L’agricoltura biologica e i fanghi di depurazione: serve chiarezza.

Dal Decreto Genova esplode il caso dell’innalzamento dei limiti degli idrocarburi nei campi. L’articolo 41 infatti enuncia un aumento dei limiti di idrocarburi pesanti C10 e C40 di 20 volte per quanto riguarda i fanghi di depurazione che possono essere sparsi sui suoli agricoli: un attacco all’ambiente, alla sicurezza della catena alimentare e alla contaminazione delle falde.

I fanghi prodotti dal processo di depurazione delle acque reflue urbane sono da tempo utilizzati come fertilizzanti in agricoltura, in considerazione alla presenza di sostanze organiche. Il loro riutilizzo agronomico costituisce una soluzione al problema dello smaltimento, ma la garanzia della qualità dei fanghi deve essere costantemente assicurata da controlli e analisi, sottoposti a trattamento per poter essere utilizzati come effetto concimante.

Acquistare biologico può essere un’alternativa? I fanghi vengono utilizzati anche in agricoltura biologica?

Roberto Pinton, segretario AssoBio ed esperto agroalimentare, fa chiarezza: in agricoltura biologica non sono ammessi i fanghi di depurazione. Gli unici fanghi ammessi nel bio sono:

  1. Fanghi provenienti da zuccherifici (un sottoprodotto della produzione di zucchero di barbabietola);
  2. Fanghi che derivano dalla produzione di sale mediante estrazione per dissoluzione (da salamoie naturali presenti in zone montane).

 

Fonte: https://ilsalvagente.it/2018/10/19/i-fanghi-di-depurazione-vengono-usati-nel-biologico-facciamo-chiarezza/

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