Da Israele la soluzione anti-siccità: l’irrigazione a goccia riduce gli sprechi del 60%

L’Italia è in preda a un’ondata di caldo anomalo e a una siccità che sta svuotando laghi, fiumi e mettendo in ginocchio il comparto agroalimentare. Una possibile soluzione? L’irrigazione a goccia.

Introdotta in Israele all’inizio degli anni ’60, la tecnica permetterebbe di tagliare gli sprechi d’acqua del 60%.

Proviamo a capire come funziona e come è stata introdotta, in via sperimentale, anche in Italia.

Irrigazione a goccia: una tecnica introdotta da Israele

Come abbiamo accennato, l’irrigazione a goccia ha fatto la sua prima comparsa in Israele, all’inizio degli anni Sessanta. I primi buoni risultati ottenuti sono stati successivamente sviluppati dal Ministero dell’Agricoltura locale e dagli enti di ricerca, facendo del Paese mediorientale il primo ‘esperimento’ di irrigazione a goccia su vasta scala.

I sistemi tradizionali di irrigazione sprecano grandi quantità d’acqua. Pensiamo al terreno tra i filari, su cui non crescono piante da coltivazione, ma che vengono comunque irrorati dai vecchimetodi di irrigazione.

Il sistema israeliano, quindi, rivoluziona completamentel’irrigazione cosiddetta a pioggia o a spruzzo. Come suggerisce il nome, un impianto a goccia distribuisce una quantità minima d’acqua, ma in maniera mirata, direttamente alle radici delle piante.

Con l’innovazione tecnologica introdotta nel corso degli anni, si è riusciti a determinare con estrema precisione la quantità e la frequenza più idonea per ciascuna coltura.

Oggi, i sistemi in commercio garantiscono affidabilità in qualunque condizione d’impiego e possono essere utilizzati con diversi tipi d’acqua. Persino le acque reflue.

Irrigazione a goccia: gli ‘esperimenti’ italiani

L’irrigazione a goccia è in via di sperimentazione anche nel nostro Paese. L’ha raccontato alla Stampa Michele Bechis, responsabile del settore cerealicolo di Federagri-Confcooperative Piemonte.

Bechis spiega che le coltivazioni di cereali hanno bisogno di “più irrigazione in un periodo breve ma fondamentale, come quello estivo”. Il problema, però, è che l’attuale sistema “risale al 1500”.

Ha quindi portato il sistema delle ali gocciolanti in Piemonte, per un test, ancora prima che la siccità devastasse il comparto agricolo. La nuova modalità di irrigazione è oggi utilizzata dalla cooperativa Dora Balteva su 30 ettari di terreno tra le province di Torino e Vercelli. Buoni i risultati:

«Risparmio certificato del 60% di acqua e gestione più sostenibile dei fertilizzanti.Grazie a questo sistema possiamo usarli nella giusta quantità, solo quando serve alla pianta, e senza dispersione nel terreno», spiega Bechis.

L’obiettivo ora è di sviluppare il sistema su vasta scala. In collaborazione con Angiono Foglietti, Federagri-Confcooperative Piemonte vuole portare le ali gocciolanti su 300 ettari. I fondi necessari? 7,5 milioni di euro da ottenere tra quelli messi a disposizione per lo sviluppo rurale dalla Regione.

Siccità: danni per centinaia di milioni in Italia

Prosegue intanto l’allarme siccità in tutta Italia. Un esempio su tutti, quello dell’Emilia Romagna: le riserve nei bacini idrici della regione sono oggi al di sotto dei 2 milioni di metri cubi. Negli anni scorsi, arrivavano a oltre 16 milioni.

In Lombardia non va meglio: Lago Maggiore sotto la media stagionale e tutti i bacini idrici ai minimi storici.

I danni per l’agricoltura sono ingenti: 280 milioni nel Lazio; tra i 120 e i 170 milioni in Veneto. Sono 10 in tutto le regioni pronte a chiedere lo stato d’emergenza. E con l’anticiclone Lucifero che imperversa sulla penisola non si vedono spiragli all’orizzonte.

FONTI:

http://www.ow7.rassegnestampa.it/RassegnStampaCia/PDF/2017/2017-08-01/2017080136712782.pdf

http://www.netafim.it/article/i-principi-dell-irrigazione-a-goccia

http://www.informatoreagrario.it/ita/News/scheda.asp?ID=3427

http://www.suoloesalute.it/allarme-siccita-governo-stanzia-700-milioni-euro/

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