Spreco di cibo, l’impegno del Ministro De Girolamo

In risposta alle riflessioni di Susanna Tamaro apparse recentemente sul Corriere della Sera in un articolo in cui la scrittrice sottolineava l’importanza di un atteggiamento più responsabile rispetto ai tanti sprechi quotidiani, è giunta una lettera indirizzata allo stesso quotidiano da parte del neo Ministro delle politiche agricole De Girolamo. Secondo il ministro il tema degli sprechi alimentari “va affrontato con il massimo impegno, soprattutto in sede comunitaria”. “Come ministro – ha proseguito il ministro – continuerò in tutte le sedi, a partire dal consiglio dei ministri UE, a chiedere che siano garantite le risorse per proseguire il programma di aiuto agli indigenti”.

Il Ministro ha annunciato anche “al più presto iniziative legislative di semplificazione e di sburocratizzazione delle procedure per dare risposte concrete e non lasciare più marcire il cibo a causa di leggi ingiuste”, venendo incontro in questo modo al “lavoro fondamentale delle tante associazioni ed enti che hanno messo in piedi il sistema di recupero”.

Parole, quelle di De Girolamo, che hanno fatto seguito ad analoghe dichiarazioni espresse dal presidente Comagri Paolo De Castro, e che sono state accolte con favore tra gli altri dal presidente dell’Unaproa Ambrogio De Ponti: “condivido in pieno quanto dichiarato dal ministro nunzia De Girolamo in ordine allo spreco del cibo così come quanto richiesto dal presidente della commissione agricoltura del parlamento europeo Paolo De Castro per il recupero delle eccedenze alimentari”, ha dichiarato De Ponti. “Una società civile in cui il fabbisogno di cibo e’ destinato ad aumentare non può essere impreparata davanti ad una sfida sempre più importante, anche in funzione dell’incremento della popolazione mondiale”. “la nostra Unione, le nostre organizzazioni dei produttori ortofrutticoli sono impegnate costantemente sia ad evitare la formazione di eccedenze sia ad assicurare aiuti agli indigenti, ma e’ necessario che venga definito al più presto un quadro di riferimento comunitario diverso rispetto a quello attuale”. “Evitare lo spreco è qualcosa che impegna ciascuna persona, ma non può rimanere uno sforzo individuale”.

Tra le proposte di Unaproa all’UE anche la possibilità che “le organizzazioni dei produttori possano ritirare dal mercato non solo i prodotti freschi avendo un indennità almeno pari al costo di produzione, ma anche i derivati dei prodotti ortofrutticoli. Tutto questo nella speranza di contribuire efficientemente a rispondere alle sempre più numerose richieste di aiuti alimentari da parte di molte persone e famiglie bisognose di sostegno”.

Fonte: Agrapress

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