Suolo e Salute

Tag Archives: agricoltura biologica

SEI A BIOFACH? VIENI A TROVARCI!

SEI A BIOFACH? VIENI A TROVARCI!

Suolo e Salute alla più importante manifestazione fieristica mondiale del biologico

In considerazione del suo ruolo di primo organismo di controllo e certificazione del biologico in Italia, Suolo e Salute non può mancare a BIOFACH.

Non farà eccezione alla tradizione nemmeno per l’imminente edizione che si terrà come di consueto a Norimberga dal 10 al 13 febbraio.

Quest’anno abbiamo il piacere di condividere lo spazio con altre aziende del Gruppo Cotecna: Neotron, Fitosoil, GeoChem e NofaLab, laboratori altamente specializzati nelle diverse attività analitiche per il settore agroalimentare e ambientale. Connettere competenze significa moltiplicare soluzioni.

Vieni a trovarci nella nostra tradizionale posizione al pad.4, stand 4-558!

Vedi qui la nostra presenza all’edizione 2025: https://www.suoloesalute.it/suolo-salute-biofach-2025-certificazione-biologica/

TUTTO QUEL CHE C’È DA SAPERE SULL’AGROECOLOGIA

TUTTO QUEL CHE C’È DA SAPERE SULL’AGROECOLOGIA

La direzione generale per i partenariati internazionali della Commissione europea ha pubblicato la Guida operativa UE sull’agroecologia che costituisce un riferimento fondamentale per la trasformazione dei sistemi alimentari

Del concetto di agroecologia non esiste un’unica definizione, ma un gran numero, che riflette le preoccupazioni e le situazioni dei diversi autori e operatori.

Quella concordata dal Gruppo di esperti di alto livello (HLPE) nel 2016 «l’applicazione di concetti e principi ecologici ai sistemi agricoli, concentrandosi sulle interazioni tra piante, animali, esseri umani e ambiente, al fine di promuovere uno sviluppo agricolo sostenibile per garantire la sicurezza alimentare e nutrizionale per tutti oggi e domani» è diventata ormai un po’ stretta e ora si preferisce un approccio transdisciplinare, partecipativo e orientato all’azione, con un insieme di pratiche, ma anche un movimento sociale.

La guida combina un quadro teorico e una metodologia pratica per aiutare i decisori politici, i professionisti e i ricercatori a integrare l’agroecologia nei programmi, nel dibattito politico e nelle decisioni di investimento; copre 13 principi agroecologici e li collega alle principali sfide globali, tra cui la resilienza climatica, la biodiversità, la sicurezza alimentare e i mezzi di sussistenza sostenibili.

Il documento tratta anche della relazione tra agricoltura biologica e agroecologia, trovando punti di convergenza, ma anche possibili divergenze.

I primi: l’agricoltura biologica esclude i prodotti agrochimici di sintesi, mentre l’agroecologia mira a ridurli o sostituirli, anche se alcune delle sue correnti li rifiutano in toto; la corrente più avanzata dell’agricoltura biologica si avvicina all’agroecologia cercando di migliorare la biodiversità, combattere l’erosione, aumentare le sinergie tra i sistemi, utilizzare gli ecosistemi naturali come modelli, ecc.

Di contro, un’altra corrente della cosiddetta agricoltura biologica “industriale” sviluppa pratiche più intensive, con forte meccanizzazione e, sostanzialmente un approccio di sostituzione degli input chimici con input biologici, con minor focus sulla biodiversità, non sfruttando compitamente tutti i benefici (mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici, riduzione delle emissioni di gas serra e miglioramento del sequestro del carbonio nel suolo); diversi possono essere anche gli approcci in termini di equità sociale o diritti.

Ricchissima la bibliografia, in massima parte accessibile on line.

La guida è disponibile in inglese e in francese e si può scaricare gratuitamente a pagina https://op.europa.eu/en/publication-detail/-/publication/bebf7879-bb8c-11f0-b37f-01aa75ed71a1.

MOLTE NOVITÀ SUL BIOLOGICO DALL’EUROPA

MOLTE NOVITÀ SUL BIOLOGICO DALL’EUROPA

Dalla proposta di revisione del regolamento ai rapporti tecnici del gruppo di esperti EGTOP passando per le FAQ

 

Molto bolle in pentola a Bruxelles sulla produzione biologica.

Innanzitutto va segnalata proposta della Commissione di una modifica mirata del regolamento di base n.848/2018 con tanto di tabella di marcia.

La causa scatenante è stata la sentenza della Corte di Giustizia europea (la potete leggere qui: https://www.sinab.it/sites/default/files/CELEX_62023CN0240_IT_TXT.pdf) sull’uso del logo di produzione biologica europea su prodotti importati da un Paese terzo con cui sono stati sottoscritti accordi di equivalenza; a quel punto, dato che era necessario adeguare il testo di base, la Commissione ha deciso di metter mano anche ad altri aspetti con una proposta di aggiustamento complessiva.

Come di consueto, è stata aperta una Consultazione pubblica, con la possibilità di presentare i propri commenti fino al 20 marzo 2026 a pagina https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/15273-Organic-production-targeted-updates-and-simplification_en.

Tutti i feedback ricevuti saranno presentati al Parlamento europeo e al Consiglio con l’obiettivo di alimentare il dibattito legislativo: analizzate il documento e, se del caso, esprimete le vostre valutazioni.

 

In questi giorni la Commissione europea ha anche aggiornato le FAQ sulla normativa biologica (trovate qui l’aggiornamento: https://agriculture.ec.europa.eu/system/files/2023-11/organic-rules-faqs_en.pdf) in particolare aggiungendo risposte a quesiti sugli animali in fase di conversione.

 

È stato poi pubblicato il regolamento di esecuzione (UE) 2025/2501 dell’11 dicembre 2025, che modifica il regolamento (UE) 2021/1165 per quanto riguarda l’uso di determinati prodotti e sostanze nella produzione biologica (autorizzazione delle proteine di pisello e di patate per la chiarifica di succhi e sidri). Lo potete leggere qui:

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX%3A32025R2501&qid=1769711729291

 

Il regolamento delegato (UE) 2025/2651 modifica invece il regolamento (UE) 2021/1698 per quanto riguarda i criteri per la definizione dell’elenco dei paesi Terzi e dei prodotti da considerarsi ad alto rischio. E’rivolto alle autorità di controllo e agli organismi di controllo dei paesi terzi, in ogni caso potete leggerlo qui:

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX%3A32025R2651&qid=1769711779731

 

Per semplificare la lettura (il testo aveva subito diverse modifiche e integrazioni sparpagliate in molti atti), è stato poi predisposto il testo consolidato del regolamento (UE) 2021/1165 della Commissione che autorizza l’uso di determinati prodotti e sostanze nella produzione biologica e ne stabilisce gli elenchi. Si tratta di Sostanze attive contenute nei prodotti fitosanitari, Concimi, ammendanti e nutrienti, Prodotti e sostanze autorizzati per l’uso come mangimi, Prodotti autorizzati per la pulizia e la disinfezione, Prodotti e sostanze autorizzati per l’uso nella produzione di alimenti biologici trasformati.

 

Lo trovate qui:

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX%3A02021R1165-20260101&qid=1769711825924

 

Infine sono stati pubblicati gli ultimi due rapporti di EGTOP, il gruppo di esperti che assiste la Commissione sulle questioni tecniche. I report riguardano prodotti per la difesa, fertilizzanti e alimenti.

Li trovate, assieme ai precedenti, a pagina https://agriculture.ec.europa.eu/farming/organic-farming/co-operation-and-expert-advice/egtop-reports_en

LA PASTA BIOLOGICA PROMOSSA A PIENI VOTI IN FRANCIA

LA PASTA BIOLOGICA PROMOSSA A PIENI VOTI IN FRANCIA

Come volevasi dimostrare: se nei campi non usi pesticidi, di norma non li  trovi nel piatto!

Nel numero di febbraio 2026 Que Choisir, la rivista dell’Union fédérale des consommateurs francese si occupa della pasta (in particolare dei fusilli, o «torsades»), aggiungendo un’ennesima prova concreta: se si vuole nutrire se stessi e i propri cari con una dieta priva del carico chimico deleterio dei prodotti fitosanitari di sintesi, c’è un solo marchio pubblico che vieta l’uso di pesticidi e fertilizzanti di sintesi nei campi, con uno standard in vigore da trentacinque anni… indovinate quale?

Scrive la rivista “È ormai un fatto ben noto, che i nostri risultati confermano ancora una volta: il biologico protegge dai pesticidi. Infatti, nei 10 prodotti biologici inclusi nella nostra selezione non è stato rilevato nessun residuo pericoloso, mentre la metà delle paste non biologiche analizzate presentava uno o più residui, il più frequente dei quali era l’insetticida neurotossico pirimifos-metile. Per noi stessi, ma anche per gli agricoltori, i loro vicini e il pianeta, il marchio biologico appare quindi preferibile”.

Potete vedere qui il video di presentazione della sintesi dei risultati https://www.youtube.com/watch?v=9wZMqKDk1p4.

Qui, invece (ma c’è un paywall per accedere all’articolo completo) potete vedere i 25 marchi presi in esame:  https://www.quechoisir.org/comparatif-pates-fusilli-n173886/

SFATIAMO I FALSI MITI SUL BIOLOGICO

SFATIAMO I FALSI MITI SUL BIOLOGICO

Una sessione online per affrontare la diffusa disinformazione sul biologico e sottolinearne il vero significato

IFOAM Organics International ha raccolto il 21 gennaio scorso alcune tra le voci più autorevoli nel campo della ricerca, della promozione e della produzione per sfidare (e sfatare) i miti più persistenti che circondano l’agricoltura biologica, dall’impatto ambientale all’accessibilità economica, alla sicurezza alimentare, i relatori hanno affrontato le informazioni errate (quando non si tratti di vere e proprie fake news) con prove, esperienze e approfondimenti.

Chi avesse perso la sessione, può guardare la registrazione a pagina https://www.ifoam.bio/news/truth-about-organic-webinar-takeaways (da Youtube è possibile impostare la traduzione).

Nella stessa pagina può trovare anche i punti chiave emersi dal dibattito:

È vero che il biologico è solo una strategia di marketing?

È vero che il biologico è costoso e non accessibile?

È vero che i prodotti biologici non hanno un impatto comprovato sulla salute?

È vero che il biologico non è migliore per l’ambiente?

È vero che il biologico non può nutrire il mondo?

È vero che non esiste un consenso globale sul significato di “biologico?

LA FRANCIA TAGLIA I RAMEICI, PREOCCUPAZIONI PER I VITICOLTORI BIO (E NON SOLO)

LA FRANCIA TAGLIA I RAMEICI, PREOCCUPAZIONI PER I VITICOLTORI BIO (E NON SOLO)

“Così saremo costretti ad abbandonare il bio”. I vigneron francesi lanciano l’allarme dopo le restrizioni sui fungicidi a base di rame, una scelta che scoraggia chi è già alle prese con il cambiamento climatico. A rischio il 20% delle certificazioni

Duro colpo per la viticoltura biologica francese: a partire dal 15 gennaio 2026, circa venti prodotti fungicidi a base di rame perdono l’autorizzazione alla commercializzazione, riducendo drasticamente il ventaglio di strumenti tecnici a disposizione, anche se, come per prassi c’è un periodo di smaltimento delle scorte (potevano essere venduti e acquistati fino al 15 gennaio 2026 e possono essere utilizzati fino al 15 gennaio 2027, è il dopo che si presenta come un buco nero).

La decisione dell’agenzia francese Anses (Agence nationale de sécurité sanitaire), già annunciata nel luglio scorso, aveva colto di sorpresa i viticoltori e ora che è entrata in vigore, rischia di rimettere in discussione l’esistenza della viticoltura biologica nelle aree francesi più esposte alla peronospora.

Secondo l’Anses, alla base della decisione c’è un problema di sicurezza per gli operatori agricoli: «I dati disponibili non consentono di escludere un rischio di effetti dannosi per gli utilizzatori», afferma l’agenzia, sottolineando come i produttori dei mezzi tecnici non abbiano fornito documentazione sufficiente a dimostrare l’assenza di rischi inaccettabili. Una motivazione che segna un cambio di paradigma: non più solo ambiente e suolo, ma salute dei vignaioli.

Le cui reazioni non si sono fatte attendere. François Garcia, della Camera agricola dell’Hérault, ha parlato senza mezzi termini di una misura potenzialmente devastante: «Il rame è indispensabile nella viticoltura biologica. Queste restrizioni avranno conseguenze gravi».

Wine Spectator riporta che «le stime del settore suggeriscono che il 20% dei vigneti biologici potrebbe perdere la certificazione a causa dell’incapacità di controllare la muffa senza adeguate opzioni di rame».

I dati dell’Itab (Institut Technique de l’Agriculture Biologique) mostrano come i viticoltori francesi, in media, abbiano già ridotto sensibilmente l’uso del rame: 3,72 kg/ha nel 2024, al di sotto del limite europeo medio di 4 kg/ha.

«Sembra un attacco contro le pratiche di agricoltura biologica», ha detto Alexis de Benoist dell’omonimo Domaine in Borgogna a Wine Spectator. «Stiamo già usando meno rame rispetto al dosaggio annuale autorizzato. Eliminarlo rende le viti molto più fragili e suscettibili alla peronospora».

Valentin Mery di Demeter conferma una situazione piuttosto fragile: «C’è poco sostegno pubblico per chi vuole restare biologico nel lungo periodo. Convertirsi è difficile, ma mantenere il bio lo è ancora di più».

Per i 17 formulati commerciali cui non è stata rinnovata l’autorizzazione.

I 2 prodotti riautorizzati (Heliocuvre e Champ Flo Ampli) rappresentano il 25% dei volumi commercializzati, e vedono nuove restrizioni applicabili per la campagna di commercializzazione 2026:
– Aumento del zona di non trattamento rispetto ai punti acqua (20 o 50 m);
– Aggiunta di 20 m di dispositivo vegetato permanente;
– Aggiunta di 10 m DSPPR (Distanza di sicurezza da persone e fiumi);
– Aggiunta della menzione Spe1 (nessuna possibilità di superare la dose di 4 kg/anno in campagna);
– Aggiunta della menzione Spe8 riguardante la tutela degli impollinatori;
– Riduzione delle dosi massime consentite per applicazione (circa 500 g);
– Obbligo di utilizzo dei diversi DPI e di guanti in nitrile per l’operatore;
– Più di 7 giorni tra un trattamento e l’altro.

“Potremmo aver bisogno di trattare ogni tre giorni, in caso di temporali, ma ci viene imposto di aspettare 7 giorni tra un trattamento e l’altro e con soli 400 grammi; non sarà efficace”, si preoccupa Pascal Doquet, amministratore del Syndicat Général des Vignerons e referente per il rame della Fédération Nationale d’Agriculture Biologique (FNAB).

Per saperne di più: https://www.winespectator.com/articles/french-organic-winegrowers-confront-copper-ban

https://www.vitisphere.com/actualite-105317-de-47-a-17-solutions-cupriques-disponibles-en-vigne-grosse-angoisse-contre-le-mildiou.html