Suolo e Salute

Mese: Settembre 2017

Coltivazione biologica: 300mila ettari convertiti nel 2016

L’Italia si conferma leader nel settore bio. Lo confermano i dati snocciolati durante il Sana di Bologna, la più importante manifestazione del comparto, di rilievo internazionale.

Chiuso il Salone, andato in scena da venerdì 8 a lunedì 11 settembre, resta la fotografia del settore.

Un dato su tutti, quello sugli ettari di terreno convertiti in coltivazione biologica nel 2016: un balzo in avanti del 20% rispetto all’annata precedente.

A fare il punto sul settore, anche il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, in visita presso il Salone bolognese.

Coltivazione biologica: +20% nel 2016

Trainata dai consumi, la coltivazione biologica nel nostro Paese cresce a due cifre ormai da alcuni anni. La conferma arriva con i dati 2016, estremamente positivi. Dati che il ministro Martina ha così commentato:

«L’Italia – ha dichiarato– conferma la leadership nel settore biologico in Europa: 300mila ettari convertiti in Italia nel 2016, una superficie pari a tutta la provincia di Bologna, case e uffici compresi. Il tasso di crescita è del 20% nelle superfici coltivate, negli operatori impegnati e nei consumi. Un patrimonio che si basa sulla fiducia e sulla voglia dei consumatori di sostenere un sistema produttivo col minor impatto sull’ambiente possibile».

Martina si sofferma poi sugli operatori del settore: imprenditori, agricoltori e giovani che, spiega, sono “le colonne portanti di questo successo”. Colonne con cui il ministero sta “lavorando per rendere più forte il comparto con scelte concrete”. Scelte, elenca il ministro, come le mense scolastiche biologiche certificate, l’aggiornamento del sistema dei controlli e l’apporto italiano nell’ambito della discussione della riforma europea del comparto. Ma serve un cambio di passo:

«Serve un salto di qualità con l’approvazione al Senato del testo unico sul biologico, che ha già passato il vaglio della Camera. Una legge utile per investire di più nella ricerca, organizzare meglio i produttori e valorizzare le produzioni sui territori attraverso i distretti del biologico. Un intervento necessario per un settore che ormai ha superato i 5 miliardi di euro di valore e che fa sempre più parte del carattere distintivo del modello agricolo italiano».

Coltivazione biologica trainata dai consumi

Gli importanti dati emersi durante il Sana sulla coltivazione biologica, riflettono un settore dinamico sul fronte della domanda. Secondo le elaborazioni Ismea/Nielsen, infatti, i prodotti bio sono in crescita nelle preferenze dei consumatori. E appartengono a settori merceologici anche molto diversi tra loro.

Ad esempio la carne, il cui consumo è incrementato nel 2016 del 42%, seguita a breve distanza da vini e spumanti: +41%. A seguire, ottime le performance per frutta (+20,3%), ortaggi (+16%), latticini (+13,5%) e olio (+11%). Anche nel primo semestre 2017 si confermano dati incoraggianti: +15% le vendite bio. Un numero che ‘vale’ ancora di più se confrontato con la crescita nello stesso periodo dei prodotti non bio confezionati: +3,2%. Ancora una volta, protagonisti vini e spumanti, con uno strabiliante +110%, e carni, +85%.

Ma il Made in Italy da coltivazione biologica si conferma forte anche all’estero. L’export ha infatti sfiorato i 2 miliardi di euro nel 2016, il 5% delle esportazioni agroalimentari italiane. Sui mercati internazionali, i prodotti bio italiani sono cresciuti in 10 anni del 408%.

FONTI:

https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/11635

http://www.giornaledibrescia.it/economia/reddito-medio-alto-e-con-figli-il-consumatore-bio-%C3%A8-servito-1.3202695

http://www.ilvelino.it/it/article/2017/09/08/sana-tutti-i-numeri-del-bio-italiano-focus-di-nomisma/46967103-f4cc-40cd-8daa-2edbccafe26f/

Un crowdfunding per l’ Agrinido: così rinasce la scuola distrutta dal sisma

agrinidoIl terremoto del 30 ottobre 2016 a Norcia ha devastato case, scuole, aziende, strutture storiche. La sua violenza non ha risparmiato quasi nessuno, in tutto il centro Italia.

A quasi un anno di distanza la ripresa e la ricostruzione sono ancora difficili. Ma c’è speranza. E c’è chi lotta contro la rassegnazione. È l’esempio dei genitori dei bambini che frequentavano l’ Agrinido, una vera e propria Scuola della Natura, immersa nel verde nelle Marche.

La struttura è stata resa inagibile dal sisma. Le attività non si sono fermate e sono proseguite in una tenda, ma oggi i genitori dei piccoli alunni vogliono fare di più. Vogliono ricostruire la scuola in un terreno limitrofo. Per riuscirci hanno avviato una campagna di raccolta fondi online, un crowdfunding. A cui tutti possono contribuire.

Ecco la loro storia di speranza.

Terremoto del 30 ottobre: Agrinido e Quercia della Memoria distrutti

Non era bastato. A fronte del terremoto del 30 ottobre 2016 che ha devastato Norcia e diverse località dell’Italia centrale non erano bastati nemmeno gli adeguamenti anti-sismici degli edifici. È quello che è successo al Centro multifunzionale Credia WWF – Società Agricola “La Quercia della Memoria”. Situato nel borgo rurale montano di Vallato, a San Ginesio in provincia di Macerata, il complesso non aveva retto a quello che è stato definito come il sisma più devastante dopo quello dell’Irpinia.

I gestori avevano infatti effettuato un “grosso e recente lavoro di ristrutturazione antisismica degli edifici”. Dopo il terremoto però, buona parte di quegli spazi sono risultati inagibili e a rischio. In particolare, dovevano chiudere i battenti l’Agriturismo, l’Agrinido e il Centro di Educazione Ambientale. “Una situazione di completa paralisi delle nostre attività”, spiegavano gli operatori.

I gestori sono intervenuti in proprio, contattando tecnici e ditte specializzate, per mettere quantomeno in sicurezza gli edifici più colpiti, in attesa di una completa riapertura degli spazi. La Quercia della Memoria aveva già allora chiesto ai privati, a coloro che avevano a cuore la struttura, di dare una mano per gestire la situazione.

Ora per fare un passo in più, e restituire alle popolazioni colpite spazi di aggregazione che abbiano come filosofia la sostenibilità, a Sana 2017 è stata lanciata l’idea di un crowdfunding. L’obiettivo? La ricostruzione dell’Agrinido distrutto.

Una raccolta fondi online per l’Agrinido: l’idea a Sana 2017

Con una conferenza stampa tenutasi il 10 settembre, il progetto è stato presentato al Salone internazionale del biologico e del naturale, appuntamento annuale che si tiene da 29 anni a Bologna.

Con gli interventi di Federica Di Luca, imprenditrice ed educatrice, Roberto Pinton, segretario di Assobio, ed Edward Breda, presidente dell’associazione “Nella Terra dei Bambini” è stato presentato il crowdfunding per ricostruire l’Agrinido a Vallato di San Ginesio. La struttura fornisce un servizio educativo rivolto alla prima infanzia, ma è stata resa completamente inagibile dal sisma. I genitori dei bambini, che hanno a cuore questo speciale nido della Natura, hanno lanciato l’iniziativa attraverso l’Associazione “Nella Terra dei Bambini”.

Il crowdfunding, raccolta fondi online, è stato lanciato sulla piattaforma “Produzioni dal Basso” e ha il sostegno dei soci delle Marche di Banca Etica. L’obiettivo è quello di ricostruire la scuola in un’altra sede: occorrono quindi fondi per acquistare un terreno limitrofo. Grazie ai contributi ottenuti sinora da soggetti privati, sono stati raccolti 30mila euro. Ne mancano 10mila, che l’associazione vuole mettere insieme attraverso il crowdfunding. Restano poco più di 30 giorni per completare l’obiettivo. È possibile donare collegandosi sul sito di Produzioni dal Basso, a questo link: https://www.produzionidalbasso.com/project/ricostruiamo-la-scuola-della-natura/

L’urgenza è data dal fatto che entro il mese di ottobre dovrà essere presentato il progetto per la nuova struttura: altrimenti non sarà più possibile accedere ai finanziamenti straordinari per la ricostruzione post-terremoto.

Edward Breda: “Insieme facciamo rinascere l’Agrinido”

Intervenuto durante la conferenza stampa di presentazione del progetto, Edward Breda ha sottolineato l’importanza di luoghi di educazione e aggregazione come quello offerto dalla “Scuola della Natuara”:

«Come genitori siamo consapevoli che il tempo della scuola nei primi anni di vita è un tempo educativo importantissimo per i bambini. Genitori, educatori ed amici dell’Agrinido della Natura, stanno progettando insieme la rinascita della scuola ed hanno già definito un percorso con le istituzioni pubbliche per individuare i necessari finanziamenti per la costruzione di un nuovo edificio in bio-architettura da realizzare sul terreno che vogliamo acquistare con questa raccolta fondi».

Federica Di Luca ha invece ricordato la filosofia e gli obiettivi della scuola:

«Un’esperienza educativa quotidiana rivolta a bambini 1-6 anni a stretto contatto con la natura e la ruralità, un luogo civico di eccellenza formativa e sociale, generativo di un territorio marginale, soprattutto nell’esperienza di rinascita post-sisma».

L’imprenditrice ha inoltre ricordato come, dopo il terremoto, il servizio educativo abbia continuato le proprie attività in una tenda yurta, “un’architettura che ha contribuito a creare un clima educativo costruttivo, in grado di mantenere altissima la qualità dell’offerta formativa”. Malgrado sia ancora in stato di emergenza, quindi, l’Agrinido ha visto ancora crescere “iscrizioni e servizi integrativi”.

È stata poi la volta dell’intervento di Roberto Pinton, segretario di Assobio, che ha ricordato il sostegno delle aziende associate all’organizzazione, fornendo al nido generi alimentari bio:

«L’alimentazione a base di prodotti biologici per i bambini che frequentano un asilo nido è una garanzia per la loro salute. Non poteva per questo mancare dopo il terremoto del 2016 un aiuto concreto delle aziende AssoBio alla continuità del servizio educativo di un asilo nido nato all’interno di un’azienda agricola con un progetto di agricoltura sociale».

FONTI:

http://www.feder.bio/comunicati-stampa.php?nid=1215

http://www.feder.bio/files/2023.pdf

http://www.querciadellamemoria.it/home/250-post-terremoto-a-vallato-di-san-ginesio-gestione-dellemergenza.html

https://ingvterremoti.files.wordpress.com/2016/11/ita20161110_rapporto_centroitalia_def.pdf

Il SANA 2017 di Suolo e Salute

SANA 2017

Si chiude la 29° edizione di SANA – il Salone Internazionale del Biologico e del Naturale – per Suolo e Salute l’occasione principe per mettere in evidenza il proprio ruolo di guida del settore del controllo e della certificazione del biologico italiano.

SANA 2017 è stato organizzato da BolognaFiere, in collaborazione con FederBio e con i patrocini di Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e del MIPAAF – Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, il supporto di IFOAM – International Federation of Organic Agriculture Movements, di Cosmetica Italia e di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese.

Partiamo dai numeri sicuramente in crescita, dato fondamentale nell’anno che precede il trentennale. Rispetto allo scorso anno, in aumento sia la superficie espositiva, con +13% e la presenza di aziende e operatori (+10) con un afflusso di pubblico in linea con l’anno precedente. Ricordiamo la presenza di più di 750 giornalisti con una rappresentanza importante dei Paesi esteri.

SANA 2017 si è svolto su ben 6 padiglioni, con i tre settori merceologici – Alimentazione biologica, Cura del corpo naturale e bio e Green lifestyle – e Suolo e Salute è stata presente in 2 di questi con lo Stand istituzionale al Pad.25 -b99.c100- e con la Certificazione Biocosmesi al Pad.21 -a81/b82.

Numerosi gli eventi da segnalare, tra i quali ad esempio gli workshop Federbio ai quali il personale di Suolo e Salute ha partecipato.

L’apertura dei ciclo di convegni è avvenuta con ”Quale regolamento per potenziare la crescita del biologico europeo?”, che ha visto la presenza del vice ministro Andrea Olivero e la presentazione dell’Osservatorio SANA, promosso e finanziato da BolognaFiere con il patrocinio di FederBio e AssoBio.

Di notevole importanza segnaliamo lo workshop:Servizi alle imprese: Il salto di qualità per il biologico italiano?L’incontro ha dato risposte a tutte quelle istanze riguardanti la gestione di impresa e l’assistenza finanziaria e legale per le aziende della filiera; si sono approfonditi i temi del management e della promozione aziendale, nell’ottica della ricerca-sviluppo che consenta anche la commercializzazione internazionale.

Ricordiamo anche l’iniziativa benefica per aiutare i territori colpiti dal terremoto, per la “Rinascita dell’Agrinido della Natura nella Terra dei Bambini”, attraverso un crowfounding per il progetto di ricostruzione di questa scuola nel maceratese, al quale anche Suolo e Salute darà il giusto rilievo e supporto nei suoi canali di comunicazione.

Momento cardine di SANA 2017 è stata la conferenza stampa di presentazione di Ass.O.Cert.Bio, l’associazione dei principali Organismi di Certificazione italiani del biologico a cui ha aderito anche Suolo e Salute in qualità di socio fondatore.

La grande e continua crescita del settore bio ha reso necessaria ed improcrastinabile la costituzione di un’associazione indipendente in grado di collaborare con tutte le componenti del settore e, soprattutto, le Autorità Pubbliche. L’evento è stato tra i più partecipati di questa edizione di Sana e la nuova Associazione è stata accolta dal mondo del biologico con grande plauso e con molte aspettative.

Suolo e Salute esprime la sua estrema soddisfazione per la partecipazione al SANA 2017, dove ha confermato, con la partecipazione ai numerosi incontri e meetings, il proprio ruolo leader nell’ambito del controllo e certificazione del biologico nazionale. D’altronde visti i numeri e lo status di primo organismo di controllo in Italia non poteva non avere una presenza attiva all’evento appena concluso.

Con lo stesso entusiasmo Suolo e Salute vi dà appuntamento all’edizione SANA 2018, in occasione del trentennale della manifestazione.

SANA 2017

Francia contro il glifosato: voterà no al rinnovo in UE

La scadenza arriverà il 31 dicembre del 2017. Entro questa data le autorità europee devono decidere se rinnovare o meno l’autorizzazione all’impiego del glifosato per ulteriori 10 anni.

I negoziati sull’argomento sono ripresi già a luglio, quando si riuniva il il Paff, comitato europeo permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi. In quella sede, la Commissione faceva sapere che il rinnovo dovrà essere condiviso dalla maggioranza dei Paesi membri. In questi giorni, la Francia ha ribadito il suo no netto all’utilizzo del formulato.

Si tratta di un passo in avanti importante, in attesa del voto definitivo, che dovrebbe arrivare a ottobre. Nel frattempo si attende una presa di posizione anche da parte del governo italiano. “Segua l’esempio di Macron”, insistono gli ambientalisti italiani.

Ecco tutte le ultime novità.

Glifosato: la Francia rinnova il suo NO

Già nell’aprile del 2016, la Francia poneva per la prima volta una serie di misure restrittive alla diffusione del glifosato, elemento contenuto in numerosi erbicidi in commercio, tra cui il RoundUp di Monsanto.

La decisione diventava operativa con una lettera dell’ANSES, l’agenzia per la sicurezza e la salute d’Oltralpe. Nella missiva, inviata a tutti i produttori dell’agente chimico, il vice-direttore generale dell’agenzia, Francoise Weber, avvertiva dell’intenzione di ritirare l’autorizzazione a tale prodotto.

In particolare, l’ente francese sottolineava i rischi potenziali per la salute dati dalla combinazione del glifosato con l’ammina di sego. Oggi la Francia rinnova la propria posizione contraria al formulato, annunciando il proprio no al rinnovo dell’autorizzazione in sede europea.

«La Francia voterà contro la riautorizzazione del glifosato, visti i dubbi che restano circa la sua pericolosità», ha spiegato un funzionario del Ministero dell’Ambiente. Che ha inoltre confermato come un voto sul tema è in vista per l’8 ottobre prossimo.

Si tratta di una decisione estremamente importante. La decisione del rinnovo dell’autorizzazione all’erbicida, infatti, si ottiene solo con il 55% dei Paesi membri che sono rappresentativi del 65% della popolazione del continente. La decisione della Francia avrà quindi sicuramente un peso nei negoziati.

Gli ambientalisti: “Italia segua l’esempio della Francia”

La scelta del Ministro dell’Ecologia francese, Nicolas Hulot, ha dato adito agli ambientalisti italiani per pungolare il governo Gentiloni sull’argomento. La Coalizione StopGlifosato, per esempio, che racchiude 45 associazioni ambientaliste italiane, ha invitato l’esecutivo a dare una risposta chiara sul tema:

«Rispettando gli impegni a favore dell’ambiente espressi in campagna elettorale – dichiara in una nota Maria Grazia Mammuccini, portavoce della Coalizione – Macron e il suo ministro dell’Ecologia stanno prendendo una decisione a favore della salute umana. Alla fine di luglio abbiamo scritto una lettera appello ai ministri Martina e Lorenzin perché l’Italia si schieri contro il glifosato. Non abbiamo ancora ricevuto risposta. Chiediamo che il Governo italiano dica con chiarezza come intende schierarsi e ci auguriamo veramente che segua l’esempio di Macron e Hulot».

La Coalizione ricorda che lo IARC ha definito l’erbicida come “probabile cancerogeno per l’uomo”. Mentre EFSA ed ECHA, pur dando parere di non cancerogenicità, hanno comunque riconosciuto “la dannosità per l’uomo e gli ecosistemi provocati dall’utilizzo agricolo” del glifosato. Malgrado ciò, ricorda Mammuccini, “la comunità scientifica è fortemente scettica sull’assoluzione del glifosato dal rischio di cancerogenicità”.

La portavoce ribadisce inoltre come “un milione e 300mila cittadini europei abbiano firmato l’Iniziativa di legge europea per bandire l’erbicida”. E conclude con un richiamo sull’importanza del settore agroalimentare della Penisola:

«Per un paese come l’Italia che fonda la sua produzione agricola e alimentare sulla qualità sarebbe un clamoroso autogol schierarsi a fianco delle multinazionali».

FONTI:

http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2017/08/31/glifosato-la-francia-dira-no-a-rinnovo-autorizzazione-ue_465ca9ff-da81-4e9a-a415-6d2ad2cd57cf.html

http://www.reuters.com/article/us-france-glyphosate/france-to-ban-some-glyphosate-weedkillers-amid-health-concerns-idUSKCN0X512S

https://www.reuters.com/article/us-health-france-glyphosate/france-to-vote-against-license-renewal-for-weedkiller-glyphosate-idUSKCN1BA242

http://www.suoloesalute.it/autorizzazione-glifosato-autunno-lue-vota-rinnovo-decennale/

 

Agricoltura 4.0 è compatibile con il bio?

L’Agricoltura 4.0 è compatibile con l’agricoltura biologica e biodinamica? Sarà questo, in sintesi, il tema centrale del convegno che si terrà a Bologna Fiere – Sana 2017, il prossimo 9 settembre.

L’evento, che prende il nome di “Agricoltura 4.0: compatibilità e adattamento all’agricoltura biologica e biodinamica”, è organizzato da CIA e ANABIO.

Agricoltura 4.0 e bio: si può

L’obiettivo del convegno, fanno sapere gli organizzatori, è verificare la compatibilità e l’adattamento di nuove soluzioni tecnologiche all’agricoltura di precisione.

Esperti scientifici e tecnici di primo livello del settore discuteranno della fattibilità di un connubio tra i due sistemi, presentando un caso aziendale che ha concretamente iniziato a utilizzare queste soluzioni.

Secondo le Linee Guida del Ministero delle Politiche Agricole, entro il 2021, il 10% della superficie agricola dovrà essere occupata da agricoltura di precisione. Ad oggi, solo l’1% delle superfici lo è. Per riuscire ad avere una spinta significativa in questa direzione, secondo gli organizzatori dell’evento, le filiere agroalimentari italiane hanno l’esigenza di investire in soluzioni digitali (agricoltura 4.0 per l’appunto) e di gestire le numerose informazioni metriche che ne derivano. Gli scenari che possono aprirsi grazie al connubio Agricoltura 4.0 e agricoltura di precisione sono molteplici e votate a garantire un approccio più solido ai mercati.

Il programma dell’evento

I lavori inizieranno sabato mattina alle ore 10:00 con la registrazione dei partecipanti. Seguirà il saluto di Federico Marchini, Presidente Anabio.

Dopo questa prima parte, avranno inizio i vari interventi programmati. Alle 10:30, sarà la volta di Andrea Berton (CNR – IFC Firenze) e di Alessandro Matese (CNR – Istituto di Biometereologia di Firenze, che parleranno di “Nuove tecnologie di monitoraggio in agricoltura di precisione”.

A seguire, Filippo Renga, Responsabile Smart Agrifood, che tratterà di “Innovazione digitale nella Filiera del Latte”. Chiuderà questa parte, Raffaella Mellano, Presidente Cooperativa Natura e Alimenta, che presenterà il caso aziendale “Cooperativa Natura e Alimenta”.

Alle 11:30, si aprirà il dibattito durante la Tavola rotonda coordinata da  Lorenzo Tosi, Seguirà poi un dibattito conclusivo (ore 12:30) e le conclusioni del Vicepresidente Cia, Antonio Dosi.

Fonti:

http://www.feder.bio/agenda.php?nid=1211

http://www.feder.bio/files/2019.pdf