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Francia, cresce il mercato del vino bio (ma rallentano le conversioni)
Un paradosso tra problematiche agronomiche legate al cambiamento climatico e domanda in aumento
La Francia è tra i leader mondiali nella produzione di vino, con circa 750.000 ettari di vigneti distribuiti in 90 dipartimenti. Il settore vitivinicolo genera circa 92 miliardi di euro all’anno, pari all’1,4% del PIL nazionale.
Il comparto rappresenta il settore agricolo di maggior valore per il Paese e rende la Francia il primo esportatore mondiale di vino in valore, con esportazioni pari a circa 11,3 miliardi di euro.
Negli ultimi anni la viticoltura biologica ha registrato una crescita significativa: oggi circa il 21% dei vigneti francesi, pari a circa 160.000 ettari, è certificato biologico, con circa 12.000 aziende su un totale di 59.000.
Le principali aree con vigneti biologici si trovano soprattutto nel sud del Paese, come l’Occitania e la Gironda (Bordeaux), ma anche la Valle della Loira, il Beaujolais e l’Alsazia registrano una presenza significativa.
La domanda continua a crescere: nel 2024 il consumo di vino biologico è aumentato del 7%. Tra i consumatori è diffusa l’associazione tra vino biologico e qualità superiore.
Nel mercato delle aste i vini biologici e biodinamici rappresentano circa il 30% dei volumi venduti e oltre il 36% del valore totale.
Negli ultimi cinque anni, tuttavia, la crescita delle conversioni al biologico ha rallentato a causa di fattori climatici ed economici. Tra il 2021 e il 2024 diverse regioni francesi sono state colpite da gelate primaverili che hanno aumentato i rischi per i produttori.
Alcune aziende applicano pratiche biologiche senza richiedere la certificazione ufficiale, per mantenere maggiore flessibilità nei trattamenti in caso di emergenze climatiche.