Prodotti fitosanitari su frutta e verdura: le tecnologie dalla parte dei consumatori

Rilevare la presenza dei prodotti fitosanitari sul cibo, grazie ad apparecchiature e dispositivi portatili. È questo l’obiettivo di diverse aziende e Istituti di ricerca che, in tutto il mondo, lavorano per mettere a punto tecnologie capaci di riconoscere i residui degli agrofarmaci su frutta e verdura.

I device attualmente progettati sono sorprendenti.

Scan eat: lo scanner da tenere in tasca

Semplice e intuitivo, Scan eat è lo scanner tascabile progettato da un ricercatore francese, Simon Bernard. Il dispositivo ha le dimensioni di una chiavetta usb e, per utilizzarlo, basta dirigerlo verso frutta e verdura. A quel punto, un fascio luminoso colpisce la superficie degli alimenti, evidenziando la presenza di sostanze sospette.

Si tratta più precisamente di uno spettrometro a infrarossi, un dispositivo che scansiona la superficie del cibo alla ricerca di residui di prodotti fitosanitari. I dati vengono poi inviati a un’app per smartphone che elabora le informazioni.

Scan eat utilizza la tecnologia sviluppata da un’azienda israeliana capace di analizzare le qualità fisiche degli oggetti, la Consumer physics.  Il progetto ha ricevuto un finanziamento di 150mila euro dal ministero dell’Ambiente francese.

Le soluzioni dalla Spagna e dalla Cina per rilevare i prodotti fitosanitari

I ricercatori spagnoli dell’Università di Jaen, invece, stanno lavorando a un dispositivo capace di rilevare la presenza di clothianidin, un insetticida appartenente alla famiglia dei neonicotinoidi e considerato una minaccia per la sopravvivenza delle api. Per il momento, i ricercatori hanno compiuto test su acqua potabile, riso e miele, ottenendo esiti positivi.

In Cina, invece, si sta lavorando per mettere a punto un dispositivo capace di rilevare la presenza di Tiram, un fungicida ampiamente adoperato, anche in Italia, su viti, fragole e ciliegi.

Perché questi dispositivi potrebbero fare la differenza

Quelle proposte, se validate e immesse sul mercato, potrebbero rappresentare delle soluzioni decisamente più economiche della cromatografia, il tipo di analisi, molto accurato ma anche molto costoso, solitamente adoperato dagli organi di controllo. Le innovazioni tecnologiche in atto potrebbero consentire anche ai consumatori di rilevare la presenza di prodotti fitosanitari. In maniera semplice e intuitiva.

In un contesto in cui sempre più persone decidono di affidarsi a prodotti biologici per ragioni salutistiche e ambientali, questi dispositivi hi-tech potrebbero offrire un grosso contributo al settore. Soprattutto al di fuori dall’Europa, dove le normative sono meno restrittive e dove le tecnologie e le pressioni esercitate dai consumatori potrebbero dare una grossa spinta in avanti agli standard di sicurezza attualmente in vigore.

Fonti:

http://agronotizie.imagelinenetwork.com/difesa-e-diserbo/2016/12/21/agrofarmaci-residui-misurati-a-colpo-d-occhio/52222

https://www.researchgate.net/publication/300087446_Determination_of_clothianidin_in_food_products_by_using_an_automated_system_with_photochemically_induced_fluorescence_detection

http://maplanete.blogs.sudouest.fr/archive/2016/12/30/les-bonnes-nouvelles-de-2016-scan-eat-un-etudiant-invente-un-1054916.html

 

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