Suolo e Salute

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LA RICETTA DI IFOAM ORGANICS EUROPE PER LA VON DER LEYEN

LA RICETTA DI IFOAM ORGANICS EUROPE PER LA VON DER LEYEN

Pensare alla stabilizzazione della situazione a breve termine non basta, è necessario ridurre la vulnerabilità strutturale: la risposta sta nella riduzione della dipendenza dagli input esterni e nel rafforzamento degli approcci territoriali

In una lettera inviata alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, IFOAM Organics Europe, la federazione del biologico europeo, di cui Suolo e Salute è da anni un convinto sostenitore, sottolinea che “costruire resilienza significa non solo reagire alle crisi, ma ridurre la dipendenza nel tempo”.

IFOAM Organics Europe riconosce che il settore biologico non è certo isolato dalla crisi, ma sottolinea che le dipendenze strutturali del modello di agricoltura industriale dominante – specialmente sull’importazione di energia, di fertilizzanti di sintesi e di mangimi e sulle lunghe catene di approvvigionamento – si traducono direttamente in vulnerabilità per la sicurezza alimentare e la resilienza dell’Europa.

Il presidente Jan Plagge e il direttore Eduardo Cuoco sostengono che “In questo contesto, l’esperienza del settore biologico può contribuire in modo significativo alla riflessione perché, ha costruito conoscenze pratiche nel corso di decenni e sviluppato soluzioni concrete su come rafforzare la resilienza sul terreno. In tutta Europa, gli operatori biologici e le iniziative territoriali stanno già lavorando su approcci che contribuiscono direttamente a questo obiettivo. Per esempio attraverso una più forte organizzazione territoriale dei sistemi alimentari, legami più stretti tra produzione, trasformazione e mercati locali, filiere di approvvigionamento più brevi e diversificate, una maggiore attenzione all’autonomia proteica e soluzioni energetiche decentrate come l’energia rinnovabile e le sue comunità. Gli agricoltori biologici hanno anche esperienza nel ciclo dei nutrienti, nella gestione della fertilità del suolo senza l’uso di fertilizzanti di sintesi e nella gestione di terreni sani che affrontano meglio eventi meteorologici estremi”.

L’organizzazione esorta la Commissione europea non solo a concentrarsi sulle disposizioni di emergenza per rispondere all’attuale crisi iraniana e sull’annunciato più ampio lavoro sulla preparazione alla sicurezza alimentare, ma anche ad “affrontare le cause profonde della vulnerabilità e riconoscere il contributo di approcci territoriali, decentralizzati e a bassa dipendenza per rafforzare la resilienza del sistema alimentare dell’UE”.

 

Leggi di più: https://www.organicseurope.bio/content/uploads/2026/04/IFOAMEU_Policy_Iran_LetterVDL-1.pdf

ALL’EUROVISION SONG CONTEST SI MANGIA BIOLOGICO

ALL’EUROVISION SONG CONTEST SI MANGIA BIOLOGICO

Grazie a Bio Austria menu biologico per artisti, staff tecnico, spettatori e giornalisti

L’edizione 2026 dell’Eurovision song contest, il festival musicale internazionale nato nel 1956, si terrà a Vienna nella mastodontica Wiener Stadthalle, che negli anni ha ospitato alcuni concerti dei più famosi artisti internazionali: The Who, Led Zeppelin, Queen, Prince, Red Hot Chili Peppers, Lady Gaga, Sting, ma anche Ennio Morricone e Al Bano.

 

Bio Austria, la rete degli agricoltori biologici austriaci è fornitore ufficiale dell’evento e si occuperà di raccogliere tra i soci le derrate che Impacts Catering Wien GmbH (https://www.impacts.at/)  e Gerstner Culinary (https://www.gerstner.at) offriranno agli artisti, allo staff tecnico, agli ospiti e ai VIP.

 

L’Austria brilla per la quota biologica della SAU al 27.2% (ma oltre il 30% per gli ortaggi, quelli biologici rappresentano il 22.3% del consumo domestico), per gli oltre 25.000 agricoltori, per la quota biologica del mercato alimentare (11.4%), per la spesa pro capite in prodotti biologici (quasi 300 euro nel 2024).

Il biologico è “normale” per il Paese, ed è “normale” che abbia spazio anche negli eventi di spicco.

La fornitura di alimenti biologici costituisce una grande opportunità promozionale: può piacere o meno, ma l’Eurovision song contest è tra le manifestazioni non sportive più seguite al mondo, con centinaia di milioni di telespettatori a livello globale.

Senz’altro un ottimo risultato in termini di riconoscimento pubblico, che premia il continuo impegno di Bio Austria per la tutela e la promozione della produzione biologica.

A quando un menu biologico al festival di San Remo?

 

Leggi di più: https://esctoday.com/204541/austria-organic-farming-initiative-for-eurovision-2026-in-vienna/

L’OLIO EXTRAVERGINE BIOLOGICO PIÙ RICCO DI ANTIOSSIDANTI

L’OLIO EXTRAVERGINE BIOLOGICO PIÙ RICCO DI ANTIOSSIDANTI

Uno studio spagnolo pubblicato sul prestigioso Journal of Agriculture and Food Research

Un team di ricercatori del Centro de Biotecnología para la Agricultura y la Agroalimentación del Alentejo (CEBAL) / Instituto Politécnico de Beja (IPBeja), del MED dell’Università di Évora e di quella di Jaénha ha pubblicato uno studio scientifico sul Journal of Agriculture and Food Research in cui analizza l’impatto delle pratiche agronomiche sulla disponibilità di oleocantale e oleaceina in oli di oliva vergini monovarietali.

Il lavoro approfondisce il rapporto tra sistema di coltivazione, varietà di olive e profilo fenolico dell’olio, rilevando come le pratiche agricole influenzino il contenuto di composti fenolici (che sono antiossidanti benefici) nell’olio extravergine di oliva.

Il risultato principale è che gli oli extravergini ottenuti da agricoltura biologica presentano concentrazioni significativamente più elevate di questi composti rispetto a quelli da agricoltura integrata (in particolare per la cultivar Cobrançosa: anche le varietà influenzano la qualità nutrizionale dell’olio, ma sempre con risultati migliori per la coltivazione biologica).

Leggi l’articolo:

Miguel D. Ferro, Irene Caño-Carrillo, Bienvenida Gilbert-López, Alfonso Fernández-García, Maria João Cabrita, José M. Herrera, Maria F. Duarte,

Agricultural practices as promoters of oleocanthal and oleacein availability in virgin olive oils from three olive cultivars,

Journal of Agriculture and Food Research,

Volume 22,

2025,

102103,

ISSN 2666-1543,

https://doi.org/10.1016/j.jafr.2025.102103

(https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2666154325004740)

NUOVO REGOLAMENTO SUL BIOLOGICO: OLTRE 200 EMENDAMENTI

NUOVO REGOLAMENTO SUL BIOLOGICO: OLTRE 200 EMENDAMENTI

A luglio la discussione in commissione agricoltura al parlamento europeo, a settembre la votazione

Tutto è nato dalla sentenza della Corte di giustizia europea sul caso Herbaria. Per la Corte, un prodotto biologico fabbricato negli Stati Uniti con l’aggiunta di vitamine e sali minerali (che, salvo casi particolari, nella UE è vietata, mentre è del tutto legale negli USA) non può essere venduto nell’UE con il marchio biologico europeo, come era invece previsto nell’accordo di equivalenza tra USA e UE, perché ciò dà luogo a disparità di trattamento, con svantaggio per gli operatori del vecchio continente.

La Commissione ha cercato di trovare una soluzione con il minor impatto possibile, proponendo una revisione del regolamento mirata, aggiungendo, già che c’era, alcune modifiche minori.

Si tratta, in particolare, della semplificazione della certificazione dei gruppi di produttori (prevalentemente nei Paesi in via di sviluppo), di precisazioni sui requisiti per l’accesso all’aria libera del pollame giovane e sul numero di animali per unità di produzione, dell’accantonamento della lista dei prodotti di pulizia e disinfezione utilizzati nella trasformazione e magazzinaggio, del prolungamento al 2036 del termine per la sottoscrizione di accordi con gli 11 Paesi terzi attualmente in regime di equivalenza.

Il termine per la presentazione delle proposte di emendamento da parte degli europarlamentari scadeva il 25 marzo (la commissione AGRI voterà a luglio e il regolamento andrà in seduta plenaria a settembre): ne sono stati presentati 228.

La maggior parte riguarda le importazioni da paesi terzi e il regime di equivalenza,

etichettatura e l’utilizzo di termini che si riferiscono alla produzione biologica per i prodotti importati, controlli, tracciabilità e informazione al consumatore; durata e gestione delle disposizioni transitorie.

Alcuni emendamenti vorrebbero irrigidire l’approccio alle importazioni da paesi terzi e distinguere più nettamente tra i prodotti biologici dell’UE e quelli provenienti da sistemi equivalenti, altri sono più tecnici e di chiarimento, altri sono più settoriali e riguardano i singoli allegati e le norme di attuazione.

Il nuovo regolamento rimarrà in vigore per una decina d’anni, è quindi opportuna un’approfondita lettura delle proposte anche da parte degli operatori, se del caso confrontandosi con i parlamentari europei italiani per segnalare la propria posizione.

Non sarà possibile presentare nuovi emendamenti, la discussione può riguardare solo i 228 già presentati.

 

L’elenco degli emendamenti si può scaricare a pagina https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/AGRI-AM-785380_EN.pdf

LE MARCHE BRINDANO BIO

LE MARCHE BRINDANO BIO

Il vigneto bio marchigiano è a 7mila ettari, più che raddoppiato in dieci anni, cresce anche il numero degli operatori

Le Marche hanno partecipato alla 58esima edizione di Vinitaly (12-15 aprile) con 106 aziende da tutto il territorio in un’area collettiva di oltre 1.000 metri quadrati e con una terrazza di 250 metri quadrati dedicata alla degustazione libera di 212 etichette scelte tra un ventaglio di 20 Dop e una Igp.
La Regione ha sottolineato che l’ossatura prevalente del suo settore vitivinicolo (14mila aziende su 17.500 ettari) è costituita da piccole e medie imprese e che le spetta il primato per il vino biologico: il 39,8% dei vigneti è certificato, con una crescita delle superfici (arrivate a 7mila ettari) del 113% fra il 2015 e il 2024, mentre nello stesso periodo il numero di operatori biologici è cresciuto del 71,5%.

Suolo e Salute certifica quasi 2.400 aziende biologiche marchigiane, ben oltre il 50% del totale; tante di queste sono cantine di rilievo nel panorama italiano ed europeo che producono degli ottimi vini biologici molto apprezzati dal mercato.

Le indicazioni geografiche Dop e Igp superano il 75% della produzione e generano un fatturato complessivo che supera i 175 milioni di euro.

La produzione vinicola 2025 è in leggero rialzo: 834mila ettolitri contro gli 800mila della media dei cinque anni precedenti.

 

Leggi qui tutti i dati regionali: https://static.regione.marche.it/News-ed-Eventi/Post/115080/Vinitaly-le-Marche-regione-leader-nazionale-nel-bio-con-quasi-il-40-dei-vigneti-certificati-organic

 

“COLTIVARE BIOLOGICO PER UNA QUESTIONE D’INDIPENDENZA”

“COLTIVARE BIOLOGICO PER UNA QUESTIONE D’INDIPENDENZA”

Non solo una scelta etica, ambientale e sanitaria, ma uno strumento economico e geopolitico

Nel supplemento L’Extraterrestre del quotidiano il manifesto, Marcello Maggioli presenta alcune riflessioni significative nell’articolo “Coltivare biologico per una questione d’indipendenza.

Maggioli evidenzia un aspetto trascurato, ma sempre più rilevante, al quale anche nella nostra newsletter avevamo sollecitato attenzione: l’agricoltura biologica non rappresenta soltanto una scelta etica o ambientale, ma può configurarsi come una vera e propria strategia di autonomia economica e geopolitica.

Le tensioni internazionali e il rincaro degli input di derivazione fossile mettono chiaramente in luce la fragilità degli attuali sistemi agricoli prevalenti, che dipendono fortemente da materia prima e mezzi tecnici esterni.

Al contrario, i modelli biologici ed agroecologici contribuiscono a ridurre questa dipendenza attraverso un approccio agronomico più accorto, che prevede una riduzione degli input esterni, l’utilizzo di fertilizzanti organici, pratiche come le rotazioni e i sovesci capaci di rafforzare la resilienza dei sistemi produttivi.

La visione non riguarda soltanto la tutela ambientale e quella della salute di produttori e consumatori, ma anche stabilità economica e sicurezza alimentare: “Agricoltura biologica e agroecologica per ridurre la dipendenza dagli input. Filiere locali rafforzate come scudo contro le importazioni fragili. Energie rinnovabili come infrastruttura abilitante. E una limitazione esplicita dei biocarburanti, per non mettere in competizione i campi con i serbatoi. Non è un’agenda verde. È buon senso – altermondialista, termine che dovremmo recuperare – in un mondo in cui le catene globali si rivelano fragili ogni volta che uno stretto si chiude”.

 

L’articolo integrale è disponibile a pagina https://ilmanifesto.it/coltivare-biologico-per-una-questione-dindipendenza

Sull’argomento, vedi anche “L’agroecologia per ridurre la dipendenza dai fertilizzanti chimici” di Antonella Ilaria Totaro, https://www.renewablematter.eu/agroecologia-per-ridurre-dipendenza-dai-fertilizzanti-chimici

“Guerra, energia, cibo. L’agricoltura biologica è (anche) una questione di sicurezza nazionale” di Franco Brizzo, https://www.huffingtonpost.it/dossier/terra/2026/04/05/news/guerra_energia_cibo_lagricoltura_biologica_e_anche_una_questione_di_sicurezza_nazionale-21599049/