L’agricoltura biologica nell’Ue: normative e strumenti a servizio del settore

L’agricoltura biologica è un metodo di coltivazione finalizzato a salvaguardare la fertilità della terra, il benessere degli animali e la biodiversità. Negli ultimi anni, il settore ha visto una crescita enorme in termini di ettari coltivati e numero di aziende certificate.

L’Italia, ad esempio, si colloca tra i primi Paesi al mondo per estensione di superfici destinate al bio e operatori coinvolti.

Per poter garantire alti standard qualitativi, nel corso degli anni, l’Unione Europea ha definito le regole sulla produzione, trasformazione, distribuzione e controllo del biologico. Regole che sono attualmente in fase di revisione.

I principi basilari a cui deve attenersi un agricoltore biologico per rispondere ai requisiti stabiliti dalla legislazione europea e nazionale sono semplici: coltivare senza impiego di prodotti chimici di sintesi e di OGM,  applicare la rotazione delle colture per la difesa e la prevenzione da parassiti, malattie, erbe infestanti, fertilizzare il terreno soltanto con sostanze organiche naturali.

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Per poter entrare ufficialmente nel settore, l’operatore deve richiedere l’adesione al sistema di certificazione di un Organismo di controllo autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

Dopo la richiesta e la verifica dell’idoneità da parte dell’Organismo di controllo, il terreno aziendale può iniziare il periodo di “conversione”.  Una volta terminato il processo, la produzione è certificabile come”Prodotto da agricoltura biologica” e accreditata in base alla norma UNI EN 45011.

In attesa della ratifica definitiva della riforma, prevista per il 2017, la Commissione ha approvato un Piano d’azione per informare sulle iniziative in materia di sviluppo rurale e di politica agricola dell’UE a favore dell’agricoltura biologica.

La proposta di riforma del settore si inserisce all’interno di una serie di strumenti normativi e finanziari, che fanno capo alla Politica Agricola Comune (PAC) europea e che sono stati predisposti per sostenere lo sviluppo agricolo e rurale.

Esiste una nuova misura specifica, a sostegno dell’agricoltura biologica, volta a incoraggiare lo sviluppo del settore, sia in termini di conversione che di mantenimento delle pratiche di coltivazione sostenibile.

Nello specifico, nell’ambito del programma finanziario pluriennale 2014-2020, è presente l’obbligo per gli Stati membri di destinare un importo pari ad almeno il 30% dei finanziamenti ricevuti dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) a ciascun programma di sviluppo rurale inerente alle misure ambientali e climatiche, comprese le misure in materia di agricoltura biologica.

All’interno del Programma Quadro europeo per la Ricerca e l’Innovazione, Horizon 2020, è prevista inoltre una linea di finanziamento destinata a incentivare le iniziative di ricerca nel settore biologico incentrate su temi come la transizione alla “bioeconomy”, l’approvvigionamento di prodotti alimentari sicuri, le colture no-food e le produzioni sostenibili.

Fonte:

https://www.cliclavoro.gov.it/approfondimenti/Settore-Green/Pagine/Agricoltura-bio-UE.aspx

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