Suolo e Salute

Mese: Marzo 2016

Promozione e contributi prodotti Dop e Igp: domande entro il 14 aprile

Ci sarà tempo fino al 14 aprile prossimo per presentare le domande volte a ottenere l’accesso ai contributi pubblici per le iniziative di promozione, informazione e comunicazione finalizzate alla valorizzazione dei prodotti  Dop e Igp.

Il decreto di riferimento è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n.68 del 22 marzo 2016.

Il provvedimento stabilisce i criteri e le modalità per la concessione di contributi a favore di iniziative volte a migliorare la conoscenza, favorire la divulgazione, garantire la salvaguardia e sostenere lo sviluppo dei prodotti agricoli e alimentari che hanno ottenuto il riconoscimento comunitario ai sensi del regolamento 1151/2012.

Attualmente l’Italia conta il maggior numero di prodotti certificati: 805 quelli iscritti nel registro UE, di cui 283 Food e 523 Wine, per un valore complessivo di 13,4 miliardi, pari al 10% del fatturato totale dell’industria alimentare.

L’export delle Ig vale 7,1 miliardi, ovvero il 21% dell’ammontare complessivo delle esportazioni agroalimentari nazionali.

dop igp

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le regioni con più Dop e Igp sono l’Emilia-Romagna e il Veneto, rispettivamente con 41 e 36 prodotti riconosciuti.

Secondo dati Istat, nel 2014 gli operatori certificati risultavano 79.848; 587 in meno rispetto al 2013 (-0,7 per cento). Il 91,4% svolge esclusivamente attività di produzione e il 6,6% di trasformazione; il restante 2% effettua entrambe le attività.

I contributi hanno l’obiettivo di sostenere lo sviluppo e il monitoraggio dei prodotti Dop e Igp attraverso due tipi di iniziative:  migliorare la conoscenza e favorire la divulgazione dei prodotti, garantire la salvaguardia e sostenere lo sviluppo dei prodotti DOP e IGP

Possono presentare domanda di contributo: gli organismi a carattere associativo dei consorzi di tutela riconosciuti ai sensi della legge n. 526-1999 o del decreto legislativo n. 61-2010; i consorzi di tutela riconosciuti ai sensi della legge n. 526-1999 e del decreto legislativo n. 61-2010; le associazioni temporanee di imprese tra i suddetti soggetti proponenti e/o gli organismi associativi operanti nel settore delle Dop ed Igp.

Gli interessati possono reperire maggiori informazioni sul sito del Mipaaf a questo indirizzo: https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/9791

Il termine per la presentazione delle domande è fissato alle 17 del 14 aprile 2016.

Fonti:

https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/9791

https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/9898

http://www.ilvelino.it/it/article/2016/03/25/agroalimentare-istat-italia-prima-in-ue-per-riconoscimenti-dop-igp-e-s/536ccef1-bd82-4134-9dca-c1b19e249d02/

http://www.btboresette.com/mipaaf-contributi-prodotti-dop-igp/

 

Approvato il Piano Strategico nazionale del biologico

Approvato in Conferenza Stato Regioni il Piano Strategico nazionale del biologico. A renderlo noto lo stesso Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf).

Il piano è stato elaborato grazie al lavoro congiunto tra il Mipaaf e la filiera del biologico e prevede una serie di obiettivi per la crescita del settore, da raggiungere entro il 2020.

Come precisa il Viceministro alle politiche agricole con delega al biologico, Andrea Olivero: “Partendo dalla particolare fase di sviluppo dell’agricoltura biologica in Italia e in stretto raccordo con il tavolo di filiera del biologico, abbiamo definito  le linee guida strategiche per favorire ed indirizzare uno sviluppo armonico del settore in Italia. Il lavoro, che ha tratto linfa dal confronto e dalla partecipazione che abbiamo avuto in Expo 2015, ha aperto un dibattito specifico sul tema, con l’obiettivo di mettere a sistema le scelte politiche per il comparto, un approccio che può essere sintetizzato in quattro principi: coordinamento delle iniziative di sviluppo, tutela del consumatore, semplificazione e ricerca. Con questo lavoro corale davvero l’agricoltura biologica cambia passo“.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ecco, in sintesi, le dieci azioni previste per il raggiungimento degli obiettivi entro i limiti prefissati:

  1. Biologico nei Piani di Sviluppo Rurale: uniformare le modalità di applicazione della misura di sostegno all’agricoltura bio prevista dai PSR tra le diverse Regioni italiane. Indirizzare a favore del settore anche altre azioni previste dai PSR. Particolare attenzione viene data alla formazione specifica per diffondere l’approccio agro-ecologico.
  2. Politiche di filiera: favorire l’aggregazione del mondo della produzione e le relazioni stabili con gli altri attori del comparto, attraverso la realizzazione di specifiche forme associative.
  3. Biologico made in Italy e comunicazione istituzionale: valutare l’opportunità dell’introduzione di un segno che distingua e promuova il bio Made in Italy attraverso il piano di internazionalizzazione dell’agro-alimentare.
  4. Biologico e Green Public Procurement: stimolare l’utilizzo dei prodotti biologici nella ristorazione ospedaliera e nelle mense scolastiche, e favorire la scelta del metodo biologico anche nella gestione del verde delle aree pubbliche.
  5. Semplificazione della normativa sul biologico: anche sulla base delle novità legislative Ue, attraverso il coinvolgimento delle Amministrazioni regionali.
  6. Formazione, informazione e trasparenza: ottenute attraverso l’istituzione di percorsi formativi sull’agricoltura biologica in ambito universitario e corsi di aggiornamento per i docenti anche nelle scuole superiori. Rafforzamento dei servizi del SINAB per migliorare la disponibilità di informazioni relative al settore.
  7. Biologico paper less – informatizzazione: sviluppo del SIB – Sistema di Informazione del Biologico, in linea con quanto previsto dal Piano Agricoltura 2.0, per favorire la connessione con le altre banche dati utili per il settore, semplificando le procedure a carico degli operatori.
  8. Revisione normativa sui controlli (D.LGS 220/95): migliorare l’efficacia del sistema di controllo e certificazione in Italia a garanzia delle imprese biologiche e dei consumatori.
  9. Controllo alle importazioni: intensificare le attività di controllo e certificazione del prodotto biologico in entrata da paesi terzi anche con un maggiore coinvolgimento delle Dogane e con l’utilizzo di strumenti informatici evoluti.
  10. Piano per la ricerca e l’innovazione in agricoltura biologica: costituzione di un comitato permanente di coordinamento per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica, con gli enti vigilati dal Mipaaf, ed il coinvolgimento delle Regioni e delle rappresentanze del settore.

Per il Ministro Maurizio Martina, “l’approvazione del Piano rappresenta un passaggio importante per un settore sempre più strategico per tutto il Paese, come ci dimostrano anche i consumi interni che nell’ultimo anno sono aumentati in modo esponenziale segnando + 20%. In questo momento di forte crescita è fondamentale quindi mettere in campo una strategia d’insieme e a lungo termine, in grado di dare un indirizzo preciso allo sviluppo del biologico così da coordinare al meglio le politiche di sostegno e dare allo stesso tempo risposte concrete alle esigenze degli operatori“.

Fonti:

https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/9896

http://www.agrinotizie.com/articoli/news.php?id=3141#.VvveG-KLTIU

Approvato il Piano olivicolo nazionale: 32 milioni per incentivare la qualità

È stato approvato in Conferenza Stato Regioni il primo Piano olivicolo nazionale (Pon).

Il Piano, previsto dall’articolo 4 del DL 51/2015, prevede una serie di misure operative orientate all’incremento della produzione nazionale di olive e olio extravergine di oliva, alla promozione e valorizzazione dei prodotti e ad una più forte organizzazione della filiera nazionale.

Sono 32 i milioni di euro investiti per aiutare la riorganizzazione del settore, che sarà supportata dalle risorse regionali dello sviluppo rurale.

Con l’approvazione per la prima volta del piano olivicolo nazionale – afferma il ministro Maurizio Martina – iniziamo a definire una strategia produttiva che mancava da troppi anni in Italia. L’obiettivo condiviso con tutta la filiera è migliorare sotto il profilo della qualità e della quantità“.

Con l’accordo di filiera siglato poche settimane fa – prosegue il ministro – ci sono tutte le premesse per dare futuro al comparto, guardando anche alle opportunità e al lavoro da fare a livello internazionale“.

Champ d'oliviers

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Piano, come sottolinea l’assessore della Regione Puglia Leonardo Di Gioia, coordinatore della Commissione Agricoltura alla Conferenza delle Regioni “era atteso da tutto il comparto anche alla luce di tante difficoltà e di quelle che sono state le valutazioni sui provvedimenti sull’olio tunisino e per la vicenda della Xylella, che coinvolge comunque gli alberi. È un provvedimento importante, che arriva tempestivamente e sarà utile per portare avanti una serie di azioni che consolideranno l’olio di qualità, ci consentiranno di avere un migliore posizionamento dei nostri prodotti e metteranno al centro dell’attenzione un comparto così importante anche per il futuro della nostra agricoltura“.

Le azioni previste dal Piano olivicolo nazionale sono:

  • l’incremento della produzione nazionale di olive e di olio extravergine di oliva, ottenuto attraverso la razionalizzazione della coltivazione degli oliveti tradizionali e l’introduzione di nuovi sistemi colturali sostenibili e vantaggiosi, in modo da non accrescere la pressione sulle risorse naturali, specialmente quelle idriche;
  • la promozione dell’attività di ricerca per accrescere e migliorare l’efficienza dell’olivicoltura italiana;
  • azioni che puntino a valorizzare il Made in Italy e le classi merceologiche di qualità superiore certificate dell’olio extravergine di oliva italiano;
  • il recupero varietale delle cultivar nazionali di olive da mensa in nuovi impianti olivicoli integralmente meccanizzabili;
  • incentivi e sostegni all’aggregazione e organizzazione economica degli operatori della filiera olivicola, in conformità alla disciplina delle trattative contrattuali nel settore dell’olio di oliva prevista dal regolamento (UE) n. 1308 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013.

Le aziende olivicole italiane, secondo dati Mipaaf, sono circa 900mila. In media la produzione di olio prodotto in Italia da olive italiane è di 475.000 tonnellate. Il volume di affari è 3 miliardi di euro, pari al 3% del fatturato totale dell’industria agroalimentare. Tra i prodotti certificati si contano 42 Dop e 1 Igp.

Fonti:

https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/9894

http://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/mondo_agricolo/2016/03/24/olio-da-regioni-via-libera-a-piano-olivicolo-nazionale_eadd542a-f644-49ca-8711-a63e9c36ce5b.html

Italia da record nell’Export del vino: +5,4% nell’ultimo anno

Il 2015 è stato un anno importante per il settore del vino Made in Italy. Secondo i dati elaborati su base Istat da Ismea, il vino italiano ha registrato una crescita nell’export del 5,4% rispetto al 2014, per un valore di 5,4 miliardi di euro.

I vini spumanti si sono rivelati i veri protagonisti di questa crescita, con un valore di 985 milioni di euro (+17%) e un volume scambiato pari a circa 2,8 milioni di ettolitri (+15%).

A guidare la classifica, il Prosecco con un incremento del 30% a volume (oltre 1,8 milioni di ettolitri) e del 32% a valore (oltre 660 milioni di euro).

Domenico Zonin, presidente dell’Osservatorio del Vino, commenta in questo modo i risultati: “Il dato complessivo che più colpisce è il sempre maggior apprezzamento del nostro vino di qualità da parte del mercato internazionale, che evidenzia come la cultura del vino stia crescendo e, soprattutto, come il lavoro delle nostre aziende in termini di innovazione e ricerca sia ben percepito e stia finalmente portando i frutti sperati”.

Il mercato più interessante per l’export del vino made in Italy è quello Usa, che ha fatto registrare una  crescita in valore del 14% per un corrispettivo che sfiora 1,3 miliardi di euro e oltre il 7% di volume (3,2 milioni di ettolitri); segue il Regno Unito, con un export da 750 milioni di euro (+13,3%); in calo la Germania, con un -6,7% in volume e un -1,5% in valore. Positivo anche lo scambio con l’estremo Oriente, in particolare Giappone e Cina dove il vino italiano è cresciuto rispettivamente del  3,4% e del 18%.

ripe Purple Grapes

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, “questi numeri mostrano un settore vitivinicolo in continua crescita sui mercati esteri, forte di qualità e tipicità territoriali di Dop e Igp. Ora l’obiettivo indicato dal premier Renzi è traguardare 7,5 miliardi di euro di export entro il 2020. Bene, quindi, i 300 milioni di euro messi in campo dal Governo con il decreto Ocm per la promozione del nostro vino all’estero, ma, alle aziende servono anche strumenti efficaci e autorevoli come Vinitaly e il nuovo Osservatorio del vino per sviluppare a livello internazionale il proprio business”.

Oltre all’export, però, cresce anche l’Import, che tocca 2,8 milioni di ettolitri (+1%) per un corrispettivo di poco superiore a 320 milioni di euro (+7,4%).

Fonti:

http://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2016/03/29/vino-nel-2015-l-export-tocca-i-54-miliardi-di-euro/48089

http://www.winenews.it/news/41773/losservatorio-del-vino-italiano-conferma-il-record-delle-esportazioni-nel-2015-a-539-miliardi-di-euro-54-sul-2014-zonin-uiv-il-nostro-vino-sempre-pi-apprezzato-mantovani-veronafiere-obiettivo-75-miliardi-nel-2020-possibile

 

Emilia Romagna: crescono le superfici coltivate con cereali biologici

Nell’ultimo anno, in Emilia Romagna, la superficie agricola coltivata con il metodo biologico è cresciuta del 9,8%; il 2% è occupata da cereali biologici. A ricordarlo in una nota Paolo Parisini, presidente della Sezione biologica di Confagricoltura Emilia Romagna.

La domanda crescente di farine di grano tenero, anche per la preparazione del pane in casa, ha fatto lievitare i prezzi alla produzione: da 370 a 410 euro/ton nel periodo marzo 2015-marzo 2016. Forte richiesta di grani antichi quali, il Gentil rosso ed il Marzuolo del Cimone”, spiega Parisini.

I dati a cui si riferisce il presidente della Sezione biologica di Confagricoltura sono quelli contenuti nel rapporto “Bio in cifre 2015” redatto dal Sinab, il Sistema di informazione nazionale sull’agricoltura biologica.

Non solo. Il rapporto rende noto che in Emilia Romagna sono circa 40.279 gli ettari complessivi di colture foraggere (incluse quelle destinate agli allevamenti di bovini da latte per la produzione di Parmigiano Reggiano); 12.800 ettari di cereali; 2.500 ettari di orticole e 2.300 ettari di colture frutticole. Oltre a 1.200 ettari coltivati a noce e nocciolo e 2.600 ettari di viti biologiche e biodinamiche.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le domande di conversione al biologico, inoltre, sono aumentate in Regione del 25%, grazie anche agli incentivi offerti dal nuovo Programma di Sviluppo Rurale 2014-220. Il tutto in un anno durante il quale il numero dei produttori è passato da 2.700 a 3.300.

Numeri importanti che, però, devono essere accompagnati da interventi concreti che permettano una crescita costante del settore. Ne è convinta Confagricoltura Emilia Romagna, che evidenzia la necessità di puntare all’alta specializzazione dei terreni vocati.

Soprattutto la zootecnica è limitata dalla scarsa disponibilità di alimenti proteici e per favorire il reale incremento delle stalle bio, bisogna creare fin d’ora tutti i presupposti affinché tali allevamenti possano essere autosufficienti nell’alimentazione degli animali, arrivando fino al 100% di alimenti autoprodotti”, precisa Parisini.

Fonti:

http://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/ortofrutta/2016/03/21/confagricoltura-e-r-98-superficie-bio-nellultimo-anno_c5746362-fe4d-43a5-8473-beb97f1cd312.html

http://www.confagricoltura.org/blog/2016/03/21/cereali-bio-balzo-dei-prezzi-alla-produzione-della-superficie-agricola-emilia-romagna/

Accademia Bio: date e corsi della scuola di specializzazione in agricoltura biologica

Appassionati e operatori del settore biologico avranno diverse occasioni per ampliare le proprie conoscenze e specializzarsi nel campo.

Accademia Bio, la Scuola di Specializzazione in agricoltura biologica nata dalla collaborazione di Banca Etica e FederBio, mette a disposizione, a partire da aprile, diversi corsi destinati a quanti vogliono fare del biologico il loro obiettivo di vita.

Si tratta di un progetto di rete nato per formare e la divulgare le tecniche di coltivazione utilizzate in agricoltura biologica e biodinamica, in modo da garantire una crescita diffusa del sapere e la messa in rete di conoscenze e buone pratiche produttive.

I percorsi di formazione e di divulgazione sono realizzati in collaborazione con Bioqualità SG Srl e il network associativo e relazionale della Federazione.

accademia bio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il catalogo formativo è diviso in diverse categorie:

  • CORSI BASE: forniscono le conoscenze basilari del mondo della produzione agricola biologica. Sono rivolti sia agli imprenditori che intendono affrontare la certificazione biologica della loro azienda, sia a coloro che, per passione o interesse culturale, vogliono conoscere in modo approfondito l’agricoltura biologica certificata
  • CORSI DI APPROFONDIMENTO: forniscono competenze specifiche nell’applicazione del metodo biologico e biodinamico nelle diverse filiere produttive.
  • CORSI SPECIALISTICI: affrontano tematiche specifiche, volte a fornire risposte pratiche alle principali criticità che gli imprenditori, gli addetti alle operazioni produttive e i tecnici consulenti incontrano nella loro quotidianità.
  • CORSI DEDICATI AI TECNICI ISPETTORI PER LE PRODUZIONI BIOLOGICHE: esclusivi per una precisa tipologia di pubblico.
  • CORSI DEDICATI ALLE STRUTTURE RICETTIVE-RISTORATIVE: finalizzati a promuovere l’offerta di prodotti biologici ma, soprattutto, di formare il personale in grado di utilizzare, valorizzare e comunicare i prodotti e i servizi biologici offerti.

Ecco gli appuntamenti di quest’anno.

Il primo si terrà a Verona, il 18 e il 19 aprile prossimi. Il titolo è “Il vino biologico certificato: come tradurre una possibilità normativa in un’opportunità di mercato“. Il corso ha l’obiettivo di promuovere l’agricoltura biologica certificata e favorirne l’applicazione nella filiera vitivinicola. Il termine ultimo per iscriversi è fissato al 2 aprile 2016. Il corso prevede anche un’altra data, fissata al 13 e 14 maggio a Bologna.

Maggio vedrà come protagonista : “La gestione della certificazione biologica per le aziende agroalimentari“. Il corso si terrà a Bologna, il 5 e il 6 maggio 2016. La scadenza per le iscrizioni è fissata al 23 aprile. Scopo del corso è presentare gli elementi di conoscenza necessari all’implementazione di un sistema di gestione aziendale volto a ottenere alimenti biologici conformi.

Sempre a Bologna,  il 10 e l’11 giugno si terrà il corso “Principi di agricoltura biologica: la produzione vegetale“. Obiettivo del corso è in primo luogo fornire la conoscenza di base della storia e della filosofia che sottende al “metodo biologico” e presentare la normativa europea e nazionale che ne fornisce l’ossatura legale, affinché sia compreso il significato corretto del metodo e del termine “biologico” e dell’uso che se ne può fare. La scadenza per presentare le iscrizioni è fissata al 31 maggio. Lo stesso corso si terrà anche a Cesena (FC) il 27 e 28 maggio 20016.

Tutte le iscrizioni possono essere effettuate compilando il form presente sul sito di FederBio a questo indirizzo: http://www.feder.bio/Form-iscrizione-Accademia-Bio.php

È possibile avere maggiori informazioni e consultare il calendario dei corsi a questo link: http://www.feder.bio/Calendario_Corsi_Accademia_Bio.php

Fonti:

http://www.feder.bio/Accademia-Bio.php

http://e2f2f.s79.it/f/rnl.aspx/?jeh=vwyo1-&x=pv&hf=tych8=sxs/6c2&x=pv&a=el0bjbfa&x=pp&v_ekabd6i2bjf01&x=pv&iNCLM

http://www.feder.bio/Calendario_Corsi_Accademia_Bio.php

http://www.feder.bio/Catalogo_corsi.php