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ARRIVANO LE PRIME SENTENZE CONTRO IL GREENWASHING

Arrivano le prime sentenze contro il greenwashing

Una Corte distrettuale tedesca ha proibito al discount Netto di etichettare uno yogurt convenzionale utilizzando un claim ambientale ritenuto ingannevole.

In seguito a un esposto dell’organizzazione per la tutela dell’ambiente e dei consumatori Deutsche Umwelthilfe e.V., la Corte distrettuale di Amberg ha proibito a Netto Marken-Discount Stiftung & Co. KG di utilizzare sul suo yogurt convenzionale il claim “gutes Futter aus umweltschonendem Anbau”, ovvero “buon cibo proveniente da coltivazione rispettosa dell’ambiente”.

Un claim ambientale giudicato ingannevole

La Corte ha ritenuto che l’affermazione desse ai consumatori l’impressione che il mangime destinato alle bovine da latte soddisfacesse particolari requisiti ecologici, mentre così non era.

Netto spiegava sul proprio sito web che il mangime era di produzione OGM free e prevalentemente di origine nazionale. Caratteristiche che, secondo il tribunale, non sono sufficienti a giustificare il claim: l’espressione utilizzata crea infatti aspettative di standard ecologici più elevati che il mangime non soddisfa.

Le informazioni devono essere chiare sull’etichetta

Il tribunale ha inoltre precisato che non è lecito utilizzare in etichetta affermazioni ambientali ambigue per poi specificarne il significato sul sito aziendale.

Le spiegazioni devono essere riportate chiaramente direttamente sul prodotto. Netto avrebbe quindi dovuto indicare sul vasetto di yogurt cosa intendesse esattamente per “coltivazione rispettosa dell’ambiente”.

Una sentenza contro il greenwashing

Nel suo comunicato, Deutsche Umwelthilfe e.V. definisce esplicitamente come greenwashing le dichiarazioni utilizzate dalla catena e auspica che la sentenza spinga anche gli altri operatori del settore a una maggiore trasparenza nelle dichiarazioni di superiorità ambientale.

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