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DUBBI DALLA COMMISSIONE E DAGLI STATI MEMBRI SUL «SISTEMA DI QUALITÀ NAZIONALE PER IL BENESSERE ANIMALE» ITALIANO

SQNBA: stop temporaneo al sistema italiano di certificazione del benessere animale

Il Sistema di qualità nazionale per il benessere animale (SQNBA) subisce uno stop temporaneo a seguito delle osservazioni della Commissione europea e di diversi Stati membri. L’approvazione definitiva del sistema di certificazione degli allevamenti slitta al 2027.

Il Sistema di qualità nazionale per il benessere animale (SQNBA), istituito dal decreto interministeriale del 2 agosto 2022 e successivamente modificato nell’ottobre 2024 e nel luglio 2025, mira a introdurre standard specifici per la certificazione degli allevamenti che rispettano determinati requisiti di benessere animale.

Come previsto dalla procedura TRIS per la prevenzione degli ostacoli tecnici al commercio, il governo italiano ha notificato il progetto normativo alla Commissione europea e agli altri Stati membri nel giugno 2026, prima della sua approvazione definitiva.

Le osservazioni della Commissione europea sul benessere animale

Durante il periodo di esame della proposta, diversi Paesi europei e organizzazioni di settore hanno sollevato obiezioni. Anche la Commissione europea ha contestato alcuni aspetti del disciplinare italiano.

Una delle principali criticità riguarda gli spazi minimi previsti per i vitelli. Per gli animali di età compresa tra tre e otto settimane allevati in gruppo, il disciplinare italiano prevede almeno un metro quadrato per capo, mentre la normativa europea stabilisce una superficie minima di 1,5 metri quadrati per gli animali di peso inferiore a 150 kg.

SQNBA e ClassyFarm: le criticità per gli allevatori europei

Le maggiori preoccupazioni sono arrivate dall’Austria, che ha evidenziato possibili ostacoli all’accesso degli allevatori stranieri e ulteriori oneri burocratici.

Secondo Vienna, il sistema di certificazione SQNBA sarebbe strutturato in modo tale da rendere difficile, se non impossibile, la partecipazione degli operatori degli altri Stati membri.

La certificazione presuppone infatti l’utilizzo di ClassyFarm, il sistema informativo del Ministero della Salute italiano, direttamente collegato alla Banca Dati Nazionale e al registro elettronico dei trattamenti veterinari.

Queste piattaforme sono state sviluppate per il contesto italiano e non risultano interoperabili con i sistemi informatici degli altri Paesi europei. Di conseguenza, i prodotti realizzati al di fuori dell’Italia non potrebbero accedere alla certificazione secondo le modalità attualmente previste.

Le posizioni di Spagna, Francia e Germania

Anche altri Stati membri e organizzazioni europee hanno espresso perplessità sul sistema italiano di certificazione del benessere animale.

  • Spagna: ha richiesto chiarimenti sulle modalità di accesso al sistema e sulla corretta indicazione dell’origine dei prodotti.
  • Francia: ha sottolineato la necessità di riconoscere certificazioni equivalenti già esistenti, come BoviWell, lo strumento di valutazione del benessere animale negli allevamenti bovini basato sul protocollo europeo Welfare Quality®.
  • Germania: le organizzazioni lattiero-casearie hanno espresso preoccupazioni per possibili discriminazioni commerciali e per l’obbligo di utilizzare piattaforme informatiche esclusivamente italiane.

Ulteriori criticità riguardano il mancato riconoscimento automatico di organismi di certificazione, veterinari e standard equivalenti già adottati negli altri Stati membri.

Certificazione SQNBA: approvazione rinviata al 2027

Il parere circostanziato della Commissione europea e quello dell’Austria hanno determinato il prolungamento del periodo di standstill fino al 28 dicembre 2026.

Durante questo periodo, l’Italia non potrà adottare definitivamente il provvedimento e dovrà valutare le modifiche necessarie per garantire:

  • Il rispetto della normativa europea sul benessere animale.
  • La trasparenza delle informazioni riportate sulle etichette.
  • La concorrenza leale nel mercato unico europeo.
  • L’accesso equo alla certificazione per gli allevatori di tutti gli Stati membri.
  • L’effettiva tutela del benessere degli animali negli allevamenti.

Alla luce di queste tempistiche, appare materialmente impossibile che il decreto SQNBA venga emanato nella sua versione definitiva entro il 2026.

Normative nazionali e mercato unico europeo

Le divergenze tra Stati membri e Commissione europea non rappresentano un caso isolato.

Situazioni analoghe possono verificarsi soprattutto quando le disposizioni europee vengono recepite attraverso direttive, che richiedono specifiche misure nazionali di attuazione, anziché mediante regolamenti direttamente applicabili in tutti gli Stati membri.

Un esempio è rappresentato dalle procedure d’infrazione avviate dalla Commissione europea nei confronti di Francia e Spagna in relazione ai requisiti nazionali di etichettatura ambientale degli imballaggi, per possibili ostacoli al mercato unico e incongruenze rispetto alla normativa comunitaria.

Le questioni relative al SQNBA potranno essere affrontate attraverso il confronto tra le istituzioni europee e italiane. Resta tuttavia aperta la riflessione sulla possibilità di individuare preventivamente queste criticità, evitando ritardi nell’applicazione delle nuove disposizioni e periodi di incertezza normativa per gli operatori del settore.

Approfondimenti e documentazione ufficiale

Per maggiori informazioni è possibile consultare la documentazione disponibile sul portale TRIS della Commissione europea:

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