I consumatori bacchettano la GDO francese sui prezzi del bio
La politica dei prezzi sull’ortofrutta biologica viene definita “irresponsabile” dalla federazione francese dei consumatori, che accusa la grande distribuzione di applicare margini eccessivi su frutta e verdura biologica.
Le accuse si basano sui dati ufficiali del Réseau des Nouvelles des Marchés (RNM), sotto la supervisione del Ministero dell’Agricoltura francese.
Margini più alti sul biologico
L’associazione dei consumatori Que Choisir ha analizzato i margini lordi della distribuzione su un paniere di 11 frutti e 13 ortaggi che rappresentano circa il 70% del consumo nazionale, confrontando i prezzi dei prodotti convenzionali e biologici nel corso del 2025.
I risultati mostrano che il margine medio applicato ai prodotti biologici è stato superiore dell’81% rispetto a quello dei prodotti convenzionali. Un dato che conferma una tendenza strutturale già osservata nel 2017 (+96%) e nel 2019 (+75%).
I casi di pomodoro e mela biologica
Nel caso del pomodoro biologico, il prezzo riconosciuto al produttore è superiore del 44% rispetto al convenzionale, mentre il margine della distribuzione cresce del 113%.
Secondo l’analisi, il 73% della differenza di prezzo pagata dal consumatore è attribuibile alla distribuzione, mentre solo il 27% dipende dal maggiore costo del prodotto agricolo.
Per la mela biologica il margine lordo della distribuzione raggiunge i 2,51 euro al chilogrammo, circa il doppio rispetto alla mela convenzionale e pari al 61% del prezzo finale pagato dal consumatore.
Il peso sul bilancio delle famiglie
Que Choisir ha stimato che una famiglia francese media di 2,3 persone spende circa 460 euro l’anno per acquistare frutta e verdura convenzionali.
Lo stesso paniere acquistato in versione biologica comporta una spesa di 732 euro, con un incremento del 60% pari a 272 euro annui.
Di questo maggior costo, solo il 38% viene riconosciuto agli agricoltori, mentre la quota restante rimane alla grande distribuzione.
Le critiche alla grande distribuzione
La federazione dei consumatori evidenzia inoltre che tre centrali di acquisto controllano quasi il 90% degli acquisti di prodotti di consumo in Francia, creando un forte squilibrio competitivo.
Secondo l’associazione, questa politica dei prezzi contribuisce a rendere artificialmente più convenienti gli alimenti ultra-processati e riduce la giusta remunerazione degli agricoltori.
“Considerati i benefici ambientali, nutrizionali e per la salute derivanti dal consumo di prodotti biologici, chiediamo che questi prodotti siano resi accessibili al maggior numero possibile di persone.”
La federazione invita quindi la grande distribuzione a rivedere le proprie politiche di prezzo per favorire l’accesso dei consumatori agli alimenti biologici.