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LEGAMBIENTE METTE I MULTIRESIDUI NEL MIRINO

LEGAMBIENTE METTE I MULTIRESIDUI NEL MIRINO

Positivo il riscontro dell’ultimo rapporto sui “Pesticidi nel piatto”, ma secondo Legambiente la bocciatura del regolamento sugli usi sostenibili (Sur) dimostra la necessità di non abbassare la guardia sul fronte della chimica in agricoltura

«Calano i pesticidi negli alimenti, ma ora serve una legge nazionale contro il multiresiduo che vieti la compresenza di principi attivi». È quanto auspica Legambiente per non derogare all’impegno della strategia europea From Farm to Fork di ridurre del 50% entro il 2030 i fitofarmaci utilizzati nonostante la bocciatura da parte del Parlamento europeo del regolamento sugli usi sostenibili degli agrofarmaci (che doveva essere lo strumento per realizzare questo obiettivo).

Il report presentato a Roma

È un quadro di luci e ombre quello tracciato dal nuovo report di Legambiente “Stop pesticidi nel piatto 2023”, che fa il punto sui fitofarmaci presenti negli alimenti sulle nostre tavole. Al centro dello studio, presentato il 19 dicembre a Roma, 6.085 campioni di alimenti di origine vegetale e animale provenienti da agricoltura biologica e convenzionale sottoposti ad analisi e relativi a 15 regioni italiane.

Le irregolarità calano all’1,6%

La buona notizia è che la percentuale dei campioni in cui sono state rintracciate tracce di pesticidi nei limiti di legge è risultata in diminuzione (39,21% contro il 44,1% dello scorso anno), così come quella dei campioni irregolari (1,62%). Regolare e senza residui è risultato il 59,18% (lo scorso anno erano 54,8%). La frutta si conferma la categoria più colpita con oltre il 67,96% dei campioni che contiene uno o più residui, mentre è positivo il dato sui i prodotti di origine animale: oltre l’88% è privo di residui. A destare invece preoccupazione il fatto che, seppur nei limiti di legge, nel 15,67% dei campioni regolari sono state trovate tracce di un fitofarmaco e nel 23,54% di diversi residui.

Dati questi che, soprattutto sul fronte del multiresiduo, fanno accendere più di qualche campanello di allarme agli addetti ai lavori rispetto ai possibili effetti additivi e sinergici sull’organismo umano del cosiddetto “cocktail di fitofarmaci”. Nei prodotti biologici, rintracciati residui solo nell’1,38% dei campioni, una contaminazione probabilmente dovuta al cosiddetto “effetto deriva” determinato dalla vicinanza ad aree coltivate con i metodi dell’agricoltura convenzionale.

I principi attivi trovati

Nei campioni analizzati sono state rintracciate 95 sostanze attive provenienti da fitofarmaci. Se la frutta è la categoria più a rischio, la verdura presenta un quadro migliore: il 68,55% dei campioni analizzati è risultato senza residui. Tra gli alimenti trasformati, i cereali integrali e il vino sono quelli in cui è stato rintracciato il numero più alto di residui permessi (rispettivamente 71,21% e 50,85%). Nota positiva i prodotti di origine animale: dei 921 campioni analizzati, l’88,17% è risultato privo di residui.

Tra i pesticidi più presenti si segnalano (in ordine decrescente): Acetamiprid, Fludioxonil, Boscalid, Dimethomorph. Da segnalare la presenza di residui di neonicotinoidi non più ammessi come Thiacloprid in campioni di pesca, pompelmo, ribes nero, semi di cumino e tè verde in polvere; Imidacloprid in un campione di arancia, 2 campioni di limoni, 3 campioni di ocra; Thiamethoxam in un campione di caffè.

Più convinzione nell’applicazione della Farm to Fork

Legambiente è preoccupata per la concreta realizzazione della strategia europea From farm to fork che, tra l’altro prevede entro il 2030 una riduzione del 50% dei fitofarmaci utilizzati e chiede una legge specifica sul multiresiduo che vieti la compresenza di principi attivi. Allo stesso tempo, l’associazione ambientalista continua la sua battaglia contro il glifosate – sostanza resa ancora legale attraverso una recente proroga di ulteriori dieci anni – e lancia una nuova campagna “Glifosate free” per premiare le aziende che, a dispetto della proroga, hanno messo al bando tale sostanza.

«Nonostante i dati incoraggianti – ha dichiarato Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – la situazione appare ancora complessa e risulta evidente la necessità di un’ulteriore e concreta spinta politica affinché si possa davvero mettere fine alla chimica nel piatto». Zampetti è infatti preoccupato per la mancata approvazione del Sur, dispositivo emanato dalla Commissione europea che regola e limita l’utilizzo di fitofarmaci, ed evidenzia l’urgenza di adottare in Italia il nuovo Piano d’Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari la cui ultima stesura risale al 2014.

L’ ITALIA È LEADER NEL BIOLOGICO E NELL’OGM FREE

L’ ITALIA È LEADER NEL BIOLOGICO E NELL’OGM FREE

Coldiretti contesta la visione pessimista di Legambiente e dopo il rapporto sui pesticidi nel piatto mette in evidenza: «Nei cibi stranieri i residui chimici irregolari sono 10 volte superiori»

«L’Italia può contare sull’agricoltura più green d’Europa». È quanto afferma la Coldiretti nel commentare il report di Legambiente “Stop pesticidi nel piatto 2023” (vedi notizia precente) dalla quale emerge il primato dell’agricoltura nazionale nella sicurezza con il numero di campioni irregolari che scende all’1,62%.

I record del Belpaese

Sono infatti 5.547 le specialità ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni censite dalle Regioni, 325 specialità Dop/Igp/Stg riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg. Coldiretti mette anche in evidenza la decisione di non coltivare Ogm e la leadership nel biologico con circa 86mila aziende agricole.

Gli allarmi vengono da altrove

«Risultati che – sottolinea la Coldiretti in una nota stampa- confermano i dati dell’ultimo Rapporto pubblicato da Efsa secondo il quale i cibi e le bevande stranieri sono oltre dieci volte più pericolosi di quelli Made in Italy per quanto riguarda il numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari oltre i limiti di legge». Non a caso in Italia, continua la Coldiretti, oltre otto prodotti su dieci pericolosi per la sicurezza alimentare provengono dall’estero (86%) sulla base delle elaborazioni del sistema di allerta Rapido europeo (Rassf). Sul totale dei 317 allarmi rilevati nel 2022 – evidenzia Coldiretti – 106 scaturivano infatti da importazioni da altri Stati dell’Unione Europea (33%) e 167 da Paesi extracomunitari (53%) e solo 44 (14%) hanno riguardato prodotti con origine nazionale.

Appuntamento dal 4 al 15 agosto con Festambiente: tutti gli eventi

Si terrà a Rispescia, in provincia di Grosseto, dal 4 al 15 agosto, la 29esima edizione di Festambiente, l’appuntamento internazionale organizzato da Legambiente.

Quest’anno, il tema principale dell’evento sarà l’economia civile.

Ben dodici giorni durante i quali i visitatori potranno partecipare a dibattiti, conferenze, ma anche concerti, mostre, aree espositive. Previsti spazi per bambini, aree adibite alla ristorazione bio e tradizionale e spazi benessere.

Festambiente la kermesse aperta a tutti

Festambiente conta ogni anno circa 60 mila visitatori. Si tratta di un evento aperto a tutti, senza differenze di età, dove ognuno può trovare lo spazio adatto ai suoi gusti e necessità.

In quei giorni, la sede di Rispescia di Legambiente diventa una vera e propria cittadella ecologica. Quartieri tematici sono distribuiti su un’area di tre ettari. Qui, vengono affrontate tematiche ambientali a 360 gradi.

Per i bambini

La Città dei bambini è l’area dedicata ai più piccoli. Qui, tantissime attività svolte in luoghi sicuri permettono anche ai bambini di avvicinarsi e comprendere le tematiche ambientali. Gli under 14 possono partecipare inoltre al Festival ScienzAmbiente, finalizzato a conoscere meglio il funzionamento del nostro ecosistema. Prevista anche una tavola con menù biologici selezionati e di qualità.

Per giovani e adulti

Sono tante le occasioni messe a disposizione da Festambiente per giovani e adulti. A partire dai workshop, dai dibattiti e dalle conferenze, fino ad arrivare ai vari eventi culturali della sera. Come gli spettacoli teatrali ai Tramonti dell’Uliveto, le mostre e le presentazioni di libri. Ogni giorno alle 21:00 sono previste poi le proiezioni dei corti che partecipano al Clorofilla Film Festival. Tutte le attività sono accompagnate da buona musica: il palco di Festambiente, infatti, ospiterà alcuni tra gli artisti più importanti del panorama nazionale e internazionale.

Le modalità di acquisto dei biglietti sono varie:

  • Sul circuito Boxoffice e presso le ricevitorie autorizzate dove è possibile acquistare solo i biglietti, con diritti di prevendita;
  • Biglietti e abbonamenti possono essere acquistati anche con bonifico. Il pagamento deve avvenire almeno 3 giorni prima della data a cui si è interessati;
  • Con PayPal si possono acquistare soltanto gli abbonamenti

FONTI:

http://www.feder.bio/agenda.php?nid=1189

http://www.festambiente.it/

L’agricoltura che vogliamo? Parla bio! Presentato il progetto “Conversione” di Legambiente

Raddoppiare le superfici coltivate a biologico, dal 10 al 20%, e liberare i territori italiani da Ogm e pesticidi sono le uniche soluzioni, secondo Legambiente, per assicurarci diete migliori e cibo più sano. Oltre naturalmente a combattere i cambiamenti climatici e le altre gravi emergenze ambientali del pianeta.

Queste, in sintesi, le parole dette durante la presentazione del progetto “Conversione”, presentato nella Conferenza Internazionale  “La terra che vogliamo. Quale agricoltura per nutrire il pianeta?”. L’evento, che si è svolto venerdì 10 aprile a Milano, è stato promosso da Legambiente insieme al Comitato Scientifico Expo a conclusione del viaggio del Treno Verde.

L’obiettivo, secondo l’associazione ambientalista, è perfettamente alla portata del nostro Paese dove esistono già varie realtà virtuose.

Proprio per questo, Legambiente chiede al ministro dell’agricoltura Martino e al Governo azioni concrete per sostenere il settore:

  • fondi per la ricerca e sperimentazione di metodi di agricoltura biologica,
  • formazione e istituzione in ogni regione italiana di liste di esperti in agricoltura biologica per l’assistenza tecnica alle imprese,
  • promozione di almeno un biodistretto per regione in alleanza tra agricoltura, filiere agroalimentari e ricerca scientifica,
  • agricoltura biologica nei Parchi.

agricoltura biologica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come accennato, il progetto è stato presentato a termine del tour del Treno Verde, l’iniziativa organizzata da Legambiente e Ferrovie dello Stato, per portare il biologico e la tutela dell’ambiente in giro per l’Italia. Il treno è partito lo scorso 23 febbraio da Caltanissetta e ha percorso 16 tappe, da Sud a Nord, nel corso delle quali il convoglio ha raccolto e raccontato le migliori esperienze di agricoltura italiana di qualità. Il treno ha terminato la sua corsa proprio a Milano, dove si terrà Expo 2015. Una scelta non casuale.

Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, ha così dichiarato: L’Expo è un’occasione irripetibile per parlare al mondo di questi modelli di agricoltura sostenibile, della salute dei cittadini e non può essere prigioniero degli interessi delle multinazionali del cibo globalizzato e degli ogm. Esiste invece un’agricoltura che è attenta alla complessità e specificità locale degli ecosistemi ed è praticata già da molti agricoltori, alcuni dei quali hanno accompagnato il viaggio del Treno Verde lungo l’Italia. Parliamo purtroppo ancora di una visione non acquisita e consolidata, perché privilegi, lobby e approcci corporativi fanno da freno al processo di modernizzazione. Come ad esempio sta accadendo in questi mesi con il TTIP (Partenariato Transatlantico su Commercio e Investimenti) che mette sotto attacco gli stessi standard su sicurezza dei cibi, dell’ambiente, del lavoro e della chimica; per non parlare dell’eccessivo consumo di suolo accompagnato da una cementificazione selvaggia”.

L’agricoltura sostenibile, quella virtuosa, precisa Legambiente, è quella praticata quotidianamente dai 130 Ambasciatori del Territorio che sono saliti a bordo del Treno Verde durante il suo tour. C’è una grande domanda di cambiamento da parte dei consumatori e delle aziende agricole, a cui la politica è chiamata a rispondere.

Queste esperienze e queste richieste hanno ispirato il Manifesto della Nuova Agricoltura che, durante il tragitto effettuato dal Treno Verde, ha raccolto le firme di più di mille persone, operatori del settore agroalimentare, studenti, professori, tecnici, rappresentanti politici e istituzionali.

Nel manifesto viene proposta un’agricoltura di qualità, che rispetti gli ecosistemi e la biodiversità, in favore di una dieta più salutare, sostenibile, capace di nutrire il Pianeta. Perché il futuro del Pianeta dipende anche dal nostro stile alimentare che contrappone da un lato della Terra persone che muoiono di fame ad altre che muoiono per malattie determinate da un eccesso di carne, grassi, zuccheri, cibo scadente e contaminato da pesticidi. Tutti temi che sono stati trattati durante i due mesi di tappe del Treno Verde che ha accolto sulle sue carrozze oltre 35 mila visitatori.

Per ulteriori informazioni sul progetto “Conversione”, potete visitare il link: http://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/agricoltura_che_vogliamo.pdf