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DOP E IGP IN AUTOGRILL. E IL BIOLOGICO?

DOP e IGP in Autogrill. E il biologico?

Con il sostegno del Ministero, i prodotti a denominazione d’origine finiscono sotto i riflettori, mentre sul biologico il piatto piange.

Lo scorso aprile Autogrill ha presentato il progetto Origini Edition per promuovere in tutta la rete, composta da oltre 400 punti vendita, i prodotti DOP e IGP, grazie anche al sostegno del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e della Federazione Italiana Pubblici Esercizi.

L’iniziativa punta sia sull’utilizzo di ingredienti a denominazione nella ristorazione sia sulla loro proposta a scaffale.

I prodotti DOP e IGP protagonisti nell’offerta Autogrill

Il primo esempio nella ristorazione è stato il panino Carpegna 1463, che ha tra gli ingredienti Prosciutto di Carpegna DOP, Burrata di Andria IGP e olio extra vergine Terra di Bari DOP.

È stato seguito dal sandwich Andria 1931, con Capocollo di Martina Franca, Burrata di Andria IGP e olio extra vergine Toscano IGP, e da Gioia 1922, con Mozzarella di Gioia del Colle DOP e pesto di Basilico Genovese DOP.

Al di là dell’improbabilità di alcune ricette – nel solo comune di Andria ci sono 22 mila ettari a oliveto, con 2 milioni di piante che producono 200 mila quintali d’olio, 50 mila in più di quello prodotto in tutta la Toscana: a nessun andriese verrebbe in mente di utilizzare olio toscano sulla burrata – si tratta di una grande vetrina di visibilità per le DOP e IGP.

Un’opportunità particolarmente significativa per le denominazioni meno conosciute, che non possono permettersi costose campagne televisive, anche considerando il grande numero di viaggiatori e turisti che ogni giorno frequentano la rete autostradale.

E il biologico?

Il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste ha più volte sottolineato di considerare il comparto biologico fondamentale per la sostenibilità e l’identità alimentare italiana e ha espresso l’intenzione di impegnarsi affinché anche nella grande distribuzione possa trovare la giusta collocazione e remunerazione.

Resta quindi una domanda: perché non elaborare una proposta capace di accompagnare il Ministero nel tradurre in pratica questi intenti, portando anche i prodotti biologici sotto i riflettori della ristorazione autostradale?

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