Ulivi del Salento, via al reimpianto: arriva l’ok da Bruxelles

Una notizia a lungo attesa dagli ovicoltori pugliesi. Il Comitato Fitosanitario Permanente di Bruxelles ha dato finalmente il via libero al reimpianto degli ulivi del Salento.

Il provvedimento arriva dopo diversi rinvii e una lunga discussione tra i Paesi membri.

Nel testo approvato anche nuove disposizioni su piante monumentali e alcune varietà di vite. Tutti i dettagli

Ulivi del Salento reimpiantati: l’ok di Bruxelles

Tutti gli Stati membri hanno approvato il testo che modifica le misure europee di emergenza per la gestione delle aree contaminate da Xylella fastidiosa. Ne dà notizia il Ministro per le Politiche Agricole, Maurizio Martina. Dopo l’impasse registrata il mese scorso, a causa soprattutto dell’articolo su produzione e movimentazione di piante suscettibili a diverse sottospecie di Xylella, il comitato ha trovato un accordo.

Abolito dunque l’articolo 5 della Decisione di esecuzione Ue 789/2015, in cui era stato introdotto il divieto di impiantare nuove specie di ulivo nelle aree colpite.

Accolte le richieste avanzate dall’Italia. Vengono infatti previste:

  • Possibilità di reimpianto di specie ospiti nella zona infetta (fatta eccezione per i 20 chilometri più a nord);
  • Possibilità di non abbattimento delle piante monumentali non contaminate, anche se si trovano nell’arco di 100 metri da una pianta infetta (purché vengano protette e ispezionate periodicamente);
  • Possibilità di libera movimentazione delle tre varietà di vite (Negramaro, Primitivo e Cabernet Souvignon) non suscettibili alla batteriosi, nella zona demarcata.

Il provvedimento stabilisce infine un rafforzamento dei controlli, a livello europeo, per le sei specie (olivo, oleandro e mandorlo, in primis) identificate come ad alto rischio, perché estremamente sensibili al batterio.

Ulivi del Salento reimpiantati: la soddisfazione di Martina

A commentare il risultato ottenuto a Bruxelles, il ministro Martina:

«Si tratta di un risultato importante ottenuto grazie al costante lavoro diplomatico fatto in queste settimane a Bruxelles. Ora dobbiamo ripartire, guardando al futuro dell’olivicoltura e dell’agricoltura salentina. Bene anche le misure di protezione rispetto alle importazioni dall’estero che danno più garanzie di sicurezza».

A poche ore dall’approvazione definitiva era intervenuto, da Bari, anche Leonardo di Gioia, assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia:

«Il diritto di reimpianto è il primo significativo risultato che possiamo conseguire in termini di cambiamento, di inversione di rotta rispetto a quella che è stata la drammatica situazione del Salento in questi anni.È il primo elemento sul quale poter immaginare una nuova attività che abbia connotazione agricola. È un elemento sul quale possiamo investire le risorse sul nostro PSR per consentire a coloro i quali vogliono continuare nell’esperienza olivicola di poter avere una opportunità».

Ulivi del Salento: intanto l’infezione si allarga

Intanto non si arresta la diffusione del batterio. La Xylella è stata, nei giorni scorsi, individuata in contrada San Paolo a Ostuni, nella frazione a Cisternino e in contrada Jazzo a Ceglie Messapica. La sua “corsa” verso il nord della regione sembra quindi al momento inarrestabile.

Una diffusione che ha portato a una nuova reprimenda da parte di Bruxelles. Il commissario europeo per la Salute e la Sicurezza alimentare, VytenisPovilasAndriukaitis, ha infatti ricordato alla Gazzetta del Mezzogiorno che “all’inizio dell’estate è stato emesso nei confronti dell’Italia un parere motivato per inosservanza delle misure europee”. E ha ribadito:

«La Commissione continuerà a insistere affinché siano attuate le misure comunitarie. L’organismo nocivo si diffonde al di là delle frontiere ed è necessario intervenire con rapidità».

Ma Andriukaitis ha voluto anche lanciare un messaggio di speranza e vicinanza ai coltivatori pugliesi:

«Vogliamo dare alla comunità locale il segnale che L’Ue segue con attenzione il futuro degli agricoltori interessati. Ne è prova anche il notevole impegno dimostrato dalla Commissione nell’investire circa 10 milioni di euro nella ricerca sull’organismo nocivo».

FONTI:

http://www.regioni.it/news/2017/10/19/ministero-delle-politiche-agricole-alimentari-e-forestali-mipaaf-approvate-a-bruxelles-le-nuove-misure-per-la-gestione-delle-aree-colpite-dalla-xylella-19-10-2017-535062/

http://www.ow7.rassegnestampa.it/RassegnStampaCia/PDF/2017/2017-10-19/2017101937314377.pdf

http://www.italpress.com/mezzogiorno/xylella-di-gioia-reimpianto-segnale-forte

http://www.ow7.rassegnestampa.it/RassegnStampaCia/PDF/2017/2017-10-18/2017101837302909.pdf

http://www.ow7.rassegnestampa.it/RassegnStampaCia/PDF/2017/2017-10-18/2017101837304195.pdf

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2 Commenti

  1. Luisa

    Un paio di domande a chiarimento: da dove e’ arrivato il batterio XYLELLA e chi si opponeva al re-impianto degli alberi danneggiati, risolto con la decisione di Bruxelles?grazie

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  2. antonio gennari

    Speriamo che la Regione Puglia si adoperi affinchè le varietà di ulivo suscettibili al batterio della xylella fastidiosa, come la Cellina di Nardo’ e l’Ogliarola Pugliese possano essere reimpiantate o innestate con altre varietà di ulivo resistenti, nel più breve tempo possibile e in tutte le zone infette e non, anche di ulivi ancora visibilmente sani. Almeno con il prossimo PSR.

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