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Stop a fondi pubblici per agricoltura intensiva: così si riduce il rischio di future pandemie

 “Avremo un pianeta e una vita sani solo se cambiamo drasticamente il modo in cui trattiamo gli altri esseri viventi, animali negli allevamenti intensivi compresi”. Queste sono le parole di Ilaria Capua, direttrice della One Health Center of Excellence dell’Università della Florida, che insieme a Greenpeace, denunciano l’agricoltura e gli allevamenti intensivi: “E’ probabile che gli allevamenti intensivi, in particolare di pollame e suini, nei quali gli animali sono tenuti a stretto contatto e in numero molto elevato, oltre che movimentati su grandi distanze, possano far aumentare la trasmissione di malattie”.

L’allevamento degli animali “è il principale motore della distruzione globale delle foreste e i ricercatori stimano che il 31% delle epidemie di malattie emergenti sia legato al cambiamento nell’uso del suolo – tra queste Hiv, Ebola e Zika – causato dall’invasione umana nelle foreste pluviali tropicali”, dice Greenpeace.

Non solo prediligono il probabile diffondersi di malattie ma agricoltura e allevamenti intensivi ricevono anche molti più sussidi dell’agricoltura sostenibile.

“La stragrande maggioranza di questi pagamenti sostiene le aziende intensive più grandi, che forniscono oltre il 72% dei prodotti di origine animale nell’Ue, mentre le aziende più piccole continuano a scomparire. Quasi tre milioni di allevamenti hanno chiuso tra il 2005 e il 2013, quasi un terzo di tutti gli allevamenti dell’Ue. L’Italia, tra il 2004 e il 2016, ha perso oltre 320 mila aziende (un calo del 38 per cento)”.

Greenpeace chiede, così, all’Unione Europea e ai governi nazionali di garantire una transizione giusta ed equa fornendo aiuti finanziari agli agricoltori su piccola scala, che badano a migliorare la salute dell’uomo e degli animali, oltre a quella delle piante e dell’ambiente, e che potrebbero rischiare di perdere i propri mezzi di sussistenza.

Fonte: https://www.cambialaterra.it/2020/04/stop-ai-fondi-pubblici-per-lagricoltura-intensiva-e-sostegno-allagricoltura-su-piccola-scala/

Serena Leonetti:
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