzione biologica, la biodiversità, la protezione del clima e le strategie per valorizzare i prodotti tipici dell’Alto Adige. Attraverso queste risorse, i partecipanti potranno acquisire competenze pratiche e conoscenze teoriche sul valore aggiunto della produzione regionale, sull’importanza della tutela dell’agro-ecosistema e sulle tecniche per mitigare il cambiamento climatico.

L’iniziativa si inserisce nelle attività di promozione di Bioland Südtirol, che da anni lavora per diffondere consapevolezza sul biologico e sostenere lo sviluppo di una filiera regionale sostenibile e di qualità.

I corsi sono disponibili online e in modalità flessibile, consentendo a tutti di partecipare secondo i propri ritmi e interessi.

Per maggiori informazioni e iscrizioni: https://biologicoregionale.eu/b2b/#:~:text=Di%20cosa%20tratta%20l’e%2Dlearning%20gratuito?

 

TUTTO QUEL CHE C’È DA SAPERE SULL’AGROECOLOGIA

TUTTO QUEL CHE C’È DA SAPERE SULL’AGROECOLOGIA

La direzione generale per i partenariati internazionali della Commissione europea ha pubblicato la Guida operativa UE sull’agroecologia che costituisce un riferimento fondamentale per la trasformazione dei sistemi alimentari

Del concetto di agroecologia non esiste un’unica definizione, ma un gran numero, che riflette le preoccupazioni e le situazioni dei diversi autori e operatori.

Quella concordata dal Gruppo di esperti di alto livello (HLPE) nel 2016 «l’applicazione di concetti e principi ecologici ai sistemi agricoli, concentrandosi sulle interazioni tra piante, animali, esseri umani e ambiente, al fine di promuovere uno sviluppo agricolo sostenibile per garantire la sicurezza alimentare e nutrizionale per tutti oggi e domani» è diventata ormai un po’ stretta e ora si preferisce un approccio transdisciplinare, partecipativo e orientato all’azione, con un insieme di pratiche, ma anche un movimento sociale.

La guida combina un quadro teorico e una metodologia pratica per aiutare i decisori politici, i professionisti e i ricercatori a integrare l’agroecologia nei programmi, nel dibattito politico e nelle decisioni di investimento; copre 13 principi agroecologici e li collega alle principali sfide globali, tra cui la resilienza climatica, la biodiversità, la sicurezza alimentare e i mezzi di sussistenza sostenibili.

Il documento tratta anche della relazione tra agricoltura biologica e agroecologia, trovando punti di convergenza, ma anche possibili divergenze.

I primi: l’agricoltura biologica esclude i prodotti agrochimici di sintesi, mentre l’agroecologia mira a ridurli o sostituirli, anche se alcune delle sue correnti li rifiutano in toto; la corrente più avanzata dell’agricoltura biologica si avvicina all’agroecologia cercando di migliorare la biodiversità, combattere l’erosione, aumentare le sinergie tra i sistemi, utilizzare gli ecosistemi naturali come modelli, ecc.

Di contro, un’altra corrente della cosiddetta agricoltura biologica “industriale” sviluppa pratiche più intensive, con forte meccanizzazione e, sostanzialmente un approccio di sostituzione degli input chimici con input biologici, con minor focus sulla biodiversità, non sfruttando compitamente tutti i benefici (mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici, riduzione delle emissioni di gas serra e miglioramento del sequestro del carbonio nel suolo); diversi possono essere anche gli approcci in termini di equità sociale o diritti.

Ricchissima la bibliografia, in massima parte accessibile on line.

La guida è disponibile in inglese e in francese e si può scaricare gratuitamente a pagina https://op.europa.eu/en/publication-detail/-/publication/bebf7879-bb8c-11f0-b37f-01aa75ed71a1.

SISTEMI ALIMENTARI SOSTENIBILI, SERVONO CAMBIAMENTI STRUTTURALI

SISTEMI ALIMENTARI SOSTENIBILI, SERVONO CAMBIAMENTI STRUTTURALI

Nature: “L’impronta ambientale degli alimenti è trascurata nelle discussioni sulle raccomandazioni nutrizionali, è necessario e urgente cambiare prospettiva”

Johan Rockström  è stato co-presidente della Commissione EAT – Lancet composta da specialisti in nutrizione, clima, economia, salute e agricoltura da circa 35 paesi, che ha pubblicato una valutazione scientifica all’avanguardia di ciò che costituisce una dieta sana e ha proposto una dieta di salute planetaria (PHD).

Stimolato dalla presentazione delle nuove linee guida dietetiche statunitensi, scrive un potente commento su “Nature”.

“Da una prospettiva planetaria, ciò che scegliamo di mangiare non è solo una scelta di stile di vita, ma un fattore sistemico determinante per la salute dell’uomo e della Terra”.

Secondo il rapporto della Commissione EAT-Lancet, i sistemi alimentari sono oggi la principale causa del superamento dei limiti planetari da parte dell’umanità. La produzione alimentare contribuisce per circa il 30% alle emissioni globali di gas serra, per il 70% al consumo di acqua dolce ed è uno dei principali fattori di perdita di biodiversità.

Ogni anno, circa 15 milioni di adulti muoiono prematuramente a causa di diete malsane, superando il numero di decessi causati dall’inquinamento atmosferico in tutto il mondo.

Il messaggio è chiaro: i sistemi alimentari sono sia una parte importante del problema, che una parte importante della soluzione.

 

Ma sono necessari cambiamenti strutturali, verso i quali i responsabili politici non spingono, né negli USA né nella UE, la cui ambiziosa strategia “Farm to Fork” prometteva l’applicazione di un quadro per sistemi alimentari sostenibili che è stato congelato senza una giustificazione né un nuovo calendario…

 

Puoi leggere qui l’intervento https://www.nature.com/articles/d41586-026-00236-1

I PESTICIDI ALTERANO LA BIODIVERSITÀ TASSONOMICA E FUNZIONALE DEI SUOLI

I PESTICIDI ALTERANO LA BIODIVERSITÀ TASSONOMICA E FUNZIONALE DEI SUOLI

Un allarmante nuovo studio pubblicato su “Nature”

Uno studio pubblicato su Nature dimostra che i pesticidi sono diffusi nei suoli europei (il 70% dei suoli esaminati ne conteneva tracce) e che hanno un impatto su un’ampia gamma di organismi del suolo (sono il secondo fattore più importante per la biodiversità del suolo dopo le sue proprietà intrinseche).

Numerosi precedenti lavori hanno già dimostrato che diversi pesticidi hanno un impatto negativo sugli organismi che vivono in superficie, come api, specifiche specie di uccelli e insetti, lo studio appena pubblicato estende tali risultati a quello che c’è sotto, effettuando misurazioni su scala continentale in Europa.

I pesticidi sembrano costituire un grave disturbo per l’ecosistema del suolo e modificare la composizione e la diversità delle comunità del sottosuolo. Alcuni microbi ne traggono beneficio (aumenta la ricchezza di batteri), ma altri, come i funghi micorrizici arbuscolari benefici, vengono soppressi o mostrano comunque relazioni negative.

L’impatto negativo dei pesticidi sui funghi micorrizici arbuscolari osservato conferma lavori precedenti.

Il lavoro cerca di individuare la relazione tra pesticidi e parametri di biodiversità del suolo utilizzando strumenti statistici (modelli lineari generali e partizionamento della varianza), utilizzando un ampio set di dati e indagando collegamenti e associazioni tra le variabili con l’obiettivo di identificare i fattori determinanti.

Il lavoro dimostra che gli studi di valutazione del rischio e le normative sui pesticidi devono considerare gli ecosistemi del suolo nel loro complesso e includere i funghi micorrizici arbuscolari, quando si valutano gli effetti, piuttosto che limitarsi ad alcune specie modello selezionate, come avviene attualmente.

L’articolo è Köninger, J., Labouyrie, M., Ballabio, C. et al. Pesticide residues alter taxonomic and functional biodiversity in soils. Nature (2026). https://doi.org/10.1038/s41586-025-09991-z

 

 

 

IL BIOLOGICO CANADESE SI AGGREGA E LANCIA PROPOSTE

IL BIOLOGICO CANADESE SI AGGREGA E LANCIA PROPOSTE

Ogni dollaro investito nella transizione al biologico ne rende 8 in benefici agli agricoltori (senza contare i benefici ambientali e sociali)

 

La Canadian Organic Alliance ha pubblicato in rapporto “Cultivating the Organic Opportunity for Canadian Farmers and Consumers” in cui esamina l’impatto economico e ambientale dell’agricoltura biologica e propone delle raccomandazioni politiche al governo.

Il rapporto, la cui realizzazione ha impegnato la task force per 2 anni dimostra che l’agricoltura biologica offrire contributi fondamentali per il clima, per i redditi agricoli, per la salute del suolo e per la biodiversità anche in Canada e documenta un forte ritorno sugli investimenti pubblici e privati nella produzione biologica.

In particolare:

  • l’incremento della produzione biologica può aumentare la redditività e la resilienza delle aziende agricole, incrementando del 117% il rendimento netto della SAU (aumentando di tre volte l’attuale superficie si aggiungerebbero 173 milioni di dollari all’anno di reddito agricolo)
  • la produzione biologica fornisce benefici climatici (a parità di superficie taglia le emissioni di gas serra del 35% e del 15% per unità di produzione) migliorando al contempo il sequestro di carbonio, la salute e la biodiversità del suolo
  • contribuisce alla diversificazione del mercato, riduce la dipendenza dall’estero e migliora l’autonomia alimentare
  • Ogni dollaro investito nella transizione al biologico dà 8 dollari di benefici per gli agricoltori

La task force non si limita all’analisi dello stato dell’arte, ma propone un piano d’azione sul biologico descrivendo politiche e iniziative che possono tradurre le opportunità in realtà articolato su tre pilastri:

Accelerare la crescita e l’innovazione nella produzione biologica – Ampliare la ricerca, la formazione e i sostegni alla transizione per aumentare la produttività, investendo nei giovani agricoltori biologici e nel materiale riproduttivo biologici.
Coltivare i mercati e la domanda di prodotti biologici – Investire in partnership coi dettaglianti, nella trasformazione e in filiere regionali, potenziare il peso del biologico negli appalti pubblici e sostenere lo sviluppo del mercato in patria e all’estero.
Rafforzare l’infrastruttura di trasformazione – Dar vita a un quadro politico nazionale coordinato, modernizzare le normative, costruire competenze sul biologico nelle organizzazioni governative e del settore, migliorare l’accesso a dati affidabili sul biologico.

Il piano è denso e articolato, ma, soprattutto, è espressione unitaria dell’intero settore, che s’impegnerà ora affinché il governo canadese riconosca i benefici economici, ambientali e sociali dell’agricoltura biologica e investa di conseguenza.

Leggi qui il rapporto: https://cog.ca/policy/organic-action-plan/

IL CONTO NASCOSTO DELL’AGRICOLTURA

IL CONTO NASCOSTO DELL’AGRICOLTURA

Un nuovo studio olandese rivela i costi reali – e le opportunità – del sistema agricolo. La nuova analisi del rapporto tra costi e benefici sociali offre una chiarezza senza precedenti sugli impatti dell’agricoltura

 

Il leader mondiale della consulenza e dei servizi professionali Deloitte, il think tank agroalimentare Transitiecoalitie Voedsel e il coordinamento delle aziende sostenibili Robin Food Coalition hanno pubblicato un rapporto i cui risultati sono difficili da ignorare.

Analizzando il sistema agroalimentare olandese, il rapporto rileva che l’attuale modello crea un valore economico pari a 13,3 miliardi di euro, ma causa anche costi sociali pari a 18,6 miliardi di euro.

In sostanza, tra emissioni di gas serra (7,9 miliardi), inquinamento da azoto (7,2 miliardi) e perdita di biodiversità (2,58 miliardi), il sistema lascia un buco a carico della società, un deficit annuale di 5,3 miliardi di euro.

Questi 5,3 miliardi di euro non si vedono sui cartellini del prezzo a scaffale, ma si pagano in ogni modo, con maggiori costi a carico della fiscalità generale, sottraendo risorse per una spesa pubblica più utile o comunque depauperando il patrimonio pubblico ambientale.

 

Ciò che colpisce di più nel rapporto non sono solo i dati, ma la direzione che indica: la via da seguire è chiara, una conversione totale al biologico dell’agricoltura olandese ridurrebbe i costi sociali del 41%.

Il biologico, combinato con le innovazioni già disponibili e una migliore efficienza delle risorse, porterebbe il bilancio in positivo per 2,7 miliardi di euro.

Un mix di produzione più spinto sulle proteine vegetali migliorerebbe ulteriormente le prestazioni del sistema.

 

La conclusione è inequivocabile: i sistemi agricoli biologici non solo riducono le pressioni ambientali, ma, con gli strumenti giusti, creano valore netto per la società.

Ciò è in linea con quanto osserviamo da anni: le pratiche biologiche rafforzano la salute del suolo, riducono le dipendenze dall’esterno, migliorano la resilienza e sostengono la competitività a lungo termine.

 

Mentre l’Europa si prepara alla prossima PAC e al quadro finanziario pluriennale, questo studio offre un promemoria tempestivo: investire nell’innovazione biologica e sostenibile non è un costo, ma migliora il ritorno anche economico alla società.

Non si tratta solo di sostenibilità; si tratta di responsabilità, pensiero sistemico e coraggio per ridefinire il futuro.

 

Il rapporto in inglese si può scaricare a pagina https://grondbeginsel.nl/wp-content/uploads/2025/11/20251016-The-Hidden-Bill-final.pdf