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Il vino bio unico “vincitore” della vendemmia 2017

Cambiamenti climatici e siccità hanno messo in ginocchio l’agricoltura italiana. Tanti i comparti toccati sensibilmente dalla carenza di precipitazioni che ha interessato tutta la penisola nei mesi primaverili ed estivi.

E oggi si fanno i conti dei danni. Tra i settori più colpiti, quello vitivinicolo: la vendemmia 2017 ha visto una perdita significativa nella produzione.

L’Italia, con i suoi 40 milioni di ettolitri, dovrebbe confermarsi primo produttore al mondo, davanti a Spagna e Francia. Ma secondo Uiv (Unione Italiana Vini) e Ismea, la perdita media è di più di un quarto: -26,1%.

La buona notizia è che il vino biologico tiene: lo annuncia Coldiretti in una nota. Vediamo tutti i dati.

Vendemmia 2017: il bio tiene

Nel 2016, il vino bio ha visto una crescita esponenziale nelle vendite, anche in Italia: +34% nel corso di 12 mesi, pari a revenue di 275 milioni di euro. Le esportazioni sono cresciute ancora di più: +40%, raggiungendo i 192 milioni. Oggi l’Italia è prima al mondo per incidenza delle vigne biologiche sul totale, grazie ai suoi 103mila ettari coltivati. Tutti i dati sono stati presentati da Osservatorio del Vino e ISMEA durante il Sana 2017.

La crescita esponenziale dei produttori ha messo un freno quindi al calo drastico della produzione vinicola registrata nella vendemmia 2017. Lo spiega Coldiretti in una nota:

«In controtendenza al crollo generale della produzione di vino in Italia tiene solo quello biologico, grazie all’aumento esplosivo del 23,8% delle vigne “al naturale” nel 2016. Si tratta di un altro capitolo della decisa svolta qualitativa che ha permesso all’Italia di cogliere le nuove opportunità che vengono dal mercato e di conquistare i vertici mondiali».

Una qualità premiata, dunque, sui mercati esteri: la domanda di esportazioni di vino italiano è cresciuta del 6% nei primi 5 mesi di quest’anno, spiega ancora Coldiretti. Un record storico, anche rispetto al 2016, anno estremamente positivo su cui erano state registrate 5,6 miliardi di euro di vendite fuori dall’Italia.

Vendemmia 2017: flessioni fino al -35%

Come abbiamo accennato, il calo della produzione della vendemmia 2017 è stato registrato soprattutto a causa della siccità estiva. Ma non solo. Anche l’inverno è stato piuttosto asciutto e mite del solito, seguito poi da gelate tardive e grandinate localizzate. Mediamente, il calo dei raccolti è stato registrato – a seconda delle stime – tra il 24 e il 26,1%. La produzione di vino per il 2017 si attesterà tra i 40 e i 41 milioni di ettolitri. Uno dei valori più scarsi dal 1947 a oggi.

Le regioni più colpite:

  • Sicilia: -35%
  • Sardegna: -35%
  • Umbria: -35%
  • Valle d’Aosta: -32,5%
  • Toscana: -32,5%
  • Lazio: -32,5%
  • Basilicata: -32%
  • Abruzzo: -30%
  • Puglia: -30%

La qualità, come abbiamo visto affrontando il tema dei vini biologici, sembra essere preservata. La vendemmia 2017 Made in Italy sarà infatti destinata per quasi la metà a 332 vini Doc e 73 Docg. Per il 30%, invece, andrà ad alimentare la produzione di 118 vini Igt. Il restante 30% a vini da tavola. Non mancano però i pareri discordanti.

Per Ernesto Abbona, presidente Uiv, la vendemmia è stata “decisamente complessa”, ma emergono produzioni di eccellenza:

«In pratica qui si vede il mestiere: perdite minori e maggiore qualità sono registrate nei vigneti curati professionalmente».

Per Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi, a essere carente non è solo la produzione:

«Parlare di questa stagione– ha spiegato – mimette tanta tristezza. La vendemmia sta registrando dati negativi in tutte le regioni. Aborro quando sento alcuni colleghi parlare di annata del secolo, è un’annata povera anche sul piano qualitativo».

Vendemmia 2017, il governo: “Troveremo soluzioni”

La vendemmia, solo in Italia, attiva una filiera da 10,5 miliardi di fatturato, occupando 1,3 milioni di persone. Secondo Coldiretti, per ogni grappolo d’uva raccolto, si attivano 18 settori: trasformazione e commercio, vetro per bicchieri e bottiglie, sughero per i tappi e così via.

Ecco perché il governo si è interessato direttamente alla questione. Per bocca del vice ministro alle Politiche agricole, Andrea Olivero, l’esecutivo ha annunciato provvedimenti:

«Il calo di produzione nella vendemmia in corso non ci lascia sereni e lavoriamo per trovare soluzioni, anche emergenziali. Ci siamo già attivati per un ulteriore finanziamento per il Fondo di solidarietà».

FONTI:

http://giovanimpresa.coldiretti.it/pubblicazioni/attualita/pub/vendemmia-2017-in-controtendenza-al-crollo-aumenta-il-vino-biologico/

http://www.regioni.it/newsletter/n-3227/del-12-09-2017/vendemmia-2017-annata-difficile-17052/