La Thailandia si impegna a fermare il commercio dell’avorio
Storico stop della Thailandia al commercio dell’avorio quello annunciato da Yingluck Shinawatra, Primo Ministro thailandese, a margine del 16esimo meeting della Conferenza delle parti della Cites (Convention on international trade in endangered species of wild fauna and flora) in corso a Bangkok dal 3 al 14 marzo. Un annuncio di capitale importanza per la salvaguardia dei pachidermi, in considerazione soprattutto del fatto che il paese asiatico è il primo mercato mondiale non regolamentato dell’avorio al mondo.
In questo modo si compie un passo fondamentale nella direzione della tutela del commercio di specie selvatiche, rispondendo così alla petizione che il WWF ed altre associazioni ambientaliste hanno lanciato nei mesi scorsi e che ha visto l’adesione tra gli altri di personaggi del mondo dello spettacolo come Leonardo Di Caprio. “Come prossimo passo riformeremo la legislazione nazionale con l’obiettivo di porre fine al commercio dell’avorio e allinearci con le normative internazionali. Questo ci aiuterà a proteggere tutte le specie di elefanti, da quelli africani a quelli tailandesi selvatici o domestici“, ha affermato il Primo Ministro Shinawatra. “E ora anche il resto del mondo deve fare la propria parte, a partire dai paesi consumatori come l’Italia: siamo tra i più importanti mercati al mondo per prodotti come il legname tropicale e le pelli di rettile e questo attira commercianti illegali che vedono la possibilità di ripulire pelli e legno illegale. Il nostro paese deve impegnarsi seriamente a controllare e aiutare a gestire questi mercati per contrastare il traffico criminale di natura“, ha commentato in una nota il WWF Italia, che da anni si batte contro il bracconaggio e il commercio illegale delle specie.
Fonte: Greenme, Greenreport
Lombardia, al via i fondi 2013 per la produzione dell’agroalimentare di qualità
Ammontano a 1,2 milioni di euro i fondi stanziati dalla Regione Lombardia per la promozione delle produzioni a marchio Dop e Igp, dei vini a denominazione di origine protetta e dei prodotti biologici. I fondi saranno stanziati nell’ambito del bando 2013 sulla misura 133 del Programma di Sviluppo Rurale, che finanzia le attività di informazione e promozione dei prodotti agroalimentari di qualità. A partire dal 1 marzo, giorno in cui il bando è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione, e fino al15 di aprile, i consorzi di tutela, delle produzioni DOP/IGP e dei vini a denominazione DOGC e DOC e le associazioni di produttori biologici potranno presentare domanda per ottenere il cofinanziamento regionale per un importo massimo di 100 mila euro per le iniziative promozionali e pubblicitarie. Rientrano nel novero delle attività finanziabili dal bando la partecipazione a fiere e manifestazioni del settore agroalimentare, missioni commerciali e incontri con buyer e giornalisti, pubblicità e ricerche di mercato. Ulteriori informazioni possono essere ottenute consultando il seguente link della DG Agricoltura della Regione Lombardia
Fonte: Regione Lombardia, Sinab
A Roma un Convegno nazionale sulla salvaguardia del territorio italiano
Si è svolto il 6 marzo scorso a Roma presso la Nuova Auletta dei Gruppi Parlamentari – Camera dei Deputati il Convegno dal titolo “La Salvaguardia del territorio in Italia: una priorità per lo sviluppo”. L’incontro, promosso dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, è stato organizzato dall’ISPRA e da AGEA, Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura, per rilanciare e collegare tra loro i temi della mitigazione del rischio, della salvaguardia e della manutenzione dei territori montano-collinari, nonché della sostenibilità e della qualità ambientale delle attività agricole, silvicolturali e pastorali. Durante il convegno sono state presentate le “Linee guida per la valutazione del dissesto idrogeologico e la sua mitigazione attraverso misure e interventi in campo agricolo e forestale”, che forniscono indirizzi e metodologie per l’individuazione delle aree prioritarie di intervento, delle misure di mitigazione e delle politiche colturali più idonee, grazie alla condivisione dei dati, delle informazioni e delle conoscenze più recenti oggi disponibili. L’Italia infatti è uno dei Paesi europei con maggiore predisposizione al dissesto, in conseguenza delle sue specifiche caratteristiche geologiche, morfologiche e di uso dei suoi territori. L’incontro, presieduto da Franco Braga, Sottosegretario del Mipaaf, si articolava in due sessioni. Quella del mattino è stata dedicata alla riduzione del rischio idrogeologico nelle aree di interesse agricole e forestali e ha visto la presentazione e la discussione delle linee guida da parte di Bernardo De Bernardinis – Presidente ISPRA, e di Giuseppe Blasi, Capo Dipartimento MiPAAF. Il Direttore Generale Tutela del Territorio e delle Risorse Idriche – MATTM (Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare) Maurizio Pernice ha discusso nello specifico il ruolo delle Linee guida negli interventi per la difesa del suolo, mentre Vincenzo Ferrara, sempre del MATTM, ha relazionato in merito all’adattamento ai cambiamenti climatici in campo agricolo e forestale.
Le strategie future e le politiche possibili sono state oggetto invece della sessione pomeridiana, moderata da Tullio Fanelli, Sottosegretario Ministero del MATTM. Il confronto ha visto la partecipazione di Fabrizio Barca, del Ministro per la Coesione Territoriale, di Dario Stefàno, Assessore all’Agricoltura della Regione Puglia e Coordinatore della Commissione Politiche Agricole della Conferenza Stato–Regioni, Roberto Ravello , Assessore all’Ambiente della Regione Piemonte e anch’egli Coordinatore della Commissione, Massimo Gargano, Presidente ANBI (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni), insieme a Sergio Marini, Presidente Coldiretti, Giuseppe Politi, Presidente CIA, Gianvito Graziano, Presidente dell’Ordine dei Geologi e Andrea Sisti, Presidente dell’Ordine degli Agronomi.
Fonte: Rete Rurale
Ad Are (Svezia) il 17° Meeting RRN
Si svolgerà ad Are, in Svezia, il 14 e 15 marzo prossimi il 17° meeting delle Reti Rurali nazionali. Un incontro durante il quale l’attività di incontro della rete RRN si combinerà con il secondo “modulo” del programma pilota di formazione NSU (acronimo per Network Support Unit). Obiettivo di fondo di questi moduli pilota è quello di condividere un’esperienza di apprendimento reciproco e di scambio di esperienze. Nel corso della due giorni svedese in particolare verrà presentata la metodologia RICA (Research, Ideas, Concepts and Action, ovvero Ricerca, idee, concetti e azioni), a cura della’unità NSU svedese. In questo cercando di elaborare strategie e risposte comuni finalizzate a coinvolgere nella maniera migliore i diversi stakeholders potenzialmente compresi delle strategie della Rete Rurale.
Il programma preliminare, in lingua inglese, è disponibile a questo link
Fonte: Rete Rurale
Nasce l’Assemblea delle Nazioni Unite per l’Ambiente. Commenti positivi dal Commissario europeo Potočnik e dal Ministro Clini
Il 27esimo “Consiglio direttivo dell’Unep” (il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente) di Nairobi, svoltosi dal 18 al 22 febbraio, è stata l’occasione per la nascita ufficiale dell’UNEA, la nascita di UNEA, l’Assemblea per l’ambiente delle Nazioni Unite. Un incontro, quello nella capitale kenyota, in cui l’attenzione è stata concentrata in particolare sugli esiti della Conferenza di Rio +20 e sul rafforzamento dell’Unep stessa. L’UNEA si riunirà ogni due anni a Nairobi e vi prenderanno parte tutti e 193 gli stati membri delle Nazioni Unite. L’evento segna un passo fondamentale nella direzione di una politica ambientale condivisa su scala globale, come ha ricordato il Commissario europeo Janez Potočnik: “L’istituzione di Unea, previa approvazione da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite (Unga), è un passo importante che attua le decisioni prese a Rio +20. Ciò porterà ad un organismo delle Nazioni Unite più forte che si occupa dei temi ambientali. Essere poi collegato direttamente all’Assemblea generale delle Nazioni Unite significa maggiore considerazione ed integrazione per i temi ambientali nel sistema delle Nazioni Unite”. Secondo il Commissario europeo, la creazione dell’UNEA consentirà ai vari ministri dell’ambiente l’adozione di decisioni strategiche sostenute da un punto di vista finanziario, favorendo un maggiore coinvolgimento della politica sulle grandi questioni dell’ambiente. “È nell’interesse dell’Unione europea e del nostro pianeta vedere l’Unep riuscire in questa nuova impostazione e farò quello che posso per contribuire a che questo avvenga” ha ribadito Potočnik. Sulla stessa lunghezza d’onda i commenti del Ministro dell’Ambiente Clini, secondo il quale “la decisione dell’Unep di istituire l’Unea, è un segnale importante di riforma della governance internazionale, per una gestione più efficace e più efficiente delle politiche ambientali. Si dà così piena attuazione alla Conferenza di Rio+20, a conclusione della quale gli Stati si erano impegnati a rafforzare il ruolo dell’Unep come autorità ambientale principale, con l’obiettivo di definire l’agenda globale per l’ambiente e di promuovere una realizzazione coerente”.
Fonte: Greenreport
La triste realtà dei “villaggi del cancro” cinesi
Importante presa di posizione del Ministero dell’Ambiente cinese che nei giorni scorsi, per la prima volta, ha ufficialmente ammesso l’esistenza dei cosiddetti “villaggi del cancro” sul territorio della Repubblica Popolare. Il sinistro nome dato a queste località è dovuto al fatto che l’inquinamento è così elevato da far registrare un’incidenza di tumori decisamente superiore alla norma. E, dato ancora più importante, rispetto ai dati già diffusi in precedenza da alcune associazioni ambientaliste, il numero dei luoghi censiti, da circa un centinaio, è salito a oltre 400. Un atto di trasparenza piuttosto inusuale per il governo cinese, accompagnato da un documento in cui il governo si dichiara intenzionato a “proteggere e controllare i rischi derivanti da sostanze chimiche per l’ambiente nel periodo del piano quinquennale (2011-2015)”. Sostanze chimiche tossiche che, per ammissione dello stesso Ministero, “sono all’origine di molte crisi ambientali, legate all’inquinamento dell’aria o dell’acqua”. LA notizia, ripresa pochi giorni fa dal quotidiano francese “Le Figaro”, riporta alla ribalta una realtà denunciata per la prima volta nel 2009 da eng Fei, giornalista della televisione di Hong Kong Phoenix TV, che iniziò un’opera di sensibilizzazione pubblica sul legame tra inquinamento e malattie contratte dalla popolazione residente. Nei “Villaggi del cancro” infatti l’incidenza della malattia ha subito un incremento record dell’80% negli ultimi trent’anni, al punto da diventare la prima causa di morte in Cina, stando alle dichiarazioni del Ministero della Salute cinese. Attualmente, ogni anno in Cina muoiono per tumore circa 2,7 milioni di persone, secondo quanto riferito dal China Daily in un articolo del mese scorso che cita il rapporto 2012 del Cancer Registry. Un numero elevatissimo in costante crescita, specchio di uno sviluppo economico ininterrotto che i cinesi stanno pagando a caro prezzo sulla propria pelle. E un monito molto chiaro, se mai dovesse servire, sulle gravissime conseguenze che un ambiente inquinato possono arrecare non solo all’ambiente stesso ma, in prima battuta, alla salute umana.
Fonte: AIOL


