Suolo e Salute

Mese: Giugno 2018

Siamo stati a “Valle Bio Festival”. Una festa dedicata all’agricoltura biologica, nella capitale del bio ligure: Varese Ligure

Siamo stati a “Valle Bio Festival”. Una festa dedicata all’agricoltura biologica, nella capitale del bio ligure: Varese Ligure

Si è svolta il 2 e 3 Giugno “Valle Bio Festival”, la manifestazione a base di prodotti bio, organizzata dal Biodistretto Val di Vara-Valle del Biologico e Comune di Varese Ligure, con il patrocinio della Regione Liguria

«È importante che manifestazioni come questa servano a divulgare la cultura del buon cibo, la valorizzazione delle produzioni locali e della tradizione contadina». Queste le parole dell’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Mai, in merito a “Valle Bio Festival”.

Dove, laboratori, tavole rotonde, seminari, mercato bio con le aziende agricole locali, mostre di bestiame, street food e menu bio nei bar e ristornati, hanno animato Varese Ligure, il Borgo rotondo nel cuore della Val di Vara. Oltre agli eventi rivolti al grande pubblico e ai bambini la manifestazione è stata anche occasione di approfondimento su temi specifici come il Gal e la buona nutrizione degli animali.

A “Valle Bio Festival” erano presenti anche Riccardo Rotesi e Maria Cristina Fabbri in rappresentanza di Suolo e Salute. Organismo di controllo fortemente legato allo sviluppo del biologico nella Valle, fin dalla sua nascita. Infatti, da quasi vent’anni Suolo e Salute, grazie anche alla lungimiranza del sindaco Maurizio Caranza, opera con un propria sede a Varese Ligure per il controllo e la certificazione della quasi totalità delle aziende bio.

Il biodistretto Val di Vara è inoltre l’unico distretto del biologico presente in tutta la Liguria e comprende il Comune di Varese Ligure e l’Alta Val di Vara, dove insiste il 31% dei produttori della Liguria.

Conclude Stefano Mai – «Sul fronte del biologico, come assessorato regionale, siamo ben consapevoli delle grandi potenzialità che rappresenta per i nostri produttori: le nuove linee guida sulle produzioni biologiche, di recente varate, hanno come obiettivo, attraverso i biodistretti, la promozione e la valorizzazione di quelle produzioni di qualità certificate, caratterizzate da un forte legame con il territorio, un elevato contenuto di tipicità e di cultura locale, puntando soprattutto sullo sviluppo delle filiere».

Fonte: http://liguria.bizjournal.it/2018/05/varese-ligure-arriva-valle-bio-festival-2-giornate-dedicate-al-biologico/

 

 

La proposta di nuova Pac presentata dalla Commissione Europea è un’occasione mancata per agire sulle emissioni inquinanti e climalteranti

La proposta di nuova Pac presentata dalla Commissione Europea è un’occasione mancata per agire sulle emissioni inquinanti e climalteranti

Angelo Gentili, responsabile agricoltura Legambiente: la proposta di nuova Pac non risponde alle esigenze di un’agricoltura rispettosa degli ecosistemi naturali.

Contrariamente alle esigenze dei cittadini europei che chiedono con forza prodotti agricoli più sani ed un’agricoltura maggiormente rispettosa degli ecosistemi naturali. La proposta di nuova Pac dopo il 2020 presentata dalla Commissione europea, appare invece piegata agli interessi dell’agroindustria, fatta di grandi monocolture, con limitata manodopera ma altamente dipendente dai fertilizzanti, dai macchinari e dalla fornitura di sementi industriali. Con il solo fine di abbassare i costi all’industria della trasformazione e alla grande distribuzione.

Occasione mancata quindi per diminuire l’utilizzo di fitofarmaci e l’abbattimento degli input chimici, idrici ed energetici, per agire sulle emissioni inquinanti e climalteranti, di cui l’agricoltura e la zootecnia intensiva condividono una parte delle responsabilità, e per favorire invece, fortemente e significativamente, l’agricoltura biologica, le pratiche sostenibili e le aree interne e marginali.

Fortemente critica anche la posizione delle Associazioni della Coalizione italiana #CambiamoAgricoltura (Lipu, Wwf, Legambiente, Fai, Federbio, Isde, Associazione agricoltura biodinamica, Pro Natura e Aiab), sostenute dalla Fondazione Cariplo, secondo le quali: «La proposta di Regolamento della Pac post 2020, presentata oggi dalla Commissione Ue, non è solo una occasione persa per un utilizzo migliore dei fondi comunitari sull’agricoltura ma rappresenta una promessa non mantenuta. La proposta delude le aspettative di centinaia di migliaia di cittadini europei che hanno chiesto una radicale riforma della Pac, una riforma che premi l’agricoltura sana, pulita ed equa. La natura e i paesaggi rurali non potranno sopravvivere a un altro decennio di agricoltura intensiva. È ora di cambiare rotta e fare della Pac uno dei motivi per cui i cittadini possano continuare a credere nel progetto politico dell’Unione Europea».

Se questa proposta (che al momento prevede tagli ai sussidi sul primo e sul secondo pilastro, lasciando libera scelta agli Stati membri di definire un proprio quadro di sostegno, senza però vincolarvi quote di risorse) non verrà modificata in modo incisivo dal Parlamento e dall’intervento degli Stati Membri, l’agricoltura europea nel prossimo decennio è a rischio arretratezza sui temi della conversione ecologica e climatica. Quando invece potrebbe, grazie anche al proprio ruolo territoriale nella gestione del 47% dell’intero territorio dell’Unione, trasformare questo settore economico nel principale alleato nella lotta al cambiamento climatico.

Fonte: http://www.greenreport.it/news/agricoltura/gentili-la-proposta-di-nuova-pac-non-risponde-alle-esigenze-di-unagricoltura-rispettosa-degli-ecosistemi-naturali/

http://www.greenreport.it/news/agricoltura/politica-agricola-comune-gli-ambientalisti-delusi-dal-nuovo-regolamento/