Riforma Pac 2020: cambiare l’agricoltura per premiare la sostenibilità

In occasione dell’apertura della 51esima edizione di Vinitaly, il Ministro Maurizio Martina ha incontrato il Commissario europeo all’agricoltura Phil Hogan. Al centro dell’incontro, le priorità della riforma Pac 2020. Tra queste, tutelare chi produce seguendo metodi sostenibili.

Riforma Pac 2020. È questo il tema dell’incontro avvenuto tra il ministro Maurizio Martina e Phil Hogan in occasione dell’apertura del Vinitaly che si è tenuto a Verona dal 9 al 12 aprile 2017.

Al centro del dibattito le sfide più importanti che dovrà affrontare l’Italia nella prossima Programmazione agricola comune. L’attività agricola svolge un ruolo di primaria importanza non solo nella produzione di cibo, ma anche nella tenuta del paesaggio e nella sostenibilità ambientale del continente.

Riforma Pac 2020: le priorità dell’Italia

Durante l’incontro, il ministro Martina ha ricordato al Commissario Hogan le priorità per l’Italia in vista della Riforma Pac 2020. Tra tutte, il rafforzamento e l’estensione del modello delle organizzazioni comuni di mercato ad altri settori, attraverso un terzo pilastro dedicato.

Per attuare tutti i propositi messi in campo, però, secondo Martina gli strumenti attuati fino a oggi non sono sufficienti.

«Così come è impostata oggi – spiega il Ministro – la Pac non riesce sempre a dare risposte soddisfacenti dal punto di vista della salvaguardia del reddito degli imprenditori agricoli e neanche dei contribuenti. Con questa riforma abbiamo quindi l’occasione per rafforzare gli strumenti disponibili prevedendo, ad esempio, l’estensione del modello delle Organizzazioni comuni di mercato ad altri settori come latte, carne o cereali, migliorarne la competitività, incrementare la capacità di adattamento alle turbative dei mercati».

Necessario, innanzitutto,semplificare le procedure: per questo il Ministro proponedegli strumenti diretti di gestione del rischio che rispondano meglio alle esigenze di tutela del reddito di chi produce.

Tra gli argomenti trattati durante il vertice, anche la contrarietà da parte dell’Italia al solo criterio della superficie, che non tiene conto degli sforzi produttivi e di tutela della biodiversità degli agricoltori italiani in particolare.

Martina ha chiesto inoltre una forte azione di sostegno da parte dell’Ue alla filiera risicola, penalizzata dall’ingresso a dazio zero delle produzioni dei Paesi Eba.

Una proposta maggiormente orientata ai giovani e alla sostenibilità

Prima dell’incontro, il Ministro italiano aveva inviato al Commissario UE un documento su cui erano illustrate tutte le priorità italiane di riforma Pac 2020. Un insieme di proposte risultanti dal lavoro unificato di Mipaaf, Regioni e Organizzazioni di categoria.

Nel documento, oltre alle tematiche discusse durante l’incontro, sono presenti anche la richiesta di un focus specifico su argomenti centrali come il ricambio generazionale, azioni volte allo sviluppo nelle aree interne e investimenti indirizzati a ricerca e innovazione. L’obiettivo è produrre di più, ma in maniera sostenibile, tutelando maggiormente gli agricoltori.

«L’agricoltura produce beni pubblici fondamentali per tutti i 500 milioni di cittadini europei e sarà un elemento chiave anche per raggiungere gli obiettivi sostenibili 2030. Ecco perché è necessario proseguire negli investimenti sul settore e valorizzare il lavoro delle imprese agricole, sul fronte della resilienza, della sostenibilità e della qualità. Sono caratteristiche tipiche del modello agricolo italiano che vogliamo non solo difendere, ma far crescere ancora guardando alle sfide che ci aspettano», ha ribadito Martina a conclusione dell’incontro.

Cosa possiamo fare

Le associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica hanno promosso una raccolta firme dal nome #CambiamoAgricoltura. L’iniziativa, supportata da Fondazione Cariplo, è parte della campagna europea Living Land e arriva proprio in contemporanea alla consultazione pubblica voluta dalla Commissione Europea per la revisione delle linee guida della Pac 2020. L’obiettivo è raccogliere un ampio numero di adesioni per supportare la richiesta all’Unione Europea di avere strumenti capaci di garantire cibo di qualità, rispetto per la salute dei cittadini e tutela della natura.

Ecco, secondo le associazioni, come dovrà essere la prossima riforma Pac 2020:

  • giusta per gli agricoltori, i lavoratori salariati agricoli e le comunità rurali;
  • sostenibile per l’ambiente e il paesaggio;
  • sana per il nostro cibo e per il benessere di tutti;
  • responsabile per proteggere il futuro del pianeta e del clima, per un’agricoltura veramente sostenibile a livello globale.

 

Il termine della consultazione è fissato al 2 maggio. Fino ad allora, è possibile contribuire con la propria firma a questo link: https://www.cambiamoagricoltura.it/

FONTI:

https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/11164

https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/11179

http://www.fondoambiente.it/Sos-FAI/Index.aspx?q=-cambiamo-agricoltura

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