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Il Mipaaft propone di rivedere i limiti per l’ac. fosforoso. Non pochi malumori nel settore dell’ortofrutta biologica italiana.

Il Mipaaft ha lanciato la proposta di rivedere i limiti massimi di residuo di acido fosfonico (ac. Fosforoso) sui prodotti ortofrutticoli biologici, generando preoccupazione nel settore.

L’ortofrutta bio, per non perdere la certificazione, non dovrà contenere livelli di acido fosfonico/fosforoso superiori a 0,05 mg/kg (0.1 mg/kg se provenienti da coltivazioni arboree per un periodo transitorio di 24 mesi), e, ovviamente, nemmeno acido etilfosfonico.

Le Associazioni rispondo alla proposta manifestando il loro disappunto, in quanto il limite sarebbe troppo basso rispetto ai 2 mg/kg proposti dall’Eocc (European Organic Certification Council, l’organizzazione europea degli enti certificatori del biologico). Il nuovo limite proposto creerà problemi al settore dell’ortofrutta nazionale, penalizzando notevolmente la filiera, e creerà disparità di trattamento tra operatori europei avvantaggiando l’esportazione di prodotti ortofrutticoli degli altri Stati Membri, in particolare dalla Spagna, a danno dei produttori italiani.

 

Fonte: https://agronotizie.imagelinenetwork.com/difesa-e-diserbo/2019/06/20/bio-a-rischio-il-50-delle-certificazioni-per-un-problema-di-residui/63469?utm_campaign=newsletter&utm_medium=email&utm_source=kANSettimanale&utm_term=679&utm_content=3614&ilntaglist=biologico&refnlagn=title

Serena Leonetti:
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