Suolo e Salute

Category: Biologico (Mercato, Statistiche, Ricerca, Normativa, Estero)

Migliori risultati per la produzione biologica rispetto ai loro omologhi convenzionali

Migliori risultati per la produzione biologica rispetto ai loro omologhi convenzionali

Uno studio “Gli attori economici e l’ambiente”, appena pubblicato in Francia dall’INSEE, l’ Institut national de la statistique et des études économiques , indica, in tre settori di attività – vino, orticoltura e produzione di latte – che gli agricoltori biologici hanno la meglio sui loro omologhi convenzionali in termini di risultato delle loro aziende.

Questo punto di vista è tanto più interessante in quanto il soggetto è ancora poco trattato. La sfida consiste nel disporre di un campione sufficientemente rappresentativo per poter assicurare un’analisi corretta. L’istituto ha scelto di lavorare sui dati del 2013 e concentrarsi su tre produzioni in cui la percentuale di aziende biologiche è significativa: l’orticoltura (11%), la viticoltura (6%) e il latte vaccino (3%). Si tratta di prodotti tra i più popolari nel paniere dei consumatori: il campione scelto dall’INSEE comprende 1.800 aziende biologiche, che sono state confrontate con 28.000 aziende “convenzionali”. Tra queste aziende, i viticoltori biologici hanno un fatturato annuo medio di 17.000 euro per ettaro, il 46% in più rispetto al convenzionale. Un divario che può essere spiegato in primo luogo da una migliore valorizzazione dei vini bio, con prezzi più alti dal 10% al 40%. Ma anche da una presenza più forte di questi viticultori nelle zone di denominazione di origine protetta (DOP). E, nonostante i costi del personale di una volta e mezzo più elevati , il risultato lordo di gestione è in media di 6.400 euro per ettaro, contro i 3.700 euro del viticoltore convenzionale. In orticoltura, il giro d’affari dei produttori biologici è in media inferiore a quello dei loro omologhi convenzionali (10.900 euro, contro 12.500 euro per ettaro), ma il risultato lordo di gestione è più alto (3.300 euro contro 2.500 euro per ettaro). Il fatto di utilizzare meno fertilizzanti e pesticidi riduce i costi.  Ugualmente il minor costo dell’alimentazione  e una migliore valorizzazione del prezzo del latte (+ 18%) permettono di compensare la differenza di fatturato dei produttori di latte biologico nonostante un calo di circa un quarto della produttività. Anche gli aiuti all’agricoltura biologica calcolati per ettaro sostengono gli allevatori bio. Di conseguenza, il loro risultato lordo di gestione è, in media, superiore del 20% rispetto ai colleghi convenzionali. Un altro elemento che spiega poi la migliore performance economica delle aziende agricole ‘verdi’ è un maggiore utilizzo (90% degli orticoltori e 70% dei viticoltori biologici) della filiera corta per commercializzare i propri prodotti.

Fonte Sinab

Biologico ecco il nuovo regolamento dalla UE

Biologico ecco il nuovo regolamento dalla UE

La Commissione agricoltura del Parlamento europeo ha approvato il nuovo regolamento Ue sul biologico.  Le nuove regole, che prevedono controlli su tutta la filiera, certificazione di gruppo per le piccole aziende e banche dati per aumentare l’offerta di semi bio, saranno applicabili dal 2021. Il prossimo passo sarà l’approvazione della plenaria del Parlamento e del Consiglio dei ministri dell’agricoltura. Terminato questo iter si aprirà un percorso legislativo che si prevede si concluderà non prima del 2020.

Matteo Bartolini  Vice Presidente di Federbio con delega ai rapporti con l’UE dichiara: “Riconosciamo lo sforzo compiuto dalle Istituzioni per migliorare il testo iniziale della Commissione, anche prendendo in considerazione alcune  richieste dei produttori biologici come ad esempio la certificazione di gruppo e la protezione del valore produttivo europeo nei confronti di importazioni da Paesi extra UE con garanzie e quindi costi spesso inferiori.

Il settore biologico continua a crescere in Italia e nel resto dell’Unione europea e quindi siamo impegnati a tutelare con forza la fiducia che in esso ripone il cittadino. Chiediamo pertanto un forte impegno da parte delle istituzioni dell’UE e degli Stati membri a lavorare insieme per affrontare immediatamente le rilevanti debolezze che ancora esistono nel testo attuale, in particolare per quanto riguarda le soglie di contaminazione accidentale da pesticidi non ammessi. Confidiamo che nei prossimi giorni il Senato della Repubblica approvi il testo di legge “Disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare e dell’acquacoltura effettuate con metodo biologico” e che il Governo approvi rapidamente la riforma del sistema di certificazione nazionale anche per dare un segnale forte in Europa dell’impegno dell’Italia per lo sviluppo dell’agricoltura biologica.”

fonte http://www.feder.bio/comunicati-stampa.php?nid=1253

fonte http://www.ansa.it/europa/notizie/agri_ue/biologico/2017/11/22/bio-ok-da-eurodeputati-a-nuovo-regolamento-ue_31625229-fb3c-4f83-b425-49428219070c.html

Mercato bio globale: il mercato vale quasi 90 miliardi di dollari

Mercato bio globale: il mercato vale quasi 90 miliardi di dollari

Cresce il mercato bio in tutto il mondo: il fatturato sfiora ormai i 90 miliardi di dollari e la superficie agricola dedicata alla coltivazione senza prodotti chimici è in crescita quasi ovunque.

Ottime le performance registrate in Nord America, ma importante anche la crescita nei Paesi europei: i dati più interessanti negli ultimi anni arrivano da Francia e Svezia, ma mercati consolidati da decenni come Austria e Germania fanno registrare ancora numeri in crescita. E l’Italia? Si conferma tra le realtà più dinamiche.

La fotografia del settore arriva da un report di BIOFACH, il Salone degli Alimenti Biologici, la cui prossima edizione è prevista per il 14-17 febbraio 2017, a Norimberga, in Germania.

Ecco tutti i dati più interessanti forniti dagli organizzatori.

Mercato bio a livello globale: fatturato a 90 miliardi

Previsioni splendide per il futuro”, così Biofach definisce il futuro del mercato bio a livello globale. Un comparto che sta per toccare i 90 miliardi di dollari di fatturato. I tassi di crescita più alti sono stati registrati, al 2016, nel Nord America e nei Paesi dell’Europa settentrionale. Solo negli Stati Uniti, il fatturato è arrivato lo scorso anno a 43 miliardi di dollari (dati Ota – OrganicTradeAssociation) e il bio conquista una quota del 5% nel mercato agroalimentare.

Mercati in crescita anche in Europa. I comparti con i trend incrementali più forti in Germania, con una crescita di quasi il 10% nel 2016, e in Francia, con un plus di oltre il 20%. Buone notizie anche dal Regno Unito: + 7 per cento nello scorso anno. Con riferimento al 2015, invece, le nazioni che hanno registrato gli incrementi superiori (20% e più) sono stati Spagna, Irlanda e Svezia.

Cresce anche la SAU dedicata al biologico:

«Stando ai nostri calcoli – spiegano Helga Willer, Julia Lernoud e UrsNiggili del FiBL, Istituto svizzero di ricerche in agricoltura bio – nel 2016 la superficie biologica è aumentata in tutto il mondo di pressoché 5 milioni di ettari, cosa che si può considerare un risultato molto positivo».

In particolare, dal FiBL sottolineano il ruolo che sta avendo l’Australia nel settore: agli enormi pascoli estensivi già presenti nella nazione, si sono aggiunte negli ultimi mesi nuove aziende orientate al bio.

Il mercato bio in Europa

Sul fronte delle superfici agricole convertite al bio, troviamo forti incrementi nei Paesi europei in via di sviluppo: la Bulgaria incrementa del 35% la propria SAU biologica; segue la Croazia con un +23% e Cipro, +18%. Crescite più contenute, ma comunque importanti, sono state registrate in Francia, con i suoi 210mila ettari aggiuntivi, in Germania, 75.650 ettari, e in Spagna, +50mila ettari. Nel complesso, la superficie a bio in Europa cresce, malgrado la diminuzione registrata in Grecia, Polonia e Romania: 130mila gli ettari in meno nei 3 Paesi.

Austria e Germania: due mercati consolidati

Il report Biofach si concentra poi su alcune realtà europee particolarmente interessanti per delineare lo stato di salute del mercato bio nel Vecchio Continente. Innanzitutto, la Germania.

Il mercato del bio tedesco, che ha già una tradizione consolidata, ha visto una crescita del 9,9% lo scorso anno, arrivando a un fatturato di 9,48 miliardi di euro. Nel 2017, dovrebbe arrivare il superamento del traguardo dei 10 miliardi. Crescono soprattutto le vendite nei supermercati: +14,6% e 5,45 miliardi di euro di fatturato. I negozi specializzati raccolgono invece 2,85 miliardi, per una crescita del 5%.

Da più di vent’anni leader del settore, l’Austria si conferma particolarmente attiva in termini di produzione e consumo di biologico. Cresce ancora la quota del bio sul totale del fatturato alimentare: nel primo semestre 2017 è all’8,6% (era al 6,7 nel 2013). Nel dettaglio, vanno particolarmente forti le uova (20% la quota di mercato sul totale), il latte fresco (18%), le patate (16%) e verdura fresca (14%). In totale, il comparto registra un fatturato da 1,6 miliardi di euro, così suddiviso: 75% al commercio convenzionale, 19% ai negozi specializzati, 6% alla ristorazione. Restano al palo invece le aziende bio: nel 2015 erano 20.779, pressoché la stessa cifra registrata nella metà degli anni ’90.

Francia e Svezia: crescita impetuosa

Il report Biofach si sofferma anche su Francia e Svezia.

Oltralpe, i dati di vendita parlano di un mercato bio in crescita nel 2016 di 1,2 miliardi di euro rispetto all’anno precedente: +21,7% l’incremento in termini percentuali. Nel suo complesso, la nazione ha quindi raggiungo 6,7 miliardi di euro di fatturato. E il dato si riferisce ai soli canali del commercio convenzionale e della vendita diretta. A questi vanno ad aggiungersi i 411 milioni della ristorazione bio. Frutta e verdura i comparti che hanno registrato maggior successo: +33%. Buona la performance del secco, al +24%.

Continua inoltre la corsa della Svezia: dal 2014 a oggi, i tassi di crescita registrati dal comparto sono stabilmente tra il 30 e il 40%. Nel triennio considerato, le vendite sono raddoppiate, raggiungendo i 2,6 miliardi di euro. Nel primo semestre 2017, la crescita ha visto un certo rallentamento: le stime parlano di un 7-8% in più. Cresce anche la quota di bio nel mercato agroalimentare, ora al 9,3%.

Il mercato bio in Italia

Anche il nostro Paese, come da più parti annunciato, vede consolidarsi il mercato dei prodotti agroalimentari biologici. Aumenti vengono registrati sia sul fronte della superficie coltivata che nel numero di aziende. A fine 2016, sono stati 300mila gli ettari di SAU in conversione al bio, per un totale di 1,8 milioni di ettari e il 14,5% del totale della superficie agricola italiana. Crescono in particolare le aree coltivate a verdure (+49%), a cereali (+32) e oliveti e vigne (+23%). Le migliori performance vengono registrate nelle regioni del sud: Sicilia, Puglia e Calabria al top per superfici.

Sono 72.154 le aziende nel comparto, di cui quasi 56mila sono di agricoltori bio. Sul fronte delle vendite, il fatturato ha raggiunto i 3 miliardi di euro complessivi, con un incremento del 14%, con il commercio convenzionale in crescita al di sopra della media (+16%), mentre i negozi bio hanno registrato il +3,5%.

FONTI:

http://www.sinab.it/bionovita/biofach-ancora-trend-positivo-il-comparto-biologico

http://www.sinab.it/sites/default/files/share/Internationaler%20Marktbericht%20%20BIOFACH_it.pdf

Il biologico nel mondo: in crescita superfici e aziende specializzate

Una fotografia dell’agricoltura sostenibile dell’intero pianeta. È stata appena pubblicata l’edizione 2017 del quaderno “La Bio dans le monde”, il biologico nel mondo. Il testo è stato redatto attraverso l’elaborazione di dati di FIBL e dell’Ue, e realizzato da Agence Nio, l’Osservatorio francese dell’agricoltura biologica.

Scopriamo i dati più interessanti.

Il biologico nel mondo: la panoramica mondiale presente nel documento

I dati presenti nel rapporto sono elaborati in riferimento al 2015. In quell’anno, la superficie mondiale coltivata seguendo tecniche sostenibili era stimata a circa 51 milioni di ettari. Un dato che porta a più 18,1 punti percentuale rispetto al 2014. Si tratta dell’1,1% del territorio agricolo totale presente nei 179 Paesi presi in esame.

Sempre in riferimento al 2015, le aziende biologiche certificate si attestavano a più di 2,4 milioni. Una crescita del 7% rispetto all’anno precedente. Il valore del mercato del bio nel mondo era infine stimato a 80,2 miliardi di euro.

Dati in crescita per il biologico globale

In 15 anni (dal 2000 al 2015) il biologico nel mondo è cresciuto a una velocità sempre maggiore. Anche in Asia e in Africa, aree dove lo sviluppo del settore è partito proprio agli inizi del nuovo millennio.

Dopo una crescita modesta di quasi 59.600 ettari tra il 2013 e il 2014 (+ 0,1%), l’areacoltivata seguendo i dettami del bio è aumentata di oltre 7,8 milioni di ettari tra il 2014 e il 2015 (+ 18,1%). Una crescita che ha interessato quasi tutti i continenti: le superfici coltivate hanno visto una diminuzione solo in America Latina (-86.639 ha).

Nel 2015, quasi il 76% delle superfici bio presenti nel Mediterraneo risultavano distribuite tra Spagna, Italia e Francia. La crescita maggiore si è avuta in Spagna. È la Polonia invece a essersi interessatada un maggior declino di territori (77.000 ha in meno).

Il posto dell’agricoltura biologica nel totale della superficie agricola utilizzata dei diversi paesi di quell’anno ha raggiunto la sua quota più alta in Italia con il 12%, seguita dalla Slovenia (9,0%) e dalla Grecia (8,4%).

Le coltivazioni che vanno più forte in Italia

Globalmente, nel 2015 sono stati stimati quasi 3,9 milioni di ettari coltivati a cereali biologici. I dati sono comunque sottostimati perché i valori presenti sulla superficie indiana non sono noti e quelli della zona russa sono parziali.

Il riso è una delle principali coltivazioni indiane. In Europa la produzione biologica si concentra principalmente in Italia (12.425 ha nel 2015).

Dal rapporto, emerge che il Bel Paese si è difeso bene anche nella coltivazione di uliveti biologici. Nella fotografia scattata dal documento, e ferma al 2015, il 79% degli uliveti biologici si trovava in Europa e il 19% in Africa(soprattutto in Nord Africa).

I principali produttori di olive biologiche erano Spagna(197.136 ettari), Italia (179.886 ettari) e Tunisia (127.250 ettari). Degli uliveti presenti in Italia, il 15,7% era coltivato secondo i principi dell’agricoltura biologica.

Nello stesso anno, circa 50 paesi avevano un vigneto biologico. I primi tre Paesiproduttori di uve biologiche erano la Spagna, l’Italia e la Francia (un totale del 79% dei vigneti biologiciMondiale).

È possibile scaricare la pubblicazione completa di “La Bio dans le monde – Il Biologico nel mondo” a questo link: http://www.agencebio.org/sites/default/files/upload/documents/4_Chiffres/BrochureCC/carnet_monde_2017.pdf

FONTI:

http://www.sinab.it/bionovita/bio-nel-mondo-edizione-2017

http://www.agencebio.org/sites/default/files/upload/documents/4_Chiffres/BrochureCC/carnet_monde_2017.pdf

UE raggiunto l’accordo sulla riforma del biologico

Raggiunto l’accordo tra gli Stati membri sulla nuova riforma del comparto biologico.

Dopo tre anni di dibattito, i Paesi Ue si compattano sul nuovo regolamento europeo per la coltivazione e commercializzazione dei prodotti provenienti da agricoltura bio.

Il negoziato è iniziato nel 2014, su una proposta presentata dalla Commissione Europea.Solo due settimane fa, la soluzione appariva lontana, a un passo dal fallimento. Poi, lo stralcio di due punti di disaccordo ha dato nuovo slancio al dibattito.

La proposta era arrivata dal Commissario Ue all’agricoltura Phil Hogan ed era stata ben accolta solo da un pugno di Stati, tra cui Germania, Irlanda e Olanda. Le questioni controverse del dossier riguardavano: i residui accidentali di pesticidi nei prodotti bio e il riconoscimento della certificazione a colture cresciute in particolari condizioni in serra.

L’accordo tra i Paesi UE

L’accordo raggiunto in questi giorni tra Commissione Europea, Consiglio Ue ed Europarlamento prevede un giro di vite sui controlli, effettuati anche per la vendita al dettaglio. Previsti inoltre un ampliamento della tipologia di prodotti che potranno aspirare ad avere la certificazione biologica, un regime di certificazione di gruppo per le piccole aziende agricole e l’applicazione di norme più severe sulle importazioni.

Paesi come il nostro, che prevedono valori limite in vigore per la contaminazione accidentale di prodotti bio da pesticidi non autorizzati, potranno continuare a mantenerli per almeno altri 4 anni dall’entrata in vigore delle nuove regole. La Commissione potrebbe comunque proporre una legislazione specifica sul tema non prima però del 2024.

Le deroghe per la coltivazione in serra, considerate elemento controverso del dossier e richieste da alcuni paesi del Nord Europa, saranno congelate fino al 2030.

C’è chi ritiene che l’accordo segni un risultato di rilievo, ottenuto però sul filo di lana, per l’uscente presidenza UE di Malta.

Il testo ottenuto dal compromesso tra gli attori protagonisti dovrà ora essere approvato dall’Europarlamento e dal Consiglio prima che possa entrare in vigore.
FONTI:

http://www.freshplaza.it/article/92191/I-Paesi-UE-verso-un-accordo-sul-bio-con-il-Parlamento-europeo

http://www.informatoreagrario.it/ita/News/scheda.asp?ID=3391

http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2017/06/29/bioaccordo-ue-su-riforma-con-piu-controlli-anche-su-import_9ead0011-39ba-434a-88a4-8f0a77d1be35.html

http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2017/06/12/agricoltura-ultima-chiamata-per-riforma-ue-biologico_5eeaf774-4988-46fb-af23-ccf7b7a9572d.html

Il Made in Italy sbarca in Cina grazie a FederBio

Il Made in Italy arriva in Cina grazie a FederBio.

La Federazione italiana agricoltura biologica e biodinamica si è fatta promotrice di due importanti appuntamenti. Il primo, già concluso, la partecipazione al Sial China, il salone di riferimento nel settore dell’agroalimentare nel Paese. Il secondo, un appuntamento dedicato alla promozione dei prodotti biologici nazionali.

Made in Italy in Cina per tutelare e favorire l’internazionalizzazione dei prodotti bio

Il piano strategico volto a favorire l’internazionalizzazione del comparto biologico è stato siglato da FederBio con il Ministero dello Sviluppo Economico nel 2009.

Da allora, la Federazione ha avviato una serie di programmi in sinergia con l’ICE (Agenzia per la promozione).

La partecipazione di FederBio al Sial China 2017 rientra all’interno delle iniziative del progetto OFOM (OrganicfoodOrganic mood), il programma triennale, finanziato da UE e Italia e finalizzato ad accrescere e rafforzare il ruolo del bio in Paesi extraeuropei, come Cina, Giappone e USA.

Il Sial China 2017 è la maggiore esposizione asiatica specializzata nell’innovazione alimentare. Dal 17 al 19 maggio, ha ospitato oltre 3.200 espositori in 149.500 metri quadrati, accogliendo più di 80mila professionisti provenienti da tutto il mondo. Accanto alla Federazione anche ALINOR, PROBIOS e RIGONI D’ASIAGO, aziende simbolo dell’eccellenza del bio “made in Italy”.

La crescita del bio oltre i confini tradizionali

Assistiamo, in Italia e in Europa, a una forte crescita del comparto. Una crescita che, grazie al peso che il Made in Italy ha nel mondo, potrebbe estendersi oltre i confini nazionali. Paolo Carnemolla, presidente FederBio, ha così commentato le iniziative della Federazione in Estremo Oriente:

«In Europa assistiamo a un successo senza precedenti del settore biologico. Un fenomeno che si traduce in un tasso di crescita della superficie biologica dell’8,2%; in un incrementodel 13% del mercato che nel 2015 ha raggiunto quasi i 30 miliardi di euro; e in un giro d’affari che interessa oltre 413.000 tra produttori, trasformatori ed importatori di prodotti biologici. Vogliamo replicare questo successo oltre i confini europei e la Cina, grazie all’estensione territoriale e alle dimensioni del mercato, rappresenta una realtà molto promettente».

Fonte:

http://www.feder.bio/comunicati-stampa.php?nid=1168