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Biobank fotografa il biologico italiano

Tractor plough the field with swarm of birds searching for food

Prosegue la crescita del biologico italiano, fotografato nell’ultimo Rapporto Biobank. Secondo gli ultimi dati, a segnare le performances migliori in particolare il settore della ristorazione, con un aumento del 65% (comprendendo bar, gelaterie, caffetterie etc.), passando dalle 246 unità del 2010 alle 406 del 2014. A seguire gli e-commerce di alimenti biologici , passati da 152 a 241 (+52%). Buoni risoltati anche per quanto riguarda le mense scolastiche, cresciute di quasi 400 unità e passate dalle 872 del 2010 alle 1.249 dell’anno appena concluso (+43%). Ma la crescita riguarda anche tutti gli altri settori del biologico, seppur con cifre meno eclatanti: +20% per i gruppi di acquisto e per le aziende con vendita diretta (rispettivamente passati da 742 a 891 e da 2421 a 2903); analoghi risultati per gli agriturismi (da 1302 a 1553, +19%) e i negozi (+16%, dai 1.163 di cinque anni fa ai 1.348 del 2014), con l’unica eccezione dei mercatini, che restano attestati poco oltre le 200 unità (221 per le precisione).

A livello regionale, Emilia-Romagna, Lombardia e Toscana rappresentano ancora una volta l’eccellenza per quanto riguard ail numero assoluto di attività. In particolare l’Emilia-Romagna risulta prima per e-commerce, ristoranti, vendita diretta e mercatini, mentre per gruppi d’acquisto, mense e negozi a prevalere è la Lombardia. La Toscana si conferma leader nel comparto agrituristico bio, mentre riferendosi alla densità di attività rispetto al numero di abitanti sono Trentino Alto-Adige, Valle d’Aosta e Umbria le regioni “più bio” della penisola.

L’intero rapporto, che riassume l’andamento del settore nel quinquennio 2010-2014, le principali informazioni relative ad ogni tipo di attività e un inquadramento dell’andamento complessivo del settore è disponibile gratuitamente a questo link.

Fonte: Biobank

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